FRIDAYS FOR FUTURE ONLINE


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Il coronavirus cinese non ferma i ragazzi del Fridays For Future. Greta Thunberg ha infatti proposto ai ragazzi di manifestare online. #DigitalStrike e #ClimateStrikeOnline sono tra gli hashtag proposti. Ognuno su Instagram può farsi un selfie da casa con un cartello in mano per protestare contro i cambiamenti climatici.

Anche io mi sono unito con il mio cartello, con lo slogan “A ogni kw in più prodotto da fonte rinnovabile deve corrispondere un kw in meno prodotto da inceneritori, nucleare e altre fonti fossili #FridaysForFuture #ClimateStrikeOnline”. Solo con il cartello, poiché per me non conta la faccia, ma il messaggio.

C’è modo e modo, e c’è luogo e luogo di protestare. Online è un gran bel modo di protestare. La protesta non si ferma. Nonostante il CoronaVirus. Forza Ragazzi!

TANDEM DI FOTOVOLTAICO


Creata in Italia una super cella solare “tandem” che rivoluzionerà il settore delle rinnovabili

È da un po’ di tempo che non tratto l’argomento delle fonti rinnovabili, ma ora vi voglio parlare di una innovazione “Made in Italy”: la Super Cella Solare che funziona in “tandem”: non c’è infatti solo una cella in silicio, tipica delle celle fotovoltaiche. C’è anche una cella fatta in perovskite. Lo studio è stato pubblicato su Joule da un team di ricercatori italiani da ricercatori Enea del Laboratorio di Tecnologie Fotovoltaiche, Università di Roma “Tor Vergata”, l’IIT – Istituto Italiano di Tecnologia.

L’unione delle celle in perovskite e in silicio avrebbe un’efficienza record superiore al 26%, anche se il loro obiettivo è quello di far superare alle celle il 30% in più di efficienza rispetto a una normale cella fotovoltaica in silicio. I ricercatori spiegano il funzionamento delle due celle accoppiate: “La cella frontale, a base di perovskite, opportunamente dimensionata, converte bene la luce blu e verde dello spettro solare, lasciando passare la luce solare rossa ed infrarossa verso la cella posteriore realizzata in silicio.

La combinazione dei due materiali massimizza l’assorbimento dei raggi solari e produce un’elevata foto-tensione, pari alla somma delle tensioni generate dalle due singole celle, producendo in questo modo una maggiore efficienza rispetto ad una singola cella solare. Due elementi chiave nella realizzazione della cella tandem hanno permesso di ottenere alta efficienza: il grafene ha migliorato le prestazioni nella cella in perovskite, mentre l’eterogiunzione con film amorfi nella cella posteriore in silicio ha consentito di aumentarne la tensione”.

Fonte: tiscali ambiente

Una bella innovazione nel campo delle energie rinnovabili, ma che mi lascia una domanda: come si ricicla la perovskite? Quali sono i costi di smaltimento delle singole celle, ma soprattutto il loro procedimento?

“M’ILLUMINO… DI MENO” 2020


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Anche quest’anno si ripete la ormai consueta manifestazione “M’illumino… di meno”, lanciata nel 2005 da Caterpillar e Radio Due, giunta all’edizione numero 16. L’evento si terrà venerdì 6 marzo, ed è dedicata ad aumentare gli alberi, le piante, il verde intorno a noi.

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L’invito di Caterpillar è “piantare un albero, perché gli alberi si nutrono di anidride carbonica. Gli alberi sono lo strumento naturale per ridurre la principale causa dell’aumento dei gas serra nell’atmosfera terrestre e quindi dell’innalzamento delle temperature. Gli alberi e le piante emettono ossigeno, filtrano le sostanze inquinanti, prevengono l’erosione del suolo, regolano le temperature. Gli alberi sono macchine meravigliose per invertire il cambiamento climatico. Per frenare il riscaldamento globale bisogna cambiare i consumi, usare energie rinnovabili, mangiare meno carne, razionalizzare i trasporti. Tutti rimedi efficaci nel lungo periodo. Ma abbiamo poco tempo e il termometro globale continua a salire. Gli scienziati di tutto il mondo concordano: riforestazione”. 

