INQUINAMENTO E CEMENTO: ITALIA SOFFOCATA


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Riciclavano le polveri e le ceneri industriali dell’ILVA e di Enel Produzione per costruire blocchi di cemento. Il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica della città salentina, ha così disposto il sequestro degli impianti Cementir, oltre che quelli dell’ILVA e di Enel Produzione del Comune di Tuturano (BR).

Secondo il DDA di Taranto sarebbe stato “un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente”.

Ed ecco perché l’Italia detiene il desolante primato delle morti per inquinamento tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Le cifre mettono la pelle d’oca: 90mila morti premature, corrispondenti a 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 della Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. Spicca in questa speciale classifica la Pianura Padana, ma preoccupano anche Roma e Napoli, Firenze, Taranto, e la costa sud est della Sicilia. I responsabili? Traffico automobilistico (soprattutto il motore diesel), industria, riscaldamento residenziale, ma anche riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), nonché agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’Italia soffoca, dunque, sotto i colpi dell’inquinamento e degli illeciti ambientali.

VALNESTORE: IL TOUR DEI VELENI


E’ scandaloso quello che sta accadendo nella Valnestore, in Umbria, dove hanno affisso dei volantini che pubblicizzavano passeggiate della salute in un territorio dove invece è stata accertata la presenza di policlorobifenili, che sono sostanze che hanno provocato tanti tumori. Comprensibile l’ira dei familiari dei malati e delle vittime di queste sostanze.

Il legale di ben duecento famiglie delle vittime, l’Avvocato Valter Biscotti, in un’intervista concessa ad Ignazio Dessì, dice che in quella zona sono stati sequestrati 250 ettari di terreno nei quali si sospetta possano essere sotterrate ceneri e prodotti velenosi, che possono aver inquinato persino dei pozzi.

La fonte dei veleni potrebbe essere la vecchia centrale dell’Enel di Pietrafitta. Dalle analisi che hanno effettuato, pare che tra i 510 dipendenti della centrale dell’Enel e della miniera ci siano stati 105 morti e attualmente si contano 40 malati. In tutto questo contesto emerge lo squallido turismo dell’orrore. Si è saputo che nei giorni di festa (Pasqua e Pasquetta) è stato organizzato un tour “del benessere”, non solo nella miniera e nelle zone sequestrate, ma anche vicino alle vecchie draghe, sotto le quali sono state trovate tracce di PCB, una sostanza velenosissima. Si può parlare di un “tour dei veleni”, anziché di un “tour del benessere”.

Inoltre un suo assistito gli ha confidato di aver ricevuto tre intimidazioni. Un messaggio “Attento allo scalino che puoi farti male”, un altro monito sulla sua pompa di benzina e infine il suo cane da caccia che è stato ritrovato impiccato davanti a casa sua. L’avvocato Biscotti ha provveduto a denunciare tutto alla Procura della Repubblica.

Immagine e articolo: Tiscali Notizie

Al peggio non c’è mai limite…

SISMA: PERICOLO PER LA DIGA DI CAMPOTOSTO


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Campotosto è un piccolo centro in provincia dell’Aquila. Il suo omonimo lago è il secondo più grande d’Europa, e si trova a 1.300 metri d’altezza. Nasce nel periodo fascista come bacino artificiale per alimentare le centrali idroelettriche della Valle del Vomano. Il lago ha un’estensione di 14 km/q, ha una profondità massima di 35 metri e ha una capacità di 300 milioni di metri cubi d’acqua, e, grazie al suo dislivello, può produrre quasi 800 milioni di kw

Lungo le sue sponde ci sono tre centri abitati: Campotosto, Mascioni e Poggio Cancelli. La diga di Campotosto è la sorvegliata speciale, perché è costruita proprio su una faglia sismica che, a detta degli esperti, è ancora molto attiva. In caso di sisma molto intenso, questa enorme diga artificiale, lunga ben 44 metri, potrebbe cedere, causando danni incalcolabili.

