CAPODOGLIO MORTO IN INDONESIA


Capodoglio Indonesia

Un capodoglio è stato ritrovato morto spiaggiato in Indonesia. Non si sa quali siano le cause della sua morte, ma nel suo stomaco sono stati trovati ben sei (6) chili di plastica! Infradito, bottiglie, buste e ben centoquindici (115) bicchieri di plastica, in tutto oltre mille (1.000) pezzi di plastica!

capodoglio indonesia 1

L’Indonesia è il secondo Paese al mondo più inquinato dalla plastica dopo la Cina, con una produzione di 3,2 milioni di tonnellate di rifiuti di plastica ogni anno, 1,29 dei quali finiscono proprio nell’oceano. I soccorritori sono intervenuti dopo la segnalazione di alcuni ambientalisti che avevano visto alcuni abitanti del villaggio di Wakatobi circondare la balena e iniziare a macellarla.

capodoglio indonesia

Purtroppo non è la prima balena all’interno della quale è stata trovata la plastica. I precedenti sono diversi: un capodoglio trovato al largo delle coste spagnole con trenta (30) chili di plastica; un altro trovato in Malaysia; e una tartaruga salvata a Messina. Luhut Binsar Pandjaitan, ministro coordinatore degli affari marittimi dell’Indonesia, ha affermato che la scoperta della balena dovrebbe sensibilizzare l’opinione pubblica sulla necessità di ridurre l’uso di plastica e ha spronato il governo a prendere misure più severe per proteggere l’oceano.

Fonte: Green Me

Io  non riesco a commentare. Le immagini si commentano da sole. Fate un po’ voi…

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FAVOREVOLI O CONTRARI?


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Questo è un provvedimento che farà discutere, e mi piacerebbe che anche su questo blog si confrontassero le diverse opinioni. Il Consiglio dei Ministri ha impugnato una normativa delle Province Autonome di Trento e di Bolzano, approvata nel mese di luglio, che autorizza la cattura e l’uccisione dell’Orso Bruno e del Lupo Comune, per venire incontro alle richieste della popolazione. Essa infatti è preoccupata per i continui attacchi di questi predatori ai propri allevamenti.

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Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa dice che l’impugnazione è stato un “atto necessario e dovuto”, in quanto “le potestà di deroga ai divieti sulla fauna selvatica spettano allo Stato e non possono essere demandate agli enti locali. Abbiamo chiesto alle Province di modificare la legge, ma non è stato fatto, quindi non abbiamo avuto scelta”.

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Prosegue il Ministro: “Sono certo che in maniera integrata e condivisa si potranno attivare tutti quegli strumenti di prevenzione fondamentali per favorire la presenza dei grandi carnivori in natura, senza pesare sulle attività zootecniche tipiche di quei territori”. Ma una legge simile è stata annunciata anche dalla Regione Toscana.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Risultati immagini per lupo

Voi siete favorevoli o contrari all’abbattimento dei lupi e degli orsi che sterminano gli allevamenti degli abitanti? Siete favorevoli o contrari all’impugnazione del provvedimento da parte del Ministro dell’Ambiente Sergio Costa? Cosa si potrebbe fare per salvare “capre e cavoli”? Come si può convivere con questi predatori senza far loro del male e proteggendo gli allevamenti degli abitanti?

GLI EFFETTI DELLA PLASTICA IN MARE


Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Fotografia de Conoce Honduras

Queste immagini sono state pubblicate dalla pagina facebook “Conoce Honduras”. Denunciano gli effetti devastanti delle nostre scelleratezze nei confronti del mare.

Sempre ricordo la dura frase della canzone “Com’è Profondo Il Mare” dell’indimenticabile Lucio Dalla:

“Così stanno bruciando il mare
Così stanno uccidendo il mare
Così stanno umiliando il mare
Così stanno piegando il mare”.

E mi piange il cuore.

GLI IBIS SMARRITI


Ibis non sanno più migrare: torneranno in Italia dalla Germania seguendo un aereo

Gli Ibis sono uccelli migratori, che da qualche anno non immigrano più in Italia, e non per colpa di Salvini che non vuole gli immigrati 🙂 Gli ibis sono prede pregiate per i cacciatori, e in Italia viene considerata una specie “estinta”. Così si sono “dimenticati” del nostro Paese.

Proprio per questo motivo, grazie ad un progetto europeo che si chiama “Life”, 31 esemplari sono partiti dal lago di Costanza, in Germania, seguendo un piccolo aereo ultraleggero, che mostra loro la strada, fino al lago di Orbetello, dove arriveranno fra due tre settimane. Mille chilometri di viaggio, attraverso le Alpi, al seguito della voce di “mamme adottive“, e umane, che hanno allevato i piccoli fin dai primi passi.

