L’ALBERO EOLICO


albero eolico

A Parigi verrà presto installato un albero eolico, che produce energia eolica “camuffata”. Accusate da molti di deturpare il paesaggio e di essere rumorose, le pale eoliche oggi si trasformano e si camuffano in alberi. E diventano silenziosissime. L’albero “a vento”, progettato tre anni fa in Francia, viene ribattezzato dall’azienda produttrice “eolico 2.0“.

E’ una struttura alta undici metri e larga otto, realizzato con 72 foglie che in realtà sono delle mini turbine che ruotano silenziosamente, progettate per raccogliere anche il più lieve alito di vento, indipendentemente dalla direzione in cui spira. L’azienda produttrice, la New Wind, calcola che un albero può arrivare a produrre energia per oltre 280 giorni l’anno, per una potenza di 3,1 kw.

La prima dimostrazione pubblica avverrà a Parigi dal 12 marzo al 12 maggio, a Place de la Concorde, e se la dimostrazione convince, l’azienda conterà di poter vendere gli alberi a 29.500 euro ciascuno. Una spesa piuttosto limitata per un Comune che volesse installare questa nuova tecnologia su qualche parco cittadino. Limitata rispetto al costo delle normali turbine eoliche. Una tecnologia che potrebbe convincere anche gli scettici dell’eolico. Cosa ne pensate?

CONTIAMOCI


contiamoci

Contiamoci: una community per le buone pratiche. 100% verde, 100% virtuosa. Un mix tra community e social network. Contiamoci mette in rete associazioni e persone che contribuiscono con le loro buone pratiche a una nuova visione del mondo. Si propone di collaudare su larga scala comportamenti che domani saranno (si spera) normali. Una community ideata e creata da Greta Golia e Silvano Stralla.

Quattro sono gli step per partecipare a questo social network:

1) ci si registra con la propria e-mail;
2) si scoprono le buone pratiche segnalate da altri;
3) collaudarne qualcuna e cliccare su Contami in modo da valutare quanto la pratica è stata condivisa;
4) proporre un’idea nuova alla community che farà la stessa cosa collaudando la buona pratica con te.

In poche settimane la piattaforma ha raggiunto le 611 buone pratiche, dal baratto all’intonaco con l’argilla, dall’autoproduzione di sapone con l’olio di frittura al lavoro agricolo volontario in cambio di ospitalità ed esperienze. Le buone pratiche sono suddivise per sezioni e taggate. Una sezione del sito è dedicata a prodotti, associazioni, organizzazioni e imprese a basso (o nullo) impatto ambientale, da Bla Bla Car ad Altrescarpe, dalle cassette di prodotti agricoli che arrivano a casa alle filastrocche su misura.

Per aggiungersi alla community di oltre 1600 utenti è sufficiente registrarsi su Contiamoci.com e seguire le istruzioni.

Fonte: ecoblog.it

Una community davvero interessante, ma soprattutto UTILE per il domani, a cominciare da oggi. Una serie di esempi, di piccoli gesti pratici, semplici ma molto efficaci, utili e virtuosi. Si può fare. Che ne pensate? Ci iscriviamo?

ECCO I GIRASOLI SOLARI


girasoli solari

E’ da un bel pò che non vi parlo di ecoinnovazioni, di energia rinnovabile e di fotovoltaico. A dire il vero, purtroppo, ho anche perso la passione per questi temi, e per le energie rinnovabili. All’inizio era una novità, ma man mano che si stanno diffondendo sempre più non sono più una novità, non c’è più la meraviglia di una volta…

C’è da dire pure che in molti le stanno combattendo: il fotovoltaico a terra no perché i campi vanno coltivati e non riempiti di pannelli, l’eolico no perché impatta con il paesaggio con pale troppo alte e che uccidono l’avifauna, e perché diversi personaggi della malavita e della politica sono coinvolti in appalti legati all’eolico. E tutte queste dicerie, oltre ai tagli del governo, mi stanno scoraggiando…

girasoli solari 2

Però la tecnologia continua ad avanzare, e a proporci ecoinnovazioni, prodotti che possono migliorare l’efficienza delle energie rinnovabili. Ed eccovi dunque i girasoli solari, presentati dall’azienda IBM. I prototipi sono alti dieci metri, sono fatti in calcestruzzo e dotati di specchi in alluminio. Sono capaci di convertire circa l’80% della radiazione solare sia in energia elettrica, sia in acqua calda, arrivando a generare fino a 12 MW di energia elettrica, e 20 MW di calore, sufficienti ad alimentare il fabbisogno energetico di circa dieci abitazioni.

Il girasole segue il sole e così anche anche nell’impianto della IBM e ciò per garantire il massimo dell’efficienza tanto che un cluster di celle fotovoltaiche e montate su una piattaforma rialzata le cattura proprio per evitare ogni forma di dispersione. I girasoli dovrebbero entrare in commercio a partire dal 2017, ad un prezzo che è un terzo degli attuali convertitori solari.

