IL 2019 IN 12 FOTO


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Gennaio: Capo Teulada e Porto Tramatzu liberate dalle servitù militari.

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Febbraio: la protesta del latte in Sardegna: ai pastori viene imposto un prezzo che non copre le spese di gestione. Per protesta versano il frutto del loro lavoro per le strade.

Greta Thunberg

Marzo: Iniziano le manifestazioni di Fridays For Future. Il 2019 deve essere ricordato come l’anno delle manifestazioni degli studenti a favore del clima e contro l’inquinamento. Il movimento è stato fondato dalla sedicenne svedese Greta Thunberg, diventata la piccola paladina dell’ambiente.

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Aprile: il rogo nella cattedrale di Notre Dame, che si è poi scoperto essere accidentale, non doloso.

sfere d'acqua ooho

Maggio: durante le corse e le maratone vengono utilizzate, al posto delle bottigliette di plastica, delle sfere d’acqua commestibili, contenenti 250ml d’acqua ciascuna, realizzate in materiale derivante dalle alghe e dalle piante, smaltibili in sei settimane.

Ponte Morandi, ditta che l’ha abbattuto: ‘Nel 2003 Autostrade ci chiese di buttarlo giù. Non si fece per costi e complessità”

Giugno: ultimo crollo del Ponte Morandi. Lo hanno fatto esplodere studiando un sistema per non disperdere le polveri nell’aria. Un piano studiato e riuscito alla perfezione.

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Luglio: brucia l’Amazzonia, e il Presidente del Brasile Bolsonaro non interviene per spegnere i roghi, quasi tutti dolosi, e rifiuta persino gli aiuti dagli altri Paesi.

Agosto: pesci morti, un oceano di rifiuti di plastica, animali che muoiono perché hanno ingerito chili di plastica, la Groenlandia che scompare, con gli Orsi Polari che non hanno più il terreno sotto i piedi. E’ un disastro di enormi proporzioni.

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Settembre: riprende la marcia studentesca per il clima, un successo planetario, mentre la piccola Greta partecipa alla Conferenza sul Clima delle Nazioni Unite con il suo discorso accorato diventato celebre: “How Dare You?”, come osate? “le persone stanno soffrendo, le persone stanno morendo, interi ecosistemi stanno collassando, siamo all’inizio di un’estinzione di massa. E tutto ciò di cui parlate sono soldi e favole di eterna crescita economica? Come osate?”. E’ anche utile ricordare che lei ha raggiunto l’America con un catamarano, senza motore, dunque senza emissioni, in due settimane. Ed è rientrata con lo stesso catamarano.

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Ottobre: scoperta discarica in fondo al Lago d’Iseo

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Novembre: Venezia invasa dall’acqua alta per una settimana. Sfiorato il record in conto di altezza dell’acqua. Ingenti i danni. Si è riaperto il cantiere per il contestatissimo Mose.

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Dicembre: il politico locale Mauro Pili, ex Presidente della Regione, gira un video in cui alcuni operai sversano fanghi tossici arrivati dal sud Italia, ma appena scoprono la telecamera scappano via, senza terminare il loro “lavoro”.

E con queste immagini vi saluto e vi auguro un felice 2020, ricco di protezione dell’ambiente, di protezione anche per voi, amore, fortuna, serenità e lavoro (compatibile con l’ambiente) per tutti. Auguri!

CAPO TEULADA E PORTO TRAMATZU LIBERE


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Capo Teulada e Porto Tramatzu sono soltanto due delle spiagge occupate dalle Servitù Militari, ma oggi è stato raggiunto un accordo per liberare dalla servitù due delle spiagge più belle della Sardegna. Esulta il Governatore della Sardegna Francesco Pigliaru, il quale, nella Sede del Ministero della Difesa ha incontrato la ministra competente, Trenta.