Attualmente si contano duemila esemplari, per lo più nei giardini zoologici, in Nordafrica, Marocco e Siria. Questi uccelli “migratori” non migrano più. Gli ibis hanno bisogno di spazio libero, dove si possano cibare. Mangiano qualsiasi cosa: vermi, semi. Il problema è che non sono particolarmente timidi e proprio questo li ha resi preda facile dei cacciatori. E si teme possano essere cacciati ancora, illegalmente.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Speriamo che almeno stavolta i cacciatori non sparino a queste creature.

IL PESO DEL TURISMO


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A Santorini, una bellissima isola della Grecia, sbarcano migliaia di persone al giorno dalle navi da crociera. Turisti sempre più pesanti ed obesi. Santorini è anche famosa per i suoi tanti asini, che da tempo vengono sfruttati per far salire su una ripidissima rampa di oltre 500 gradoni i turisti caricati sulla schiena di questi poveri quadrupedi.

Gli asini di Santorini Fb Help the Santorini Donkeys

I carichi pesanti che sono costretti a portare provocano agli animali escoriazioni, traumi e anche ferite croniche. In più vengono forzati a fare questo percorso quattro o cinque volte al giorno, senza riparo all’ombra, e senza un adeguato rifornimento di acqua e di cibo. E se non riescono a trasportare i turisti vengono addirittura percossi dai loro padroni.

Alcuni allevatori di asini hanno pensato di accoppiarli con delle cavalle, di fatto cambiando la “merce” prodotta: da asini a muli, più grossi, più robusti, e quindi capaci di trasportare pesi maggiori rispetto ai puledri. In due parole: più sfruttamento.

Per cercare di risolvere la situazione, alcuni movimenti animalisti nei giorni scorsi hanno manifestato chiedendo la tutela di questi quadrupedi e scontrandosi con gli allevatori di asini. La mobilitazione è arrivata al Sindaco, che ha provveduto a varare una serie di misure per tutelarli, tra le quali: orari prestabiliti, riposo all’ombra, acqua garantita, limitazione dei carichi da trasportare.

Risultati immagini per santorini

A vedere queste immagini e sentire queste notizie mi si gela il sangue. Io per vedere dall’alto il mare e fare delle fotografie panoramiche li salirei a piedi tutti quei gradoni. E di corsa pure! Speriamo che con queste misure gli asini e i muli possano vivere una vita più dignitosa e con sempre meno pesi sulle spalle.

TORNA A VOLARE L’AQUILA DEL BONELLI


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L’Aquila Fasciata, o “Aquila del Bonelli”, ritorna a volare in Sardegna. Sul sito Sardegna Ambiente si legge che è “lunga 65-70 cm, con apertura alare di 150-160 cm, e peso medio di 2 kg. Le parti superiori sono bruno scuro, in contrasto con quelle inferiori più chiare, con una macchia bianca sul dorso. Testa piccola ma sporgente. Le ali ampie appaiono squadrate da margini quasi parallelo, con un leggero assottigliamento all’estremità.

Coda lunga, grigia e con una banda nera terminale. Becco grigio-bluastro con punte nere e cera gialla. Tarsi calzati. Zampe gialle. Iride giallo brillante. Volo attivo caratterizzato da battute non profonde ma frequenti e potenti. In volteggio le ali sono piatte e la coda chiusa o parzialmente spiegata.

Frequenta ambienti rocciosi e aperti, a quote non molto elevate, nelle valli fluviali, boschi a macchia mediterranea, pascoli, zone paludose. Si nutre di piccoli mammiferi e di uccelli, talvolta lucertole e serpenti. Caccia gli uccelli in volo con estrema destrezza. Nidifica su pareti rocciose. La deposizione delle uova (1-3) avviene tra febbraio e marzo”.

Specie considerata estinta, ora ritorna in Sardegna, in particolare nel Parco di Tepilòra. Gli operai di Forestas stanno ultimando i lavori della voliera dove saranno ospitati i primi esemplari provenienti dalla Spagna. Nei prossimi tre anni si conta di arrivare a far nidificare tre coppie.

Fonte: La Nuova Sardegna

Bentornata aquila, speriamo che gli umani ti trattino come tu meriti, e che non ci siano bracconieri pronti a farti estinguere ancora una volta. A chent’annos, Aquila del Bonelli.