Foto e notizia prese dal sito ecoblog.it. Una bella ecoinnovazione che aiuterà di certo a risparmiare sull’energia sporca e a migliorare l’efficienza e la qualità della nostra vita e della nostra energia. Cosa ne pensate?

IL FIORE SOLARE


solar flower

Ecco il Solar Flower, il Fiore Solare fai da te. Il fiore artificiale che produce e raccoglie l’energia solare per destinarla a vari utilizzi. Lo si può realizzare a casa propria riciclando alcuni materiali in disuso e seguendo il tutorial che si trova in rete sul sito ufficiale. Solar Flower è un progetto ideato da Daniel Connel che permette di utilizzare l’energia del sole attraverso il calore senza cioè convertirla in elettricità. Il dispositivo può essere usato in mille modi diversi ad esempio basterebbe aggiungere una turbina a vapore per trasformarlo in un generatore di energia elettrica. Già di per se il Solar Flower attraverso il calore e il vapore che genera può offrire una soluzione sostenibile per il riscaldamento e la depurazione dell’acqua, cottura di alimenti, conversione di rifiuto organico in carbone da utilizzare in cucina o per la stufa

Si tratta di un progetto open source in quanto chiunque può prendere le informazioni messe a disposizione sul sito ufficiale per costruirselo a casa propria ed eventualmente migliorarlo: il costo è solo di 100 euro per le attrezzature. Il progetto è solo all’inizio e per adesso le informazioni sono solo in lingua inglese ma Connel sta cercando traduttori per espanderlo in più paesi del mondo.

(FONTE: ilfattaccio.org) (foto presa da tecnologia-ambiente.it)

NASCONO LE CITTA’ GALLEGGIANTI


città galleggianti

Nascono le città galleggianti. Un colosso d’investimento cinese sta valutando di costruire delle vere e proprie “Floating Cities“, città galleggianti autosufficienti, per contrastare il sovraffollamento e la cementificazione di spazi verdi che possono essere destinati all’agricoltura. Spazi verdi ed attrezzature sarebbero localizzati sia sopra che sotto la superficie dell’acqua, mentre le aziende agricole, i vivai ed i centri di raccolta per i rifiuti consentirebbero alla comunità la massima autosufficienza, producendo cibo e smaltendo i rifiuti nella massima sostenibilità.

I progettisti pensano alle città galleggianti ad emissioni zero di carbonio e consumo energetico nullo, che sarebbe garantito dagli impianti alimentati da energia rinnovabile. Le città galleggianti sarebbero poi collegate tra loro ed alla terraferma grazie ad una rete di tunnel subacquei immaginati come vere e proprie strade con tanto di marciapiedi e carreggiate, lungo le quali viaggeranno le auto elettriche e trasporto pubblico ad emissioni zero.

città galleggianti2

Può sembrare un progetto fantascientifico eppure la China Transport Investment Co, una delle più grandi società d’investimento cinese, sta studiando attentamente il progetto per avviare entro il prossimo anno la costruzione di un primo prototipo in scala ridotta di Floating City.

Foto e Info prese dal sito rinnovabili.it

Città galleggianti. Sono una nuova opportunità di sviluppo sostenibile, anche per evitare la cementificazione degli spazi verdi; oppure visto che ormai di spazi verdi ne sono rimasti pochi, e che un pianeta solo non basta, si cerca di cementificare anche il mare? Cosa ne pensate voi? Ah, se soffrite di mal di mare vi consiglio di restare sulla terraferma

OGGI SI FESTEGGIA LA GIORNATA DELLA TERRA


earth day 2014

Oggi si festeggia la Giornata della Terra, l’Earth Day, giunta alla sua quarantaquattresima edizione. Il tema di quest’anno sono le città verdi: come rendere più sostenibili le metropoli, che ormai accolgono più della metà della popolazione mondiale. Energia, edifici e trasporti i temi che verranno affrontati in questa giornata.
Per quanto riguarda l’energia, per esempio, le organizzazioni ambientaliste puntano l’indice contro impianti inefficienti e ritengono indispensabile il passaggio a strutture di nuova generazione, basate su energie rinnovabili.
Per quanto riguarda gli edifici: le costruzioni attuali vanno ripensate, dicono gli organizzatori, poiché sono responsabili di circa un terzo delle emissioni di gas serra.
Innovare radicalmente i trasporti, poi, è cruciale: sono la fonte di gas serra in più rapido aumento. Puntare sul trasporto pubblico e promuovere l’uso della bicicletta sono alcune delle proposte.
Decine gli eventi in programma in tutto il mondo: dal Ruanda, che ospiterà un convegno internazionale sulle città verdi, al Costa Rica, che promuove il Forum Internazionale Virtuale, per raccogliere idee sul futuro del Pianeta. Nelle Bahamas parte un programma internazionale per favorire il riciclaggio e in India l’attenzione all’ambiente è protagonista di una fiera del libro. Giochi, animazioni e conferenze sono previste negli Stati Uniti, da New York al Texas.
Tante le iniziative anche in Europa, dal campo-scuola dedicato ai ragazzi a Dublino ai corsi per costruire nidi in Moldavia. In Italia il WWF si prepara a presentare, il 29 aprile a Roma, il rapporto Natura in bancarotta. Perché rispettare i confini del pianeta“. Sono previsti inoltre un concerto di Arisa a Milano, una maratona a Km Zero a Roma e una mostra sugli Eroi della Terra.

