IL LATTE VERSATO


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In Sardegna è in atto una protesta singolare e disperata dei pastori sardi, che li sta portando a sversare per strada e sulle campagne migliaia di litri di latte appena munto. Bloccano i tir per strada e a forza di minacce fanno svuotare le loro cisterne. Quello che fa disperare i pastori sardi è il prezzo del latte che, già troppo basso di suo, è sceso a 60 centesimi al litro, insufficiente per coprire i soli costi di produzione e di sostentamento delle pecore.

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La protesta è arrivata agli scranni del governo, dove il Ministro dell’Agricoltura Centinaio ha dichiarato: “La settimana prossima sarò in Sardegna a parlare con gli agricoltori. Come governo stiamo ripensando a tutta la questione dei Consorzi per quanto riguarda il latte di pecora”.

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“Si allarga il numero dei pastori che posta sui social il video in cui aprono i rubinetti dei refrigeratori per buttare il proprio latte, a testimonianza che la tensione nelle campagne rimane altissima”, denuncia la Coldiretti Sardegna, che parla di “situazione esplosiva” e “migliaia di litri di latte buttati”.

Prezzo del latte troppo basso e filiera lunga stanno ammazzando  il comparto agropastorale, già pesantemente penalizzato di suo. Bisogna tagliare la filiera e far aumentare i ricavi dei pastori. Bisogna farlo in fretta. Ed ecco alcuni video di protesta.

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FAVOREVOLI O CONTRARI?


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Questo è un provvedimento che farà discutere, e mi piacerebbe che anche su questo blog si confrontassero le diverse opinioni. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato una normativa delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, approvata nel mese di luglio, che autorizza la cattura e l’uccisione dell’Orso Bruno e del Lupo Comune, per venire incontro alle richieste della popolazione. Essa infatti è preoccupata per i continui attacchi di questi predatori ai propri allevamenti.

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Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa dice che l’impugnazione è stato un “atto necessario e dovuto”, in quanto “le potestà di deroga ai divieti sulla fauna selvatica spettano allo Stato e non possono essere demandate agli enti locali. Abbiamo chiesto alle Province di modificare la legge, ma non è stato fatto, quindi non abbiamo avuto scelta”.

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Prosegue il Ministro: “Sono certo che in maniera integrata e condivisa si potranno attivare tutti quegli strumenti di prevenzione fondamentali per favorire la presenza dei grandi carnivori in natura, senza pesare sulle attività zootecniche tipiche di quei territori”. Ma una legge simile è stata annunciata anche dalla Regione Toscana.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Voi siete favorevoli o contrari all’abbattimento dei lupi e degli orsi che sterminano gli allevamenti degli abitanti? Siete favorevoli o contrari all’impugnazione del provvedimento da parte del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa? Cosa si potrebbe fare per salvare “capre e cavoli”? Come si può convivere con questi predatori senza far loro del male e proteggendo gli allevamenti degli abitanti?

IL PESO DEL TURISMO


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A Santorini, una bellissima isola della Grecia, sbarcano migliaia di persone al giorno dalle navi da crociera. Turisti sempre più pesanti ed obesi. Santorini è anche famosa per i suoi tanti asini, che da tempo vengono sfruttati per far salire su una ripidissima rampa di oltre 500 gradoni i turisti caricati sulla schiena di questi poveri quadrupedi.

Gli asini di Santorini Fb Help the Santorini Donkeys

I carichi pesanti che sono costretti a portare provocano agli animali escoriazioni, traumi e anche ferite croniche. In più vengono forzati a fare questo percorso quattro o cinque volte al giorno, senza riparo all’ombra, e senza un adeguato rifornimento di acqua e di cibo. E se non riescono a trasportare i turisti vengono addirittura percossi dai loro padroni.

Alcuni allevatori di asini hanno pensato di accoppiarli con delle cavalle, di fatto cambiando la “merce” prodotta: da asini a muli, più grossi, più robusti, e quindi capaci di trasportare pesi maggiori rispetto ai puledri. In due parole: più sfruttamento.

Per cercare di risolvere la situazione, alcuni movimenti animalisti nei giorni scorsi hanno manifestato chiedendo la tutela di questi quadrupedi e scontrandosi con gli allevatori di asini. La mobilitazione è arrivata al Sindaco, che ha provveduto a varare una serie di misure per tutelarli, tra le quali: orari prestabiliti, riposo all’ombra, acqua garantita, limitazione dei carichi da trasportare.

