GIORNATE FAI ALL’APERTO


Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) continua a fare. Dopo il lockdown che ha costretto anche loro alla chiusura, i volontari del FAI ripartono con l’iniziativa “Giornate FAI all’aperto”. Sabato 27 e domenica 28 giugno oltre 200 luoghi saranno aperti in più di 150 località d’Italia. Parchi e giardini storici monumentali, riserve naturali e orti botanici, boschi, foreste e campagne, alberi millenari e piante bizzarre, sentieri immersi nella natura e passeggiate nel verde urbano, giardini pubblici da riscoprire e giardini privati segreti che si svelano al pubblico, da una sequoia gigante sopravvissuta al disastro del Vajont nel 1963 fino al semenzaio che ogni anno produce il verde urbano della città di Roma: sono solo alcuni dei luoghi che si potranno visitare in questa edizione speciale delle Giornate FAI, che assume un’inedita veste “all’aperto”, su prenotazione e nel rispetto delle norme di sicurezza.

Un’iniziativa per risvegliare la curiosità e l’intelligenza dinnanzi a ciò che ci circonda, per interrogarci – come scrive Goethe – su ciò che abitualmente vediamo ma non conosciamo se non in superficie, e che vedrà protagonisti anche tutti i Beni del FAI – Fondo Ambiente Italiano, per l’occasione anch’essi concentrati su proposte “all’aperto” declinate sul patrimonio verde. Infine, durante le Giornate FAI all’aperto verranno svelati per la prima volta al pubblico, a pochi mesi dall’accordo tra il FAI e la Fondazione Museo di Palazzo Moroni, gli imponenti Giardini di Palazzo Moroni a Bergamo, oltre quattro ettari di verde tra le mura della Città Alta: l’omaggio del FAI alla città che ha drammaticamente sofferto l’emergenza sanitaria e che necessita di ritrovare il benessere e la bellezza che solo la natura può offrire. 

Prendere parte alle Giornate FAI è anche un modo per partecipare alla missione di cura e tutela del patrimonio culturale italiano della Fondazione, che negli oltre due mesi e mezzo di chiusura ha interrotto tutte le attività, dalle visite nei Beni ai cantieri di restauro, agli eventi nazionali. Ora il FAI è ripartito, per questo, oltre al contributo minimo – 3 euro per chi è già iscritto al FAI, 5 euro per i non iscritti – richiesto all’atto della prenotazione online, tutti i visitatori potranno iscriversi al FAI con le quote agevolate (riduzione di 10 euro) presso tutti i luoghi aperti e i Beni della Fondazione.

Si potrà prenotare fino a venerdì 26 giugno alle ore 15:00. Per ulteriori informazioni cliccate qui o qui.
P.S. A chi di voi, come me, non viene voglia di emigrare, di andare via da WordPress che ha reso praticamente quasi impossibile la pubblicazione di post stravolgendo l’editor di testo?

IL BORGO DEI BORGHI 2019


Uno scorcio di Bobbio con il Ponte Vecchio

Anche quest’anno si è svolto il concorso nazionale de “Il Borgo dei Borghi”, all’interno della trasmissione di Rai Tre “Kilimangiaro”. Ogni anno viene eletto il Borgo più bello d’Italia, tra venti borghi, uno per ogni Regione, che si evidenziano per diversi parametri, tra i quali l’agricoltura, il buon cibo, la vivibilità, la qualità dell’aria e dell’acqua, la ricchezza di bellezze naturali e culturali.

Quest’anno il riconoscimento è andato al Comune di Bobbio (PI). Sito al confine di ben tre regioni, la Liguria, l’Emilia Romagna e la Toscana, conta circa 3.500 abitanti e sorge sul Fiume Trebbia. Si legge sul sito quotidiano.net, dalla quale ho preso l’articolo: “Bobbio è fatta di vicoli acciottolati, strade su cui si affacciano antichi portici: un borgo piccolo ma ricchissimo di arte e cultura, dove si stratificano l’eredità romana, longobarda e carolingia, che hanno lasciato la loro impronta anche nella cucina, molto saporita e apprezzata dai visitatori”.