LA NAVE AD ACQUA DI MARE


nave

Dalla Marina Militare degli Stati Uniti (perché le innovazioni partono sempre dall’America?!) hanno progettato una nave che va ad acqua di mare, anziché essere alimentata col petrolio.
Per farlo si estrae idrogeno e anidride carbonica dall’acqua. Questi elementi vengono fatti passare ad una camera dove avviene una reazione con un catalizzatore ferroso, reazione da cui dovrebbe nascere del metano. E con altri due passaggi dei quali non ho capito praticamente niente, si otterrebbe il carburante.
Questo progetto può essere valido sia per le navi, che per gli aerei. Tra i vantaggi che si otterrebbero nell’utilizzare carburante ricavato dall’acqua ci sarebbe quello di utilizzarlo per tutti i motori senza apportarvi alcuna modifica.
Perché questo progetto prenda vita occorrono almeno una decina d’anni. Speriamo non sia solo una delle tante fantanotizie cui siamo abituati a sperare per poi non vedere realizzato nulla di ciò che dicono.

ACQUACELL, LA PRIMA PILA ECOSOSTENIBILE, RICARICABILE AD ACQUA!


acquacell

Ecco a voi Acquacell! La prima batteria ricaricabile ad acqua! Si aziona immergendola per qualche minuto in acqua. Può essere riutilizzata un numero infinito di volte, per ricaricarla, infatti, basta immergerla nuovamente in acqua. Priva di metalli pesanti ed altri materiali pericolosi è composta da un involucro in plastica riciclata e contiene solo 1,6 grammi di zinco.

Sviluppata in collaborazione con alcune delle principali università mondiali, pesa solo 12 grammi e per la fabbricazione non necessita di acqua, eliminando alla base l’inquinamento delle risorse idriche, nonché un genere di rifiuto abbastanza critico come quello delle batterie tradizionali, che contengono materiali inquinanti.

Si tratta di una innovazione di rilevante importanza perché potrebbe aprire la strada a nuove applicazioni nel campo degli accumulatori. Al momento è adatta solo ad apparecchi a bassa e media potenza, come telecomandi, radiosveglie, apparecchi a LED. Ma l’azienda intende proseguire nella ricerca per raggiungere i “migliori standard energetici e sostenibili del mondo”, secondo quanto riporta la pagina del sito.

(FONTE: Green Energy Journal)

Fantastica! Cosa ne pensate di questa ecoinnovazione?

ECCO LA LAMPADINA CHE DURA CENT’ANNI


lampadina
Guardate la foto qui sopra. Nell’immagine è evidenziata apparentemente una semplice e comune lampadina.
Ma questa lampadina ha una particolarità che la rende praticamente “immortale”: è stata sviluppata con una tecnologia (per il momento non nota) che, al contrario delle normali lampadine, non è sottoposta al fenomeno dell’obsolescenza programmata.
Cosa significa questo termine? Solitamente tutto ciò che troviamo in commercio ha una scadenza propria, una fine “programmata” che permette alle industrie di immettere sul mercato mondiale prodotti tecnologicamente sempre più avanzati e di livello superiore, a scapito di quelli già presenti.
Questo avviene nell’economia industriale, soprattutto per prodotti di origine elettrica (come appunto le lampadine) o elettronica.
In pratica le industrie produttrici utilizzano appositamente materiali di qualità inferiore o componenti facilmente deteriorabili che accorciano la vita del prodotto rendendolo obsoleto o inutilizzabile dopo un certo periodo di tempo, spesso in prossimità dell’uscita sul mercato di prodotti simili ma tecnologicamente più aggiornati. Tutto questo, ovviamente, serve esclusivamente ad aumentare i fatturati commerciali.
Ora però questa torbida tattica industriale sta per essere messa a rischio dall’invenzione di un giovane impiegato, Benito Muros, che lavora presso l’OEP Electrics come responsabile di un programma appositamente ideato per combattere l’obsolescenza pianificata.
In pratica l’uomo ha ideato un tipo di lampadina che arriva a risparmiare il 70% dell’energia normalmente utilizzata da una normale lampadina. Ciò vuol dire che sei voi utilizzaste una di queste lampadine per la vostra camera da letto essa sopravvivrebbe anche alla vostra dipartita, continuando a funzionare nel tempo. In più (e non è cosa da poco) essa possiede anche la caratteristica di non scottare al tatto e di non bruciarsi se sottoposta a ripetute accensioni.
La notizia, ovviamente positiva per tutti noi, non lo è stato però interamente per il giovane inventore spagnolo che avrebbe subito serie ma prevedibili minacce di morte per se e per i suoi familiari qualora avesse introdotto sul mercato questa nuova tecnologia. Nonostante le minacce ricevute l’uomo ha però coraggiosamente denunciato il fatto alle autorità locali dichiarando che continuerà a difendere il programma per il quale sta ancora attualmente lavorando.
Una bella innovazione, di un ragazzo coraggioso e giusto. Ma… sarà riciclabile? Cosa ne pensate?

