ITALIA IN CONTROTENDENZA


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Come direbbe Fabri Fibra in “rap futuristico”: Tutti votano Verdi… “Tranne te…”. Sì, perché l’Italia ha deciso di virare per altri lidi. In modo particolare gli euroscettici della Lega, confermando, se pur ribaltando le percentuali, che i due partiti al governo sono ancora la maggioranza del Paese.

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Analizzando il voto in Italia posso trarre le seguenti conclusioni:

  • L’Italia ha scelto la politica sull’immigrazione e sulla sicurezza nazionale proposta dalla Lega, e anche Lampedusa, capitale dell’accoglienza in Italia con il suo famoso centro di accoglienza, e con la disobbedienza civile del Sindaco contro il Ministro dell’Interno, ha scelto la Lega come primo partito;
  • Ha scelto le grandi opere. Da sempre i 5 Stelle si battono contro la realizzazione della TAV, eppure in Val di Susa si è votato in massa la Lega, scegliendo anche il candidato della destra come nuovo Presidente della Regione;
  • Il tema dell’ambiente per gli italiani non è così forte e sentito come si sperava, nonostante i due “green fridays”, le due grandi manifestazioni sul tema dei cambiamenti climatici che hanno visto le più grandi piazze italiane gremite di giovani che protestavano contro l’unico cambiamento che non vogliono: quello climatico;
  • I Verdi italiani hanno sì triplicato i loro consensi, ma sono ben al di sotto della soglia di sbarramento del 4%, avendo ottenuto un misero 2,29%, nonostante si siano smarcati dal PD e vogliono correre da soli, scelta che avrebbe potuto premiarli con un risultato di ben altra importanza.

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In Francia i Verdi sono al 12,8% dei consensi (terza forza); in Germania hanno superato il 20% (seconda forza); in Finlandia si attestano al 16% (seconda forza); in Irlanda sono passati dall’1,6 al 15%, divenendo la terza forza del Paese. In Danimarca, Olanda e Gran Bretagna sono la quarta forza. Alla luce di questo i Verdi conquistano una settantina di seggi, dei quali nessuno sarà occupato da un italiano.

M5S: COSì NON VA


Parliamo delle atuorizzazioni alle trivellazioni in mare. Sul Fatto Quotidiano si legge: “I Verdi e il Movimento No Triv accusano l’esecutivo di non aver mantenuto la promessa di un’inversione di rotta in materia di estrazione di idrocarburi, denunciando la concessione di nuovi permessi. Ma il vicepremier smentisce, parla di eredità del vecchio governo e plaude l’eventuale impugnazione annunciata da Emiliano: <<Sarà un ricorso di un governatore Pd contro una autorizzazione rilasciata dal Pd>>”.

Intanto Bonelli (Verdi) denuncia: “Andiamo in procura. La Regione Puglia aveva espresso parere negativo”. Il Governatore della Puglia, Emiliano, accusa il governo di aver affermato che, “una volta intervenuta la Via favorevole, l’autorizzazione sarebbe un ‘atto dovuto’ e il dirigente, a meno di non compiere un reato, non avrebbe potuto negarla. I ministri, trincerandosi dietro una assurda e inesistente ipotesi di reato, hanno volutamente omesso di considerare che, in sede di autotutela, l’amministrazione statale avrebbe potuto disporre il riesame Via”. 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Così non va. Se il Ministro dell’Ambiente Costa ha dichiarato di voler inserire nel dl Semplificazioni una norma per “bloccare i 40 permessi pendenti come ha proposto il Mise” lo deve fare. Staremo a vedere se lo fa veramente oppure se tira fuori qualche scusa… Non è che se è una autorizzazione del governo precedente non si possa annullare in nessun modo. Voi siete lì al governo per cambiare le cose, non per lasciare le cose come stanno.

