LA GRANDE MANIFESTAZIONE


Greta Thunberg

Il Quotidiano dei Vescovi, “l’Avvenire”, la chiama “Tutti giù per Terra”, la grande manifestazione mondiale che in 1.325 città del mondo, 140 solo in Italia, su iniziativa della piccola paladina dell’ambiente Greta Thunberg, vedrà scendere in piazza milioni di giovani e di ragazzi, nel grande Black Friday per il clima. La manifestazione si chiamerà “Global Strike For Future”.

La sedicenne Greta, fondatrice del movimento “Fridays for Future”, non ha dubbi: non siamo noi giovani che dobbiamo salvare il pianeta. Sono gli adulti a doverlo fare, e lo devono fare subito, non c’è tempo da perdere. Non c’è tempo per aspettare che si intervenga in futuro.

Sciopero scuola e studenti 15 marzo per il clima: cosa sapere su cortei e manifestazioni

Numerose sono le manifestazioni anche nel nostro Paese. In un’intervista, il giovane Luca Polidori, forte di una nuova associazione che è nata, denominata “Futuro Verde”, dice che “Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare i governi a cambiare strategia di fronte ad una emergenza globale che può essere fermata. Abbiamo undici anni per invertire la rotta, siamo l’ultima generazione a poter fare qualcosa“. Loro chiedono di rispettare gli accordi per il Clima raggiunti a Parigi, e di metterli in atto subito, senza rinvii.

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C’è ancora speranza per il pianeta, ma purtroppo non sono i giovani a decidere. Sono comunque i governi di tutto il mondo a poterlo fare. Se i governi non ascoltassero i giovani che scenderanno in piazza domani, sarebbe meglio scendere in piazza ogni venerdì, in massa. Perché dalla manifestazione di domani i risultati devono arrivare. Costanti, concreti ed immediati. Non si può più attendere. Cosa ne pensate della manifestazione? Io partecipo con il cuore.

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LA VOCE DELLA NATURA


In Estonia, un gruppo di studenti ha realizzato tre megafoni di grandi dimensioni per amplificare i suoni della foresta, e da usare come biblioteca all’aperto. Si trovano nella foresta di Võru, trasformata in un luogo di ascolto, meditazione e rilassamento.

Queste strutture dalle forme coniche, chiamate “ruup”, misurano tre metri di diametro e offrono ampi spazi all’interno per la lettura e il riposo. Un potenziale rifugio per visitatori ed escursionisti di passaggio, ma anche una piattaforma per lezioni all’aperto, piccoli eventi culturali e concerti.

L’idea degli studenti era di creare un bosco-biblioteca vicino al centro naturale Pähni che amplificasse i suoni tranquilli della natura, come i cinguettii degli uccelli e il fruscio delle foglie.

Fonte: Lifegate.it

Che meraviglia ascoltare la voce della natura dentro questi megafoni! Deve essere un’esperienza arricchente, meravigliosa, che ti rilassa e che ti rimette in armonia con la natura. Che fantastica idea!

LA STORIA DI FELIX


Felix Finkbeiner ha solo 21 anni, ma in 12 anni ha contribuito a piantare 15 miliardi di piante nel mondo, ma vorrebbe arrivare all’obiettivo del trilione di alberi. E’ il fondatore e l’attivista di “Plant for the Planet”, un’organizzazione che tutela e rafforza le foreste della terra.

“Vogliamo piantare mille miliardi di alberi, che saranno in grado di assorbire un quarto delle emissioni di Co2 prodotte dall’uomo globalmente”. Sognatore? Non troppo. Lo ha dimostrato in quarta elementare, quando l’insegnante gli aveva chiesto di fare alcune ricerche sul cambiamento climatico e di realizzare una presentazione da mostrare al resto della classe. Quella estate bavarese era particolarmente calda, e questo divenne argomento di dibattito a scuola. Felix passò l’intero week end a studiare l’impresa dell’ambientalista e vincitrice del premio Nobel per la Pace Wangari Muta Maathai, che aveva contribuito a piantare 30 milioni di alberi in Kenya in 30 anni.

La figura del premio nobel ha colpito il bambino, tanto che aveva suggerito alla classe di “piantare anche noi 30 milioni di alberi in ogni paese del mondo”. Quel discorso ha convinto la sua classe, e poi la sua scuola. Dopo poche settimane piantarono il primo albero. In breve tempo anche altri istituti fecero la stessa cosa. “Dopo solo un anno ne avevamo piantati 50 mila. Nel 2011 abbiamo sfondato quota 1 milione in Germania”.

“Piantare questi nuovi alberi servirà anche a combattere la desertificazione, a rendere l’agricoltura più efficace grazie all’agroforestazione. Inoltre, questi regolano il ciclo dell’acqua e rendono il suolo più produttivo, proteggendo anche la nostra biodiversità”.

Fonte: business insider

Che grande questo ragazzo! Cosa ne pensate della sua iniziativa, e come moltiplicarla?

