INQUINAMENTO E CEMENTO: ITALIA SOFFOCATA


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Riciclavano le polveri e le ceneri industriali dell’ILVA e di Enel Produzione per costruire blocchi di cemento. Il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica della città salentina, ha così disposto il sequestro degli impianti Cementir, oltre che quelli dell’ILVA e di Enel Produzione del Comune di Tuturano (BR).

Secondo il DDA di Taranto sarebbe stato “un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente”.

Ed ecco perché l’Italia detiene il desolante primato delle morti per inquinamento tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Le cifre mettono la pelle d’oca: 90mila morti premature, corrispondenti a 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 della Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. Spicca in questa speciale classifica la Pianura Padana, ma preoccupano anche Roma e Napoli, Firenze, Taranto, e la costa sud est della Sicilia. I responsabili? Traffico automobilistico (soprattutto il motore diesel), industria, riscaldamento residenziale, ma anche riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), nonché agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’Italia soffoca, dunque, sotto i colpi dell’inquinamento e degli illeciti ambientali.

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PORTO TORRES: LIQUAMI IN MARE


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Porto Torres è un comune di circa 22.300 abitanti, che ospita un importante complesso industriale, andato però in fallimento nel 2009 con la progressiva chiusura di numerose fabbriche e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro (Fonte: Wikipedia). Ora quelle industrie ci presentano un altro conto da pagare: quello dei liquami, dei rifiuti non correttamente smaltiti e che quando piove vanno a finire in mare.

Così è successo anche oggi. I tombini saltano come tappi di bottiglia e vomitano ciò che per anni hanno ingurgitato. Ed ecco la situazione. Il video lo potete vedere cliccando qui.

FOTOBLOG: PROCIDA


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Oggi faremo un giro nell’incantevole Procida! Seguiteci (però sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ambientesulweb/). P.S.: Le foto non sono mie, ma sono prese da Google Immagini. Godiamocele!

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PERNICI E LEPRI SARDE SONO SALVE


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Il TAR della Sardegna ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico ONLUS, con Ordinanza Cautelare 308/17 del 15 settembre 2017, contro il Calendario Venatorio approvato con Decreto dell’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente n. 25/15746 del 21 luglio 2017 (qui trovate il PDF), relativo alla parte in cui prevede la caccia alla Lepre Sarda e alla Pernice Sarda.

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Il provvedimento impugnato prevede per le due giornate di caccia previste (24 settembre e 1 ottobre 2017) un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri sarde e 143.948 Pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna. La caccia alla Lepre e alla Pernice sarda è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite “tendenti alla diminuzione” dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano.

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Ulteriori informazioni le potrete trovare sul blog del Gruppo di Intervento Giuridico, dove è spiegato tutto nei minimi dettagli. Per quest’anno dunque sospiro di sollievo. Teniamo alta la guardia.

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ECCO L’AUTO ELETTRICA MADE IN ITALY


Finalmente ecco l’auto elettrica (forse la prima) prodotta in Italia, Made in Italy, o per meglio dire, Made in Bari. E’ stata presentata alla Fiera del Levante 2017, edizione n° 81, in corso dal 9 Settembre e che si concluderà domenica 17. Questo veicolo del presente-futuro è in grado di percorrere 200 km con una sola carica elettrica.

E’ stata realizzata dalla Tua Industries. Il Presidente della Regione Michele Emiliano l’ha presentata sabato scorso, in occasione dell’apertura della Fiera: “Questa vicenda è iniziata quando ero sindaco di Bari con un presidio vicino alla fabbrica perché una grande multinazionale, che aveva sostanzialmente preso brand, fatturato e apparecchiature, voleva chiudere l’attività per acquisire le quote di mercato. L’orgoglio degli operai ha impedito questo destino. Abbiamo provato in tutti i modi a trovare un progetto di reindustrializzazione, e oggi siamo arrivati al prototipo finalmente autorizzato dagli organismi competenti”.

Nel corso della stessa intervista dalla quale sono state riportare le parole di cui sopra ha dichiarato: “oggi si presenta il prototipo, ma che ci sono buone intese per la rete commerciale con importanti case automobilistiche per vendere queste automobili”.

Fonte: pugliareporter.com

Una piccola auto per un grande futuro. Un’auto Made in Italy, Made in Puglia, che deve diventare davvero il prototipo di uno sviluppo sostenibile con l’ambiente. Che Dio benedica questo gioiello italiano, e che segni l’inizio di un grande presente-futuro!

PRIME VITTIME DELL’ORO


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L’oro del Brasile miete le prime vittime. Dieci indigeni fatti a pezzi e gettati nel fiume. La rivendicazione arriva da alcuni cercatori d’oro, che trionfanti hanno ammesso di averlo fatto perché temevano di essere uccisi a loro volta. Duro l’attacco del Direttore Generale di Survival International, Stephen Corry: “Se queste denunce saranno confermate, il presidente Temer e il suo governo avranno la pesante responsabilità di questo attacco genocida. I tagli ai finanziamenti del Funai hanno lasciato decine di tribù incontattate indifese contro migliaia di invasori – cercatori d’oro, allevatori e taglialegna – che vogliono disperatamente rubare e razziare le loro terre”.

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Fonte: Repubblica.it

Non ho più parole. Per soldi si arriva a macellare le persone. Sì, è risaputo. Sì, non ci si può più sorprendere di niente. Sì, i luoghi comuni sono azzeccati. Stramaledetto oro e chi ha voluto questo scempio.

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AL PEGGIO NON C’E’ MAI LIMITE


I Selfie, la mania del momento. Farsi autoscatti in ogni dove, alcuni spettacolari, con panorami mozzafiato, immerso nei posti più incantevoli (e sono quelli che amo di più, e infatti di quelli me ne faccio anch’io). Altri molto pericolosi perché sfidano la forza di gravità e le altre forze della natura, come distendersi sui binari quando sta passando il treno, selfie che solo a vederli mi vengono le vertiggini.

A Buenos Aires, nello Lujan Zoo, si è passato il limite. Drogano gli animali, li sedano e loro quasi si addormentano sotto l’effetto potente delle iniezioni, per farsi fare i selfie con gli animali selvaggi “ospiti” (o internati) dello zoo.

Tigri, leoni e altri animali definiti “pericolosi” vengono abbattuti dall’unico animale veramente pericoloso: l’uomo. E menomale che l’uomo è dotato di cervello, e quindi dovrebbe essere razionale anziché istintivo. Invece no. Son più razionali gli animali.

Fonte: Tiscali

Vanno bene i selfie, quelli panoramici, ma non questi. E che io sono anche un selfiomane, perché amo farmi fare delle fotografie in posa, ma non per me: per mostrare i posti dove sono stato. La vera pubblicità non la faccio a me, ma al posto, per dire “guardate in che posto incantevole mi trovo, venite anche voi, che si sta bene”. Invece la gente sta proprio male. Di testa.