GIORNATE FAI DI PRIMAVERA


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Tornano le Giornate FAI di Primavera, giunte alla loro 26esima edizione. Il 24 e 25 marzo aprono al pubblico mille luoghi straordinari, affascinanti, di una bellezza più unica che rara, come lo è il paesaggio italiano. Mille luoghi da riscoprire assieme ai volontari del FAI, Fondo Ambiente Italiano. Un weekend all’insegna dell’arte, della cultura e della bellezza, la grande bellezza italiana.

Chiese, musei, palazzi, ma anche luoghi ameni, panorami mozzafiato, tutto ciò che fa parte del nostro patrimonio artistico, storico e paesaggistico. Cliccando su questo link potrete trovare la mappa dei luoghi del cuore del FAI aperti nel primo weekend primaverile.

Si legge nel sito del FAI:

“Le Giornate FAI sono diventate dunque un appuntamento ambito, un evento nazionale di grande attrattiva, ma non per questo hanno perduto lo spirito originario: quello di accompagnare gli italiani a scoprire o riscoprire la bellezza che li circonda, che spesso passa inosservata o, peggio, viene dimenticata e deturpata.

“Si protegge ciò che si ama e si ama ciò che si conosce” ci ricorda la nostra fondatrice, Giulia Maria Crespi. Per questo le Giornate FAI, di Primavera e d’Autunno, hanno un unico destino: quello di diventare sempre più grandi, più vive e vissute, per avvicinare sempre più persone alla bellezza dell’arte, della cultura e della storia”.

Infine vi ricordo che da ieri, lunedì 13 marzo, e fino a domenica 1° Aprile (Pasqua), si può sostenere il FAI inviando un SMS del costo di 2,00 € al numero 45592 da qualsiasi gestore telefonico. Anche la RAI sostiene il FAI con una maratona televisiva dal 19 al 25 marzo, dedicata ai beni culturali. Maggiori informazioni su come sostenere il FAI la trovate su questo link.

Spero che in tanti possiate aderire a questa grande iniziativa. Io da anni sostengo il FAI, fatelo anche voi!

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LA NUOVA LEGGE URBANISTICA DELLA SARDEGNA


Il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, assieme alla sua Giunta, ha approvato la nuova legge urbanistica. 113 articoli che disciplinano l’attività edilizia sul suolo sardo. Pigliaru riassume così la sua nuova legge: “tutela e valorizza l’ambiente, conferma i vincoli del Piano paesaggistico e del salvacoste, non consuma altro territorio e permetterà all’esistente di ritornare a essere competitivo”.

A cambiare ruolo saranno i Comuni: decideranno loro il futuro di terreni edificabili e agricoli, anche se dovranno confrontarsi e rispettare sempre le regole regionali. Ma potranno proporre, con i privati, grandi progetti d’interesse economico e sociale: saranno valutati, con molta attenzione, e di caso in caso. Gli alberghi e i residence, compresi quelli nei 300 metri dal mare, potranno ingrandirsi, “ma senza fare sfracelli”. Perché quello che conterà da oggi in poi sarà sempre più la qualità, mai il cemento fine a se stesso.

Sono questi i punti più controversi della sua riforma, e infatti gli ambientalisti protestano, soprattutto per i “premi”, con le volumetrie destinate ad aumentare sulla costa e nelle città. Gli alberghi, dentro e fuori i 300 metri dalla battigia, potranno aumentare le cubature del 25 per cento – e non del 30 come sembrava dalle prime indiscrezioni – mentre nella fascia di massima tutela ancora non potrà essere costruito nulla. L’edilizia privata potrà contare su un premio del 30 per cento fino a un massimo di 120 metri cubi. Sarà del 25, il premio, per gli interventi a favore del risparmio energetico. In campagna, non ci sarà più l’obbligo di aver tre ettari per tirar su casa. La nuova legge mette in fila una scala di grandezze a seconda della coltura: da un ettaro per i fiori e gli ortaggi in serra fino ai 30 nei campi d’orzo, avena e pascolo.

Ho i miei dubbi su questa legge urbanistica. I premi per un ecologista come me sono inaccettabili. Spero che almeno per la parte dei premi non passi. Voi cosa ne pensate?