La Basilica di San Colombiano, il Ponte Vecchio, chiamato “il Gobbo”, e il Monastero di San Francesco sono tre perle di questo splendido borgo che hanno contribuito a farlo eleggere come il Borgo dei Borghi 2019.

GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2019


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Come ogni anno il FAI organizza diverse giornate all’insegna della bellezza da visitare e rispettare: quella del nostro paesaggio. Ecco dunque che questo weekend, il 12 e 13 ottobre riaprono 700 luoghi del nostro Paese inaccessibili o poco valorizzati, da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite.

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Quest’anno il FAI, del quale sono un acceso sostenitore, ha anche registrato uno spot al tempo stesso simpatico ma che fa riflettere, con la domanda: e se domani non ci fosse più niente di bello da vedere? Ecco qua il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=QrkTTf9dEho

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In Sardegna saranno visitabili le Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA), il Colle di Bonària a Cagliari, la Batteria Militare a Palau (SS), il faro marittimo Guardia Vecchia a La Maddalena (SS), un percorso tra il Parco di Tepilora e il Borgo di Posada (NU), dove montagna e mare si incontrano, e il Faro di Capotesta (nell’immagine sotto), a Santa Teresa di Gallura (SS).

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Fino al 20 ottobre ci si può iscrivere al FAI pagando la tessera 10 euro in meno rispetto al suo costo originale. Infine, fino al 27 ottobre è attivo il numero SMS 45584 dal valore di 2 euro inviato dai cellulari Tim, Wind, Vodafone, Tre, Iliad, Tiscali, Coop Voce e Poste Mobile.

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#ricordiamocidisalvarelitalia

NOTRE DAME BRUCIA


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Un grosso incendio devasta la Cattedrale di Notre Dame de Paris. Tutto il legno del monumento più visitato al mondo è bruciato, la struttura portante ha retto. Alcuni si sono chiesti come mai non sono intervenuti i canadair per spegnere l’incendio. La risposta è presto data: perché la struttura non avrebbe retto alle bombe d’acqua sganciate dagli elicotteri. Alcuni islamici esultano sul web per il rogo del cuore francese della cristianità, ma la causa non è dovuta ad un attentato.

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Da qualche settimana sono cominciati nella cattedrale dei lavori di ristrutturazione. Un progetto colossale. Stavano portando via le statue della facciata, in elicottero, verso un’altra città della Francia, e lì sarebbero state esposte al pubblico per tutto il periodo in cui la cattedrale doveva essere restaurata, fino al loro ritorno a “casa”.

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Cos’è successo nessuno lo sa. Le cause del rogo sono ancora ignote, anche se si presume possa trattarsi di una disgrazia. Il legno, che ieri è stato bruciato tutto, era abbastanza vecchio. Le statue che si trovavano all’interno della cattedrale dovrebbero essere state messe in salvo prima del crollo della guglia, all’interno della sacrestia, ma non sappiamo se la sacrestia sia stata interessata dalle fiamme o se sia stata risparmiata.

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Tutto il mondo piange. Macron vuole avviare una raccolta fondi mondiale per mettere in salvo l’arte, la cultura, la storia, la religione. Perché qui non si tratta solo di restaurare una chiesa, un monumento architettonico, una struttura. Qui si tratta di salvare tutto quello che la cattedrale rappresenta per tantissimi di noi. Non so se il FAI si mobiliterà in tal senso, ma sono pronto a contribuire se dovesse avviare una raccolta fondi in Italia. Dio salvi la Nostra Signora.

LE ROCCE SCOLPITE


Dal “mare dipinto” passiamo alle rocce dipinte, anzi, scolpite. Non ci sono grandi artisti capaci di scolpire la pietra e che hanno dato forma a queste rocce bizzarre presenti in Sardegna. Gli unici due artisti che hanno contribuito nel corso di migliaia di anni a scolpire queste rocce sono il mare e il vento. Vi presento le più sorprendenti.