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Alberi, ma anche piante e macchia mediterranea. L’obiettivo è quello di far arrivare il messaggio di M’Illumino di Meno a due figure femminili che in questo momento rappresentano a livello globale l’impegno per la salvaguardia del pianeta: Greta Thunberg e Jane Fonda. L’edizione 2020 di M’illumino di Meno è quindi sempre di più verde, globale, transgenerazionale e al femminile.

Fonte: Raiplay Radio

Che bella manifestazione! L’ho sempre amata.

NUOVA ENERGIA RINNOVABILE?


La nuova tecnologia verde che produce elettricità dall’umidità dell’aria

In una Università del Massachusetts, ma non si tratta del MIT, hanno sviluppato un dispositivo, chiamato AirGen, che utilizza una proteina naturale per creare elettricità dall’umidità presente nell’aria. Questa tecnologia potrebbe avere implicazioni significative per il futuro delle energie rinnovabili, dei cambiamenti climatici e in il futuro della medicina.

«Con nanofili proteici elettricamente conduttivi prodotti dal microbo Geobacter. L’Air-gen collega gli elettrodi ai nanofili proteici in modo tale che la corrente elettrica sia generata dal vapore acqueo naturalmente presente nell’atmosfera». L’ingegnere elettrico Jun Yao sottolinea che «stiamo letteralmente producendo elettricità dal nulla. L’Air-gen genera energia pulita 24 ore su 24».

La nuova tecnologia sviluppata nel laboratorio di Yao è non inquinante, rinnovabile ed economica. Può produrre energia anche in aree con umidità estremamente bassa come il deserto del Sahara. Ha vantaggi significativi rispetto ad altre forme di energia rinnovabile tra cui il solare e l’eolico perché a differenza di queste altre fonti di energia rinnovabile, l’Air-gen non richiede luce solare o energia eolica e funziona anche al chiuso.

All’Università asseriscono che «l’attuale generazione di dispositivi Air-gen è in grado di alimentare piccoli componenti elettronici» e pensano che presto le applicazioni dell’invenzione potranno essere commercializzate. I loro prossimi passi prevedono lo sviluppo di una piccola “patch” Air-gen in grado di alimentare dispositivi elettronici indossabili come monitor per la salute e il fitness e orologi intelligenti, che eliminerebbero il bisogno delle batterie tradizionali, ma i ricercatori sperano anche di sviluppare l’Air-gens per eliminare la ricarica periodica dei telefoni cellulari.

Oltre ad Air-gen, il laboratorio di Yao ha sviluppato molte altre applicazioni con i nanofili proteici e Yao conclude: «Questo è solo l’inizio della nuova era dei dispositivi elettronici basati sulle proteine».

Fonte: Tiscali.it

Una scoperta molto interessante, e sono fiducioso. Cosa ne pensate voi? Siete ottimisti?

L’ODIO DEI POLITICI ITALIANI E DEI GIORNALAI (I LORO LECCHINI) PER L’AMBIENTE


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I c.d. “giornalai” di destra, in particolar modo il quotidiano “Libero”, oggi si mette a favore del diesel. Vorrei ricordare che ci hanno fregato col diesel, dipingendolo come meno inquinante delle auto a benzina. Inoltre costava di meno (adesso il gasolio ha quasi raggiunto la benzina), era meno pericoloso perché ci vogliono più calorie per prendere fuoco. Infine è meno inquinante perché hanno inventato i filtri anti particolato.

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Tutta questa pubblicità ingannevole (a parte il fatto che ci vogliono più calorie per prendere fuoco, e questo è vero, ed è per questo che i tir e i mezzi pubblici vanno a diesel anziché a benzina), ha indotto gli italiani ad acquistare auto a gasolio anziché a benzina, peggiorando lo smog e aumentando la puzza. Me ne accorgo anche io, quando vado a camminare, che quando passa un’auto a benzina il puzzo non è così tremendo come quando passa un’auto a diesel.

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Libero scrive che la guerra al diesel sta affossando l’industria. Crollano fatturato, ordini e immatricolazioni. Poveri noi… Il governo gialloverde ha rifiutato di dichiarare l’emergenza climatica. I giornalai di destra sono tutti per lo “sviluppo” e contro l’ambiente e la salute degli italiani. E lo sono anche quelli del PD. Prima i “gretini”, ora il sostegno al diesel. Tante volte contro le energie rinnovabili. Ma quanto siamo messi male!

