BOSCHI VIVI: UN NUOVO MODO DI… PASSARE A MIGLIOR VITA


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Son talmente ecologista che quando muoio, invece di farmi sotterrare, mi faccio buttare nell’organico. E’ una delle mie battute della serie “Son talmente ecologista…” che fino a un annetto fa dominava le mie giornate e quelle di una mia amica, con la quale ci divertivamo a trovare delle battute ecologiste anche stupide e a riderci su.

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Però se questa di farmi buttare nell’organico è comunque una buona battuta ecologista, il metodo che sto per raccontarvi per tornare alla polvere più rapidamente è sicuramente più ecologista. Infatti la cooperativa BOSCHI VIVI gestisce dei boschi a scopo commemorativo, nel rispetto della persona, del territorio e della natura.

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Come si può leggere dall’articolo sul sito greenreport.it che vi invito a leggere anche per ulteriori informazioni, “la scelta di aderire a Boschi Vivi presuppone la volontà di cremazione e dispersione. Chi aderisce, prenota una visita con una guida che spiega il progetto nei dettagli e aiuta l’interessato nella scelta di quello che diverrà il suo albero, il suo memoriale. Boschi Vivi prevede un iter contrattuale volto ad assicurare che le volontà dell’aderente vengano rispettate e ad agevolare le fasi burocratiche necessarie per l’adempimento”.

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La proposta di commemorazione ecologica è nata da quattro giovani che hanno in comune l’amore e il rispetto per la Natura e una forte sensibilità verso problemi ambientali legati all’abbandono di aree rurali boschive che, se non opportunamente gestite rischiano di aumentare il dissesto idrogeologico. Il loro scopo è quello di risolvere due problematiche: la manutenzione boschiva e la dispersione delle ceneri, nel pieno rispetto per l’ambiente.

Dal 10 ottobre è aperta una raccolta fondi per un mese sulla piattaforma derev.com

Cosa ne pensate di questa iniziativa? E voi siete talmente ecologisti da farvi cremare e disperdere le vostre ceneri su un albero di un bosco vivo? Io sì 🙂

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GIORNATA FAI D’AUTUNNO 2017


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Oggi torna la giornata FAI d’Autunno 2017! Questo è il giorno in cui si potranno visitare oltre 600 luoghi d’interesse artistico, paesaggistico e sociale in 185 città di tutta Italia. In programma 170 itinerari tematici che porteranno alla scoperta di luoghi affascinanti e poco conosciuti, a fronte di un piccolo contribuito libero che può essere di 2, 3 o 5 euro a seconda della visita scelta. I soldi raccolti saranno gestiti dal FAI per i suoi progetti, che ovviamente si propongono di proteggere e valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Per un elenco di tutti i luoghi che si potranno visitare quest’oggi cliccate qui. E’ prevista la possibilità di tesserarsi al FAI con 10,00 € di sconto, con tutti i vantaggi che la tessera comporta, in conto di possibilità di entrare a prezzi vantaggiosi o anche gratuitamente nei vostri luoghi del cuore.

INQUINAMENTO E CEMENTO: ITALIA SOFFOCATA


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Riciclavano le polveri e le ceneri industriali dell’ILVA e di Enel Produzione per costruire blocchi di cemento. Il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica della città salentina, ha così disposto il sequestro degli impianti Cementir, oltre che quelli dell’ILVA e di Enel Produzione del Comune di Tuturano (BR).

Secondo il DDA di Taranto sarebbe stato “un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente”.

Ed ecco perché l’Italia detiene il desolante primato delle morti per inquinamento tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Le cifre mettono la pelle d’oca: 90mila morti premature, corrispondenti a 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 della Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. Spicca in questa speciale classifica la Pianura Padana, ma preoccupano anche Roma e Napoli, Firenze, Taranto, e la costa sud est della Sicilia. I responsabili? Traffico automobilistico (soprattutto il motore diesel), industria, riscaldamento residenziale, ma anche riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), nonché agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’Italia soffoca, dunque, sotto i colpi dell’inquinamento e degli illeciti ambientali.

PORTO TORRES: LIQUAMI IN MARE


allagamento

Porto Torres è un comune di circa 22.300 abitanti, che ospita un importante complesso industriale, andato però in fallimento nel 2009 con la progressiva chiusura di numerose fabbriche e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro (Fonte: Wikipedia). Ora quelle industrie ci presentano un altro conto da pagare: quello dei liquami, dei rifiuti non correttamente smaltiti e che quando piove vanno a finire in mare.

Così è successo anche oggi. I tombini saltano come tappi di bottiglia e vomitano ciò che per anni hanno ingurgitato. Ed ecco la situazione. Il video lo potete vedere cliccando qui.

FOTOBLOG: PROCIDA


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Oggi faremo un giro nell’incantevole Procida! Seguiteci (però sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ambientesulweb/). P.S.: Le foto non sono mie, ma sono prese da Google Immagini. Godiamocele!

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PERNICI E LEPRI SARDE SONO SALVE


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Il TAR della Sardegna ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico ONLUS, con Ordinanza Cautelare 308/17 del 15 settembre 2017, contro il Calendario Venatorio approvato con Decreto dell’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente n. 25/15746 del 21 luglio 2017 (qui trovate il PDF), relativo alla parte in cui prevede la caccia alla Lepre Sarda e alla Pernice Sarda.

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Il provvedimento impugnato prevede per le due giornate di caccia previste (24 settembre e 1 ottobre 2017) un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri sarde e 143.948 Pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna. La caccia alla Lepre e alla Pernice sarda è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite “tendenti alla diminuzione” dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano.

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Ulteriori informazioni le potrete trovare sul blog del Gruppo di Intervento Giuridico, dove è spiegato tutto nei minimi dettagli. Per quest’anno dunque sospiro di sollievo. Teniamo alta la guardia.

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PRIME VITTIME DELL’ORO


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L’oro del Brasile miete le prime vittime. Dieci indigeni fatti a pezzi e gettati nel fiume. La rivendicazione arriva da alcuni cercatori d’oro, che trionfanti hanno ammesso di averlo fatto perché temevano di essere uccisi a loro volta. Duro l’attacco del Direttore Generale di Survival International, Stephen Corry: “Se queste denunce saranno confermate, il presidente Temer e il suo governo avranno la pesante responsabilità di questo attacco genocida. I tagli ai finanziamenti del Funai hanno lasciato decine di tribù incontattate indifese contro migliaia di invasori – cercatori d’oro, allevatori e taglialegna – che vogliono disperatamente rubare e razziare le loro terre”.

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Fonte: Repubblica.it

Non ho più parole. Per soldi si arriva a macellare le persone. Sì, è risaputo. Sì, non ci si può più sorprendere di niente. Sì, i luoghi comuni sono azzeccati. Stramaledetto oro e chi ha voluto questo scempio.

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