Roccia dell’Elefante: Castelsardo

Roccia del Polpo: La Maddalena

Roccia dell’Orso: Palau

Roccia della Tartaruga: Porto San Paolo

Roccia del Lupo Ululante: Capo Testa

Roccia dell’Orso in piedi: Valle della Luna

Roccia dei fidanzati mano nella mano: Isola di Mal di Ventre

Roccia fallica: Isola di Mal di Ventre

Roccia del Cane: Capo Testa

Roccia del Cane che dorme: forse tra Dorgali e Baunei

Fotografia de Gilberto Tonet
Queste rocce affascinanti potrebbero rappresentare uno dei tanti punti di forza della Sardegna per attirare i turisti, uno sviluppo sostenibile nel rispetto della straordinaria bellezza della natura e nella salvaguardia del territorio. Una dimostrazione di come lavoro e ambiente, sviluppo e salute si possono finalmente conciliare. Senza dunque puntare necessariamente sulle industrie. La nostra industria è il turismo.

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2019


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Da anni sono un fan del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che raccoglie fondi per destinarli alle opere da salvare e restaurare, ai beni culturali da valorizzare, e dal 1993 organizza delle giornate in cui tante nostre ricchezze, che sono chiuse, riaprono al pubblico. 

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Ripartono le Giornate FAI di Primavera, il 23 e 24 marzo, una manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese. Le Giornate FAI di Primavera coinvolgono ogni anno oltre 40.000 Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole secondarie di I e II grado che accompagnano nelle visite dei luoghi aperti. Educare al valore del patrimonio d’arte e natura attraverso una formula di partecipazione attiva alla sua cura è certamente uno dei modi più efficaci per risvegliare il proprio impegno civile.

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Partecipare alle Giornate FAI di Primavera significa fare un gesto concreto a tutela del patrimonio d’arte e natura. A fronte di ogni visita effettuata, i volontari del FAI chiedono un contributo facoltativo – a partire da 2, 3 o 5€ – a sostegno di quella missione in cui il FAI si impegna da oltre 40 anni: la cura, la tutela e la valorizzazione dei luoghi e delle storie che rendono unico il nostro Paese.

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Si può inoltre contribuire con un sms del costo di 2 euro al 45584, fino al 31 marzo. E allora, tu che puoi, FAI! Io ho già fatto 😉

FARI DI SARDEGNA / 1


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Questo è il Faro Punta Scorno, sita nell’incantevole Isola dell’Asinara.

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E’ già partito il progetto per trasformare questi fari disabitati in hotel di lusso a 5 Stelle con vista sul mare, per valorizzarli e dare loro un futuro. Spero che si possa realizzare questo progetto, ma senza speculazioni edilizie.

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UN COLPO ALLO “STINTINO”


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Nel paradiso terrestre di Stintino, in Sardegna, dopo una mareggiata, si è depositata sugli scogli una immensa distesa di rifiuti di plastica. Si calcola che in Sardegna ci siano due chili di plastica ogni km.

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Nell’articolo de La Nuova Sardegna, che potete leggere, c’è una constatazione amara: un tempo, dopo le mareggiate, veniva trasportata una marea di alghe, con al massimo qualche pezzo di plastica. Ora viene trasportata una marea di plastica, con qualche traccia di alghe…

La plastica sugli scogli alla Pelosa...

“Tra i regali depositati alla Pelosa durante la mareggiata dello scorso fine settimana ci sono bottiglie, flaconi, stanghette, tappi e polistirolo. Quasi impossibile verificare la provenienza dei rifiuti. Molto più semplice mettere nero su bianco le cose che hanno in comune: sono tutti di plastica”.

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Che rabbia vedere un paradiso incontaminato diventare un paradiso di plastica.

LA MONTAGNA ARCOBALENO


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In Perù esiste una montagna arcobaleno, la “Montagna dei Sette Colori” viene definita. E’ Vinicunca, una vetta che raggiunge quota 5.200 metri dal livello del mare! Essa fa parte della Cordigliera delle Ande. Dall’ocra all’arancio, dall’azzurro al viola, e ancora il verde, il giallo si intrecciano sinuosi tra i monti. Vinicunca è rimasta a lungo nascosta sotto uno spesso strato di ghiaccio, che una volta sciolto, ha fatto emergere un mondo nuovo.

Perché tutti questi colori? Perché milioni di anni fa si sono depositati materiali come ferro, dolomite, zolfo, rame ed ematite, che oggi creano questo effetto. Rimane un posto unico e incontaminato perché per vederlo è necessario percorrere un trekking impegnativo ad alta quota che può durare diversi giorni.