Perché la spiaggia torni libera è infatti necessario avviare l’iter legislativo per cancellare la spiaggia di Porto Tramatzu dall’elenco delle zone portuali e delle aree demaniali di interesse di sicurezza nazionale. Il decreto, che dovrà essere firmato dal Presidente del Consiglio prevede anche l’avvio delle procedure per liberare dalle operazioni militari anche le spiagge di S’Enna e S’Arca a Capo Frasca e Punta de S’Achivoni.

Per maggiori informazioni: Repubblica.it

Sono felice per questo accordo raggiunto tra Regione e Governo, anche se mi puzza molto di campagna elettorale, che è già di fatto cominciata, in vista delle elezioni regionali del prossimo 24 febbraio. Ma questo è un altro passo in avanti verso la liberazione della Sardegna dalle Servitù Militari.

IL RICATTO CONTINUA


La fabbrica delle bombe di Domusnovas

Il ricatto dell’occupazione, dello sviluppo, del lavoro, del pane (avvelenato) continua. La Sardegna punta a ridurre le basi militari, ma il business della guerra sembra essere comunque forte. Infatti la multinazionale tedesca RWM chiede l’ampliamento della fabbrica di bombe di Domusnovas. In particolare vorrebbe costruire al suo interno anche un’area da destinare alle prove per gli ordigni. In pratica, un nuovo poligono di tiro.

Le bombe della RWM vengono vendute anche all’Arabia Saudita, impegnata nella sanguinosissima guerra nello Yemen. All’esterno del fortino i piani prevedono la costruzione di un edificio per ospitare i lavoratori della fabbrica durante le esplosioni.

Fonte: La Nuova Sardegna

Basta con le basi militari. Tutti fuori! Il prossimo anno si terranno le elezioni regionali. Ogni partito dovrà contenere nel suo programma la dismissione di queste maledette fabbriche di morte.

NAPALM SOTTERRATO A QUIRRA


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La denuncia arriva dal Deputato sardo di “Unidos”, Mauro Pili, ex Governatore della Sardegna: dentro il Poligono di Quirra sarebbe sotterrato del Napalm. Le prove sono nelle carte tenute segrete per anni dall’Aeronautica Militare. Secondo Pili, nel Poligono è stato sotterrato il micidiale ingrediente delle bombe utilizzate, tra gli altri, dagli americani anche in Vietnam.

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In una delle carte desegretate, datata 23 agosto 1984, si legge: “Per quanto concerne i 50 fusti in cattive condizioni, essi dovranno essere esaminati secondo i criteri prescritti dal T.C.; se da tali criteri il prodotto dovesse risultare non più utilizzabile, dovranno essere dichiarati fuori uso, e il prodotto distrutto. Tale distruzione pone problemi non indifferenti. Il prodotto infatti brucia con difficoltà generando fumo ed è assolutamente impensabile disperderlo in acqua; pertanto la soluzione più ragionevole appare l’interramento, eventualmente dopo averlo rinchiuso in robusti sacchi di plastica per evitare l’inquinamento delle falde”.

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Pili attacca la Regione con le seguenti parole: “Dinanzi a questo documento qualcuno deve intervenire. Deve essere ricercata questa discarica di Napalm e individuati i responsabili sia del seppellimento che della mancata bonifica. Si tratta di un vero disastro ambientale per il quale non è accettabile il silenzio e l’omertà di Stato. La mancata bonifica costituisce ancor oggi un pericolo gravissimo per tutta la zona, ma anche per la Sardegna tutta. Stiamo parlando di sostanze utilizzate per la distruzione di massa. La Regione batta un colpo. Occorre reagire. È ora di buttar giù quel muro di omertà e complicità su fatti di questa gravità che offendono la Sardegna e i sardi”.