Il Centro Europeo di Formazione e Ricerca in Ingegneria Sismica (Eucentre) ha studiato il caso, e ha auspicato interventi di rafforzamento della barriera. Il gestore della diga (l’Enel) però, ha sempre difeso l’affidabilità dell’impianto. Ha retto benissimo alle scosse di questi anni e di queste ultime settimane, e – secondo altri studi compiuti da alcuni geologi – la mappa della faglia e la diga non sono del tutto sovrapponibili ma la prima sarebbe ad una distanza di trecento metri, il che renderebbe ancora più sicura la barriera di Fucino.

Fonte e immagine: Tiscali Notizie

Nessuna paura, quindi, secondo l’Enel, nessuna preoccupazione, nessun allarme. E allora tutto tace, tutto deve tacere, bisogna assopire gli animi e le coscienze, è tutto sotto controllo, non bisogna creare allarmismi. Ma ora che il sisma ha colpito la zona, e che la faglia è attiva, chi è che spegne la paura degli abitanti? E perché tutto questo silenzio, tutta questa omertà? Che interesse hanno quelli dell’Enel a tacere su questo pericolo?

SAVONA: SOTTO ACCUSA LA CENTRALE A CARBONE


centrale carbone

La Procura di Savona apre un’inchiesta su un possibile nesso di causalità tra la centrale a carbone di Vado e le centinaia di vittime di malattie e di decessi avvenuti tra il 2000 e il 2007. Secondo la Procura quei morti sarebbero da attribuire alle emissioni degli impianti. L’azienda si difende.
Non lo so se tutti questi morti derivano dalle emissioni della centrale. Ma quel che è certo è che l’Italia ha adottato una politica industriale che non ha tenuto minimamente conto delle “controindicazioni. Una politica industriale di cui gli innocenti ne pagano le conseguenze peggiori, in conto di disastri ambientali e di malattie.
Siamo vittime di un sistema industriale profondamente sbagliato, che va ripensato e gradualmente sostituito. Le alternative ci sono. Le Fonti Rinnovabili. Ma vi sono poteri ancora più forti delle “lobby” che dicono loro, quelle che “bloccano lo sviluppo“. Vi sono poteri ancora più forti, che sono quelli dello “sviluppo a tutti i costi“. E sono queste le lobby che vanno sconfitte.

GALSI E TAP: LE NUOVE FRONTIERE DELLO “SVILUPPO” DEL GOVERNO?


gasdotto

GALSI (Gasdotto ALgeria Sardegna Italia) e TAP sono due gasdotti: uno (GALSI) proviene dall’Algeria, l’altro (TAP) proviene dall’Azerbaijan. Sono queste, forse, le nuove frontiere di sviluppo del Governo. In realtà, se l’idea del GALSI sembra essere stata accantonata, ora esce fuori un nuovo gasdotto: dall’Azerbaijan.

Due cose:
1- il GALSI passava dalla Sardegna, la attraversava quasi tutta, e arrivava fino a Livorno, con la promessa che il gas costasse molto meno rispetto a quanto lo stiamo pagando. Se ora viene accantonato il GALSI e ci portano il TAP dall’Azerbaijan? Lo pagheremo addirittura più caro perché non è il nostro gas?
2- Questo gasdotto passerà dalla Puglia, già tormentata dal passaggio dell’Ilva e dalle trivellazioni nell’Adriatico. Alla Puglia costerà davvero meno il gas? Ma a quale prezzo?

CONTINUAVANO A CHIAMARLA CHIMICA VERDE…


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SASSARI –  Sulla carta si presenta come “chimica verde”, ma nelle paure dell’Isde (Medici per l’ambiente), dell’Ordine dei Medici sassarese e del gruppo dei Riformatori sardi in Consiglio regionale, il tanto atteso progetto Matrica promosso da Eni e Novamont nel sito industriale di Porto Torres rischia di rivelarsi un bluff per l’economia isolana e una bomba ecologica a orologeria per l’ambiente e la salute dei sardi. Le preoccupazioni per il progetto da 1.200 milioni di euro per la riconversione industriale del sito petrolchimico in “un polo di produzione di monomeri-bio, bio-plastiche, bio-lubrificanti, additivi per gomme ed elastomeri, nonché di cogenerazione energetica da biomasse” sono state denunciate ieri mattina, in un’insolita conferenza stampa all’aperto, in piazza d’Italia. Sotto un sole quasi primaverile e gli sguardi incuriositi dei passanti, il gruppo dei Riformatori ha illustrato il contenuto di una mozione depositata in Consiglio regionale, con cui chiedono al governatore, Ugo Cappellacci, di riferire in aula sullo stato del progetto Matrica, rispondendo ai dubbi sulla reale portata economica e occupazionale che l’investimento avrà sul territorio, e sui rischi per la salute e l’ambiente.