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Fonte: Green Me

Uno spettacolo della natura. Un paesaggio arduo e selvaggio, ma spettacolare! Davvero incredibile. Meriterebbe di far parte del Patrimonio dell’UNESCO. Cosa ne pensate?

CAPO TEULADA E PORTO TRAMATZU LIBERE


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Capo Teulada e Porto Tramatzu sono soltanto due delle spiagge occupate dalle Servitù Militari, ma oggi è stato raggiunto un accordo per liberare dalla servitù due delle spiagge più belle della Sardegna. Esulta il Governatore della Sardegna Francesco Pigliaru, il quale, nella Sede del Ministero della Difesa ha incontrato la ministra competente, Trenta.

Perché la spiaggia torni libera è infatti necessario avviare l’iter legislativo per cancellare la spiaggia di Porto Tramatzu dall’elenco delle zone portuali e delle aree demaniali di interesse di sicurezza nazionale. Il decreto, che dovrà essere firmato dal Presidente del Consiglio prevede anche l’avvio delle procedure per liberare dalle operazioni militari anche le spiagge di S’Enna e S’Arca a Capo Frasca e Punta de S’Achivoni.

Per maggiori informazioni: Repubblica.it

Sono felice per questo accordo raggiunto tra Regione e Governo, anche se mi puzza molto di campagna elettorale, che è già di fatto cominciata, in vista delle elezioni regionali del prossimo 24 febbraio. Ma questo è un altro passo in avanti verso la liberazione della Sardegna dalle Servitù Militari.

IL 2018 IN 12 FOTO


Il caso dei test sulle scimmie, compiuti ad Albuquerque negli Stati Uniti, è iniziato venerdì, con un'inchiesta del New York Times in cui si parlava di un coinvolgimento dell'European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector (Eugt), un istituto fondato dalle principali case automobilistiche tedesche. Gli stessi marchi avevano commissionato lo studio nel 2014, poco prima del Dieselgate, lo scandalo legato alle emissioni cancerogene prodotte dalle vetture vendute negli Stati Uniti e in Europa. L'Eugt, che è stato rimosso lo scorso anno, riceveva tutti i suoi finanziamenti proprio dai marchi tedeschi (Volkswagen, Daimler e Bmw) ma non è chiaro se le case automobilistiche – che hanno già preso le distanze dallo studio dell'Eugt con dei comunicati – fossero a conoscenza delle metodologie usate nel realizzare i test.

Gennaio 2018: scoppia lo scandalo Dieselgate. Le più grandi industrie automobilistiche tedesche sono messe sotto accusa per aver taroccato i dati sulle emissioni di anidride carbonica delle nuove auto “Euro 6” grazie ad un software furbetto installato nelle auto stesse che faceva registrare livelli di inquinanti inferiori al momento della revisione.

Febbraio 2018: Nonostante l’evidente siccità che ha fatto soffrire la Sardegna, si decide di buttare a mare l’acqua della diga “Maccheronis”, perché l’invaso, grazie alle piogge degli ultimi due mesi del 2017 e i primi due del 2018, si è riempito troppo. Uno spreco inaccettabile. Intanto in Russia è in corso la mattanza dei cani randagi in vista dei Mondiali di Calcio.

Morto l'ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale

Marzo 2018: muore in Kenya (per vecchiaia) l’ultimo rinoceronte bianco. La specie è estinta.

Aprile 2018: Si costruisce in Africa la grande muraglia verde, per contrastare la desertificazione del Continente.

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Maggio 2018: L’Aquila Fasciata, o “Aquila del Bonelli”, torna a volare sui cieli della Sardegna, in modo particolare nel Parco di Tepilòra, dopo decenni di estinzione.

Giugno 2018: abbattuta a Porto Torres una delle due ciminiere della dismessa Centrale a Carbone. Si temono ripercussioni sanitarie per quanto riguarda il possibile inquinamento da POP’s, inquinanti ai quali appartiene anche la diossina.

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Luglio 2018: la Grecia brucia. E’ stato appurato che gli incendi che hanno devastato quella che io definisco la mia terza patria dopo la Sardegna e l’Italia, sono di natura dolosa.