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Fonte: youtg.net

IN NOME DELL’INTERESSE (MULTI)NAZIONALE


interesse-nazionale

Interesse Nazionale. Due parole che mi fanno rabbrividire. Un concetto che mi mette la pelle d’oca, se penso alle sue conseguenze. E’ uno dei motivi che mi fa votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il c.d. “interesse nazionale” riguarda le opere “pubbliche”, cioè quelle che dovrebbero servire per lo sviluppo economico dell’Italia.

Grazie a questa riforma lo Stato acquista un potere che va a superare tutti gli ostacoli e i veti di ciascun individuo e regione. Due parole che sovrastano qualsiasi tentativo di veto. Con questa riforma il Governo potrebbe dichiarare “di interesse nazionale” qualsiasi porcheria e industria di veleni e di morte: discariche, inceneritori, depositi di scorie nucleari, centri commerciali, palazzi, grattacieli, super condomini, acciaierie, raffinerie, centrali a carbone, concerie, trivellazioni, fabbriche di bombe, poligoni di tiro, eccetera…

Insomma, tutte queste opere potrebbero essere dichiarate di “interesse strategico nazionale”. Con buona pace dei soliti noiosoni ambientalisti sempre pronti a dire NO a tutto, dei cittadini preoccupati per la loro salute e dell’aria che respirano i loro figli, dei comuni e delle regioni. Se vince il sì vince l’interesse (multi)nazionale. Sì, perché in realtà chi ci guadagna sono proprio le multinazionali dei veleni, che fanno campare gli Stati, ma che fanno crepare le solite capre che siamo noi, i cittadini comuni.

Ricordatevi questo termine: “Clausola di supremazia”. E’ questo il “pacco” che contiene questa “riforma”, e che consente al Governo di avvelenare il Paese. Ecco perché vi invito fortemente a recarvi alle urne il 4 dicembre prossimo, e inondare di NO questo governo di nominati, di non eletti, di padroni in grado di sovrastare qualsiasi ostacolo e di avvelenare il nostro presente e futuro.

URANIO IMPOVERITO: CONDANNATO IL MINISTERO DELLA DIFESA


proiettili all'uranio impoverito

Sentenza storica per quanto riguarda l’uranio impoverito: il Ministero della Difesa è stato condannato in secondo grado dalla Corte d’Appello di Roma per “condotta omissiva” nei confronti di Salvatore Vacca, originario di Nuxis (Carbionia-Iglesias), Caporal Maggiore dell’Esercito del 151esimo reggimento della Brigata Sassari.

Questo giovane era partito nel 1998 in Missione in Bosnia, e nel 1999, a soli 23 anni, nel settembre del 1999 è morto in seguito a una gravissima forma di leucemia linfoblastica acuta, dopo essere rimasto esposto a munizioni all’Uranio Impoverito. Il Ministero dovrà anche pagare ai genitori di Vacca un risarcimento di circa 2 milioni di euro.

Nella sentenza, i giudici spiegano che “la pericolosità delle sostanze prescinde dalla concentrazione” e denunciano “la condotta omissiva di natura colposa dell’Amministrazione della Difesa” e il “comportamento colposo dell’autorità militare per non aver pianificato e valutato bene gli elementi di rischio“. E ancora, per la Corte d’Appello Civile di Roma vi è “compatibilità tra il caso ed i riferimenti provenienti dalla letteratura scientifica” ed è evidentel’esistenza di collegamento causale tra zona operativa ed insorgenza della malattia“.

Fonte: Repubblica.it

L’uranio impoverito uccide, e non è una novità. La novità è questa sentenza di condanna ai danni del Dicastero della Difesa. La novità però, deve diventare la fine delle armi e dei proiettili, la fine delle guerre e dell’odio, della violenza e del rancore, e la fine di tutte le ingiustizie, la fine della sofferenza causata dall’uomo.