NON SOLO SURRISCALDAMENTO GLOBALE


Artico, enorme massa d’acqua calda sotto il ghiaccio: “In 30 anni la temperatura è raddoppiata, è una bomba a orologeria”

Non è solo il surriscaldamento globale a far sciogliere i ghiacciai. Sotto il Mar Artico c’è una bomba ad orologeria che potrebbe cambiare radicalmente e in breve tempo il panorama del Polo Nord. A causa dei cambiamenti climatici si è formata, a 50 metri di profondità nel Bacino del Canada, una enorme massa d’acqua calda, che ha raddoppiato la sua temperatura in soli 30 anni.
Di solito l’acqua calda è più leggera rispetto a quella fredda, quindi dovrebbe stare in superficie. Invece questa massa d’acqua calda rimane intrappolata sotto i ghiacciai perché si tratta di acqua salata, ma in caso di forte vento, come spiega una ricercatrice, “se la massa di acqua calda dovesse essere rimescolata con quella in superficie ci sarà abbastanza caldo da sciogliere completamente la banchisa di ghiaccio marino che copre questa regione per la maggior parte dell’anno”.
Secondo gli scienziati quest’acqua calda proviene dai confini del bacino, dove la riduzione del ghiaccio marino ha lasciato la superficie dell’oceano più esposta ai raggi del sole. Il resto lo hanno fatto i venti artici, che hanno portato l’acqua più calda a nord.
Ma quali sono le possibili conseguenze? Scioglimento dei ghiacciai, innalzamento della temperatura dell’Oceano Artico, con effetti permanenti. 
Immagine e articolo completo sono su Il Fatto Quotidiano.it
Una situazione drammatica dagli esiti imprevedibili.

GRANDE ECLISSI DI LUNA


Eclissi totale di Luna, il 27 luglio sarà la più lunga del secolo: il nostro satellite diventerà rosso per 103 minuti

Venerdì grande Eclissi di Luna, tutti gli occhi all’insù per ammirare l’eclissi di luna più lunga di tutto il secolo, ben 103 minuti, impreziosita da una visione di Marte molto più luminoso (“grande opposizione”). Lo spettacolo comincerà poco prima delle 21:00. La terra si troverà tra il sole e la luna e proietterà sul satellite il classico cono d’ombra tra le 21,30 e le 23,13 con massimo dell’eclissi alle 22,22. La luna uscirà poi completamente fuori dal cono d’ombra all’1,30.

Fonte: YouTG.net

Non perdetevi lo spettacolo.

EARTH DAY 2018


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Domenica 22 Aprile torna l’Earth Day, la Giornata della Terra, giunta alla sua quarantanovesima edizione! La prima Giornata della Terra, infatti, si è svolta il 22 Aprile del 1970, istituita dall’ONU su ispirazione dell’americano John McConnell. Il tema di quest’anno è la riduzione della plastica. Di modi per ridurla ce ne sono parecchi. I più comuni sono quello di bere acqua del rubinetto, comprare detersivi alla spina, usare borse di tela per fare la spesa a riusare le bottiglie.

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L’evento principale della Giornata in Italia è il Villaggio della Terra, che si terrà a Roma dal 21 al 25 aprile a Villa Borghese (Terrazza del Pincio e Galoppatoio). In programma attività per bambini, spettacoli, iniziative educative e sportive, concerti. Nella sera del 22 Aprile si terrà il Concerto per la Terra, con Noemi, Soul System, Sergio Sylvestre, Zero Assoluto, Ron & La Scelta.

Fonte: La Nuova Ecologia

Le iniziative più importanti non passano mai di moda, e sono destinate a durare ancora molto a lungo. Le Giornate della Terra però devono essere 365 giorni l’anno, soprattutto con il nostro impegno personale e nella società.

LO SPRECO


Invaso troppo pieno: buttate l’acqua al mare. E’ paradossale, in un lunghissimo periodo di siccità come quello che si è appena concluso, sentire questa frase. Eppure quello che è successo in Sardegna, nella Diga “Maccheronis”, sul Rio Posada è davvero sconcertante. Si ordina di aprire le paratie per far tornare la diga a livelli di sicurezza relativi al mese di febbraio. Visto che ha piovuto molto di più, si rischia l’esondazione, perciò bisogna svuotare l’invaso. Con il rischio (per niente remoto) che a marzo, aprile, maggio e giugno piova molto meno rispetto a quanto previsto.

Ma come riporta il bollettino dei serbatoi artificiali del sistema idrico della Sardegna del 31 gennaio: “i quantitativi d’acqua presenti nel sistema degli invasi sardi era pari al 47%, corrispondenti a 831 milioni di metri cubi d’acqua. Sempre al 31 gennaio, relativamente alla siccità si è registrata complessivamente una condizione di “Livello di pericolo” (allerta) con un valore dell’indicatore pari allo 0,18″. Una situazione quindi alquanto critica, denuncia la Consigliera Regionale del PD Daniela Forma, “se si pensa che la forbice che individua una condizione di ‘allerta siccità’ oscilla tra lo 0,15 e lo 0,3 e che ci troviamo nel pieno della stagione invernale“.

Situazione ancor più delicata se si considera che l’invaso del Maccheronis serve Posada, Torpè, Siniscola, San Teodoro e Budoni, comuni, a forte vocazione agricola e turistica, interessati nei mesi scorsi da importanti restrizioni idriche per uso irriguo.

Fonte: admaiora media

Speriamo si ravvedino e che si studino soluzioni per risparmiare acqua e per condividerla con chi non ne ha. Cosa ne pensate di questa situazione?