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Agosto 2018: Nella meravigliosa isola greca Santorini il turismo è molto pesante, soprattutto per dei poveri asinelli, costretti a salire più di cinquecento gradoni con i turisti, sempre più pesanti ed obesi, in groppa. I carichi pesanti che sono costretti a portare provocano agli animali escoriazioni, traumi e anche ferite croniche. In più vengono forzati a fare questo percorso quattro o cinque volte al giorno, senza riparo all’ombra, e senza un adeguato rifornimento di acqua e di cibo. E se non riescono a trasportare i turisti vengono addirittura percossi dai loro padroni.

Ma il Sindaco ha preso provvedimenti: orari prestabiliti, riposo all’ombra, acqua garantita, limitazione dei carichi da trasportare.

Inferno sul Monte Serra, 500 sfollati

Settembre 2018: Il Monte Serra va a fuoco. Gli sfollati sono più di 500, circa 70 famiglie, perché le fiamme hanno lambito le case. I danni sono ingenti.

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Ottobre 2018: a soli 15 km stradali da casa mia, nella zona industriale del Comune di Ottana, sono stati rilevati livelli di trielina mille volte superiori al limite consentito dalla legge. La situazione sanitaria dalle nostre parti è drammatica. I tumori spuntano come funghi dappertutto, anche nel mio paese.

Novembre 2018: La Val di Fienne, famosa per gli abeti rossi dai quali prendono forma i violini Stradivari, viene abbattuta dalla forza del vento. In poche ore il vento ha raso al suolo un numero di alberi superiore a quanti ne possano tagliare tutti i boscaioli del Trentino in tre anni: ben un milione e mezzo di metri cubi di legname, secondo i tecnici dell’ufficio foreste della Provincia autonoma di Trento. Raffiche fino a 120 km/h hanno sollevato gli alberi e sradicato le radici.

Dicembre 2018: alcuni studenti hanno creato una biblioteca all’aperto, nella foresta di Võru, in Estonia, dei megafoni giganteschi, per poter dare una sensazione di riposo assoluto immersi nei suoni (amplificati) della natura. Lì si riesce a studiare meglio e a riposare di più. Inoltre può anche essere utilizzato come luogo di aggregazione sociale, di concerti, di spettacoli.

E con queste immagini vi auguro un 2019 meraviglioso, ricco di gioia, serenità, felicità, fortuna, e tutto quello che desiderate. E soprattutto sia meraviglioso per la salvaguardia dell’ambiente. Ci risentiamo l’anno prossimo 🙂

L’INCENERITORE “ALL’AVANGUARDIA” DI COPENAGHEN


Inceneritori, quello di Copenaghen non produce solo vapore acqueo. Lo dice la stessa azienda: “Emissioni al minimo”

Questo che vedete nella foto è il “termovalorizzatore” di Copenaghen. E’ un impianto sicuramente all’avanguardia, se confrontato con gli inceneritori italiani. Ma non produce solo vapore acqueo, come qualcuno dice. L’azienda stessa, quella che gestisce questo impianto, afferma che emetterà un minimo di monossido di carbonio, ammoniaca, carbonio organico e ossidi di azoto, ma assicura comunque “prestazioni avanzate”.

Sarà un impianto “turistico”, con alberi, pista da sci, percorsi di trekking, un’area verde per il picnic, una parete di arrampicata di oltre 80 metri, nonché un ristorante e un bar! E’ costato 500 milioni di euro, e grazie alle sue dimensioni può raggiungere alti livelli di efficienza.

La Vølund, società che gestisce l’inceneritore, assicura che l’impianto manterrà le emissioni degli ossidi di azoto entro i 15 mg/Nm3, il monossido di carbonio sotto i 50, ammoniaca non oltre i 3, così come il carbonio organico totale. Per fare un confronto, l’inceneritore di Torino, stando ai dati pubblicati dall’azienda, in media nel mese di settembre 2018 la linea 1 dell’impianto ha emesso 2 mg/Nm3 di ossido di carbonio, 0,1 di carbonio organico totale, 0,7 ammoniaca, ma quasi 26 mg/Nm3 di ossidi azoto.

