FUKUSHIMA: SI RISCHIA UN ALTRO DISASTRO AMBIENTALE


Un milione di tonnellate d’acqua contaminata finiranno in mare, nuova emergenza a Fukushima spaventa il mondo

Si rischia un nuovo disastro ambientale a Fukushima, teatro, nel 2011, di un incendio alla centrale nucleare in seguito al forte terremoto e al seguente tsunami che ha mandato in tilt i reattori. La società Tepco, che ha gestito la centrale nucleare fino ad allora, ha deciso di sversare l’acqua utilizzata per raffreddare i reattori, contaminata, nell’Oceano Pacifico, dichiarando che questa è l’unica opzione possibile.

Per far fronte all’emergenza la Tepco aveva installato migliaia di serbatoi, all’interno dei quali, per anni, si era provveduto ad immagazzinare l’acqua tossica. Lo spazio a disposizione, a 8 anni di distanza dal disastro, è praticamente finito e, del liquido ormai altamente radioattivo, nessuno sembra sapere cosa farne. E non si parla certo di un quantitativo ridotto, ma di 1 milione di tonnellate d’acqua contaminata che a breve saranno riversate in mare… Al problema hanno cercato di trovare una soluzione esperti provenienti da tutto il mondo, ma alla fine la decisione che preoccupa e che inevitabilmente causerà un disastro ecologico che non ha precedenti nella storia dell’uomo.

A seconda del tipo di combustibile utilizzato nel reattore, evidenziano infatti alcuni esperti, la radioattività dei rifiuti prodotti può durare centinaia o persino migliaia di anni, costruire ancora dei serbatoi non è un’idea sostenibile nel tempo, come non non lo è neppure l’idea di svuotare l’acqua contaminata nell’Oceano.

Fonte: Tiscali

I migliaia di depositi installati accanto alla centrale nucleare saranno riempiti entro la metà del 2022. Insomma, una bomba a orologeria. Auspico che entro tale data si trovi una soluzione alternativa, sicuramente molto meno pericolosa di questa.

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Fotografia de Elena Rubanu

Tratto da un post su Facebook:

🔥 Le Isole Canarie stanno bruciando
🔥 La California sta bruciando
🔥 L’Oregon sta bruciando
🔥 Washington sta bruciando
🔥 La Columbia sta bruciando
🔥 L’Alberta sta bruciando
🔥 Il Montana sta bruciando
🔥 La Nuova Scozia sta bruciando
🔥 La Grecia sta bruciando
🔥 Il Brasile sta bruciando
🔥 Il Portogallo sta bruciando
🔥 L’Algeria sta bruciando
🔥 La Siberia sta bruciando
🔥 L’Amazzonia sta bruciando

ExTexas è sott’acqua

India, Pakistan e Nepal con enormi monsoni sono sott’acqua

Sierra Leone e Nigeria con enormi inondazioni sott’acqua

🌞Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Ungheria, Polonia, Romania, Bosnia, Croazia e Serbia sono attaccate da un’ondata di caldo impressionante

🌞 California meridionale sotto ondata di caldo infernale

“Solitamente ad agosto, la città di San Francisco ha raggiunto i record di 106 gradi, quando ora raggiunge i 115 gradi Fahrenheit. Mentre la Carolina del Nord cucina ancora all’inferno

((🌎)) Il vulcano Yellowstone registra 2.300 movimenti da giugno

((🌎)) Il tremore di 5.3 colpisce l’Idaho

((🌎)) Terremoto in Giappone 6.1 con Tsunami Warning

((🌎)) Tremore del Messico 8.2 con avvertimento sullo Tsunami

((🌎)) Tremore in Messico del 7.1

((🌎)) Tremore in Cile del 5.0

((🔥)) Russia: Esplosione Nucleare

🌊 Hurricanes Harvey, Irma (il più grande mai registrato), Jose e Katia stanno spazzando l’Atlantico

Per terminare un livello di brillamento solare X10 C.M.E. Il più alto mai registrato

In poche parole:
SIAMO NELLA MERDA!
Pensi ancora che non stia succedendo nulla?

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Preso da un post su Facebook:


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India, Pakistan e Nepal con enormi monsoni sono sott’acqua

Sierra Leone e Nigeria con enormi inondazioni sott’acqua

🌞Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Ungheria, Polonia, Romania, Bosnia, Croazia e Serbia sono attaccate da un’ondata di caldo impressionante

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“Solitamente ad agosto, la città di San Francisco ha raggiunto i record di 106 gradi, quando ora raggiunge i 115 gradi Fahrenheit. Mentre la Carolina del Nord cucina ancora all’inferno

((🌎)) Il vulcano Yellowstone registra 2.300 movimenti da giugno

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((🌎)) Tremore del Messico 8.2 con avvertimento sullo Tsunami

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I DANNI DELL’ABUSIVISMO


Risultati immagini per ischia terremoto

Ancora una volta ci ritroviamo a piangere, alcuni piangono lacrime di coccodrillo. Ad Ischia, un terremoto del quarto grado della Scala Richter ha provocato 2 morti, 39 feriti e numerosi crolli. E’ successo ieri poco prima delle nove di sera, alle 20:57. A Casamicciola sono crollati sette palazzi, oltre alla Chiesa di Santa Maria del Suffragio, all’interno della quale si trovava una delle due vittime; e alla Chiesa del Purgatorio.