L’ITALIA AL TAP-PETO


Austria, esplosione in centrale gas. Il flusso per l'Italia si interrompe, poi riattivato in nottata

In Austria esplode una centrale del gas a Baumgarten, provocando un morto. A causa di questa esplosione, l’Italia, che non ha gassificatori, ma ha i gasdotti che arrivano dalla Russia, è al TAPpeto. Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dichiara lo Stato di Emergenza per il nostro Paese, e afferma che con il TAP, ovvero il Gasdotto Trans-Adriatico che porterà il gas del Mar Caspio nel Salento, non ci troveremmo in questa situazione.

Del TAP (Trans-Adriatic Pipeline) ne ho già parlato in altri post, sottolineando la contrarietà dei cittadini, degli amministratori locali e degli ambientalisti, per il fatto che hanno trapiantato gli ulivi secolari per far posto al gasdotto. Da tempo l’Italia e anche la Sardegna sta cercando soluzioni per avere gas a basso costo proveniente dall’estero: Algeria e Russia in primis. Il gasdotto di Baumgarten soddisfa poco più del 30% del fabbisogno di gas del nostro Paese.

I Verdi, col loro Presidente Angelo Bonelli, protestano contro il Ministro per lo Sviluppo Economico. Dal Ministro si aspettavano parole che favorissero un cambio di strategia, visto che i gasdotti sono soggetti a questo tipo di incidenti, magari puntando tutto sulle fonti energetiche rinnovabili.

I 5 Stelle denunciano invece la pericolosità dell’impianto e la contrarità al Tap: “L’incidente dimostra quanto simili infrastrutture possano rivelarsi delle vere e proprie bombe a orologeria, causando danni irreversibili per le persone e per l’ambiente circostante. Un’altra ragione per ribadire la nostra profonda contrarietà al Tap, perché quello che è accaduto oggi in Austria non si verifichi anche da noi”.

Fonte: Repubblica.it

TORINO: EMERGENZA SMOG


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L’inquinamento, ogni anno, in Italia produce 9 milioni di morti: 6,5 milioni dovuti all’inquinamento atmosferico e 1,5 milioni dovuti all’inquinamento idrico. Dati del 2015 della Rivista “Lancet”. A Torino, in questo lunghissimo periodo di secca, lo smog ha costretto le autorità della Città della Mole ad obbligare i cittadini a non aprire le finestre. Sono 25 le città ad aver superato il limite annuale dei 35 giorni per il superamento di emissioni dei limiti consentiti dalla legge.

A causarlo, oltre all’industria e al traffico, è, come dicevo prima, il lunghissimo periodo di siccità. La Pianura Padana è coperta da una preoccupante cappa di smog. Già da ieri la Sindaca di Torino ha preso provvedimenti, impedendo ai veicoli fino ad Euro 4 di circolare dalle 8 alle 19. A partire da domani questo provvedimento verrà esteso anche ai veicoli Euro 5. Legambiente e Verdi contestano il ritardo nell’intervento delle autorità e l’abulìa delle stesse nel combattere questi fenomeni.

Fonte: TGcom24

SICCITA’ IN TUTTA ITALIA


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L’Italia ormai è entrato in uno stato di calamità naturale per via dell’assenza di piogge. Da Nord a Sud la situazione è drammatica. Qui in Sardegna, dopo i due giorni di nevicate intense a Gennaio seguiti da un acquazzone che ha sciolto in fretta tutta la neve non ha piovuto. Solo quattro ore di pioggia leggera in primavera, poi più nulla. D’estate un solo giorno due ore e mezza di pioggia, anche intensa, poi più nulla.

Dieci regioni italiane, mezza Italia, ha chiesto o sta per chiedere il riconoscimento dello Stato di Calamità Naturale. I danni all’agricoltura italiana sarebbero già stimati in due miliardi di euro. A causa degli acquedotti colabrodo, però, in Italia vengono persi ben 9 miliardi di litri di acqua al giorno! Servirebbe un ammodernamento dell’intero sistema infrastrutturale idrico, e un ritorno alla gestione nazionale o regionale (e quindi non privata) dell’acqua.