ARRIVA IL MODULO FOTOVOLTAICO CHE STOCCA L’ENERGIA!


fotovoltaico

Arriva il modulo fotovoltaico che impara a stoccare l’energia, senza bisogno delle batterie! Il progetto arriva dall’Universita del Wisconsin, che ha messo a punto un rivoluzionario modulo solare in grado, contemporaneamente, di generare elettricità dalla luce del sole e di sequestrarla al suo interno. Il sito rinnovabili.it ci spiega come funziona (per chi ne capisce… 😀 ):

Lo strato superiore di ogni cella fotovoltaica è costituito da un elettrodo convenzionale che “converte” i fotoni in entrata in elettroni. Durante questo processo, gli elettroni prendono due direzioni: la maggior parte fluisce fuori dal dispositivo per supportare il carico di potenza, mentre alcuni sono dirottati verso un polimero in fluoruro polivinilidene (PVDF) ricoperto di nanofili di ossido di zinco. Il PVDF possiede un’elevata costante dielettrica elevata, elemento necessario alle soluzioni di stoccaggio energetico. Quando non c’è il sole, l’energia immagazzinata torna attraverso i nanofili ad alimentare il carico“. 

Attualmente questa tecnologia converte solo il 4% della luce in entrata, ma i ricercatori sono pronti a scommettere che si possa migliorare notevolmente l’efficienza di conversione e la quantità di energia immagazzinabile.

Cosa ne pensate di questa nuova tecnologia? Vi sorprende ancora il fatto che le novità vengano scoperte all’estero e non in Italia, dove non si finanzia la ricerca?

RICARICARE IL TELEFONINO CON L’ACQUA


ricarica ad acqua

Quando la batteria dello smartphone muore, può tornare alla vita grazie a caricabatterie a energia solare, oppure al dispositivo Voto che trae energia elettrica dal calore. Pensare al calore o al sole come fonte di energia ormai è una convenzione ma pensare all’acqua…? Grazie a una piccola cella a combustibile, per ricaricare il cellulare fuori casa, vi basterà versare qualche goccia d’acqua in un piccolo contenitore plastico e il gioco è fatto, avrete energia elettrica pronta all’uso!

Versiamo dell’acqua in un contenitore e lasciamo che la chimica faccia il suo corso! Il particolare caricabatteria portatile si chiama myFC PowerTrekk, è costituito da una batteria e da una cella a combustibile che con l’aggiunta di un cucchiaio d’acqua, inizia immediatamente a produrre energia. La batteria funge da tampone di conservazione per l’elettricità appena erogata.

Il dispositivo sarà in vendita entro il terzo trimestre di questo 2013. Il piccolo alimentatore di emergenza è compatibile con tutti gli smartphone e altri dispositivi portatili che possono essere ricaricati mediante un’uscita USB. Il prezzo previsto potrebbe essere di circa 229 dollari, circa 175 euro… è questo il prezzo per avere una cella a combustibile in tasca!

EUREKA! Altra gran bella innovazione, che vi dimostra che non c’è bisogno del carbone, del gas o del petrolio per produrre energia e per far funzionare le cose. Cosa ne pensate?