“Copenhill” (collina verde di Copenaghen) ha iniziato a funzionare a settembre 2017 in sostituzione di un altro inceneritore arrivato a 45 anni di anzianità. Con due linee di combustione, brucia in totale 70 tonnellate di rifiuti all’ora: in un anno, può trattare circa 400mila tonnellate di spazzatura, prodotta da 550-700mila cittadini e 46mila imprese. L’energia sprigionata dalla combustione torna alle famiglie sotto forma di elettricità per 50mila utenze e calore per 120mila. Per avere un termine di paragone, l’impianto di Brescia, il più grande d’Italia con oltre 700mila tonnellate incenerite nel 2017 ma una tecnologia più datata, produce energia elettrica pari al fabbisogno di oltre 200mila famiglie e calore per oltre 60mila appartamenti.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Nonostante l’indubbia efficienza del mega impianto di Copenaghen e le emissioni ridotte al “minimo”, resta il fatto che si deve puntare a ridurre gradualmente ed inesorabilmente i rifiuti da incenerire. Solo così le emissioni si ridurrebbero, non di certo costruendo impianti stratosferici. Il sistema più efficiente resta quello della raccolta differenziata spinta e del riciclaggio creativo (con laboratori scolastici) di ogni sorta di rifiuti.

TORNANO LE GIORNATE FAI D’AUTUNNO


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Oggi e domani ritornano le Giornate FAI d’Autunno. Sono 660 i luoghi straordinari visitabili in queste due giornate, tra cui il nostro Monte Ortobene, il Monte che domina la città di Nuoro, il Monte delle Sorgenti. Inoltre sono 150 gli itinerari tematici.

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Infine per tutto il mese di ottobre è possibile usufruire di uno sconto speciale di 10,00 € sulla tessera del FAI per chi si iscrive online. Lo slogan, come ogni anno è “Ricordati di salvare l’Italia”.

Immagine correlata

E allora, sosteniamo il Fondo Ambiente Italiano, e godiamoci un weekend all’insegna della bellezza e della cultura!

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IL PESO DEL TURISMO


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A Santorini, una bellissima isola della Grecia, sbarcano migliaia di persone al giorno dalle navi da crociera. Turisti sempre più pesanti ed obesi. Santorini è anche famosa per i suoi tanti asini, che da tempo vengono sfruttati per far salire su una ripidissima rampa di oltre 500 gradoni i turisti caricati sulla schiena di questi poveri quadrupedi.

Gli asini di Santorini Fb Help the Santorini Donkeys

I carichi pesanti che sono costretti a portare provocano agli animali escoriazioni, traumi e anche ferite croniche. In più vengono forzati a fare questo percorso quattro o cinque volte al giorno, senza riparo all’ombra, e senza un adeguato rifornimento di acqua e di cibo. E se non riescono a trasportare i turisti vengono addirittura percossi dai loro padroni.

Alcuni allevatori di asini hanno pensato di accoppiarli con delle cavalle, di fatto cambiando la “merce” prodotta: da asini a muli, più grossi, più robusti, e quindi capaci di trasportare pesi maggiori rispetto ai puledri. In due parole: più sfruttamento.

Per cercare di risolvere la situazione, alcuni movimenti animalisti nei giorni scorsi hanno manifestato chiedendo la tutela di questi quadrupedi e scontrandosi con gli allevatori di asini. La mobilitazione è arrivata al Sindaco, che ha provveduto a varare una serie di misure per tutelarli, tra le quali: orari prestabiliti, riposo all’ombra, acqua garantita, limitazione dei carichi da trasportare.

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A vedere queste immagini e sentire queste notizie mi si gela il sangue. Io per vedere dall’alto il mare e fare delle fotografie panoramiche li salirei a piedi tutti quei gradoni. E di corsa pure! Speriamo che con queste misure gli asini e i muli possano vivere una vita più dignitosa e con sempre meno pesi sulle spalle.

TUTTE LE BANDIERE BLU 2018


Su un totale di 368 spiagge premiate con la bandiera blu nel mondo, ben 175 si trovano solo in Italia. La regione più premiata dalla FEE (Foundation for Environmental Education – Fondazione per una Educazione Ecologica) è stata la Liguria, con 27 località, seguita dalla Toscana, con 19 lidi, e dalla Campania, con 18. La Sardegna conquista 13 bandiere blu per quanto riguarda i comuni, e ben 43 spiagge, specialmente nel Nord Sardegna, nel Sassarese e in Gallura, piazzandosi al sesto posto nella classifica delle Regioni italiane più premiate.