GERMANIA: DAL 2030 SOLO AUTO ELETTRICHE O AD IDROGENO


macchina-elettrica

La Germania ha detto basta alla benzina e al gasolio. E’ stata infatti approvata dal Parlamento Tedesco una Risoluzione dei Verdi che chiede la fine della produzione e della vendita di auto a gasolio e benzina a partire dal 2030. Da quella data si potranno acquistare solamente auto ad idrogeno o elettriche. E’ previsto anche uno stanziamento di 300 milioni di euro per il potenziamento delle stazioni di ricarica delle auto elettriche.

Fonte e immagine: ecoblog.it

Quando è che l’Italia avrà la coscienza e la cultura per fare una cosa del genere? Quando la smetterà di incentivare l’inquinamento sbandierandolo come “opera strategica”?

CHE BELLEN!!


G

Si chiama Van der Bellen, ed è il Candidato Presidente dell’Austria, vincitore del ballottaggio contro il super favorito Hofer, leader dell’estrema destra, xenofoba. Van der Bellen è l’ex Presidente dei Verdi austriaci, 72 anni. Ha promesso che non firmerà il trattato transatlantico sul libero commercio, il TTIP, anche se è già stato approvato dal Parlamento, anche se questo è un punto in comune con il suo avversario Hofer, quindi da quel punto di vista ci sarebbe stato da stare tranquilli in ogni caso.

Van der Bellen è sempre stato molto apprezzato nel Paese per la sua onestà ed è sempre stato considerato uno spirito libero, non condizionato nemmeno dai dogmi ambientalisti: pur essendo stato leader dei Verdi, non ha mai utilizzato una bicicletta, ha dichiarato il suo amore per le auto ed è un forte fumatore. Potrete leggere più dettagli su questo articolo di Repubblica.it.

Ma che Bellen! Ha vinto il Gruen Van der Bellen! Che a dire il vero di Gruen ha proprio poco, visto il suo stile di vita, ma questo è un fatto suo personale, che a quanto pare agli austriaci non interessa più di tanto. E in Italia quando è che vince un ecologista?

“L’ISOLA DI BUDELLI SIA PATRIMONIO DELLO STATO”


isola di budelli

Il Presidente della Fondazione UniVerde, ex Ministro dell’Ambiente ed ex Presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, chiede, come promotore della petizione “Budelli Bene Comune“, che l’Isola di Budelli diventi Patrimonio dello Stato Italiano, così come deciso dal Parlamento nel 2013. Inoltre chiede che il Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena provveda subito ad acquisirne la proprietà.

Nonostante i fondi per l’acquisizione del Parco della Maddalena da parte del Consorzio, alcuni membri del CdA dello stesso hanno deciso, l’11 aprile scorso, di voler rinunciare all’acquisto dell’Isola. Oltre 100.000 persone hanno già firmato l’appello per salvare Budelli e ora anche il Sottosegretario di Stato, Silvia Velo, ha confermato che Budelli deve essere pubblica, tenendo conto della decisione del Parlamento e dello stanziamento dei fondi destinati esclusivamente per l’acquisto dell’isola.

L’ex Ministro dell’Ambiente afferma che “la riserva integrale non si tocca. Stop ai boicottaggi, si proceda subito a chiudere la vertenza dopo quasi tre anni dalla decisione del Parlamento. E’ assurdo che ancora non si sia giunti a una decisione definitiva sull’acquisto. Lo stesso Presidente del Consiglio della Regione Sardegna, Gianfranco Ganau, ha detto che la Regione Sardegna vuole che Budelli sia patrimonio pubblico“.

Fonte: AskaNews.it

La storia dell’acquisizione dell’Isola di Budelli è piuttosto travagliata. Un’isola contesa dal Consorzio dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, da un magnate neozelandese, Michael Harte che prometteva di tutelarla e di non specularci, ma che poi ha rinunciato, e i mesi scorsi da un gruppo di studenti che volevano acquisire l’Isola volendo farla diventare “L’Isola dei Ragazzi”.

