ALBERI D’ULIVO FASTIDIOSI… PER I METANODOTTI


metanodotto snam

Vi ricordate l’imposizione dell’Europa di far tagliare non solo gli alberi d’ulivo affetti da “Xylella Fastidiosa, ma anche quelli sani, nel Salento? Di alberi sani ne sono stati abbattuti parecchi, “grazie” a quell’imposizione dall’alto. Ora qualcuno intuisce perché: non è la Xylella la fastidiosa, ma sono gli alberi d’ulivo ad essere fastidiosi, perché proprio nella zona del focolaio dovrebbe passare il Metanodotto Snam.

Infatti, come si legge in questo articolo, tra i possibili tracciati del metanodotto, che dovrebbe collegare il Tap di Melendugno allo snodo di Mesagne, da alcune carte visionate, vi sono i territori su cui sono stati rinvenuti i maggiori focolai di Xylella fastidiosa e su cui sono previsti gli abbattimenti più massicci, a Veglie, Oria e Torchiarolo. Coincidenza? Per il momento è solo questo, nulla più. Ma tanto basta a far sorgere dubbi. E dunque a porre interrogativi. A sollevarli è il Comitato No Tap, che rende note le cartine dei sospetti.

Il Sindaco di Torchiarolo, il quale ha affermato che il gasdotto è “provvidenziale” per lo sviluppo del territorio, tranquillizza tutti però sul fatto che il Consiglio Comunale si è espresso negativamente in merito a un possibile approdo del Tap nel Brindisino, e che valuterà se questa “coincidenza” sia casuale o voluta, e se ci siano dei subdoli interessi da parte delle lobby del “fare” (o disfare?).

A mio avviso non è solo una coincidenza. “E’ la terra toa, amala e difendila! De cine? De ci ole specula e corrompe, difendila!” (E’ la tua Terra, amala e difendila! Da chi? Da chi ci specula e corrompe, difendila!). Tratta da “Sud Sound System – Le Radici Ca Tieni“.

Le Radici Ca Tieni – Sud Sound System

MADE IN… TUNISI


olio extravergine d'oliva

Ah, l’Italia… Il “Bel Paese“! Il Paese con i luoghi più belli del mondo, con monumenti talmente belli che se li guardisvieni. Il Paese dell’Expò… ma anche dell’Impò. Un Paese di Santi, di Poeti, di Navigatori, di Artisti della Moda, che primeggia nelle auto, nelle tasse, nelle accise sulla benzina! Ma anche in cucina. La Pasta la esportiamo in tutto il mondo, e poi siamo grandi produttori di Olio Extravergine d’Oliva.

Produciamo un olio talmente buono che, grazie all’intervento dell’Europa di qualche giorno fa, e al consenso del Governo nostrano (più strano che no), è diventato Olio Extravergine d’Oliva D.O.T., Denominazione di OrigineTunisina. Sì, perché il Parlamento Europeo ha approvato a larga maggioranza (500 voti a favore, 107 contrari e 42 astenuti), un provvedimento per sostenere l’economia tunisina, colpita dagli attentati dell’Isis al Museo del Bardo e dal terrorismo Jihaddista.

Che brava l’Europa. Un’Europa santa! Dopo aver risollevato le sorti delle economie di tutti i suoi Paesi membri (eeeeeeh!!…), ora vuole risollevare anche quelle dei Paesi che non appartengono nemmeno al Continente Europeo! Ma dobbiamo davvero essere orgogliosi di appartenere ad un’Europa così santa!

Il provvedimento provvede ad eliminare i dazi alle importazioni di olio che viene dalla Tunisia per due anni (2016/2017), per un’importazione di 35.000 tonnellate all’anno. Ma introduce anche l’obbligo di tracciabilità delle merci, per evitare che i dazi zero si applichino anche ad oli provenienti da altri Paesi, per evitare l’invasione dell’olio abusivo, temuto da alcuni Paesi membri produttori di Olio, come l’Italia, appunto.

Fonte: La Stampa

Ironia a parte, credo che l’importazione di Olio Tunisino rappresenti un grave danno per la nostra economia e per i produttori, nostri e di tutta l’Unione Europea. Rappresenterebbe il colpo di grazia… Soprattutto nel Salento. E io dico: perché non aiutare e sostenere l’economia salentina, colpita dal virus della Xylella?

I PUGLIESI SI RIBELLANO


ulivo

Vi ricordate il caso Xylella, quel batterio killer delle piante d’ulivo in Puglia? Non ve ne ho più parlato, ma voglio tornare sull’argomento. In questi mesi c’è stata una ulivoficina, una strage di ulivi. Infatti l’UE ha imposto di tagliare tutti gli alberi di ulivo, non solo quelli malati (che già sarebbe bastato tagliare i rami malati anziché tutto l’albero), ma anche quelli sani nel raggio di non so quanti metri quadrati dall’albero malato, perché a rischio contaminazione, senza (voler) trovare soluzioni alternative all’eradicazione.

Emmale, mi sembra ci sia una speculazione enorme sull’abbattimento degli alberi. Forse edilizia, forse economica, forse di altro tipo… Ad ogni modo mi sembra ci sia qualcuno che lucra su questo aspetto. Ma non è quello che vi voglio dire in questo post.

Quello che volevo dirvi, invece, riguarda la ribellione dei cittadini pugliesi, quasi tutti contrari all’abbattimento indiscriminato degli alberi d’ulivo. Dicono: “per ogni ulivo eradicato ne ripianteremo cento“. E così è stato fatto, nella c.d. “domenica della disubbidienza“, lo scorso 18 ottobre, e così si continuerà a fare. Le immagini e i video, oltre ad altre informazioni, le potete trovare cliccando su questo link.

Una disubbidienza pacifica e sacrosanta che spero seguano in tanti.