Fonte: corriere.it

TREMITI: VIETATE LE STOVIGLIE DI PLASTICA


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Tremate amanti dell’usa e getta! Alle Tremiti vengono vietate dal Sindaco le stoviglie di plastica. Pena una sanzione dai 50,00 fino ai 500,00 €. Al loro posto potranno essere utilizzati contenitori biodegradabili. Il provvedimento è partito dopo la denuncia di uno studio del CNR di Genova, che dimostra che nelle isole Tremiti si registrano quantità di microplastiche fra le più alte d’Italia.

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Dai risultati era emerso che le aree più inquinate sono quelle di Portici e delle Tremiti, con livelli comparabili a quelli “presenti nei vortici oceanici del nord Pacifico”, le cosiddette “zuppe di plastica“. In particolare, nelle isole a largo di Foggia sono stati ritrovati 2,2 frammenti per metro cubo. “Come nuotare in mezzo a 5.500 pezzi di plastica”, avevano spiegato i ricercatori.

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Il Sindaco delle Isole indica anche le prossime mosse: “Il prossimo passo sarà vietare le bottiglie di plastica e i contenitori di polistirolo, quelli che usano i pescatori per trasportare il pesce e che si ritrovano spesso in mare. Rivolgo un appello a tutti i sindaci delle isole e dei Comuni italiani che si affacciano sul mare a fare lo stesso”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Vogliamo continuare ad avvelenare questo paradiso? Fermiamoci, finché siamo in tempo.

SALAIOLA PRIMO BORGO NATURALISTICO D’ITALIA!


Salaiola

E’ Salaiola il primo borgo naturalistico d’Italia. Salaiola è una frazione del Comune di Arcidosso sul Monte Amiata. Gli abitanti di Salaiola hanno a cuore la salvaguardia della biodiversità presente sul suo territorio, ed intendono valorizzarla. Perciò la quasi totalità di loro ha aderito ad un Protocollo attraverso il quale i proprietari di terreni, giardini ed abitazioni si impegnano a mantenere l’ambiente integro e, pur nella prosecuzione delle normali attività, ad evitare intromissioni dannose alla natura ed a mettere in atto miglioramenti ecologici.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione l’Aquilaia, nata 17 anni fa con l’obiettivo di valorizzare le tradizioni, la natura e promuovere il turismo. Essa, a tal fine, si impegna ad organizzare escursioni turistiche, e manifestazioni come La Festa della Luna e la Festa della Poesia.

Si legge nell’articolo dal quale ho preso la notizia: “Salaiola ha un’altitudine di 750 mt, ha uno straordinario patrimonio boschivo che include castagni, abeti bianchi, olmi, aceri, pruni, querce, salici, peri, meli, noccioli, ciliegi e pioppi neri, così come il tipico sottobosco costituito dalle ginestre, le rose canine, il biancospino e l’erica; tale ricchezza vegetazionale offre l’abitat ideale ad oltre 80 specie di uccelli, agli ungulati, ai mustelidi ed ai canidi selvatici tipici del Monte Amiata. Un ecosistema che si completa con la presenza del Fosso, ricco di ciprinidi e di una grande varietà di insetti. Salaiola ha origini altomedievali, e deve il suo nome verosimilmente al passaggio del prezioso sale che dalla costa veniva trasportato verso le città del centro Italia, o, secondo alcuni studiosi, ad una radice semantica longobarda”.

Fonte: ilgiunco.net

Andate a Salaiola, e rispettate la natura!

GIORNATE FAI, ORA LEGALE E ORA DELLA TERRA


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Oggi ci sono due grandi eventi: è l’Ora della Terra, una grande mobilitazione mondiale organizzata dal WWF che unisce proprio tutti: cittadini, istituzioni e imprese a partire dal gesto simbolico di spegnere le luci per un’ora: dalle 20:30 alle 21:30. L’obiettivo è quello di dare al mondo un futuro sostenibile e vincere la sfida del cambiamento climatico. È la dimostrazione che insieme si può fare una grande differenza.