«Noi crediamo nel progetto Matrica, ma non vorremmo che questo investimento si riveli una bufala, così come è stato per altre iniziative dell’Eni nel nostro territorio», ha esordito il consigliere regionale, Pietrino Fois. «Gli agricoltori sardi non sono stati coinvolti finora in un progetto che prevede una filiera agroindustriale per la produzione di biomassa dalla coltivazione del cardo», ha ammonito Antonello Gregorini, coordinatore del Centro studi dei Riformatori. «Con la nostra mozione ci agganciamo al documento analogo presentato dal consigliere Claudia Zuncheddu e sottoscritto da altri colleghi del centrosinistra per chiedere chiarezza a Eni e al presidente della Regione su un progetto di cui condividiamo lo spirito e le finalità», ha spiegato il consigliere regionale Pierpaolo Vargiu. Ma la scossa è arrivata dai medici. Alessandro Arru in rappresentanza dell’Ordine dei medici, ha bocciato senza appello la realizzazione della centrale elettrica a biomasse, a sostegno dei nuovi stabilimenti industriali “verdi”: «È sovradimensionata e davvero poco compatibile con la politica verde alla base dell’investimento. Inoltre è prevista una caldaia alimentata da combustibile fok, altamente tossico e quindi responsabili di emissioni nocive».

Ancora più duro è stato Vincenzo Migaleddu, dell’Isde: «La centrale a biomasse si rivelerebbe molto più inquinante di quelle a olio combustibile perché immetterebbe nell’atmosfera polveri sottili e ultrasottili impossibili da bloccare con i filtri e fortemente inquinanti e pericolose per la salute umana».

(FONTE: La Nuova Sardegna)

COME RISPARMIARE ENERGIA


Risparmio energetico: argomento che piace moltissimo agli italiani e alle piccole imprese ma che di fatto non trova un riscontro se il 40% delle famiglie italiane ha detto di non ricevere sufficienti informazioni in merito; anche il 32% delle piccole e medie imprese dichiara di non avere informazioni adeguate mentre il 93% delle famiglie ritiene utili gli interventi per il risparmio energetico così come l’89% dei piccoli imprenditori; il 43% delle famiglie italiane, invece ha detto che valuterà con attenzione proposte concrete per il risparmio e il 10% delle famiglie italiane sogna addirittura di risparmiare il 40% dei costi sulla bolletta della luce. Ma come?

Le percentuali si riferiscono ai risultati di un sondaggio commissionato da Domotecnica ed Enel e realizzato dall’istituto Ispo diretto da Renato Mannheimer e dalle risposte degli italiani è emerso anche che il 98% è a favore dei piccoli gesti che aiutano a ridurre il consumo di energia come controllare la temperatura del riscaldamento in inverno o dei condizionatori in estate; oppure usare elettrodomestici con criterio. E tanta è la fiducia riposta nel risparmio che il 38% delle famiglie italiane è in attesa di soluzioni che li aiutino a contenere i consumi tanto da poter accumulare risparmi in bolletta tra il 20% e il 40% mentre un 10% di famiglie italiane confida di poter risparmiare il 40%.

E veniamo alle principali soluzioni individuate che interessano il 43% delle famiglie intervistate e consistono in installazione di pannelli solari per il 4%; una caldaia più efficiente per il 3% e il cambio degli infissi per un altro 3%.

Ha detto Luca Dal Fabbro presidente di Domotecnica:

Molte famiglie vorrebbero risparmiare ma non sanno come. I dati dimostrano che oggi ci troviamo di fronte all’unica grande voglia di investimento esistente; d’altronde la bolletta energetica sta diventando una voce di spesa sempre più importante.