Nonostante il relativamente basso grado di intensità del terremoto, quest’ultimo ha provocato numerosi crolli, anche a causa della bassa profondità (l’epicentro è stato registrato a soli 5 km di profondità). Ma ciò che li ha provocati veramente sono l’abusivismo e le concessioni edilizie troppo facili. La troppa cementificazione e l’aver utilizzato cemento impoverito hanno causato il vero danno.

Ischia è un’isola che d’estate conta 250.000 persone, tra residenti e turisti, e questa estate non ha fatto eccezione. Panico tra i turisti, numerosi di questi hanno infatti ritirato il biglietto e rinunciato a sbarcare nell’isola. A Lacco Ameno, comune confinante con Casamicciola, è stato evacuato l’ospedale Rizzoli per la presenza di numerose crepe nell’edificio con la necessità di verifiche strutturali. Tuttavia poco fa è stata diffusa la notizia che l’ospedale è agibile, e i pazienti evacuati vi possono rientrare.

Il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Egidio Grasso, denuncia le costruzioni abusive realizzate con cemento impoverito e senza alcuna verifica sismica.

Fonte: Il Tirreno, immagine: TGCom24

Ancora una volta dunque ci ritroviamo a piangere vittime e feriti. Non mi stancherò di ripetere che bisogna fare un censimento nazionale di tutti gli edifici (abitazioni e tutto il resto) abusivi e non, case vuote e case da ristrutturare, ed abbattere le case abusive in zone ad elevato rischio di dissesto, una volta trasferiti gli inquilini ad altre case vuote in zone sicuramente meno pericolose dal punto di vista idrogeologico. Il vero responsabile è l’uomo, l’italiano che fa le cose alla carlona, che fa le cose pensando di essere astuto e furbo, raggirando le regole e la legge, e colui che chiude uno o entrambi gli occhi di fronte agli scempi, il controllore che magari è anche controllato e non può decidere liberamente.

SISMA: PERICOLO PER LA DIGA DI CAMPOTOSTO


diga-di-campotosto

Campotosto è un piccolo centro in provincia dell’Aquila. Il suo omonimo lago è il secondo più grande d’Europa, e si trova a 1.300 metri d’altezza. Nasce nel periodo fascista come bacino artificiale per alimentare le centrali idroelettriche della Valle del Vomano. Il lago ha un’estensione di 14 km/q, ha una profondità massima di 35 metri e ha una capacità di 300 milioni di metri cubi d’acqua, e, grazie al suo dislivello, può produrre quasi 800 milioni di kw

Lungo le sue sponde ci sono tre centri abitati: Campotosto, Mascioni e Poggio Cancelli. La diga di Campotosto è la sorvegliata speciale, perché è costruita proprio su una faglia sismica che, a detta degli esperti, è ancora molto attiva. In caso di sisma molto intenso, questa enorme diga artificiale, lunga ben 44 metri, potrebbe cedere, causando danni incalcolabili.

Il Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica (Eucentre) ha studiato il caso, e ha auspicato interventi di rafforzamento della barriera. Il gestore della diga (l’Enel) però, ha sempre difeso l’affidabilità dell’impianto. Ha retto benissimo alle scosse di questi anni e di queste ultime settimane, e – secondo altri studi compiuti da alcuni geologi – la mappa della faglia e la diga non sono del tutto sovrapponibili ma la prima sarebbe ad una distanza di trecento metri, il che renderebbe ancora più sicura la barriera di Fucino.

Fonte e immagine: Tiscali Notizie

Nessuna paura, quindi, secondo l’Enel, nessuna preoccupazione, nessun allarme. E allora tutto tace, tutto deve tacere, bisogna assopire gli animi e le coscienze, è tutto sotto controllo, non bisogna creare allarmismi. Ma ora che il sisma ha colpito la zona, e che la faglia è attiva, chi è che spegne la paura degli abitanti? E perché tutto questo silenzio, tutta questa omertà? Che interesse hanno quelli dell’Enel a tacere su questo pericolo?

FOTOBLOG OMAGGIO


Sono di oltre sei milioni e 120mila euro i fondi raccolti tramite l’sms solidale attivato dalla Protezione Civile in questi quattro giorni, il 45500, del valore di 2 euro. Voglio vedere se li spendono tutti. Li devono spendere tutti per ricostruire questi borghi colpiti dal terremoto. Questi soldi devono andare tutti per la ricostruzione.

Anch’io ho voluto inviare l’sms solidale. E questo è un altro omaggio che rendo, all’interno di questo blog, per questi paesi colpiti al cuore: Amatrice, Pescara del Tronto, Accumoli.

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Amatrice

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Pescara del Tronto

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Accumoli

Voglio una ricostruzione fatta come si deve e dove si deve, senza “New Town“, senza baracche di legno come stanno pensando (almeno provvisoriamente, dicono), perché il provvisorio diventa sempre definitivo in Italia (ved. Irpinia), con criteri antisismici e anticrollo: molto più cemento, e meno sabbia. Si dice infatti che le case crollate fossero fatte con troppa sabbia e poco cemento. Voglio che tutti i fondi raccolti vadano effettivamente lì, e in poco tempo tutti abbiano un tetto. Definitivo.