Questi studenti affermavano che con 50 centesimi di euro a testa per ogni studente di tutti i licei d’Italia, si poteva acquisire l’Isola di Budelli. L’iniziativa era stata denominata “Non si s-Budelli l’Italia“. In questo link troverete maggiori informazioni sull’iniziativa.

A mio avviso l’Isola deve rimanere di proprietà della Regione Sardegna. Cosa ne pensate voi?

POLVERI SOTTILI: IL PARLAMENTO EUROPEO RADDOPPIA


smog

L’Europa raddoppia. Non gli europarlamentari (che sarebbe già una cosa grave), ma il limite massimo consentito di emissioni di ossidi di azoto delle automobili. Per maggiori informazioni leggete questo link. Ieri ha segnalato la notizia, a modo suo, la comica Luciana Littizzetto a “Che Tempo Che Fa” di Fabio Fazio. E ci dice anche chi, dei nostri Europarlamentari, ha votato a favore e chi ha votato contro. Ecco le sue parole.

“Il regolamento europeo aveva stabilito, per i veicoli Euro6, che il limite per le emissioni degli ossidi di azoto doveva essere 80 milligrammi al chilometro. Adesso è passata la norma che alza i limiti del 110%, cioè in sostanza il Parlamento Europeo ha detto che è consentito scaricare nell’aria il doppio di quello previsto, quindi, da 80 a 168. Alla faccia dell’Europa Green!

E’ come se uno andasse dal medico e il medico gli dicesse “guardi che lei ha 200 di colesterolo, e dovrebbe abbassarlo almeno a 100“. E il paziente dice “eh, ma sa, io non riesco a non mangiare due cotechini al giorno“. “Ah beh, allora facciamo una cosa: se non riesce ad abbassare i cotechini, alziamo noi il livello massimo del colesterolo. Facciamo che… è a 400“.

E’ così. Ma ti sembra una soluzione? Ma guarda che questi li paghiamo noi! Questa legge qua l’ha votata anche Salvini, che probabilmente passava da Bruxelles per caso in quel momento. Ma ti rendi conto? La Pianura Padana è una delle zone più inquinate d’Europa e adesso, grazie a loro, lo sarà ancora di più. Si vede che la Lega ce li ha duri… anche i polmoni.

Adesso io vi dico come hanno votato al Parlamento Europeo. Hanno votato contro questa legge il MoVimento 5 Stelle, i Socialisti, i Verdi, una parte del PD (l’altra parte si è astenuta, …). Hanno votato a favore di questa legge, a favore dell’innalzamento dei limiti la Lega, il gruppo di Fitto e Forza Italia. No, io lo dico, così poi ci sappiamo regolare.

Ma che cosa hanno pensato questi qua? Che le polveri sottili sono troppo sottili, non si vedono e quindi fanno malissimo, e invece se le polveri diventano spesse, come il passato di verdura, uno le vede e si scansa? Allora esageriamo. Facciamo delle polveri grosse come delle albicocche, così non solo non ti entrano nel naso, rimbalzano pure! Facciamo uscire fuori dai tubi di scappamento delle polveri grosse come cacche di cavallo, così almeno le vediamo bene. E’ vero che polvere siamo e polvere ritorneremo, ma ora polvere siamo e polvere raddoppieremo“.

Teniamone conto.

TAV: ANCORA AMIANTO


amianto

Da anni i No Tav denunciano la presenza di amianto nelle montagne da “bucare” per costruire delle gallerie. Il problema della TAV non è il treno, nemmeno le ferrovie. Il problema vero sono le gallerie, perché le montagne che vogliono perforare per costruirle sono ricche d’amianto. Il problema non si presenta solo in Val di Susa, ma anche a ValVerde, nel terzo valico del cantiere di Cravasco, vicino a Genova.