(FONTE: Ecoblog.it)

CARBOSULCIS: CI SONO ALTERNATIVE VALIDE ALLA CENTRALE


Da ieri, 120 minatori della Carbosulcis, la più grande centrale a carbone della Sardegna, per protesta contro la annunciata chiusura degli impianti, si sono barricati a quattrocento metri sottoterra, con 400 kg di esplosivo. Non abbandoneranno la miniera fino a che non avranno risposte certe sul loro futuro. “Il progetto che prevede una centrale per la produzione di energia tramite la cattura e lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo“, spiega Sandro Mereu della Rsu, “sarebbe dovuto partire a dicembre dello scorso anno. La Regione lo aveva presentato alla Commissione Europea che, però, ha chiesto integrazioni e nuova documentazione. Nel frattempo siamo venuti a sapere che il governo non vuole prendere in considerazione l’idea di una centrale nel Sulcis per privilegiare quella dell’Enel di Porto Tolle. Non siamo disposti ad aspettare ancora vivendo nell’incertezza. Vogliamo risposte certe e venerdì prossimo il governo deve dire se il progetto deve andare avanti oppure no. Deve dare risposte certe“, ha concluso, “alle 470 famiglie dei minatori“. La Regione Sardegna si è detta favorevole alla realizzazione dell’impianto.
Io NO.
A parte che il carbone è energia fossile, non rinnovabile, sporca. Non si può dunque parlare di carbone “pulito. Il carbone è sempre sporco. Inoltre la Sardegna è ricchissima di sole e di vento, e le energie rinnovabili sono il futuro, anche lavorativo, della Sardegna e dell’Italia. Ma devono rappresentare anche il presente. Si stanno sostituendo a poco a poco alle centrali fossili ed inquinanti. Come si fa a rilanciare il carbone in un momento in cui il settore delle rinnovabili sta conoscendo un periodo di boom per quanto riguarda il loro sviluppo?
Come si fa a parlare di carbone “pulito”? Non sarebbe una scusa per non investire in un settore così strategico per l’Italia come il sole e il vento? E come si fa a volere centrali a carbone quando si rifiuta l’eolico, che non è impattante per l’ambiente?
La Carbosulcis deve chiudere, o meglio, deve continuare a produrre fino a quando tutti gli operai non siano stati trasferiti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e del tanto temuto ed infangato eolico. Il settore delle energie rinnovabili dà già lavoro a miglialia di persone. Non avrebbero quindi difficoltà i minatori a trovare lavoro in questo settore, e bonificare un’area, quella del Sulcis, che ha conosciuto sviluppo, ma ora solo inquinamento, morte e miseria.
Perciò basta con la demagogia. Il carbone non è MAI “pulito”. I minatori possono essere trasferiti TUTTI nel settore del riciclaggio dei rifiuti (creare un centro come Vedelago sarebbe l’ideale per la Sardegna, e non solo per la Sardegna), anche con il riciclaggio creativo; e nel settore delle energie rinnovabili, grazie al rilancio del fotovoltaico (e la Regione Sardegna in questo caso DEVE creare nuovi incentivi, anche alla luce di quanto detto in occasione della campagna referendaria contro il nucleare, in cui il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva dichiarato che la Sardegna vuole investire sulle energie rinnovabili e pulite); e grazie anche all’eolico, che il Parlamentare Mauro Pili (PdL) continua a contrastare facendosi paladino dell’ambiente, ma intanto sostiene il rilancio del carbone.
A tal proposito si sappia che l’eolico non impatta col paesaggio (perché a impattare il paesaggio ci pensano anche condomìni, palazzi, grattacieli, torri di centrali a carbone, raffinerie, inceneritori). L’accusa per l’eolico di impattare il paesaggio è pura demagogia, alla luce di quanto detto in precedenza.
Le alternative ci sono. Qualora non sia possibile realizzare tutto questo, allora dobbiamo accettare questa centrale. Ma la si smetta di parlare di carbone pulito, e di ricattare il lavoro per la salute. Ma prima di “accettare” la centrale, si tenti di percorrere questa strada. Almeno tanti di questi poveri operai troveranno lavoro sicuro. E pulito.