TENDA FOTOVOLTAICA


tenda fotovoltaica

La tenda fotovoltaica è un’ottima alternativa per chi non può installare un impianto fotovoltaico sul tetto.
Una normale tenda da esterno, che protegge dall’irraggiamento del sole e contribuisce ad aumentare il comfort climatico e il risparmio energetico degli ambienti. Inoltre funziona come un vero e proprio impianto fotovoltaico per lo sfruttamento dell’energia solare. Il segreto è lo speciale telo, costituito da moduli fotovoltaici di silicio amorfo a doppia giunzione racchiuso in un film flessibile, che permette di trasformare i raggi solari in energia elettrica. La soluzione, è “grid connected”: può essere connessa alla rete e beneficiare del Conto Energia. In questo modo, grazie ai contributi previsti dalle norme attuali, si ripaga da sola e garantisce anche un ritorno economico. La tenda fotovoltaica avvolgibile rientra, infatti, nella categoria dei piccoli impianti domestici da 1 a 3 kW totalmente integrati. Percepirà per questo la tariffa incentivante maggiore, consentendo un rientro dell’investimento in soli dieci anni. La tenda porta il marchio Aurora.
I vantaggi:
Il risparmio sulla bolletta, derivante dall’utilizzo dell’energia prodotta per i propri consumi, e l’eventuale vendita di energia alla rete oltre alla riduzione dell’irraggiamento solare.
Il sistema offre nuove opportunità di applicazione del fotovoltaico: Aurora infatti grazie alla propria versatilità può essere installata anche in contesti fino ad oggi preclusi ai pannelli tradizionali per motivi di spazio o di estetica, (condomini, villette a schiera, edifici in centro storico, ecc.).

(FONTE: www.tecnologia-ambiente.it)

Ormai il mercato delle fonti rinnovabili, e in particolare del fotovoltaico, non ha confini, e si estende a tutti i prodotti che conosciamo. Funziona su tutto, ti fa risparmiare ed è un investimento che ti può portare anche ad un guadagno economico. Nonostante non dovrei esserlo, per via della sempre maggiore diffusione del fotovoltaico, sono sorpreso e stupito. Il fotovoltaico merita di essere… sulla testa di tutti.

SOLAR WINDOW, LA FINESTRA SOLARE E’ REALTA’


finestra solare

Una finestra solare è data da un rivestimento fotovoltaico posto su una superficie di vetro trasparente. Non si tratta di un’invenzione futuristica ma di una tecnologia già esistente, conosciuta come SolarWindow. La tecnologia SolarWindow per il suo sviluppo, ha richiesto ben 14 brevetti, e sfrutta il cosiddetto “solare organico“.

SolarWindow è una tecnologia che consente la produzione di elettricità attraverso una superficie di vetro trasparente. Così le finestre di casa possono trasformarsi in piccole centrali elettriche.

Il sistema SolarWindow consiste in un rivestimento fotovoltaico che sfrutta l’energia solare e le fonti di luce artificiale (lampade fluorescenti o LED) per produrre energia elettrica, tutto questo con l’applicazione su una superficie trasparente, proprio come quella delle finestre.

(FONTE: tecnologia-ambiente)

Bellissima! Cosa ne pensate?

BOLZANO: L’ASFALTO DI PNEUMATICI


pfu

asfalto

PFU: Pneumatici Fuori Uso. Sono i pneumatici ormai esausti, che la Provincia Autonoma di Bolzano ha deciso di riciclare, di non esaurirli del tutto, per evitare che vengano smaltiti in altro modo. Perciò i Pneumatici Fuori Uso vengono riciclati per asfaltare le strade. Una sperimentazione che sta avendo successo e consensi: aggiungere PFU al classico bitume.

Pensate che solo nel 2012 la quantità di pneumatici esausti raccolti è stata di 240 mila tonnellate! Una montagna di pneumatici. Tanto che si è posto il problema di come smaltirli. La sperimentazione della Provincia di Bolzano è decisamente innovativa: l’utilizzo di un particolare tipo di asfalto realizzato aggiungendo al tradizionale bitume la gomma ricavata dal riciclo dei pneumatici arrivati a fine vita è un’innovazione notevole: consente infatti di ottenere una pavimentazione che ha prestazioni superiori agli asfalti tradizionali sotto diversi punti di vista: la durata, la resistenza agli agenti atmosferici e la rumorosità dei veicoli in transito, ad esempio. A tal proposito, tutti i test dimostrano una riduzione del rumore fino a 5 decibel: vi basti pensare che una riduzione di 3 db corrisponde al dimezzamento della pressione acustica.

Insomma, la ricerca e l’innovazione nel campo dell’ambiente deve andare avanti, a 360°. Per migliorare la qualità dell’aria e della nostra vita.

ECCO L’EOLICO FOTOVOLTAICO


eolico fotovoltaico

A volte a pensare e sperare nel futuro si fa bene. Lo immaginavo io tre anni fa l’eolico fotovoltaico, ovvero, le pale eoliche che si alimentano grazie all’energia del sole. Non basta il vento? Ecco che si mette un bell’impianto fotovoltaico sopra il motore dell’elica per poter farla continuare a ruotare e a produrre energia anche così. Per integrare l’eolico al fotovoltaico, e viceversa. E ora dall’America arriva questo prototipo.

Che dire? Io non sono un profeta, non so prevedere il futuro, ma mi fidavo di queste tecnologie, e della creatività umana, per sviluppare ancora di più le fonti rinnovabili principali. Speriamo che questo arrivi presto anche in Italia. Che ne pensate voi?