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A vedere queste immagini e sentire queste notizie mi si gela il sangue. Io per vedere dall’alto il mare e fare delle fotografie panoramiche li salirei a piedi tutti quei gradoni. E di corsa pure! Speriamo che con queste misure gli asini e i muli possano vivere una vita più dignitosa e con sempre meno pesi sulle spalle.

LA NUOVA ALIMENTAZIONE


“Pasta all’uovo artigianale ai grilli. Millepiedi cinesi arrostiti al forno, per diventare croccanti, e poi affumicati. Tarantole del Laos arrostite senza conservanti né coloranti. Farfalle delle palme dalla Guyana francese, fritte e condite. Cimici d’acqua dalla Thailandia, ricche di fibre, proteine e vitamine. Scorpioni dorati dalla Cina, scarabei thailandesi serviti in spiedini. E poi “aperinsetti” made in Belgio, vermi della farina aromatizzati alla paprica, al curry e al sale marino, da mandare giù con un sorso di vodka con bachi da seta”.

Sono questi, secondo la Coldiretti, alcuni esempi di piatti che potremmo “gustare” nel 2018. Insetti ricchi di proteine, facilmente reperibili (certo, basta andare in quelle zone, lì a un passo dall’Italia), ed economici… Il sondaggio dice che il 54% degli italiani intervistati si sono detti contrari alla nuova cucina, ma che questa trova i suoi maggiori consensi nei giovani, negli uomini più che nelle donne, nelle persone attente all’ambiente, e nelle fasce più istruite della società. Toh, io sono uomo, sono istruito, laureato, giovane, attento all’ambiente… e appartengo all’altra categoria.

Insetti commestibili © Gloria Schiavi

Mangiare insetti sarà pure sostenibile perché si risparmia sulla carne, il cui consumo incide pesantemente sulle emissioni di gas serra, ma sono letteralmente disgustato e ho il voltastomaco nel sapere che nel nuovo anno che sta per arrivare posso trovarmi ad assaggiare, anche nei matrimoni, cibi di questo tipo. Non so a voi, ma a me fa venire la nausea. Naturalmente la FAO è favorevole a questa Nouvelle Cuisine, perché per tutti gli insetti che ci sono nel mondo si potrebbe saziare tra il 30 e il 50% della popolazione mondiale. Un bel colpo di grazia alla fame nel mondo! La Coldiretti però ci mette in guardia dai rischi igienici e per la salute legati al consumo di questi insetti provenienti da determinate aree del pianeta.

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E voi? Avete fegato e stomaco così duro da degustare questi nuovi cibi succulenti?

STERMINARE PER DISPERAZIONE?


Le carcasse delle pecore dopo la...

Ploaghe (SS) – Allevatore di 62 anni sgozza 135 pecore e 4 cani pastore perché il latte è stato dichiarato non più commestibile dalla cooperativa che fino a qualche mese prima prendeva quotidianamente il latte da lui. Vedendosi rifiutare l’acquisto del suo latte, il pastore ha sterminato le sue pecore con crudeltà inaudita, sgozzandole una per una, e uccidendo anche i quattro cani pastore.

Alcuni allevatori, esasperati dal fetore che arrivava dal suo terreno, hanno allertato la polizia locale e la forestale, i quali sono rimasti sgomenti, e lo hanno rinvenuto in un lago di sangue ai piedi del Colle di Santa Giusta.

Fonte: La Nuova Sardegna

Questi sono i fatti. Ora io mi chiedo: si può condannare un disperato? E allo stesso tempo si può giustificare uno che per disperazione stermina il suo stesso gregge? Non poteva rivolgersi a un veterinario, o a chi di competenza per bonificare il terreno ed eliminare la fonte di questi microbi? Non poteva chiedere aiuto a qualcuno che lo avrebbe consigliato? Forse non avrebbe dovuto essere lasciato solo.

Si dice che avesse problemi mentali. Ma in quel caso come gli si può affidare un gregge, sapendo che prima o poi avrebbe agito in questo modo nel caso fossero sorti dei problemi, come sono sorti? Di certo la solitudine, e l’indifferenza delle persone e delle istituzioni, oltre alla loro burocrazia, hanno amplificato il problema.