BASTA COI GIOCHI DI GUERRA


manifestazione teulada

Da stamattina è in corso una manifestazione contro le basi militari e i “giochi di guerra” in Sardegna. Centinaia di pacifisti in corteo a Teulada per dire basta coi giochi di guerra, basta con le esercitazioni militari, basta con l’inquinamento ambientale, basta con il filo spinato che impedisce l’accesso ai cittadini comuni. Più di cinquecento manifestanti si sono radunati presso la spiaggia di Porto Pino, attorno alla base militare di Teulada, ma è stato vietato loro l’accesso alla spiaggia che permetterebbe loro di raggiungere la base. Per questo si è creato qualche disordine e malumore tra manifestanti e forze di polizia.

I pullman sono stati bloccati a tre chilometri, per via del fatto che gli agenti hanno bloccato l’accesso anche ai parcheggi. Due manifestanti, che nei giorni scorsi hanno ricevuto il foglio di via dalla questura, sono stati fermati e per loro scatterà una sanzione amministrativa. Al grido di “liberateli” (i parcheggi) e di “Fuori la NATO dalla Sardegna“, i manifestanti stanno dando vita a una manifestazione pacifica e ordinata, che si concluderà con il ritorno ai parcheggi della spiaggia di Porto Pino dove presumibilmente daranno il via ad un sit-in. Al momento c’è un pò di tensione e di rabbia, ma finora la manifestazione non è stata segnata da scontri.

Fonte: Ansa.it

I “giochi di guerra” si concluderanno venerdì 6 novembre. Ma a mio avviso devono concludersi per sempre, e non a tempo determinato.

LADRI DI SABBIA


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In Sardegna esiste un fenomeno nuovo, una nuova moda: rubare la sabbia del mare, fare della sabbia del mare sardo un souvenir. Un pò come hanno fatto i primi astronauti sulla Luna che hanno raccolto del suolo lunare per analizzarlo. Così fanno i turisti che vengono in Sardegna. Dalle verifiche e dalle persone fermate in aeroporto risulta che siano state rubate in soli tre mesi ben cinque tonnellate di sabbia!

Oltre ai sequestri effettuati nei principali aeroporti sardi, grazie alla rete arrivano fotografie scattate in giro per le spiagge sarde che ritraggono clamorosi e maldestri tentativi di furto commessi, davanti agli occhi di numerose persone.

Gli ultimi casi riguardano un uomo con pala e secchio sulla spiaggia di Cea (Bari Sardo), e due turisti francesi che riempivano un sacchetto con la spiaggia di quarzo bianco del Sinis. In entrambi i casi i “ladri” sono stati costretti a restituire il maltorto: conchiglie e sabbia.

Fonte: La Nuova Sardegna

Un souvenir originale, tutto naturale, non si spende niente per rubarlo. Noi sardi siamo un popolo molto accogliente (anzi, fin troppo, viste le numerosissime servitù militari e le industrie delle multinazionali che ci hanno avvelenato e che continuano ad avvelenarci). Però i turisti che vengono qua devono imparare a rispettare le cose di tutti. Conchiglie e sabbia compresi.

TUTTI UNITI CONTRO LE SERVITU’ MILITARI IN SARDEGNA


no servitù

Dopo l’incendio che è divampato nel Poligono Militare di Capo Frasca, è divampata la protesta di tutta l’Isola contro le servitù militari. Diverse sono le iniziative di protesta contro le servitù, tra cui una manifestazione promossa da tutti i movimenti indipendentisti sardi, di destra e di sinistra, con la bandiera che vedete nella foto.

Tutti in marcia verso Capo Frasca questo pomeriggio intorno alle 16:30 per gridare no alle servitù militari in Sardegna. Dai movimenti ecologisti e partiti politici a tanti enti locali e alla gente comune, tutti uniti per chiedere la liberazione della Sardegna dal filo spinato, lo stop a tempo indeterminato alle esercitazioni militari, il risarcimento, la bonifica e la riconversione delle servitù militari presenti in Sardegna da ormai più di mezzo secolo, e che occupano circa 35mila ettari di terreno.