TERREMOTO CENTRO ITALIA: I NUMERI DELLA SOLIDARIETA’


sms solidaleSono profondamente colpito da questa tragedia. Un giorno tristissimo, che ha mietuto più di 120 morti, tra cui diversi bambini. Evito di parlare dei probabili motivi di tutti questi crolli, che tanto già lo sapete come la penso in proposito. Oggi è solo il giorno del dolore. Vi do solamente i numeri della solidarietà, per poter aiutare le popolazioni del centro Italia, in particolare Lazio, Marche e Umbria colpite dal terremoto.

E’ stato attivato un sms solidale che si può inviare da qualsiasi gestore telefonico al costo di 2 euro: il 45500. I fondi raccolti saranno trasferiti dagli operatori, senza alcun ricarico, alla Protezione Civile, che provvederà a destinarle alle regioni colpite dal sisma. Anche la Croce Rossa ha attivato un numero e un conto corrente per le donazioni e le coordinate per effettuarle sono state diffuse via Twitter: “Attivato il servizio donazioni della #CroceRossa Italiana per il #terremoto di Amatrice, Rieti“. Il numero di telefono è 06-5510, l’IBAN è IT40F0623003204000030631681, la email è aiuti@cri.it

Fonte: il sussidiario

1980 APOCALISSE IN CAMPANIA E IN BASILICATA


terremoto irpinia.png

Era il 23 novembre 1980. Alle 19:34 una forte e lunga scossa di terremoto colpì la Campania e la Basilicata, con epicentro in Irpinia. Un minuto e mezzo in cui arrivò l’apocalisse. Un minuto e mezzo che ha provocato più di 3.000 vittime, più di 9.000 feriti e 150mila abitazioni rase al suolo, con 300mila senzatetto.

I soccorsi furono tardivi e inefficienti, ma l’impegno e lo sforzo dei volontari è stato notevole. Ci sono state tante polemiche per quanto riguarda il post terremoto e la ricostruzione, anche se in Basilicata è stato ricostruito il 90% delle abitazioni private.

Anche in Irpinia è stato ricostruito quasi tutto, ma un paio di anni fa alcuni cittadini si sono rivolti a Striscia La Notizia per denunciare la mancanza di una sistemazione definitiva, promessa da tanti anni ma ancora non attuata, ma si spera che tutta quella gente che viveva in container fatiscenti e che si è rivolta a Striscia ora sia potuta passare a una casa più dignitosa e salubre. In caso contrario è davvero una vergogna.

Non ero ancora nato nel 1980; a “ricordarmi” quella tragedia è stato questo articolo. Spero con tutto il cuore che quanto prima tutte le persone possano tornare ad avere una casa dignitosa.

GIAPPONE: EMERGE UNA NUOVA ISOLA


isola

Ad Hokkaido (Giappone) è emersa una nuova isola in poco più di due ore. Un fenomeno inspiegabile, in quanto di solito la nascita di nuove isole viene preceduta da terremoti, e invece la sua nascita è avvenuta nel più totale silenzio. L’isola è grande 1.200 metri quadrati ed emerge per circa dieci metri.

Sul posto sono giunti scienziati giapponesi secondo i quali il fondo del mare sarebbe aumentato di volume in seguito ad una frana avvenuta da una vicina collina a causa del disgelo; frana che avrebbe sollevato il fondale marino vicino alla superficie secondo quanto dichiarato dal professore Shintaro Yamasaki presso l’Istituto tecnologico di Kitami.

Fonte: Centro Meteo Italiano

E’ un fenomeno incredibile e spettacolare, soprendente e stupendo. Cosa ne pensate?

IN NOME DELLA CRESCITA, DELLO SVILUPPO E DEL LAVORO


trivellazioni

Sblocca Italia. E’ questo il nome dato al decret(in)o che avrebbe l’obiettivo di rilanciare la crescita, lo sviluppo e il lavoro in Italia. Ma questo decreto in pratica toglie tutti i veti che possono sorgere all’udire di ciò che in nome della crescita, dello sviluppo e del lavoro vogliono fare.

“Grazie” a questo “Sblocca-Italia“, infatti, sono arrivate diverse richieste al Ministero dell’Ambiente da parte di società che vogliono trivellare l’Emilia Romagna, già duramente provata dal terremoto di due anni e mezzo fa. Sono tre le nuove richieste di trivellazioni arrivate appena un mese dopo l’approvazione di questa “Legge dello Stato”:

1- Ostellato, proposto dalla società AleAnna Resources, nella “Valle di Comacchio e Bonifica del Mezzano”, area di importanza internazionale per l’avifauna in provincia di Ferrara;
2- Il pozzo di Solarolo, proposto dalla società AleAnna Resources, è a 1 km dal centro abitato di Solarolo e poco meno di 5 km da Granarolo (Ravenna), area di produzioni di altissima qualità Dop collegate proprio alle caratteristiche ambientali;
3- A 1 km dal centro abitato del comune di San Pietro in Casale (Bologna), a pochi chilometri da Cento, in piena area terremotata nel 2012, è proposto dalla società Po Valley Operations PTY LTD.

Oltre a questi tre “progetti” nell’Emilia Romagna, ve ne sono altri tre richiesti: uno nelle Marche, uno in Piemonte, e uno a largo delle Coste della Sardegna. Le associazioni “No Triv” e “Forum Italiano dei Movimenti per l’Acqua” invitano tutti i cittadini e le amministrazioni locali a mobilitarsi per fermare l’aggressione al territorio e alla salute dei cittadini stessi promossa dal decret(in)o Sblocca Italia.