Se invece di pensare ognuno a noi stessi, egoisticamente, avessimo pensato ad aiutarci a vicenda, sicuramente molti dei problemi che ci sovrastano li avremmo sotto i nostri piedi. Il segreto sta tutto lì. Aiutarci e dialogare, anziché pensare a noi stessi. Se i vicini di terreno si fossero accorti della situazione e avessero avuto modo di parlare con lui e di aiutarlo, di confortarlo, non si sarebbe mai arrivato a questo punto.

Se solo le istituzioni, oltre a dire qual è il problema avessero aiutato il pastore a risolverlo… Se solo non ci fosse indifferenza… Se solo… Già, ma siamo veramente e disperatamente soli. Soli contro il mondo, contro tutto. A combattere da soli, e per questo ad essere travolti dagli eventi. E il mondo, proprio per questo, va inesorabilmente in rovina. Riflettiamoci. Ritorniamo ad aiutarci a vicenda. Ci sarebbe molta più pace e molti meno problemi, oltre che molta meno disperazione.

ECCO COSA SUCCEDE ALL’INTERNO DEI LAGER POLLAIO


Questo è un video ricco di crudeltà e violenza, tipico del genere “umano”. Ecco cosa succede nei Lager Pollaio: polli malati e presi a calci, lanciati per aria, lasciati morire agonizzanti, e per chi sopravvive, dopo appena 40 giorni, c’è la macellazione. L’associazione Essere Animali denuncia, con questo video, tutti i maltrattamenti subiti dai polli che poi finiscono nelle nostre tavole.

La ONG denuncia: “La carne di pollo che troviamo a basso costo nei supermercati proviene da questi allevamenti. I nostri attivisti hanno filmato capannoni con all’interno anche 30 mila polli. Una distesa infinita di animali stipati, a cui è negata la possibilità di accedere ad uno spazio esterno. E tutto ciò è pure consentito dalla legge: il D.Lgs. n.181 del 2010 permette di concentrare anche 20 polli per metro quadrato”.

E ancora: “In ogni allevamento abbiamo visto animali sofferenti, incapaci di muoversi a causa del loro eccessivo peso. Muoiono di fame o sete perché non riescono a raggiungere le mangiatoie, agonizzando per giorni sui loro escrementi, essendo la lettiera cambiata solo a fine ciclo”.

I pulcini giungono in allevamento quando hanno appena poche ore di vita. Vengono sottoposti a cicli di luce artificiale, che li inducono a mangiare maggiormente. L’industria ha effettuato negli anni delle selezioni che hanno portato ad ottenere polli in grado di ingrassare 4 volte più rapidamente rispetto al 1950.

Per maggiori informazioni: milleunadonna.it

Non c’è limite alla crudeltà, alla barbarie, alla violenza, al disprezzo. Questi lager vanno chiusi immediatamente, e i proprietari vanno puniti secondo la legge.

LA “FRITTATA”


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Oggi parliamo di allevamenti intensivi, di insetticidi, di uno degli elementi più presenti nella nostra catena alimentare: le uova. Uova contaminate da un insetticida, il Fipronil, e che sono destinate a finire sulle tavole degli italiani. Gli “esperti” dicono che è tutto a posto, che i valori di fipronil sono ben al di sotto della soglia prevista dalla legge, che possiamo mangiare tranquillamente. Intanto in alcune regioni italiane, come in Emilia Romagna, si è deciso lo stop alla vendita delle uova contaminate provenienti da alcuni allevamenti del territorio.

Cosa succede a una persona che ingerisce il fipronil? Se una persona viene esposta al fipronil a forti dosi si possono osservare ipereccitabilità, irritabilità, tremori e, ad uno stadio più grave, letargia e convulsioni. Può colpire fegato, reni e tiroide. Intanto in Francia sono state trovate tracce di contaminazione da fipronil non solo nelle uova, ma anche nella pasta e nelle patate. La pasta veniva prodotta con delle uova provenienti dal Belgio e dall’Olanda.

Sicuramente bisogna diffidare delle uova provenienti da allevamenti intensivi, quindi malsani, maleodoranti, che sono dei lager per quanto riguarda le galline. Per essere sicuri di ciò che mangiamo bisogna comprare le galline, o affidarci ad allevatori di fiducia, che allevano le galline liberamente, facendole razzolare in aperta campagna, senza costringerle agli “straordinari”. Perché allevamenti così “leggeri” e non intensivi producono sicuramente uova di qualità migliore. E a km quasi zero.