Qui è stata rilevata un’elevata quantità di polveri d’amianto, nocive per l’uomo. A rilevarlo non sono stati i NO TAV, non sono stati i noiosoni “blocca-sviluppo” che vogliono solo dire NO ai lavori senza proposte alternative. A rilevarlo è l’Arpal, l’Agenzia Regionale per la Protezione dell’Ambiente della Liguria. Secondo l’analisi dell’Arpal, la presenza del minerale è risultata di 1,7 grammi per chilogrammo di roccia o terra esaminata. Il limite massimo è stabilito in 1 grammo per chilo. Quasi il doppio dunque rispetto al consentito dalla legge.

Un allarme ignorato dal Cociv, il consorzio di imprese che si è aggiudicato l’appalto per la costruzione del tunnel di 37 chilometri sul tracciato di complessivi 53, fra Liguria e Piemonte, che dovrebbe ospitare il Treno ad Alta velocità. Un’opera che costerà, anzi costerebbe visto che i tempi si stanno allungando, 6,4 miliardi di euro e certamente sarà terminata dopo il 2020.

E’ stata anche aperta un’inchiesta sul cantiere di Cravasco, in modo particolare sulle modalità di smaltimento delle rocce e del terreno provenienti dal cantiere, che il Cociv stesso ammette siano ricche di amianto. Si sospetta che le imprese dedite allo smaltimento di tali rifiuti abbiano raggirato le severissime norme sullo stoccaggio e trasporto di queste rocce pericolose. I risultati delle perizie confermano il rischio per la salute umana insito nel cantiere della Tav a Cravasco, che è fermo da un paio di mesi.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Io non sono contrario all’alta velocità, né ai nuovi treni moderni e veloci, né alle ferrovie. Anzi ritengo che le ferrovie siano un modo per disincentivare il trasporto su gomma, decisamente più impattante sull’ambiente e sul paesaggio. Sono contrario a che i lavori vengano svolti raggirando le norme ambientali, severe ma necessarie. Sono contrario alle imposizioni dall’alto, alle decisioni imposte senza ascoltare le paure delle popolazioni coinvolte, ai trafori di montagne ricche di polveri d’amianto, un materiale velenosissimo responsabile di centinaia di migliaia di tumori e di morti nelle zone ove è presente questo veleno.

MERANO AVRA’ IL SUO PRIMO SINDACO VERDE


paul rosch

Paul Rösch. Immagine: Ansa.it

Un risultato storico per i Verdi: alle elezioni comunali, la cittadina di Merano, nella Provincia Autonoma di Bolzano, ha infatti eletto un Sindaco dei Verdi: Paul Rösch. Rösch si era candidato con una lista civica contro la lista di SVP, primo partito in Alto Adige, appoggiata pure dal PD. Ha ottenuto il 60% dei voti al ballottaggio. I Verdi si erano infatti presentati da soli e al primo turno avevano ottenuto il 23% dei consensi.

Si tratta di un risultato definito storico. Nella cittadina termale, seconda in Alto Adige per numero di abitanti, mai un esponente dei Verdi era infatti giunto sino ad occupare la poltrona di primo cittadino. Esultano i due esponenti nazionali dei Verdi Bonelli e Zanella: “Agli amici Verdi dell’Alto Adige Sud Tirolo, che guidano i Verdi in autonomia, i nostri più fervidi auguri e un forte abbraccio ai Verdi del Trentino. I risultati del Trentino Alto Adige dimostrano che i Verdi sono una forza necessaria e responsabile per il futuro del Paese“. 

E lo spero veramente. E spero sia l’inizio di un’età verde per l’Italia. E voi cosa ne pensate?

TSIPRAS, SVOLTA VERDE?


atene

Si è parlato molto in questi giorni della vittoria elettorale di Alexis Tsipras in Grecia. Un leader giovane (ma il nostro Matteo nazionale è più giovane :D), rivoluzionario, che ha saputo risvegliare e riunificare la Sinistra greca (cosa che il nostro Matteo invece vuole affossare). Subito dopo la grande vittoria elettorale, che per due seggi non ha avuto la maggioranza assoluta, si è voluto alleare con gli antieuro greci, un partito di estrema destra, paventando una virata a destra da far accapponare la pelle.