LA GRANDE MANIFESTAZIONE


Greta Thunberg

Il Quotidiano dei Vescovi, “l’Avvenire”, la chiama “Tutti giù per Terra”, la grande manifestazione mondiale che in 1.325 città del mondo, 140 solo in Italia, su iniziativa della piccola paladina dell’ambiente Greta Thunberg, vedrà scendere in piazza milioni di giovani e di ragazzi, nel grande Black Friday per il clima. La manifestazione si chiamerà “Global Strike For Future”.

La sedicenne Greta, fondatrice del movimento “Fridays for Future”, non ha dubbi: non siamo noi giovani che dobbiamo salvare il pianeta. Sono gli adulti a doverlo fare, e lo devono fare subito, non c’è tempo da perdere. Non c’è tempo per aspettare che si intervenga in futuro.

Sciopero scuola e studenti 15 marzo per il clima: cosa sapere su cortei e manifestazioni

Numerose sono le manifestazioni anche nel nostro Paese. In un’intervista, il giovane Luca Polidori, forte di una nuova associazione che è nata, denominata “Futuro Verde”, dice che “Il nostro obiettivo è quello di sensibilizzare i governi a cambiare strategia di fronte ad una emergenza globale che può essere fermata. Abbiamo undici anni per invertire la rotta, siamo l’ultima generazione a poter fare qualcosa“. Loro chiedono di rispettare gli accordi per il Clima raggiunti a Parigi, e di metterli in atto subito, senza rinvii.

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C’è ancora speranza per il pianeta, ma purtroppo non sono i giovani a decidere. Sono comunque i governi di tutto il mondo a poterlo fare. Se i governi non ascoltassero i giovani che scenderanno in piazza domani, sarebbe meglio scendere in piazza ogni venerdì, in massa. Perché dalla manifestazione di domani i risultati devono arrivare. Costanti, concreti ed immediati. Non si può più attendere. Cosa ne pensate della manifestazione? Io partecipo con il cuore.

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TRUMP: UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE


trump

Trump ha fatto capire a tutti subito di che pasta è fatto. Una pasta scaduta, velenosa. Ha abolito il TTIP (bene!), ma ha abolito pure il surriscaldamento globale, e ha imposto la costruzione di due giganteschi oleodotti. Sono il Dakota Access, che attraversa le terre sacre dei Sioux, e il Keysonte Xl, il serpentone per trasportare 800 mila barili di petrolio al giorno appunto dal Canada alle raffinerie di Texas e Louisiana.

Fonte: repubblica.it

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma il colpo alla botte è davvero grosso. Proteste degli ambientalisti e degli abitanti di quella zona, anche perché l’oleodotto andrebbe a sfrattarli della loro terra. Si ripete ancora una volta la lotta del far west tra gli Indiani d’America e gli sceriffi, ex eroi, ma in realtà sempre estirpatori. Io sto dalla parte degli Indiani del Dakota.

Un oleodotto che Barack Obama ha bloccato, perché impegnato nella lotta contro i cambiamenti climatici, perché ha scoperto l’acqua calda, cioè, che esiste un nuovo modo per produrre energia, molto più economico ed ecologico, pulito e che dà tanto benessere. Invece Trump ha già detto che gli ambientalisti sono fuori controllo. Ma Trump non intende fermarsi qua. Vuole costruire anche nuovi oleodotti, con acciaio americano, promette.

Per creare nuovi posti di lavoro. Sì, è vero, ma questa è solo sporca propaganda. Esistono posti di lavoro puliti. La verità è che non vogliono cambiare strada. Non vogliono proseguire la via intrapresa dall’ex Presidente Obama. Vogliono solo ciò che fa guadagnare loro di più: il petrolio e le fonti sporche e che puzzano di morte. Ovviamente di quella dei poveri abitanti delle zone usurpate e deturpate.

Gongolano i petrolieri, felici di completare l’opera. Alzano la voce gli ambientalisti, come Annie Leonard, direttore di Greenpeace, che ha detto subito: “Nativi, agricoltori, attivisti: abbiamo bloccato questi progetti in passato e non ci arrenderemo certo ora”. La guerra è dichiarata.  Io sto con gli ambientalisti. E voi da che parte state? Non ditemi dalla parte di Trump!