ALCUNE IDEE RICICREATIVE PER IL NATALE 2012


Ricicreatività: è questa la parola d’ordine per questo Natale 2012. Vi do alcuni suggerimenti per preparare i vostri piccoli lavoretti natalizi. Eccovi dunque:

angeli di pigna

…degli angeli di pigna

ghirlanda di pigne

… una ghirlanda di pigne

barattoli luminosi

… stupendi barattoli luminosi

albero di libri

… un albero di libri (per chi non ha voglia di leggerli, li può mettere sotto l’albero o per fare l’albero stesso)…

albero di bottiglie

… e ancora, un bellissimo albero di natale realizzato con tante bottiglie di vetro

albero con cd

… e infine un bellissimo albero realizzato con cd e luci azzurre e viola!

Insomma, il Natale può essere verde, non solo rosso

AGROVOLTAICO


I frutti che la terra è in grado di donarci sono preziosi tanto quanto l’energia che serve a produrli. Per questo motivo la ricerca applicata in campo agricolo è sempre più orientata alla sperimentazione di soluzioni innovative e quanto più sostenibili possibile, sia per la natura che per le comunità.
Da questo desiderio è nato il progetto ‘pane e energia’ promosso dalla holding bresciana R.E.M. (Revolution Energy Maker), il cui scopo è quello di promuovere una gestione intelligente dei grandi terreni, integrandole con le attività agricole. Alla base del progetto c’è la tecnica agrovoltaica, ovvero un sistema di produzione energetica sostenibile che permette agli agricoltori di generare energia pulita mentre coltivano i loro terreni.
In pratica si sfrutta l’energia del sole su più livelli, integrando in maniera eco-sostenibile tre fondamentali necessità del vivere umano: il bisogno di energia, l’utilizzo del territorio e delle sue risorse, le produzioni agricole. La tecnologia agrovoltaica, inoltre, consente di superare i limiti dei tradizionali impianti fotovoltaici in termini di compatibilità con l’agricoltura, sostenibilità ambientale e tutela del paesaggio.
Il risultato della ricerca e del lavoro del team dei tanti esperti coinvolti nel progetto è un vero e proprio impianto fotovoltaico ‘aereo’ che insegue il sole, perché fatto di strutture mobili sospese che s’inseriscono nel contesto agricolo in maniera del tutto armonica. Per le sue specifiche caratteristiche tecniche questo tipo di impianto si adatta molto facilmente a qualsiasi tipo di coltivazione e di meccanizzazione agricola.
La sua tecnologia, inoltre, è applicabile anche ai terreni esondabili, lungo le vie di comunicazione, gli argini di contenimento dei fiumi e in ogni luogo ove sia necessario preservare le aree verdi.

Sviluppato su una superficie di 21 ettari di terreno coltivabile, l’impianto integra l’attività agricola con la produzione di energia pulita grazie a pannelli a inseguimento solare comandati da sistema di controllo senza fili. Un impianto innovativo e altamente efficiente che ha appena dato il primo, grande raccolto di grano nato e cresciuto all’ombra dei pannelli solari.
Il raccolto è avvenuto il 4 luglio scorso a Monticelli d’Ongina (Piacenza) con la mietitura del frumento che era stato seminato in novembre. Quello di Monticelli è solo uno dei tre impianti pilota realizzati; gli altri due si trovano a Castelvetro Piacentino e a Virgilio (Mantova).
Speriamo che tanti altri impianti di questo tipo fioriscano presto in altrettante zone agricole del nostro stivale.

 (FONTE: tuttogreen.it)

IL PRIMO GENERATORE CHE PRODUCE ENERGIA DAI RAGGI LUNARI


Non sarà più solo il Sole a fornirci energia, ma grazie alla creazione del team di designer ed ingegneri della Rawlemon, anche la Luna darà il suo contributo. Si tratta del prototipo “ß.torics” ideato dal designer André Broessel  in collaborazione con il suo gruppo di progetto, che reinventa il concetto di solare a concentrazione.

Il prototipo è costituito da una sfera di vetro dalle precise dimensioni geometriche capace di generare una concentrazione energetica 10.000 volte superiore rispetto ai normali sistemi fotovoltaici biassiali, migliorando l’efficienza energetica di oltre il 35%. Grazie a questi incredibili risultati, gli ideatori del progetto hanno rilevato la possibilità di utilizzare le funzionalità del generatore a concentrazione anche per la luce riflessa dalla luna durante le ore notturne, rilevando anche in questo caso sensibili benefici.

Essendo completamente impermeabile, perfettamente sferico e dotato di un sistema di rotazione naturale per il riposizionamento ottico ottimale, ß.torics può essere collocato in qualunque tipo di superficie, indipendentemente dall’inclinazione o dall’orientamento, trasformandosi così anche in un prezioso elemento architettonico.