Fonte: sulpanaro.net

Perché è pericoloso lo Sblocca Italia? Perché sottrae alle Regioni il parere sulla Valutazione di Impatto Ambientale, lasciando allo Stato un potere quasi esclusivo in questa materia. E’ pericoloso perché in nome dello sviluppo, della crescita e dell’occupazione (che ricatto!) si promuovono progetti e azioni dannose e velenose per la salute e il vero benessere di tutti.

E CI RIPROVANO ANCORA!


deposito nucleare

Ancora una volta dobbiamo difenderci contro gli attacchi dello Stato nei nostri confronti. Ancora una volta la Sardegna viene vista come la spazzatura d’Italia, vista la sua proverbiale antisismicità. E proprio a causa di questa nostra “qualità”, per via della mancanza di vulcani attivi e per via della lontananza dalla terraferma, ancora una volta la Sardegna viene presa di mira da chi vuole scaricare le scorie nucleari sul nostro territorio regionale.

Ancora una volta siamo costretti a lottare con le unghie e con i denti per difendere la nostra isola dallo sfruttamento. Si è costituito il Comitato contro lo Stoccaggio di Scorie Nucleari sul nostro territorio. Il 15 dicembre dovrebbe essere approvato il decreto che individua il deposito unico di stoccaggio delle scorie radioattive. La Sardegna rischia di essere la principale indiziata.

La prima mossa del comitato sarà quella di mobilitare la Regione Sardegna contro questa scelta scellerata che potrebbe annullare gli effetti dello storico referendum del 2011 che ha sancito la volontà dei sardi di opporsi al conferimento di scorie radioattive e nucleari sul territorio sardo.

“Oggi con l’approvazione dello sblocca Italia la legislazione è cambiata in peggio e la competenza esclusiva per quanto riguarda i controlli e le autorizzazioni relative all’ambiente è stata accentrata su Roma – denunciano gli attivisti – Il governo nazionale potrebbe quindi non tenere conto dei pareri della Giunta e del Consiglio regionale sia in materia di trivellazioni sia rispetto alla localizzazione dei depositi delle scorie nucleari“. Ma il Comitato avverte: “Dovranno passare sui nostri corpi prima di obbligarci a subire questo disastro ambientale“.

Fonte: l’Unione Sarda.

Basta con lo sfruttamento. Procurad’e moderare sa bostra tirannia.

IL FU…. KUSHIMA, 3 ANNI FA


nucleare

Tre anni fa una violentissima scossa di terremoto, seguita da uno tsunami, ha colpito il Giappone. Lo tsunami ha anche provocato un incidente nucleare nella cittadina di Fukushima. Un incidente che ha a sua volta provocato la fuoriuscita di radiazioni, e un rischio di esplosione che è stato scongiurato da 50 volontari operai della Centrale Nucleare.
Un gesto eroico, perché hanno messo a forte repentaglio la loro vita per salvare quella di milioni di giapponesi. E infatti l’operaio che dirigeva i lavori di “spegnimento” del reattore è morto un anno fa, il primo martire. Tanti altri si sono ammalati. Evitando, scongiurando l’esplosione che avrebbe contaminato l’intero pianeta.
Purtroppo l’incidente ha provocato la contaminazione dell’intera cittadina, cibo e acque comprese. A tre anni dal disastro, è tutto contaminato, 200mila sono le persone sfollate non ancora rientrate nelle loro case a Fukushima, che non è stata ancora bonificata, e aumentano in modo esponenziale i casi di tumore e di leucemie.
Fukushima da tre anni è una città fantasma. Una città non ancora bonificata. Una città colpita da un sistema industriale completamente sbagliato, ma che i governi si ostinano a perseguire.

TRA CRISI E CALAMITA’ NATURALI, L’ITALIA E LA GRECIA SONO UNITE IN UN DESTINO COMUNE


spiaggia privata

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La crisi economica e la malavolontà della politica ha costretto sia l’Italia, sia la Grecia, a svendere i suoi gioielli, compresi spiagge e posti incantevoli e incontaminati, che diventano privati. A questo si aggiungono le calamità (più o meno) naturali: alluvioni in Italia (qui troverete tutti gli aggiornamenti). Bastano pochi giorni di pioggie stagionali per mettere in allerta l’Italia intera, in cui la gran parte dei Comuni Italiani sono a rischio idrogeologico; terremoti in Grecia, dove trema l’isola di Cefalonia (qui).

Un tempo, Roma e Atene erano due super potenze mondiali, che hanno scritto secoli e secoli di storia. Una storia un tempo gloriosa. Oggi Roma e Atene, Italia e Grecia, vivono le stesse difficoltà, economiche ed ambientali. Unite in un beffardo destino comune.

L’AQUILA: LA MAFIA NELLE RICOSTRUZIONI


terremoto

Secondo un dossier dell’Unione Europea, in particolare di un eurodeputato danese, Søndergaard, a quattro anni dal disastro, la situazione del centro storico rimane sostanzialmente invariata: “solo un paio di edifici (uno pubblico e uno privato) sono stati ricostruiti nella cosiddetta zona rossa“. Ricostruzione a rilento, norme non rispettate, soldi comunitari spesi in malo modo, dubbi su infiltrazioni mafiose nei lavori, materiali di scarsa qualità e case e abitazioni pagate decisamente più dell’effettivo valore di mercato.

