EARTH OVERSHOOT DAY ITALIA


 

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Oggi è l’Earth Overshoot Day per l’Italia. L’Earth Overshoot Day non è un evento musicale o una ricorrenza in chiave ecologica: è il giorno della fine delle risorse della Terra, e oggi tocca all’Italia. Secondo il Global Foot Print Network (Rete Globale di Impronta Ecologica) all’Italia servirebbero 2,7 terre per il nostro ritmo di consumo. Come si vede dall’immagine pubblicata, il mondo in media ha bisogno delle risorse di poco più di una terra e mezzo (1,6), Spagna e Portogallo di due terre e mezzo, Francia e Gran Bretagna assieme all’Italia di 2,7 terre, la Svizzera di 2,8 terre e la Germania di 3 terre.

Da questo calcolo emerge quindi che l’Italia avrebbe bisogno di risorse di un territorio grande quasi 3 volte la nostra penisola per soddisfare i nostri consumi. Soltanto il Giappone ha registrato un dato peggiore. Quando l’impronta ecologica del Paese, cioè la quantità terrestre e acquatica che serve a ogni individuo per produrre le risorse consumate, supera la biocapacità globale, cioè le capacità della Terra di rigenerare le sue risorse, si parla di Earth Overshoot. A livello mondiale quella data è stimata attorno al 5 giugno. L’Italia l’ha raggiunta già da oggi, quasi un mese prima.

Da domani l’Italia inizierà a consumare le risorse delle generazioni future, e a fine anno ne avremmo utilizzate 2,7 volte in più di quanto ci spetta. Un dato terribile, pauroso, tragico. Un dato che ci costringe a riflettere sul nostro stile di vita. La Terra è l’unico pianeta che abbiamo, non abbiamo un pianeta B. Non ne abbiamo 2,7. Ne abbiamo solo uno. E ci deve bastare e avanzare per tutti. Altrimenti a piangere saranno i nostri figli e nipoti.

Ma noi vorremmo che i nostri figli e nipoti piangano e manchino del necessario? Credo di no. Allora impegnamoci a limitarci al necessario, al vero e proprio necessario, non a quello che i media ci fanno credere che lo sia. Altrimenti oltre alla pandemia sopraggiungerà anche una carestia che coinvolgerà anche i nostri figli e nipoti.

MA COSA STIAMO FACENDO? / 2


Groenlandia quasi scomparsa, con temperature mai toccate prima d’ora (23 gradi)! Orsi polari che muoiono e non hanno più terreno sotto i loro piedi. L’Earth Overshoot Day che è arrivato il 29 luglio, mai così presto, perciò in quel giorno abbiamo consumato tutte le risorse che la Terra ha preparato per il 2019, Salvini che vuole rilanciare le trivelle, rifiuti e plastica in mare e ovunque, comprese le piazzole di sosta delle strade. Ma cosa stiamo facendo? Fermiamoci!

EARTH OVERSHOOT DAY


Consumi, l’allarme: le risorse naturali della terra per il 2018 sono finite. Nel 2018 l’Earth Overshoot Day in anticipo

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Quest’anno l’Earth Overshoot Day è stato il primo agosto, due giorni fa. Siamo già in debito di risorse. La popolazione mondiale ha consumato tutte le risorse terrestri – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legna – disponibili per il 2018. Da qui alla fine dell’anno perciò si consumerà più di quello che i sistemi naturali sono in grado di rigenerare, e si emetterà più CO2 di quanta gli oceani e le foreste ne possano assorbire.

Il Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale, ci dice che se ogni uomo consumasse come ogni statunitense servirebbero ben 5 terre per soddisfare il nostro fabbisogno; 4,1 terre se tutti avessero lo stile di vita degli australiani; 3,5 dei sudcoreani; 3,3 dei russi; 3 dei tedeschi. L’Italia, nella classifica dei più voraci di natura, è decima: se tutti vivessero come noi, servirebbero 2,6 pianeti per alimentarsi. L’86% degli abitanti del mondo vive in un paese che è in debito ecologico. Dal lato opposto ci sono stati come l’India che invece si fermano allo 0,7%.

I costi di questo crescente sbilanciamento ecologico sono sempre più evidenti e tangibili: deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e un accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera che alimenta il cambiamento climatico. L’insostenibilità deriva dal fatto che non esiste un limite alla crescita dell’economia, della produzione, dei consumi e della popolazione, mentre la Terra è una risorsa finita che non può essere aumentata.

La soluzione è allora quella di porre dei limiti per far sì che la data dell’Earth Overshoot Day si sposti sempre più avanti, l’obiettivo? poter ritornare al 31 dicembre. Secondo il Global Footprint Network i campi d’azione su cui occorrerebbe maggiormente lavorare sono quattro: città, energia, cibo e popolazione. Se venisse dimezzato il tempo passato al volante sostituendolo con spostamenti in mezzi pubblici si guadagnerebbero 12 giorni. Decarbonizzare l’economia tagliando metà delle emissioni attuali nel settore energetico regalerebbe 93 giorni, dimezzare lo spreco di cibo e adottare una dieta più sostenibile darebbe un “bonus” di 38 giorni. Da ultimo il controllo della crescita demografica: occorre far rallentare l’aumento della popolazione mondiale che dal 1970 ad oggi è raddoppiata.

Articolo completo su Il Fatto Quotidiano

 

EARTH OVERSHOOT DAY 2016


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Ieri era l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse terrestri disponibili per il 2016. Da ieri, l’umanità inizierà a sovrasfruttare il pianeta. La giornata è calcolata dal Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che ogni anno comunica la data, che in Italia quest’anno era già arrivata a inizio aprile. In media la giornata occorre sempre prima, poiché col passare degli anni aumentano i consumi mondiali delle risorse naturali. Nel 2015 è stata “celebrata” il 13 agosto, mentre nel 2000 ricorse a fine settembre. Il 1970 è stato invece l’ultimo anno nel quale il consumo globale è stato pari alle risorse disponibili: questo vuol dire che, da più di 40 anni, gli uomini stanno “sottraendo” le risorse alle generazioni future, utilizzando fonti non rinnovabili.

Sempre prima… Dove andremo a finire?