RIPARTE LA CARBOSULCIS


(ANSA) – CAGLIARI, 4 LUG – All’indomani della nomina del nuovo amministratore della Carbosulcis, Luigi Zucca, si stringono i tempi per il rilancio. Si guarda quindi all’Europa e al Governo per definire il progetto di estrazione e utilizzo del carbone per la produzione di elettricita’ stoccando l’anidride carbonica nel sottosuolo. Il 13 luglio e’ atteso il primo via libera da Roma mentre il 27 si dovrebbe esprimere l’Ue. Un lavoro da 1,5 mld tra fondi regionali, nazionali ed europei, ma serve anche l’avallo dell’Enel che dovra’ bruciare a regime un milione di tonnellate di carbone estratto in miniera. (ANSA).

Come avrete potuto leggere dall’articolo, si cerca di far ripartire la Carbosulcis, la miniera di carbone più importante della Sardegna. Ma riparte con “il progetto di estrazione e utilizzo del carbone per la produzione di elettricità“, “stoccando l’anidride carbonica nel sottosuolo“. Ma non sarebbe meglio produrre elettricità con l’eolico, che viene rifiutato ed infangato da tutti (mentre il carbone, siccome c’è la Carbosulcis, storica miniera, viene accettata, con buona pace della loro salute e della salute del territorio, per via del lavoro)? E inoltre, perché stoccare l’anidride carbonica nel sottosuolo? Non è pericoloso? O lo si fa per dire che il carbone è “pulito”? Il carbone, ricordatevelo, non è mai pulito.

Altra cosa che mi lascia perplesso: il carbone lo brucerà l’ENEL. Società che negli spot dice di adeguarsi ai nostri tempi, per poi rimanere attaccata al passato (carbone, petrolio, nucleare). E dice di essere “green“.
Sapete che vi dico? Questo affare puzza… non solo di carbone…

FOTOVOLTAICO, COSA NON VA, COME DESIDERIAMO CHE CAMBI


Il Fotovoltaico… l’energia rinnovabile più amata dagli italiani. Ma le bollette aumentano. Come fare per abbattere le bollette?
Anzitutto personalmente ho parlato con alcune persone, e mi hanno detto che l’energia prodotta dal fotovoltaico viene acquistata dall’ENEL a prezzo di mercato, e le rivende alle famiglie sottoforma di bollette salatissime. Certo, poi ci sono gli incentivi, i soldi che il GSE dà alle famiglie installatrici di pannelli fotovoltaici sul tetto della propria abitazione. Ma mi dicono pure che l’energia che arriva nelle case degli italiani, compresi quelli che hanno pannelli fotovoltaici, ricevono energia prodotta dalle fonti fossili e/o assimilate.
Quindi, siccome c’è speculazione da una parte e dall’altra, una proposta che desideriamo avanzare è quella di abolire i contratti con ENEL per i nuovi installatori, e per quelli già attivi, chi vorrà potrà disdire.
I nuovi installatori non dovranno vendere all’Enel l’energia prodotta dal fotovoltaico. La dovranno consumare in loco. Questo ha un doppio aspetto: uno positivo e uno negativo. L’aspetto negativo consiste nel fatto che i produttori di energia dal proprio impianto non vedranno “il becco di un quattrino” di guadagno, di investimento. D’altra parte, però, c’è il vantaggio che l’ENEL non ti compra l’energia e non te la venderà a carissimo prezzo. E soprattutto così facendo, ognuno si consuma l’energia prodotta, gratis, e se non basta quella prodotta dal fotovoltaico, in bolletta arriverà solo la residua, cioè, l’energia che si consuma dopo aver consumato tutta quella prodotta dal proprio impianto. Così le bollette si ridurranno drasticamente, si eliminerà alla fonte il problema delle speculazioni (da una parte, certo, chi ha installato un impianto fotovoltaico non guadagnerà soldi, ma guadagnerà in un notevole risparmio sulla bolletta: solo quella consumata da altre fonti, dopo aver consumato quella del suo impianto; dall’altra parte si elimina la speculazione dell’ENEL, e le bollette, altro che aumentare…).
Cosa ne pensate di questa proposta?

ALCUNE RIFLESSIONI SULL’EOLICO


 

E’ ufficiale. L’eolico è la fonte rinnovabile più contestata, dopo gli impianti a biomasse. La lotta contro l’eolico è serrata, le associazioni si organizzano, i quotidiani (anche locali) la criticano in continuazione. L’energia eolica, energia rinnovabile, prodotta dal vento, è energia pulita, ma sono in tanti a contrastarla. Anche chi si definisce ecologista. Ecco il mio parere (che non è Vangelo, per cui ognuno è libero di darmi ragione o torto):

Io sono favorevole all’eolico. Se ci fosse un progetto per l’installazione di turbine eoliche lo sosterrei. Perché io amo l’energia rinnovabile e pulita, e l’eolico, di certo, lo è. E non nascondo la mia indignazione contro chi la contesta e la contrasta.