Tra i vari risvolti della realtà aquilana che vengono sbugiardati dal report del deputato europeo ci sono, ad esempio, i proclami fatti dall’allora premier Silvio Berlusconi il quale annunciò che i soldi che sarebbero stati utilizzati per la ricostruzione sarebbero arrivati, fino all’ultimo centesimo, dalle casse dello Stato, mentre invece secondo Søndergaard il 42% degli edifici è stato realizzato grazie ai contribuenti dell’unione europea. Edifici, appartamenti, case e palazzi che sono costati ben il 158% in più del valore di mercato, surplus di prezzo che è stato registrato dal danese anche nei materiali, con calcestruzzo per cui sono stati spesi 4 milioni più del previsto e 21 milioni i pilastri utilizzati per i palazzi. Insomma un vero e proprio ‘rigonfiamento‘ dei costi. Su tutto, dai prefabbricati ai bagni chimici.

Prosegue il Commissario: “nelle case e nelle scuole non ci sono pannelli a indicare che sono state costruite con i fondi Ue ma al contrario ci sono pannelli che specificano ‘edifici realizzati con donazioni da enti privati e amministrazioni locali’. Ciò è in contraddizione con le norme europee“. E ancora parla di materiale “generalmente scarso”, di intonaco “infiammabile” e di abitazioni fatte evacuare perché pericolose e “insalubri”, il tutto ‘condito’ da un sospetto pressante di infiltrazioni mafiose: “Un numero di sub appaltatori non disponeva del certificato antimafia obbligatorio“, accusando la Protezione Civile di aver “aumentato l’uso del sub appalto consentito dal 30 al 50%” e aggiungendo che “una parte dei fondi per i progetti Case e Map sono stati pagati a società con legami diretti o indiretti con la criminalità organizzata“.

Altro problema che viene sottolineato dal report del danese è il rischio che l’Italia si trovi a dover restituire, non si sa in quale quantità, i soldi arrivati dall’Ue: teoricamente i fondi comunitari non possono essere utilizzati per fare profitto, ma tra poco nelle nuove abitazioni si dovrà pagare l’affitto, aspetto che ha già fatto partire censimenti e controlli dall’Unione Europea.

Una domanda mi sorge spontanea: Dove sono finiti i soldi degli sms solidali e dei bonifici bancari? Dove sono finiti i soldi di quel concerto fatto qualche mese più tardi, dove hanno presentato la canzone Donna D’Onna? Un consiglio? Diffidate dagli sms solidali. Da quella volta non ne ho più inviati. Perché non si sa dove finiscono.

Infine: le case non erano crollate perché si è risparmiato sul calcestruzzo, perché si è utilizzata sabbia marina?? E perché anche ora il materiale e l’intonaco è scarso e insicuro? Perché, nonostante abbiano promesso di vigilare sulla ricostruzione, di modo che non venisse fatta da aziende “prestanome” legate alla mafia, queste ricostruzioni sono sospette?

QUANTO E’ INQUINATA L’ITALIA


inquinamento

Siamo un paese abbastanza virtuoso per quanto riguarda emissioni di gas serra e superficie boscata. Ma dobbiamo ancora lavorare molto per migliorare la qualità dell’aria nelle zone metropolitane e tenere sotto controllo il rischio idrogeologico. Sono queste le principali conclusioni cui sono giunti gli esperti dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), relative all’anno 2012. Ecco una rapida carrellata dei dati più significativi emersi dallo studio.

Gli italiani si spostano sempre meno, sia per vacanza sia per lavoro. Per contro, aumentano gli arrivi e le presenze di turisti stranieri, rispettivamente del 5% e del 3%. Nel 2011, l’Italia presenta 4.901 acque di balneazione, di cui il 91,9% è conforme ai limiti imposti dalla Direttiva 76/160/CEE. Per 7 regioni costiere la percentuale di conformità ai valori guida è compresa tra il 90% e il 100%, in 4 è superiore all’80%, nelle restanti 4 è tra il 50% e il 72%.

Il mezzo di trasporto più utilizzato dagli italiani per i viaggi e dagli stranieri che visitano il nostro paese rimane l’automobile. Il settore trasporti, in Italia, nel 2012, è responsabile del 23,4% delle emissioni totali di gas serra.

La principale minaccia per i nostri boschi è oggi ancora rappresentata dagli incendi, il 72% dei quali, nel 2011, è risultato essere di natura dolosa, il 14% colposa e il restante 14% di natura dubbia.

Rimane tuttavia pesante la pressione esercitata sull’ambiente dalle attività industriali: continuano a preoccupare, infatti, gli effetti negativi sulla salute dell’uomo e sugli ecosistemi causati dalla presenza di sostanze pericolose nel suolo, nel sottosuolo, nei sedimenti e nelle acque sotterranee.

Dal 1 novembre 2011 al 31 dicembre 2012, sul territorio nazionale, sono avvenuti 4.129 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2, ed è sensibilmente aumentato il numero di quelli con magnitudo superiore a 5. Le frane censite sono circa 487.000 e interessano un’area pari al 6,9% del territorio nazionale. La popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti. Nel 2012 sono stati censiti dall’ISPRA 85 eventi di frana principali sul territorio nazionale. È stato inoltre stimato che in Italia le persone esposte ad alluvioni sono 6.153.860.

Arriviamo infine alla cementificazione. In Italia, secondo l’Ispra, sono stati consumati, in media, 7 m2 al secondo per oltre 50 annioggi il consumo di suolo raggiunge gli 8 m2 al secondo. In pratica, ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una superficie pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e Firenze.