La prima edizione è stata quella del 2007, e Sidney è stata la “promotrice” di questa gran bella iniziativa. Da allora la mobilitazione è diventata mondiale, e ha davvero contagiato tutti, lasciando al buio piazze, strade e monumenti simbolo come il Colosseo, Piazza Navona, il Cristo Redentore di Rio, la Torre Eiffel, Il Ponte sul Bosforo e tanti altri luoghi simbolo, per manifestare insieme contro i cambiamenti climatici.

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Oggi cominciano anche le Giornate FAI di Primavera: oggi e domani mille monumenti aperti. Inoltre stanotte tornerà l’ora legale: si devono spostare le lancette di un’ora in avanti: si dormirà un’ora in meno, ma in compenso si risparmieranno tanti kilowatt ora, sprecando molta meno energia.

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E allora, partecipiamo anche noi!

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


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Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 26esima edizione. Il 24 e 25 marzo aprono al pubblico mille luoghi straordinari, affascinanti, di una bellezza più unica che rara, come lo è il paesaggio italiano. Mille luoghi da riscoprire assieme ai volontari del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Un weekend all’insegna dell’arte, della cultura e della bellezza, la grande bellezza italiana.

Chiese, musei, palazzi, ma anche luoghi ameni, panorami mozzafiato, tutto ciò che fa parte del nostro patrimonio artistico, storico e paesaggistico. Cliccando su questo link potrete trovare la mappa dei luoghi del cuore del FAI aperti nel primo weekend primaverile.

Si legge nel sito del FAI:

“Le Giornate FAI sono diventate dunque un appuntamento ambito, un evento nazionale di grande attrattiva, ma non per questo hanno perduto lo spirito originario: quello di accompagnare gli italiani a scoprire o riscoprire la bellezza che li circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata.

“Si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” ci ricorda la nostra fondatrice, Giulia Maria Crespi. Per questo le Giornate FAI, di Primavera e d’Autunno, hanno un unico destino: quello di diventare sempre più grandi, più vive e vissute, per avvicinare sempre più persone alla bellezza dell’arte, della cultura e della storia”.

Infine vi ricordo che da ieri, lunedì 13 marzo, e fino a domenica 1° Aprile (Pasqua), si può sostenere il FAI inviando un SMS del costo di 2,00 € al numero 45592 da qualsiasi gestore telefonico. Anche la RAI sostiene il FAI con una maratona televisiva dal 19 al 25 marzo, dedicata ai beni culturali. Maggiori informazioni su come sostenere il FAI la trovate su questo link.

Spero che in tanti possiate aderire a questa grande iniziativa. Io da anni sostengo il FAI, fatelo anche voi!

LE DIECI SPIAGGE ITALIANE PIU’ BELLE


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Secondo il noto sito di recensioni Trip Advisor, che ogni anno stila le classifiche delle spiagge più belle d’Italia e del mondo, in base alle recensioni dei votanti, anche quest’anno elegge le dieci spiagge più belle d’Italia.

La spiaggia più bella dello Stivale per il 2018 è la Spiaggia dei Conigli – Lampedusa. Al secondo posto troviamo Tropea, e nel gradino più basso del podio troviamo La Pelosa – Stintino. A seguire: Cala Goloritzè – Baunei, Porto Giunco – Villasimius, Baia del Silenzio – Sestri Levante, Cala Mariolu – Baunei, Cala Rossa – Favignana, Spiaggia di Maria Pia – Alghero e Spiaggia di Marina Piccola – Capri.

Fonte: La Stampa

Ecco dunque le immagini più belle di queste incantevoli spiagge italiane.

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1- Spiaggia dei Conigli – Lampedusa

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2- Tropea

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3- La Pelosa – Stintino

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4- Cala Goloritzè – Baunei

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5- Porto Giunco – Villasimius

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6- Baia del Silenzio – Sestri Levante

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7- Cala Mariolu – Baunei

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8- Cala Rossa – Favignana

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9- Spiaggia di Maria Pia – Alghero

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10- Spiaggia di Marina Piccola – Capri

Immagine correlata

Godetevi la bellezza di queste spiagge (e non solo di queste), e soprattutto andate a visitarle! Intanto io ne aggiungo un’altra, quella dove vado da due anni a questa parte:

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Su Barone – Orosei

Qual è la vostra spiaggia preferita?