Tra i manifestanti anche l’associazione Amicizia Sardegna-Palestina, che esprime tutta la sua preoccupazione per la presenza di basi militari, non solo perché producono tanto inquinamento e mettono in pericolo la nostra salute, ma anche perché ci rende complici dell’occupazione militare della Striscia di Gaza da parte degli Israeliani.

E mentre tutta la Sardegna chiede libertà, lo Stato sembra volerla affossare. Infatti, denuncia Cotti del MoVimento 5 Stelle, sono stati “rimossi d’autorità i poster NO SERVITU’“.

Una manifestazione di rivendicazione del diritto alla libertà, alla salute, al territorio, all’incolumità, a un ambiente sano e pulito.

CAPO FRASCA: BRUCIANO 25 ETTARI DI TERRENO A CAUSA DELLE ESERCITAZIONI MILITARI


incendio capo frasca

A Capo Frasca, un pezzo di Sardegna recintato da un poligono militare, a causa di un’esercitazione militare si è propagato un grosso incendio che ha mandato in fumo circa 25 ettari di terreno. Successivamente è esplosa anche una bomba. Per domare l’incendio ci è voluta la forestale e un elicottero. I militari si sono rifiutati di aiutare, dicendo “l’incendio lo spenga la forestale“.

E oltre alle fiamme sono divampate pure le polemiche. Anche perché, come dice il Presidente della Regione Pigliaru, non è un episodio isolato. In una precedente esercitazione è andato in fumo anche un altro ettaro di cespugli e macchia mediterranea. Il Presidente chiede degli osservatori ambientali che siano indipendenti, e che non chiudano gli occhi di fronte all’evidenza.

I cittadini convivono da decenni con questi poligoni per le esercitazioni militari, e in alcuni casi con conseguenze drammatiche, come la nascita di bimbi malformati, tumori del sangue e troppe morti bianche, anche tra i militari stessi. E’ chiaro che questi poligoni devono essere SMANTELLATI, non si può continuare a convivere tra armi e bombardamenti, tra fili spinati e occupazioni, tra terreni espropriati e malattie. Questi poligoni vanno smantellati, e le aree bonificate e restituite ai sardi.

GUERRA SIMULATA SUL LAGO OMODEO


omodeo

Non basta il 66% del territorio nazionale occupato in Sardegna dalle basi militari. Non bastano i poligoni che abbiamo in Sardegna. Adesso si spara anche in zone non coperte dal segreto militare, in zone non coperte da filo spinato. Si spara sul lago Omodeo, e la zona è diventata off-limits. I sindaci protestano. BASTA!! Riprendiamoci il territorio! Smantelliamo le basi, TUTTE!

Foto presa dal sito del Comune di Ghilarza.

LA GUERRA DI PILI


pili

E’ una lotta “trasversale” quella alle basi militari in Sardegna. Da Soru a Pili, da sinistra a destra, si lotta tutti insieme contro le basi militari che devastano la Sardegna. Il Deputato sardo Mauro Pili, appartenente al Gruppo Misto, si è presentato in aula con una testata di missile, esploso nel Poligono Militare di Teulada, uno dei più grandi poligoni italiani.

Questa è la testata esplosa di un missile anticarro trovata davanti ad uno dei 16 nuraghi nascosti e vietati nella base militare di Teulada. Con questi missili all’uranio impoverito state devastando la Sardegna, le sue coste, la sua natura, e state bombardando la più antica civiltà del Mediterraneo, quella nuragica“.

Prosegue: “Se sparassero missili sul Colosseo, meno di 2000 anni di storia, la comunità internazionale sarebbe indignata e la Nato sarebbe immediatamente dispiegata per tutelare quel bene straordinario dell’antica civiltà romana. In Sardegna la civiltà, nuragica, con oltre 3500 anni di storia viene quotidianamente bombardata con missili anticarro Milan. Si tratta di un compendio archeologico con 16 nuraghi racchiusi nel perimetro della base militare gestita direttamente dalla Nato con l’Esercito Italiano. Un’estensione di 7.200 ettari e un’interdizione areale di 75.000 ettari. Nessuno ha mai fatto niente per bloccare questa disastro“.

