SARROCH: DANNI ALLA RAFFINERIA


la saras (foto archivio unione sarda)

Un nubifragio a Sarroch (CA), ha causato un allagamento nel compartimento delle vasche API della raffineria, seguito da una scarica di fulmini che hanno colpito le stesse vasche per l’accumulo di acqua e di idrocarburi, in conseguenza della quale hanno preso fuoco. In una nota dell’azienda si legge che l’incendio è partito tra l’1:30 e le 2:00 di notte, ed è stato spento attorno alle 7:30 del mattino, grazie al tempestivo intervento delle squadre d’emergenza.

L’incendio ha raggiunto le pompe di carica dei principali impianti della raffineria, e ha danneggiato una cabina elettrica. I danni sarebbero ingenti, quantificabili in milioni di euro. Non si registrano danni alle persone tranne una lieve contusione ad uno degli operatori della squadra di sicurezza intervenuti. Eventuali danni agli impianti di servizio sono attualmente in corso di valutazione.

Ad aver subìto danni non è solo la raffineria, ma anche il centro abitato di Sarroch: abitazioni e cantine allagate, famiglie ancora senza corrente elettrica e un muro abbattuto dalla furia dell’acqua. L’ingresso di via Cagliari è stato chiuso al traffico perché non transitabile, e sono state recuperate tre auto che ieri erano rimaste bloccate dall’acqua, arrivata a un metro e mezzo. In Via del Mare la pioggia ha buttato giù il muro di recinzione della Palestra comunale. L’Enel ha poi ripristinato la corrente elettrica in tutto il territorio: a Sarroch sono state 181 le famiglie vittime di blackout, mentre a Villa San Pietro sono 252 e a Pula 14.

Fonte: Unione Sarda

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NON SOLO SURRISCALDAMENTO GLOBALE


Artico, enorme massa d’acqua calda sotto il ghiaccio: “In 30 anni la temperatura è raddoppiata, è una bomba a orologeria”

Non è solo il surriscaldamento globale a far sciogliere i ghiacciai. Sotto il Mar Artico c’è una bomba ad orologeria che potrebbe cambiare radicalmente e in breve tempo il panorama del Polo Nord. A causa dei cambiamenti climatici si è formata, a 50 metri di profondità nel Bacino del Canada, una enorme massa d’acqua calda, che ha raddoppiato la sua temperatura in soli 30 anni.
Di solito l’acqua calda è più leggera rispetto a quella fredda, quindi dovrebbe stare in superficie. Invece questa massa d’acqua calda rimane intrappolata sotto i ghiacciai perché si tratta di acqua salata, ma in caso di forte vento, come spiega una ricercatrice, “se la massa di acqua calda dovesse essere rimescolata con quella in superficie ci sarà abbastanza caldo da sciogliere completamente la banchisa di ghiaccio marino che copre questa regione per la maggior parte dell’anno”.
Secondo gli scienziati quest’acqua calda proviene dai confini del bacino, dove la riduzione del ghiaccio marino ha lasciato la superficie dell’oceano più esposta ai raggi del sole. Il resto lo hanno fatto i venti artici, che hanno portato l’acqua più calda a nord.
Ma quali sono le possibili conseguenze? Scioglimento dei ghiacciai, innalzamento della temperatura dell’Oceano Artico, con effetti permanenti. 
Immagine e articolo completo sono su Il Fatto Quotidiano.it
Una situazione drammatica dagli esiti imprevedibili.

CHE SCHIFO!


Il turista maleducato fotografato dal...

Un turista del Nord Italia ha defecato sulla battigia di Masùa, a pochi passi da un bar dotato di servizi igienici. E’ successo domenica scorsa, tra l’indignazione dei tanti bagnanti presenti nella meravigliosa spiaggia di Masùa, con vista sul Pan di Zucchero. Un lettore di uno dei più importanti quotidiani sardi La Nuova Sardegna lo ha immortalato e segnalato alla redazione.

Fonte: La Nuova Sardegna

Mi auguro che lo abbia segnalato anche alle forze dell’ordine, perché quello che ha compiuto è stata veramente una cagata pazzesca! Spero che almeno abbia raccolto con la paletta i suoi bisognini. O con la lingua… Fai schifo!

SARDEGNA: RISCHIO EROSIONE PER 84 KM DI COSTA


La Sardegna conta oltre 2.000 km di costa, 84 dei quali è a rischio erosione. Questo dato è emerso in un convegno organizzato a Cagliari dall’Assessorato per la Difesa dell’Ambiente e del Mare nell’ambito del progetto “MAREGOT”: MAnagement dei Rischi derivanti dall’Erosione costiera e azioni di GOvernance Transfrontaliera.  Stabilità della falesie, moto ondoso, posidonia, incidenza delle strutture portuali e tutela degli habitat sono gli altri argomenti affrontati nel corso dell’incontro.

Se da un lato questo numero può rassicurare (si tratta del 14,5% di coste a rischio erosione, e se confrontato con i dati di altre regioni è abbastanza confortante), dall’altra preoccupa: la Sardegna potrebbe perdere il 14,5% delle sue coste. Il 14,5% delle coste sarde potrebbero scomparire per sempre. Inoltre, per quanto riguarda le coste rocciose, sono stati classificati 314 tratti franosi (802 chilometri): di questi, 138 ad alta criticità per uno sviluppo di 83 chilometri totali, pari al 5,4 per cento del totale delle coste alte.

La Regione Sardegna ha sottoscritto la Carta di Bologna, documento che rafforza il ruolo delle regioni mediterranee sulle politiche europee costiere e marittime. “Tra le varie iniziative promosse dalla Carta – spiega l’Assessora all’Ambiente Donatella Spano –  è significativa la rilevazione quantitativa del fenomeno erosivo e del rischio di sommersione marina lungo le coste del Mediterraneo, anche in funzione della direttiva Alluvioni. Un’analisi necessaria per attuare una concreta politica di adattamento ai rischi naturali e antropici delle zone costiere, favorendo così la riqualificazione dei territori costieri per una crescita sostenibile”.

L’Assessora rivendica, inoltre, l’operato della giunta di centrosinistra in merito alla tutela delle coste: “In questi ultimi quattro anni sono stati finanziati interventi di tutela delle coste e mitigazione del rischio idrogeologico nei Comuni di Alghero, Arbus, Badesi, Budoni, Cagliari, Calasetta, Capoterra, Dorgali, Pula, Posada, Porto Torres, San Teodoro, San Vero Milis, Sinnai, Sarroch, Sorso e Valledoria. Dal 2014 a oggi, poi, sono stati investiti 18,4 milioni di euro finanziando interventi su ambiti costieri rocciosi o spiagge di sabbia ricadenti nei diversi comuni”.

Fonti: Unione Sarda, Sardinia Post e Sardegna Oggi

TUTTE LE BANDIERE BLU 2018


Su un totale di 368 spiagge premiate con la bandiera blu nel mondo, ben 175 si trovano solo in Italia. La regione più premiata dalla FEE (Foundation for Environmental Education – Fondazione per una Educazione Ecologica) è stata la Liguria, con 27 località, seguita dalla Toscana, con 19 lidi, e dalla Campania, con 18. La Sardegna conquista 13 bandiere blu per quanto riguarda i comuni, e ben 43 spiagge, specialmente nel Nord Sardegna, nel Sassarese e in Gallura, piazzandosi al sesto posto nella classifica delle Regioni italiane più premiate.

Fonte: corriere.it