L’introduzione di acqua all’interno della sfera vetrata permetterebbe di spaziare anche nel campo della produzione energetica termica, aprendo la strada a nuove ed innumerevoli sperimentazioni.

(FONTE: Rinnovabili.it)

Davvero sbalorditivo! Ancora una Lezione di Scienze delle Innovazioni Rinnovabili. Stellare, anzi, LUNARE!

ZAINI AD ENERGIA SOLARE: RITORNO A SCUOLA IPERTECNOLOGICO


Ecco l’ultima frontiera della Scienza delle Rinnovabili: gli Zaini Solari! Per i bambini sarà una vera gioia sperimentare come funziona il fotovoltaico, e tutto quello che è in grado di fare. Lo Zaino ad Energia Solare è costituito da un piccolo pannello solare capace di assorbire i raggi del sole e produrre energia da usare magari per ricaricare il lettore mp3 da ascoltare durante la pausa o qualsiasi dispositivo portatile abbiate.

L’unico inconveniente, almeno per il periodo iniziale, è che il prezzo del particolare zaino a energia solare è piuttosto alto, circa due o tre volte maggiore rispetto al prezzo di un comune zaino. Allo stesso tempo non vi è, però, molta differenza rispetto ai zaini che portano le grandi firme. L’unica differenza è che in questo caso state acquistando un prodotto che vi tornerà utile sicuramente e grazie al quale non passerete di certo inosservati, distinguendovi dalla massa.

Sono diversi i modelli di zaino a energia solare, molti dei quali acquistabili online. È il caso dello zaino Voltaic, uno zaino nero classico con una batteria di 60 Watt che si ricarica attraverso i pannelli solari posti nella parte esterna.

Una volta ricaricata la batteria potrete attaccarvi diverse tipologie di apparecchi, da 5V, 12V, 16V o 19V, a seconda dell’uso che dovete farne. Basta un’ora di esposizione ai raggi solari per far si che la batteria si ricarichi e se dovesse capitare di beccare una giornata di cielo coperto, basterà collegarla a una semplice presa di corrente.

È possibile acquistare lo zaino a energia solare Voltaic direttamente online su diversi siti di vendita a partire da circa 79 €, sicuramente spesi bene.

(FONTE: ecoo.it)

Mamme, correte ad acquistare questi splendidi zaini per i vostri figli!

LUCE GRATIS CON BOTTIGLIA RICICLATA, ACQUA E CANDEGGINA


Vi devo confessare di essere un supermega fan del riciclo creativo, della creatività artistica nel riciclare i rifiuti che possono andare in discarica, o anche ai centri di riciclaggio. Ma il fai-da-te mi ha sempre affascinato, specialmente se si tratta di autoprodurre energia. Ecco perché, mentre scrivo questo articolo scalpito di gioia e di voglia di provarci.

Una lampada, energia gratis utilizzando solamente bottiglie di plastica, acqua e candeggina. Questa è l’idea sviluppata da un gruppo di studenti americani del Massachussets Institute Tecnology, che servendosi di una bottiglia di plastica da un litro, acqua e candeggina, hanno dato vita alla prima “Solar Bottle Bulbs“.
L‘invenzione è stata sperimentata con successo in tutti quegli insediamenti ancora privi di energia elettrica nelle Filippine, che attraverso la semplice installazione del dispositivo sul tetto delle proprie abitazioni, servendosi esclusivamente della luce del sole riflessa all’interno del liquido contenuto nella bottiglia potranno illuminare l’intera casa in ogni momento della giornata.

L’acqua contenuta nelle bottiglie di plastica viene miscelata con alcuni cucchiaini di candeggina per renderla così sempre limpida e priva di microbi, permettendo così al dispositivo di essere utilizzato per un massimo di cinque anni. Ad occuparsi dell’installazione l’organizzazione asiatica Isang Litrong Liwanag, che ha già posizionato oltre 10.000 bottiglie, conquistando il favore della popolazione costretta ad usare fino ad ora solamente lampade a benzina che sprigionano sostanze tossiche.

(FONTE: stilenaturale.com)

SUN BRICKS: MATTONI FOTOVOLTAICI PER IL NOSTRO GIARDINO!


Arriva  una gran bella novità: i mattoni fotovoltaici per illuminare il nostro giardino.
Dopo le tegole fotovoltaiche per produtte energia dal tettole tegole di vetro per riscaldare la casa vogliamo segnalarvi i mattoni fotovoltaici per illuminare i vostri giardini.
In inglese il termine è Solar Bricks, mattoni solari. Si tratta di “mattoni” a LED, che non richiedono nessuna installazione particolare, nessuna cablatura. Una volta interrati nel vostro giardino, grazie all’esposizione solare del giorno garantiscono 8 ore di luce durante la sera per illuminare il vostro vialetto e giardino. Il risparmio energetico è notevole e l’impatto zero. Abbiamo trovato i mattoni fotovoltaici in vendita online:

I prezzi variano molto dal numero di mattoni fotovoltaici, siamo comunque nell’ordine dei 15 euro ciascuno.