Ora invece pare che Tsipras abbia accantonato l’idea degli antieuro per allearsi con i Verdi greci. L’accordo è nato dal fatto che il programma del neopremier ha dieci punti in condivisione con il programma dei Verdi:

  1. Protezione dei beni comuni (acqua, foreste, coste ecc)
  2. Uscita dalle energie fossili entro 20 anni
  3. Orientare l’agricoltura verso produzioni di qualità e bio
  4. Promozione del turismo sostenibile
  5. Risparmio energetico per le abitazioni
  6. Concessione per lo sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente
  7. Sviluppo delle ferrovie
  8. Riforma della gestione dei rifiuti tenendo conto delle 3 R (riduzione, riuso e riciclo)
  9. Riforma del sistema elettorale verso il proporzionale
  10. Pesca sostenibile

Quello che un pò mi preoccupa di questo programma verde è il sesto punto, sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente. Ma ci sono anche altri punti un pò controversi, che riguardano, ad esempio, la caccia e il carbone. Infatti in Grecia la maggior parte dell’energia viene prodotta delle miniere di carbone. Inoltre Tsipras deve fronteggiare pure le proteste dei cacciatori, contro la sua idea di vietare la caccia.

Info e foto: ecoblog.it

Insomma, Tsipras non avrà vita facile, ma speriamo riesca a governare bene e nel rispetto dell’ambiente. Cosa ne pensate? Quando i Verdi italiani ritorneranno a contare? Quando anche in Italia si formerà una cultura e una politica verde?

ENERGIE RINNOVABILI: ITALIA IN NETTA CONTROTENDENZA


fonti rinnovabili

Come spiega questo articolo di ecoblog, dal rapporto annuale della Bloomberg New Energy Finance emerge un quadro positivo a livello globale per quanto riguarda gli investimenti nelle fonti rinnovabili nell’anno appena trascorso, registrando una crescita degli investimenti in fonti rinnovabili, rispetto al 2013, del 16%. A livello globale sono stati investiti 310 miliardi di dollari in nuovi impianti di fonti rinnovabili.

A questo dato positivo hanno concorso sicuramente gli investimenti nell’eolico offshore in Europa, e nel solare in Cina e negli Stati Uniti. Il settore dove si sono registrati maggiori investimenti è stato quello del fotovoltaico, con un aumento del 25% degli investimenti rispetto all’anno precedente. In Europa la crescita è stata appena dell’1% per quanto riguarda gli investimenti, e si sono concentrati tutti sull’Eolico Offshore (quello in mare, per intenderci).

L’Italia, da buona Italia come la conosciamo noi con tutti i suoi difetti, è in netta controtendenza rispetto al resto del mondo. Pensate che gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili in Italia sono crollati del 60%. -60% di investimenti in energie rinnovabili. Questo è dovuto soprattutto al taglio degli investimenti per agevolare le tariffe degli impianti fotovoltaici.

Come volevasi dimostrare: l’Italia ha perso la sua cultura ambientalista, ecologista. Ha perso le sue radici, affondate nel cemento e nelle grandi e piccole opere più dannose che benefiche. E infatti si vede anche dai risultati elettorali che gli ecologisti in Italia sono meno dell’1% della popolazione. Un dato davvero scoraggiante e che fa sentire tutti i suoi effetti negativi. Destiamoci.

A GRENOBLE MENO PUBBLICITA’, PIU’ ALBERI


grenoble

A Grenoble hanno deciso di eliminare i cartelloni pubblicitari dalle strade per piantare degli alberi. La municipalità ecologista di Grenoble ha deciso di non rinnovare il contratto per l’affissione pubblicitaria con il gruppo JCDecaux. Il Sindaco, ecologista e Anti-TAV, si chiama Eric Piolle. E’ quello che da tempo la gente chiede nelle grandi città per i megacartelloni abusivi.