Dicono che l’eolico impatta con il paesaggio. Già, ma anche le “torri di fumo“, le centrali a carbone, le raffinerie, le torri nucleari, le ciminiere degli inceneritori, e persino le case e i condomìni, i palazzi e i grattacieli, impattano con il paesaggio. Solo che alcune di queste cose (case, condomìniperché ognuno ha diritto ad un tetto – e anche le centrali a carbone e le raffinerie, perché danno lavoro) sembrano essere ben accette dalla società.
Perché l’eolico viene rifiutato? Eppure, a differenza delle raffinerie e delle ciminiere, le torri eoliche non emettono fumo, non producono co2, non producono alcun inquinamento. Perché solo l’eolico deturpa il paesaggio?

Dicono che le turbine, le pale, ammazzino l’avifauna. Questo è tutto da verificare. Ma anche se fosse vero (non hanno ancora fornito immagini che sostengono quest’affermazione), anche la caccia ammazza l’avifauna. Però la caccia è (sempre meno) accettata. Le turbine eoliche possono ferire l’avifauna, ma le ben accettate ciminiere? Non uccidono forse le persone (altro che uccelli)? Le torri eoliche non emettono veleni, a differenza di tutte le altre torri.

Dicono che le pale, quando girano, facciano rumore, un rumore assordante, insopportabile. Non so se sia vero. Purtroppo non ho la fortuna di vivere vicino ad impianti eolici. Tuttavia quando le vedo dalla strada, abbasso il finestrino, ma si sente solo il fischio del vento, mica quello delle pale, installate a venti metri. Eppure le pale girano ad alta velocità.

Le contestazioni all’eolico mi sembrano più che altro demagogia. Un modo per difendere il vecchio e per demonizzare il nuovo. Ci vorrebbe più informazione sull’eolico. E soprattutto più regole.
Sono favorevole all’eolico, ma senza regole tutto danneggia. Ma se le regole sono troppo restrittive, allora danneggia anche questo.
Sono favorevole all’eolico, ma se è vero che l’energia prodotta dalle rinnovabili viene venduta all’Enel senza essere fornita alle famiglie, allora è doveroso cambiare il sistema, rivoluzionarlo.

Sono favorevole all’eolico, ma ho qualche dubbio sull’eolico “off-shore, ovvero in mare, a largo delle coste. Potrebbero impattare le rotte delle navi. Per il resto sono favorevole. Con le dovute regole e i dovuti controlli.

Voi siete favorevoli o contrari all’eolico? E in che misura?

 

GREENPEACE CONTRO ENEL


Cari Amici,
gli attivisti di Greenpeace hanno fotografato dall’alto il mostro della centrale a carbone di Brindisi, disegnando anche la sagoma di un cadavere.

Abbiamo la prova n°1. In questo momento gli attivisti del nostro Reparto Investigazioni Climatiche sono in azione e hanno disegnato nei campi vicino alla centrale Enel di Brindisi la sagoma di un cadavere lunga 80 metri con la scritta “Enel killer“. Sì, Enel non è solo un killer del clima ma un killer e basta: le sue centrali a carbone, in Italia, causano una morte prematura al giorno.

Lo rivelano i dati shock di uno studio che abbiamo commissionato all’istituto indipendente di ricerca olandese SOMO. Secondo lo studio, gli impianti a carbone di Enel hanno già provocato 366 morti premature nel 2009, che potrebbero arrivare a 500 se l’azienda metterà in atto il suo piano di espansione con le centrali di Porto Tolle e Rossano Calabro.

Tra poche ore si riunirà a Roma l’assemblea degli azionisti di Enel. Chiediamo all’azienda di salvare vite umane, abbandonando il carbone e investendo nelle fonti rinnovabili. Firma anche tu la petizione contro Enel Killer su FacciamoLucesuEnel.org.

Firmate anche voi.