E’ una lotta sacrosanta quella del Deputato Pili, così come continua ad esserlo per l’ex Presidente Soru. Una lotta che deve essere trasversale, perché solo “Unidossi può smilitarizzare la Sardegna. E io sostengo la sua e loro lotta.

Informazioni e immagine prese dal sito unionesarda.it

ARMI CHIMICHE SIRIANE IN SARDEGNA?


armi chimiche

In questi giorni si sta vociferando su un possibile arrivo di navi cariche di armi chimiche provenienti dalla Siria in Italia, in una località segreta. Quella località segreta potrebbe essere in Sardegna: o La Maddalena o l’Isola di Santo Stefano. Il Comitato Gettiamo Le Basi denuncia strani “movimenti” a La Maddalena, e temono stiano preparando il terreno per poter accogliere le armi chimiche, per poterle poi distruggere. Addirittura si dice sia sparita dalla rotta una nave di linea “sospetta”.

Secondo gli antimilitaristi ”si potrebbe trattare di un’attività di sgombero effettuata nei depositi della base Nato per fare spazio alle armi chimiche siriane“. Il tutto “sarebbe una conferma alle nostre certezze sull’uso della Sardegna come pattumiera bellica e sul fatto che La Maddalena sia la migliore location a livello europeo in  quanto a stoccaggio di armi non convenzionali“.

(FONTE: itenovas)

Tutto questo è INACCETTABILE.

SARDEGNA IN SVENDITA AGLI EMIRI E AI MILITARI


sardegna

La Sardegna è in svendita agli emiri e ai militari. Il Presidente della Regione è andato dagli Emiri per accordarsi con loro sulla crescita di Porto Cervo e Porto Rotondo, la zona-vip (Very Idiot People). Ha concesso loro di trasformare alcuni stazzi in lussuosi alberghi!!! E non basta questo affronto, vogliono fare tanto altro, colare tanto altro cemento.

E non solo! Il Ministro della Difesa Mario Mauro vorrebbe aumentare le servitù militari in Sardegna, tant’è che la già smantellata servitù della Maddalena, ora lui vorrebbe addirittura ripristinarla! Sardegna terra di emiri e di militari. E’ questo che vuole il Popolo della Destra, i cementificatori, coloro che vorrebbero svendere la Sardegna, considerata ancora come terra di conquista e di servitù.

Bravi! Complimenti ai sardisti che si sono alleati con Cappellacci! La responsabilità è anche vostra. 

LA CROCETTA DEI SICILIANI


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Il MUOS, si sa, è un sistema di antenne paraboliche americane, un sistema radar ad altissima frequenza che vengono usate dall’esercito americano per le comunicazioni satellitari. A dispetto di quanto dicono gli “esperti” di Valutazione di Impatto Ambientale, queste parabole sono altamente tossiche e radioattive per la popolazione che vi abita.

C’è chi manifesta contro, e chi manifesta viene tacciato di “mafioso“, di “violento“, di “lobby del NO“, di “appartenente a frange estremiste“, e chi più ne ha più ne metta. Anche ieri, il Presidente della Regione Crocetta, in un’intervista al Quotidiano Repubblica, parla di “infiltrazioni mafiose” unite assieme alla “popolazione civile“. Queste parole possono essere interpretate come uno sfogo per gli scontri con la polizia, immancabili in certe manifestazioni. Molte le contestazioni, anche sui social network, a queste parole.