La demolizione dei cartelloni pubblicitari durerà 4 mesi, e toglierà di mezzo 326 pannelli dagli spazi pubblici. Per ora dalla campagna anti-pubblicità sono esclusi i cartelloni messi al coperto per via di un contratto con il gruppo JCDecaux che terminerà nel 2019, ma senza rinnovare quel contratto. Al posto di quei cartelloni la metropoli francese pianterà una cinquantina di alberi, promette, prima della primavera.

Questa scelta è ovvio che non può accontentare tutti. Gli attacchi arrivano soprattutto dal direttore marketing del gruppo JCDecaux. Secondo lui la città si priva di 6 milioni di entrate in dieci anni, pari a 600.000 euro l’anno. Ma secondo il Sindaco ecologista Piolle, con l’avvento di nuove forme di pubblicità (via internet), la “perdita” sarà molto più contenuta, attorno ai 15.000 euro l’anno, che sarà largamente compensata con la riduzione del budget che porterà a risparmiare oltre 190.000 euro.

“E’ tempo di andare avanti e far emergere una città più dolce e più creativa – spiega il Sindaco Piolleuna città ad altezza di bambino. Una città meno aggressiva e meno stessante, al servizio della nostra creatività e della nostra identità. Liberare lo spazio pubblico di Grenoble dall’affissione pubblicitaria è un passo in questa direzione”.

Averceli noi sindaci ecologisti. Ripartiamo dai livelli più “bassi” e quindi più vicini a noi per far riemergere il nostro spirito ecologista, eleggendo sindaci verdi. Abbiamo bisogno di respirare una politica pulita, non inquinante, non invasiva.

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NO ALLE TRIVELLAZIONI IN SARDEGNA


trivellazioni

Legambiente protesta contro le trivellazioni in Sardegna che dovrebbero essere previste dal Decreto “Sblocca-Italia”, decreto per il quale il premier ha dichiarato di voler andare contro le lobby del no. Facendo così gli interessi delle lobby del sì a tutti i costi.

Si parla di lobby che bloccano lo sviluppo, ma intanto quelle “lobby” di cui parlano sono fuori dal parlamento. E’ il Parlamento che deve decidere, e quelle “lobby” ecologiste non possono più legiferare, nè impedire di legiferare. Visto che all’interno del Parlamento c’è solo la lobby del Sì, la lobby del fare, del cementificare, del distruggere l’ambiente per uno sviluppo sbagliato.

Così se la prendono di nuovo con gli ecologisti, con i Verdi, perché non li lasciano lavorare. I verdi strano caso prendono sempre meno dell’1% dei voti, e sono fuori dagli organi decisionali da nove anni. Ma volete dire che i Verdi sono così forti da bloccare il 99% degli altri che vorrebbero fare e sviluppare il Paese? Attenti a credere alle loro parole, a cedere ai loro falsi slogan dello sviluppo. Di chi hanno paura? Di meno dell’1% degli italiani? Non fatevi ingannare dunque.

Ecco che così il decreto “sblocca italia” è aspramente contestato dagli ambientalisti, per via di alcune infrastrutture che vogliono sbloccare. Tra queste dovrebbe esserci, uso il condizionale perché il decreto non è ancora passato e può anche non esserci più, trivellazioni per la ricerca di nuovi giacimenti di idrocarburi, tra la Sardegna e le Baleari.

Legambiente Sardegna, altra lobby del NO da combattere per il governo, dice NO (ma và?) alle trivellazioni. Sempre a dire di no… Il presidente di Legambiente Sardegna ha infatti dichiarato: “Questa classe dirigente sta andando verso il ventunesimo secolo con gli occhi rivolti al secolo passato, nonostante i numeri dimostrino l’assoluta insensatezza di continuare a puntare sul petrolio”. Le informazioni le potrete trovare qui.