Per informazioni più dettagliate, vi rimando alla fonte di queste informazioni: 5 minuti per l’ambiente.

IL PROTOMARTIRE DI FUKUSHIMA


masao

E’ morto Masao Yoshida. Stroncato a 58 anni da un tumore all’esofago. Il primo martire di Fukushima, il primo “kamikaze”, il primo eroe che, assieme ad altri cinquanta suoi colleghi, invece di scappare da quell’inferno, ha voluto compromettere definitivamente la sua vita, ha accettato la quasi certezza matematica di essere avvelenato dalle radiazioni della centrale nucleare di Fukushima.

L’11 marzo 2011, il Giappone è scosso da un terremoto fortissimo, devastante, che ha provocato diversi crolli, diversi morti (molto pochi rispetto alla potenza del terremoto, quasi tre volte più forte di quello che ha provocato il disastro dell’Aquila, segno che i giapponesi sono davvero un esempio di efficienza, di sicurezza, maestri nell’edilizia e nella sicurezza antisismica).

Ma soprattutto ha causato uno tsunami, che a sua volta ha provocato un surriscaldamento dei reattori nucleari della centrale di Fukushima, una fuga radioattiva che ha fatto registrare un livello di radiazioni di mille volte superiore rispetto al limite tollerabile, e che ha scatenato una fuga di massa dal luogo dell’incidente.

E mentre tutti vengono fatti evacuare, cinquanta degli ottocento operai della centrale nucleare, tra cui Masao Yoshida, all’epoca direttore della centrale che ha diretto i lavori di contenimento del danno, decidono di restare. Decidono di fare tutto il possibile per abbassare la temperatura dei reattori, ormai fuori controllo e a rischio esplosione. Decidono addirittura di buttarvi l’acqua del mare.

I cinquanta si danno il cambio, una manciata di secondi per uno, superprotetti sotto le loro tute, per limitare la contaminazione, per limitare la quantità di radiazioni e di veleno da ricevere, da respirare. Ma troppo forti le radiazioni, le tute non bastano a difendersi. Lo sanno benissimo. Hanno accettato il rischio di essere avvelenati per tutta la loro vita, per evitare che altre centinaia, migliaia e milioni di connazionali giapponesi venissero contaminati e avvelenati.

Cinquanta kamikaze, cinquanta martiri, cinquanta angeli, cinquanta EROI, che hanno deciso di andare a MORIRE, di una morte lenta, atroce, dolorosissima, al posto di centinaia, migliaia o milioni di loro connazionali. Nove mesi dentro l’inferno della centrale nucleare, nove mesi di contaminazioni dirette, nove mesi che hanno scatenato in lui un tumore all’esofago, diagnosticatogli appena dopo il termine delle operazioni di spegnimento.

E nonostante la società smentisca che la sua malattia sia legata all’incidente, perché dicono che simili malattie si sviluppano dopo almeno 5 anni dalle radiazioni, io sono convinto che nove mesi (sempre a rischio esplosione) di radiazioni siano stati fatali a questo vero EROE. Forse la quantità di radiazioni è stata troppa.

E nonostante lui continuasse a sostenere sino all’ultimo il nucleare, e lottò non solo contro la malattia, ma anche per migliorare, a seguito di quell’incidente, la sicurezza nelle centrali nucleari di tutto il mondo, resta un grande eroe, un grande “kamikaze”, un martire, il primo di quell’incidente che avrebbe dovuto far riflettere il Giappone sulla pericolosità di queste centrali anche in caso di terremoti e tsunami, e che invece continuano a sostenere, con ancora più forza.

ISOLE SALOMONE: TERREMOTO E TSUNAMI DISTRUGGONO INTERI VILLAGGI: ALMENO 5 MORTI


isole salomone

Una violenta scossa di magnitudo 8 è stata registrata nell’Oceano Pacifico nell’arcipelago delle Salomone al largo delle isole Santa Cruz alle 12.12 ora locale (le 2.12 in Italia). Secondo i rilievi dell’Usgs, il Servizio geologico degli Stati Uniti, il sisma ha avuto ipocentro a 28 km di profondità ed epicentro a ovest dell’isola di Nendo. Sono seguite sei forti repliche di magnitudo tra 5.2 e 6.6. Dopo il sisma, le coste delle Salomone sono state raggiunte da uno tsunami con onde fino a un metro e mezzo d’altezza. Almeno cinque le vittime registrate (quattro anziani e un bambino) e tre feriti, secondo le prime notizie da fonti sanitarie nelle Isole di Santa Cruz.

PROGETTO DEVASTAZIONE ABRUZZO


L’Abruzzo guarda indietro. Il Comitato VIA (Valutazione di Impatto Ambientale) della Regione Abruzzo, in soli due giorni, e con una fretta molto sospetta, deve verificare e decidere se autorizzare o meno 64 progetti devastanti per l’ecosistema regionale, fra cui inceneritori, discariche, raffinerie, e un piano di trasporti fatto di opere faraoniche.
Il 10 aprile scorso alcune associazioni, tra le quali il Comitato Anti-Vivisezione e il WWF, hanno organizzato una manifestazione di protesta davanti al Palazzo della Regione Abruzzo. Tra i vari slogan scanditi in quella manifestazione spiccava “Abruzzo Verde, Abruzzo Blu, dei vostri affari non ne possiamo più“, che ben interpreta il sentimento della gente, preoccupata, anche in tempi di crisi economica, più che per l’economia, per l’ecologia e la loro salute.

