I DANNI DELL’ABUSIVISMO


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Ancora una volta ci ritroviamo a piangere, alcuni piangono lacrime di coccodrillo. Ad Ischia, un terremoto del quarto grado della Scala Richter ha provocato 2 morti, 39 feriti e numerosi crolli. E’ successo ieri poco prima delle nove di sera, alle 20:57. A Casamicciola sono crollati sette palazzi, oltre alla Chiesa di Santa Maria del Suffragio, all’interno della quale si trovava una delle due vittime; e alla Chiesa del Purgatorio.

Nonostante il relativamente basso grado di intensità del terremoto, quest’ultimo ha provocato numerosi crolli, anche a causa della bassa profondità (l’epicentro è stato registrato a soli 5 km di profondità). Ma ciò che li ha provocati veramente sono l’abusivismo e le concessioni edilizie troppo facili. La troppa cementificazione e l’aver utilizzato cemento impoverito hanno causato il vero danno.

Ischia è un’isola che d’estate conta 250.000 persone, tra residenti e turisti, e questa estate non ha fatto eccezione. Panico tra i turisti, numerosi di questi hanno infatti ritirato il biglietto e rinunciato a sbarcare nell’isola. A Lacco Ameno, comune confinante con Casamicciola, è stato evacuato l’ospedale Rizzoli per la presenza di numerose crepe nell’edificio con la necessità di verifiche strutturali. Tuttavia poco fa è stata diffusa la notizia che l’ospedale è agibile, e i pazienti evacuati vi possono rientrare.

Il Presidente dell’Ordine dei Geologi della Campania, Egidio Grasso, denuncia le costruzioni abusive realizzate con cemento impoverito e senza alcuna verifica sismica.

Fonte: Il Tirreno, immagine: TGCom24

Ancora una volta dunque ci ritroviamo a piangere vittime e feriti. Non mi stancherò di ripetere che bisogna fare un censimento nazionale di tutti gli edifici (abitazioni e tutto il resto) abusivi e non, case vuote e case da ristrutturare, ed abbattere le case abusive in zone ad elevato rischio di dissesto, una volta trasferiti gli inquilini ad altre case vuote in zone sicuramente meno pericolose dal punto di vista idrogeologico. Il vero responsabile è l’uomo, l’italiano che fa le cose alla carlona, che fa le cose pensando di essere astuto e furbo, raggirando le regole e la legge, e colui che chiude uno o entrambi gli occhi di fronte agli scempi, il controllore che magari è anche controllato e non può decidere liberamente.

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IL PARTITO DEL CEMENTO


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CARLOFORTE – HOTEL “LA CALETTA”

Il Partito Sardo del Cemento, il PD, che guida la Regione con il Presidente Pigliaru, ha dato il via libera a una serie di interventi sulle coste per “migliorare qualitativamente l’offerta ricettiva” (art. 31 della nuova legge). L’obiettivo della maggioranza è di portare in consiglio regionale un testo blindato, da approvare in tempi stretti, senza modifiche, subito dopo l’estate.

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COSTA VERDE RESIDENCE

Sulla carta avrebbe dovuto trattarsi della nuova legge urbanistica che la Sardegna attendeva da un decennio per completare la riforma di Soru, con impegni precisi: stop all’edilizia speculativa, obbligo per tutti i comuni di rispettare limiti chiari anche fuori dalla fascia costiera, per difendere tutto il territorio, fermare il consumo di suolo e favorire il recupero o la ristrutturazione dei fabbricati già esistenti. Invece l’articolo 31 stabilisce che «sono consentiti interventi di ristrutturazione, anche con incremento volumetrico, delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive».

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BAIA DELLE MIMOSE

Vi ricordate la pubblicità di un noto gestore telefonico mobile in cui i volumi delle case erano aumentate del 20% perché quella compagnia regalava il 20% di ricarica in più? Da quella pubblicità nacque l’idea del c.d. “Piano Casa” del Governo Berlusconi, che si è “inventato” un aumento volumetrico delle abitazioni fino ad un massimo del 20%. Il governatore del PD Pigliaru fa di più. Si può aumentare la cubatura fino al 25% in più, «anche in deroga agli strumenti urbanistici» in vigore, compresa la legge salvacoste.

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MURAVERA RESIDENCE

Dall’articolo di Repubblica da cui riporto queste informazioni e le immagini, si legge che «In pratica si può costruire un secondo hotel o residence in aggiunta al primo anche nella fascia costiera in teoria totalmente inedificabile», denuncia l’avvocato Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico (Grig), che per primo ha lanciato l’allarme. «Ma non basta: i nuovi aumenti di volume si possono anche sommare agli incrementi autorizzati in passato, ad esempio con il piano casa o con le famigerate 235 deroghe urbanistiche che furono approvate tra il 1990 e il 1992 dall’allora giunta sarda», sottolinea il legale, che esemplifica: «Un hotel di 30 mila metri cubi che deturpa una spiaggia, per effetto dei due aumenti cumulativi del 25 per cento ciascuno, sale quasi a quota 50 mila: per l’esattezza, si arriva a 46.875 metri cubi di cemento».

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SAN TEODORO – CALA GIRGOLU

Per ulteriori approfondimenti vi invito a leggere questo articolo. E’ sconcertante. Il Partito della Distruzione è a lavoro.