(FONTE: tuttogreen.it)

Li voglio!!! Quanto esulto quando sento queste splendide novità. 15 euro è un prezzo più che accessibile! Cosa ne pensate di questa luminosa innovazione?

 

GIOCHI SOLARI: IL FUTURO DEL MONDO APPARTIENE AI PICCOLI


Elicotterini in legno con mini pannelli fotovoltaici al posto delle pale, che grazie all’energia del sole le fa ruotare. Scarabeo solare che si arrampica ovunque. Mulino “a vento”, con i pannelli fotovoltaici, anche stavolta, al posto delle pale. Il futuro del mondo appartiene ai piccoli. L’energia del futuro al servizio degli individui del futuro.
Viva il fotovoltaico

PANNELLI FOTOVOLTAICI 100% RICICLABILI!


Un pannello solare 100% riciclabile senza silicio ed EVA (Etilene Vinil Acetato) che risolverebbe il problema dello smaltimento a fine vita, riducendo ulteriormente l’impatto dei moduli fotovoltaici. Ad annunciarne la realizzazione è il Centro di Ricerca e Sviluppo P.Energy che ha sviluppato il pannello solare 100% riciclabile in collaborazione con l’azienda svedese Midsummer AB.

Le materie prime utilizzate sono tutte riciclabili: dal vetro alle celle CIGS, dal film termoplastico alle cornici in alluminio, dalle scatole di giunzione ai pannelli BIPV vetro/vetro. La tecnologia utilizzata, ideata come anticipavamo dalla svedese Midsummer AB, si avvale del CIGS, Copper indium gallium selenide. In sostituzione dell’EVA che oggi viene bruciata con un alto impatto ambientale c’è un film termoplastico che garantisce un miglior isolamento elettrico ed è resistente all’umidità.

(FONTE: Ecoblog)

LA “DOPPIA FACCIA” DELLE CELLE SOLARI


Direttamente dal sito rinnovabili.it, eccovi un articolo riguardante una novità che arriva dalla Germania: le celle solari bifacciali.
Pronte ad esordire sul palco dell’Intersolar Europe a Monaco di Baviera (quanto amo queste fiere delle fonti rinnovabili…), le celle bSolar in silicio monocristallino, dimostrano una migliore efficienza di conversione, grazie ad un doppio lato fotoattivo. La società ha progettato il lato posteriore delle celle al fine di raccogliere la luce solare riflessa e diffusa, e aggiungere un piccolo surplus produttivo a quanto ottenuto con la  tradizionale faccia anteriore. Il prodotto è stato realizzato con wafer di tipo p.
Stando ai dati forniti dalla bSolar, le nuove celle vantano una produzione del 10-30% superiore rispetto ai kWp installati nelle applicazioni inclinate standard e fino al 50% negli impianti verticali.
Adoro questo settore…

PANNELLI TRIDIMENSIONALI


I pannelli fotovoltaici, in un futuro non troppo lontano, potrebbero essere completamente diversi da quelli che conosciamo oggi; la classica conformazione piana potrebbe infatti essere sostituita da una configurazione a torre o cubica. A ipotizzare questo scenario sono alcuni ricercatori del Mit di Boston, il Massachusetts Institute of Technology, secondo i quali con questo nuovo sistema si avrebbe una tecnologia capace, a parità di superficie occupata, di produrre fino a venti volte rispetto agli attuali sistemi.

Nel team di ricerca, nel quale è presente anche l’italiano Marco Bernardi, è stato usato un algoritmo matematico per esplorare le possibili configurazioni e sviluppato un software in grado di testarle sotto ogni possibile condizione di latitudine, stagione e situazione meteo. I progetti più promettenti sono stati poi provati nella realtà con dei modelli piazzati sul tetto del centro di ricerca.

La causa che determina questo aumento di produzione di elettricità da parte del pannello è da ricercarsi sul fatto che le strutture tridimensionali, rispetto a quelle piane, riescono a raccogliere molta più luce al mattino, al tramonto e d’inverno, ovvero quando il sole è più basso rispetto all’orizzonte. Insomma, a giudicare da queste premesse sembra si tratti di un interessante filone di ricerca. É del tutto evidente però come allo stato attuale delle cose ci sia totale incertezza sul futuro di questa tecnologia: non sappiamo infatti se la versatilità e i costi di produzione renderanno realistica una sua commercializzazione.

(FONTE: Ecoblog)

Un’Ecoeureka (o FANTAEureka)! Se il MIT riuscisse a realizzare questo prototipo e a commercializzarlo, sarebbe veramente un passo da gigante! Ma quanto tempo ci vorrà? E quanto verrà a costare?