Un giovanissimo appartenente al Comitato Anti-Vivisezione ha commentato sulla pagina fan di facebook dell’associazione: “L’Abruzzo, una Regione che potrebbe vivere di turismo grazie ai suoi numerosi Parchi e al suo bellissimo ambiente, ha deciso di investire su inceneritori di sostanze pericolose, raffinerie, costruzione selvaggia di biomasse, discariche. E come se non bastasse, nei 64 progetti che il Comitato V.I.A. della Regione Abruzzo ha il compito di verificare se sono ecocompatibili, c’è un piano regolatore da far venire i brividi, tagli ai trasporti pubblici, come il treno, e la costruzione di 4 nuove gallerie sulla costa“.
Insomma, l’Abruzzo torna indietro. Questa Regione, essendo uno dei più importanti polmoni verdi d’Europa, dovrebbe puntare sulle energie rinnovabili, sulla raccolta differenziata e sul riciclaggio, e invece guarda al passato, puntando tutto su discariche,
raffinerie.

E’ così che vogliono ricostruire una Regione ferita dal terremoto?

TERREMOTO IN EMILIA: ECCO COME AIUTARE


Per chi si trova sul luogo:
– Mirandola: i tecnici consigliano di NON entrare nelle abitazioni in caso di danni e lesioni visibili (anche solo intonaci staccati), ed anche se non si vedono crepe, occorre prestare attenzione alle case e strutture adiacenti. Ricordiamo che per segnalare danni è attivo il punto informativo comunale (nelle capannine della Fiera di fronte al Teatro Nuovo di Mirandola). Dopo la mappatura degli edifici partiranno le verifiche sull’abitabilità.
Per tutti coloro che non hanno ancora potuto fare ritorno a casa ricordiamo che pasti caldi vengono distribuiti dai volontari negli stand di fianco al Teatro. 
IMPORTANTE: è stato attivato il numero della Sala Operativa Emergenze: 0535/24014.

– Finale Emilia: dal sito del Comune “avviso alla cittadinanza per gli edifici che non si trovano in zona rossa se non hanno subito danni visibili (nessun crollo, niente calcinacci, nessuna nuova crepa o peggioramento crepe persistenti): sistemarsi  al piano terra, mantenere una via di uscita sempre libera, si possono utilizzare energia elettrica, gas e acqua potabile, si consiglia di tenere alto il livello di attenzione”.

– L’ordine degli ingegnieri di Modena è disponibile  visionare gratuitamente le case colpite dal sisma. E’ possibile prenotare una visita dei tecnici chiamando lo 059/223831 o inviando una mail a segreteria@ing.mo

Per aiutare:
– Al momento l’esigenza principale è quella del sostegno economico atraverso una donazione. 
La Provincia di Modena ha attivato un conto corrente sul quale è possibile effettuare versamenti per raccogliere risorse che saranno interamente devolute alle persone colpite dal terremoto: codice Iban IT 52 M 02008 12930 000003398693, indicare la causale “terremoto maggio 2012 (per maggiori info clicca qui)

– Proprietari di Hotel, B&B, Motel, locande o anche privati cittadini che si sentono di aiutare nella zona di Modena o Carpi o comunque limitrofa alla zone di Finale, ci sarebbe bisogno di posti per la notte. Se qualcuno fosse disponibile può contattare il Comando della Polizia Municipale di Mirandola 0535611039 che smisterà le chiamate o Comando Carabinieri di Finale Emilia 0535 91067 o qualunque istituzione della Zona di Finale Emilia.

– Il COC (Centro Operativo Comunale) di Protezione civile di Carpi informa che chi intenda donare beni di prima necessità alle popolazioni sfollate dei comuni dell’area nord della provincia può rivolgersi al Magazzino comunale di via Watt 4 (zona industriale). Anche per evitare raccolte di beni non necessari in questa fase di emergenza l’amministrazione ricorda che sono cuscini, lenzuola e coperte gli oggetti di cui c’è ora necessità. Non sono invece richieste donazioni di derrate alimentari o vestiti in genere.
– Vestiti, saponette, asciugamani e lenzuola monoletto possono essere portati direttamente alla scuola media di via Pietri a Mirandola

– Si necessita di un servizio lavanderia. Chi fosse interessato può contattare lo 0535/24014

– Si cercano tensostrutture (per ospitare almeno 100 persone, ) per la celebrazione dei riti religiosi, data la momentanea inagibilità delle Chiese. Per le informazioni è possibile conttare lo 0535/24014

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– Altre comunicazioni

– La Casa del Volontariato di Carpi ha ripreso le attività  giovedì 24 maggio.