Siamo alle solite dunque. Il mancato sviluppo dipende da chi è fuori dal parlamento, fuori dai luoghi decisionali.

ANCORA RIPETITORI? DIFFONDIAMO A RIPETIZIONE


ripetitore

E’ del Monastero di San Benedetto la proprietà dei 100 mq utilizzati per quest’opera.
SUBIACO 19 marzo 2014 – Parco Regionale dei Monti Simbruini. Ieri martedi’ 18 marzo 2014, ci siamo recati al Comune di SUBIACO, ci è stato comunicato dall’Ufficio tecnico che l’antenna è stata installata con tutte le autorizzazioni del caso. Abbiamo fatto un accesso agli atti formale protocollato e ci è stato dato di vedere l’autorizzazione.
La particella CATASTALE è la 71 è del foglio 39. Località CONTRADA S. BIAGIO di Subiaco. Proprietà Monastero S.Benedetto.
L’antenna ha una base di metri quadrati 9 e un’altezza di metri 30 TRENTA ( nella autorizzazione stessa).
I nulla osta sono :
Sovrintendenza beni Paesaggistici e Archeologici
vincolo paesistico dell’8.4.2013 prot. 11377.
Sovrintendenza Beni Archeologici vincolo archeologico rea Conservazione Natura e Foreste DA/08/10 del 25.11.2004 prot. 606380
Autorizzazione Comune Subiaco vincolo idrogeologico 31.1.2012 prot. 147.
Parco nulla osta 18.12.2012 n. 4772
ecc…rilasciati a procuratore VODAPHONE Liliana Pozzi il 10.6.2013 .
La cosa interessante è che la particella 71 è stata frazionata nel 2011 e la consistenza è di soli 100 mq .
L’antenna va abbattuta rapidamente.
E ora chiediamo con urgenza un Regolamento comunale per le antenne al Comune di Subiaco.
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@ VERDI Valle Aniene Empolitana Tivoli
TEL 348 5174 370

Questa è violenza del territorio. Mi è stato chiesto di diffondere. Diffondiamo a… ripetizione.

NASCE UN NUOVO SOGGETTO POLITICO: GREEN ITALY


green italy

Ieri a Milano è nato Green Italy, il nuovo movimento politico nato per mettere al centro i temi ambientali. Qualcuno parla di sconfitta, perché i temi ambientali dovrebbero essere al centro di ogni movimento e partito politico, perché anche quelli di destra hanno un naso che vorrebbe respirare aria pulita, e una bocca per mangiare cibi sani e genuini e non inquinati. Qualcun altro parla di vittoria.

Al Fatto Quotidiano piace questa idea, questo nuovo movimento, e dà loro dei consigli uMili:

1)      Cambiare nome con un brand capace di unire. In Italia green è sinonimo di sinistra.
2)      Aprirsi a tutta la società civile, chiamando a raccolta tutte le associazioni ambientali e culturali.
3)      Essere presenti sul territorio: sui treni dei pendolari umiliati dai tagli al trasporto pubblico, nelle campagne minacciate da nuove strade e nuovi (inutili) palazzi, nel traffico cittadino, all’Ilva di Taranto ma anche davanti al Colosseo per spiegare che con la cultura si mangia.
4)      Puntare sulla proposta. Far capire che un altro mondo è possibile e che la green economy è una opportunità di sviluppo al pari del turismo. Il verde rende più felici del grigio, in pochi lo sanno.

Ora le mie considerazioni personali. Anzitutto sono lieto che nasca questo nuovo movimento ecologista, dalle ceneri dei Verdi. Ma non saranno mai credibili, perché il cancro di questi Verdi è la disorganizzazione. Sono troppo disorgnaizzati, e questo li rende non credibili. Anche perché da “Verdi” sono diventati “Costituente Ecologista“, poi “Verdi, Ecologisti e Reti Civiche“, uniti poi al buon Ingroia di “Rivoluzione Civile” hanno fallito clamorosamente. Ora ci riprovano. Li sosteniamo o no?