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TEULADA

SARDEGNA: IL CEMENTO AVANZA


Secondo i dati pubblicati dall’ISPRA, l’Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, in Sardegna, nel 2016, sono stati consumati 239 ettari di territorio, pari a 334 campi di calcio. La crescita del territorio consumato nel 2016 è pari allo 0,26% rispetto all’anno precedente. Un tasso di crescita che mette la Sardegna al quarto posto tra le Regioni italiane, dietro solo a Sicilia, Campania e Liguria.

Aree incontaminate vengono trasformate in zone urbane o ancora peggio industriali. Case, capannoni, strade, sterminati campi fotovoltaici, serre, e tutto quello che cancella il verde con l’avanzata ingombrante dell’antropizzazione.

Fino ad oggi sono stati consumati 904 km/q di territorio, il che significa che ogni sardo ha bruciato 545 metri quadrati, pari al 3,75% dell’intera Isola. Ma il dato più allarmante è che la crescita annua in Sardegna è dello 0,25%, ed è più alta rispetto alla media nazionale dello 0,22%. La Gallura è l’area che ha la crescita maggiore nel 2016, con 7,8 metri quadrati consumati per abitante, seguito da Nuoro con 5,1 mq, Ogliastra 4,1, Sassari 3,9, Cagliari 1,6, Oristano 1,1, Sulcis 0,5 e Medio Campidano 0,3.

Fonte: La Nuova Sardegna

Bisogna porre un freno al consumo del territorio con il cosiddetto “Riciclo del Cemento”. Sarebbe opportuno dunque censire tutti gli edifici di ogni comune, quelli abitati, quelli sfitti, quelli abusivi e quelli in rovina, valutando in seguito la possibilità di cambiare anche la destinazione d’uso di qualche edificio. In teoria è tutto semplice, lo dicono tutti. In pratica… non lo fa quasi nessuno.

PARTITO IL CONCORSO “CASE CHE SEMBRANO FACCE”!


Il design, si sa, è molto importante nella moderna società del bello. Uno acquista qualcosa non tanto perché è utile, ma perché è bello. Anche l’edilizia si sta adattando al bello, al curioso, al simpatico. Perciò in Australia, in una piccola località in provincia di Sydney, hanno indetto il primo concorso “Similar Faces Houses”, che tradotto significa “Case che sembrano facce”.

La casa ritenuta più bella, più divertente, più buffa, verrà premiata con 100.000 dollari australiani, che equivalgono circa a 70.000 euro. Il verdetto verrà decretato da una giuria composta da 5 geometri, 4 architetti e 1 ingegnere edile, che, in base a determinati parametri, valuterà e deciderà quale sarà il vincitore. I giudici avranno tempo fino venerdì 21 aprile, tre settimane di tempo, dopodiché sabato 22 decreteranno il vincitore, il quale verrà premiato sabato 29.

Attenzione però perché i giudici non guardano solo all’estetica, ma all’efficienza della casa, in conto di risparmio energetico, di riduzione dei rifuti, di riciclo, di efficienza energetica, se utilizza o meno il fotovoltaico, se si cura il verde… quindi si guarda anche all’utile. Si unisce l’utile al dilettevole.

Siete curiosi di sapere come sono ste facce? E allora guardiamocele, le case in concorso:

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LA NUOVA LEGGE URBANISTICA DELLA SARDEGNA


Il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru, assieme alla sua Giunta, ha approvato la nuova legge urbanistica. 113 articoli che disciplinano l’attività edilizia sul suolo sardo. Pigliaru riassume così la sua nuova legge: “tutela e valorizza l’ambiente, conferma i vincoli del Piano paesaggistico e del salvacoste, non consuma altro territorio e permetterà all’esistente di ritornare a essere competitivo”.

A cambiare ruolo saranno i Comuni: decideranno loro il futuro di terreni edificabili e agricoli, anche se dovranno confrontarsi e rispettare sempre le regole regionali. Ma potranno proporre, con i privati, grandi progetti d’interesse economico e sociale: saranno valutati, con molta attenzione, e di caso in caso. Gli alberghi e i residence, compresi quelli nei 300 metri dal mare, potranno ingrandirsi, “ma senza fare sfracelli”. Perché quello che conterà da oggi in poi sarà sempre più la qualità, mai il cemento fine a se stesso.

Sono questi i punti più controversi della sua riforma, e infatti gli ambientalisti protestano, soprattutto per i “premi”, con le volumetrie destinate ad aumentare sulla costa e nelle città. Gli alberghi, dentro e fuori i 300 metri dalla battigia, potranno aumentare le cubature del 25 per cento – e non del 30 come sembrava dalle prime indiscrezioni – mentre nella fascia di massima tutela ancora non potrà essere costruito nulla. L’edilizia privata potrà contare su un premio del 30 per cento fino a un massimo di 120 metri cubi. Sarà del 25, il premio, per gli interventi a favore del risparmio energetico. In campagna, non ci sarà più l’obbligo di aver tre ettari per tirar su casa. La nuova legge mette in fila una scala di grandezze a seconda della coltura: da un ettaro per i fiori e gli ortaggi in serra fino ai 30 nei campi d’orzo, avena e pascolo.

Ho i miei dubbi su questa legge urbanistica. I premi per un ecologista come me sono inaccettabili. Spero che almeno per la parte dei premi non passi. Voi cosa ne pensate?

PATTO CON LA NATURA


Fotografia de Questo lo riciclo, ti Piace L'Idea?

Vogliamo farlo questo patto con la natura?