– La sede del Centro di Servizio per il Volontariato di Mirandola resterà chiusa al pubblico finchè non verrà dichiarata agibile dai tecnici. Invitiamo pertanto i volontari ed i cittadini a fare riferimento alla sede di Modena, tel. 059212003, email info@volontariamo.it

– Un aiuto per i terremotati della Bassa modenese che hanno perso il loro gatto a causa del sisma o che non sanno come accudirlo arriva dall’Associazione Protezione del Gatto ‘Apg’ di Modena e dall’Associazione Protezione Animali Carpigiana ‘Apac’, che si impegnano a recuperare e a custodire gli animali fino al ritorno alla normalità. Gli stessi volontari delle due associazioni – precisa una nota del Comune di Modena – si rendono disponibili inoltre ad occuparsi dei gatti rimasti senza mezzi di sussistenza garantendo nel loro ambiente alimentazione, ricovero ed eventuali cure mediche.  Il punto di ascolto per i padroni dei gatti è attivo il lunedì dalle 14 alle 19, il martedì e mercoledì dalle 16 alle 19 e il venerdì dalle 14 alle 19. Il numero telefonico di Apg é 059-255769, quelli di ‘Apac’ 320425403 e 3204620803 Attivo anche un indirizzo e mail per le segnalazioni di smarrimento, ritrovamento, avvistamento e per le richieste di intervento e di aiuto: stregattara@gmail.com.

Ambiente sul Web vi aggiornerà ulteriormente in caso di attivazione di un numero sms solidale. 

TERREMOTO SCUOTE NORD-EST DELL’ITALIA


Un forte sisma di grado 5.9 della scala Richter, ha colpito stanotte alle 4.04, il Nord-Est. Cinque i morti accertati: quattro in provincia di Ferrara, dove sono morti tre operai e un custode rimasti schiacciati sotto il crollo di alcuni capannoni industriali nella zona tra Sant’Agostino e Bondeno.
Morta anche una donna sotto le macerie della sua casa. Una donna invece è morta per un malore nel bolognese. Decine i crolli in tutta la zona.
Durante il sisma sono rimaste ferite anche alcune persone, almeno una cinquantina. Le squadre di ricerca e soccorso sono al lavoro. Dalle prime verifiche effettuate, nelle zone colpite dell’Emilia Romagna si registrano crolli diffusi di edifici storico-monumentali e di abitazioni rurali e crolli parziali di edifici pubblici e privati.
ll sisma è stato percepito in maniera più forte in Emilia e nel Veneto. Scossa avvertita anche a Milano e in altre zone della Lombardia.
L’evento sismico è stato avvertito in gran parte del Nord Italia e in particolare dalla popolazione tra le province di Modena e Mantova. Secondo i dati registrati dall’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia l’evento sismico si è verificato alle 04.04 con magnitudo 5,9 a una profondità di circa 6 km. L’epicentro è localizzato tra i comuni di Finale Emilia e San Felice sul Panaro in provincia di Modena, e Sermide in provincia di Mantova. Una nuova scossa di terremoto è stata avvertita dalla popolazione in provincia di Modena, con epicentro localizzato tra i comuni di Camposanto e Medolla e a Cavello. Sempre secondo i dati registrati dall’Ingv l’evento sismico è avvenuto alle 05.02 con magnitudo 4,9.

(FONTE: ADNKronos)

Ambiente sul Web continuerà a seguire e ad aggiornarvi sul terremoto nel nord est. Vi siamo vicini nel vostro immenso dolore.

TRE ANNI FA


Tre anni fa, nella notte tra il 5 e il 6 aprile 2009, a Paganica, in provincia de l’Aquila, si scatena un forte terremoto, alle ore 3:32. Un inferno durato trenta interminabili secondi. Trenta infernali secondi che hanno colpito gran parte dell’Abruzzo, e che, insieme alla scossa delle 19:00 del 6 aprile, hanno provocato il crollo di tantissime abitazioni, di palazzi e di monumenti, mietendo 309 vittime. Migliaia e migliaia gli sfollati, i quali, oltre ad aver perso la casa, hanno perso anche la famiglia. Crollata anche la Casa degli Studenti, provocando giovani vittime.
I soccorsi sono immediati e puntuali. Protezione Civile, volontari, gente comune, si mette a scavare tra le macerie della loro casa, a mani nude. Nei giorni seguenti si è mobilitata l’Italia intera, a colpi di sms solidali e fondi inviati ai numeri IBAN messi a disposizione per portare soccorso. Subito l’allora Presidente del Consiglio si recò a l’Aquila,
assieme al Capo della Protezione Civile, per portare solidarietà, consolare la gente, e strappare la promessa di una rapida ricostruzione della città, oltre alla rapida rimozione delle macerie. E un’altra promessa: “Non vi lasceremo mai soli“. Così si costruì un’immensa tendopoli di sfollati, ospedali da campo, da tutte le parti arrivavano viveri, bevande, coperte, medicinali. E dopo un mese, arrivavano le prime costruzioni prefabbricate per trasferire gli sfollati dalle tendopoli nelle loro nuove case.
A tre anni di distanza però, nonostante la promessa di non essere mai lasciati soli, le macerie sono ancora lì, non sono state rimosse, ancora tante persone non possono ritornare nelle loro case, e non hanno ancora avuto una “nuova” casa. Alcuni vivono negli alberghi, altri sono ospitati a casa di parenti e amici, e non so se alcuni vivono ancora nelle tende. Fatto sta che non è stato fatto tanto, non è stato fatto tutto il possibile perché la situazione, dopo tre anni, ritornasse alla normalità. Per quanto normalità possa definirsi per chi ha perso la moglie, o i figli.
Non voglio entrare nel merito della grave responsabilità della Protezione Civile, delle “risate” di alcuni volontari, pronti ad acciuffare gli appalti per la ricostruzione. C’è solo da sperare che in Abruzzo la situazione torni finalmente alla normalità, dopo tanto tempo.