Chi manifesta è sempre tacciato come lobby del no, violento, antistato, uno che odia. Mentre chi costruisce o permette di costruire queste cose che avvelenano e condannano a una morte lenta e dolorosa i cittadini, quello è amore (l’amore vince sempre sull’odio). Pensate a quanto grande sia l’ipocrisia dei nostri governanti, e il loro “amore” per noi…

AGNELLI SENZA VOLTO: MA PER IL GOVERNO E’ TUTTO OK: BASTA INNALZARE I LIVELLI DI INQUINAMENTO TOLLERABILE…


GEAPRESS – Il meccanismo è vecchio, purtroppo. Venne attuato per “contrastare” l’inquinamento da atrazina riscontrato negli anni 80 nell’acqua di falda della pianura padana. Valori oltre la soglia. Poi, però, si alzò la soglia.

Più o meno la stessa cosa si sta ora verificando presso la Commissione Finanze e Attività Produttive della Camera.

Un comma aggiunto dal Governo all’art. 35 del Decreto Sviluppo. Un provvedimento che già nella sua titolazione poco c’entra con gli agnelli senza bocca e occhi nati a Quirra. Incredibile, poi, dove è stato inserito il comma. L’articolo 35, infatti, è relativo alla trivellazioni petrolifere. Eppure, denuncia il WWF, in tal maniera si stanno ridefinendo i livelli di inquinamento oltre i quali è necessario bonificare il territorio inquinato dai siti militari. Il risultato: alzando la soglia d’inquinamento, i parametri un tempo fuori-norma verrebbero così trasformati ‘a norma di legge’.

Riteniamo negativa questa norma per due motivi: il metodo utilizzato e le conseguenze che deriverebbero dal suo contenuto” dichiara Patrizia Fantilli, Direttore dell’Ufficio Legale Legislativo del WWF Italia,  esponendo quanto sostenuto dall’associazione nella nota inviata ai deputati delle Commissioni. Un vero e proprio blitz che potrebbe compromettere, o far saltare del tutto, la bonifica delle aree inquinate. Tra queste il caso forse più emblematico è quello relativo al poligono di Quirra, in provincia di Cagliari (vedi articolo GeaPress). La questione era già stata sollevata dal WWF nei giorni scorsi (vedi articolo GeaPress).

Lo stesso WWF ricorda ora come l’area di Quirra è un’area demaniale militare interessata per anni da intense e periodiche esercitazioni militari (compresi brillamenti di ordigni), con dispersione sul terreno di grossi quantitativi di metalli tossici e sostanze chimiche tossiche(alluminio, arsenico, bario, cadmio, cobalto, cromo, rame, piombo, ferro, nichel,antimonio, tallio, zirconio e zinco), nonché di sostanze radioattive (torio ed uranio). Con la presenza in dette aree di numerosi pastori con circa 15mila animali da allevamento, cui si aggiungono gli abitanti delle aree circostanti, nonché il personale militare e civile della base militare. Il caso è attualmente sub iudice presso la Procura di Lanusei, in un processo in cui il WWF si è costituito parte civile, per i gravissimi episodi di inquinamento ambientale e di pericolo grave e persistente per la salute umana ed animale.

E’ del tutto evidente – sostengono dal WWFcome casi simili non possono essere circoscritti in una norma di 4 righe approvata in tutta fretta senza approfonditi e specifici studi preliminari“.

Per il WWF la questione assume aspetti di rilevante gravità anche per altri motivi. Di fatto, in tal maniera, si concede al Governo, ovvero a due soli Ministri (quello della Difesa e quello dell’Ambiente), il potere di indicare i livelli ‘accettabili’ di concentrazione di sostanze nocive nelle aree militari, senza alcun riferimento a norme di tutela, standard internazionali, rigorosi ed oggettivi parametri scientifici. Potrebbe persino verificarsi, dicono sempre al WWF, che i Ministeri stabiliscano bonifiche parziali, o l’assenza di bonifiche, pur in presenza di sostanze altamente pericolose per ambiente e salute.