SION, LA PRIMA AUTO SOLARE PER TUTTI


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Si chiama Sion, la prima auto solarepopolare“, cioè ad un prezzo accessibile a tutti. Promette di stravolgere l’intero mercato automobilistico, e sarà in commercio verso Gennaio 2018. Offre dai 120 ai 250 km di autonomia, e costerà a partire da 12.000 €. C’è da dire, però, che nel prezzo non è inclusa la batteria per ricaricare i pannelli solari, per la quale è previsto un canone mensile.

E’ nata in Germania, progettata dalla start-up Sono Motors, grazie all’idea di tre giovani neolaureati che per ben 4 anni hanno lavorato “al buio” di un garage a Monaco di Baviera, riuscendo a creare un prototipo. All’inizio del 2018 verranno immesse sul mercato due versioni: la Urban, dotata di batteria che offre autonomia per 120 km al prezzo di 12mila euro; e la Extender, modello dotato di celle solari da 30 kw/h e con autonomia di 250 km al costo di 16.000 €.

Entrambi i modelli saranno dotati di 7,5 mq di pannelli fotovoltaici che, durante la giornata, potrebbero far recuperare una carica sufficiente a percorrere ulteriori 30 km. Inoltre ci sarà un accumulatore che, attaccato a una spina, fornirà 2.000 watt di energia. Infine c’è una curiosità: per purificare l’aria i tre ragazzi hanno pensato di piantare dei licheni sul cruscotto, che il guidatore dovrà curare.

Fonte: tiscali ambiente

Complimenti a questi piccoli grandi geni che meritano il premio nobel. Io la voglio! E voi?

IL PETROLIO ARRIVA A MARE


L’incidente avvenuto la notte tra il 17 e il 18 aprile scorso a Genova, dove la rottura di un oleodotto ha provocato lo sversamento di settecento metri cubi di petrolio sul fiume Polcevera, ha danneggiato gravemente l’ecosistema genovese. Il dramma continua.

E’ corsa contro il tempo, prima che il petrolio arrivi al mare, ma purtroppo ci è già arrivato. E’ corsa contro il tempo, prima che arrivi la pioggia, che può far raggiungere le coste e contaminare altri animali. Già, altri, perché come si vede dalle immagini, alcuni volontari soccorrono già i volatili contaminati.

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Intanto i cittadini della zona sono scesi in strada in corteo con le mascherine per proteggersi dalle esalazioni del greggio. Temono gli effetti delle esalazioni, avvertono bruciori agli occhi e mal di gola, tosse e dolore alla trachea.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Domenico Finiguerra, promotore del movimento nazionale “Stop al Consumo del Territorio“, nel suo Profilo Facebook scrive: “E’ stata avvistata a Varazze. A Pegli ha inquinato 300 metri del Lungomare. E’ una chiazza oleosa, che dopo aver superato le barriere alla foce del Polcevera, vaga in mare, spinta dalle correnti. Va verso ponente, ha già percorso undici miglia fuori controllo, il rischio è che arrivi sulle coste della Francia, innescando un incidente internazionale. Ma guardiamo il lato positivo. Sta creando posti di lavoro!!!  Posti di lavoro per fermarla. Posti di lavoro per bonificare. Posti di lavoro per pulire le spiagge. Posti di lavoro per pulire i piedi“.

Alziamo i calici, allora. Brindiamo ai posti di lavoro! Che intanto a brindare sono i c.d. “Grandi della Terra”, che con un’ipocrisia grande come l’universo parlano di fonti rinnovabili, di sviluppo sostenibile, di difesa della Terra, ma intanto brindano al petrolio, e firmano accordi che non faranno altro che peggiorare la gravità dei cambiamenti climatici.

PRIMA LEZIONE: DISASTRO AMBIENTALE IN LIGURIA


petrolio polcevera

Disastro ambientale ieri notte in Liguria a causa della rottura di un oleodotto, che ha causato lo sversamento, nel letto del fiume Polcevera, di migliaia di litri di petrolio. Ironia della sorte, questo disastro ambientale è avvenuto esattamente nelle stesse ore in cui si votava per il referendum sulle trivelle.

Questo è ciò che rischiamo continuando a investire sulle energie fossili: una fonte energetica obsoleta, antieconomica e antiecologica che distrugge la nostra salute ed il nostro ambiente. Questo è il disastro che ci siamo andati a cercare per via del forte astensionismo sul referendum per smantellare le trivelle. E questa è solo una prima (ma spero unica) lezione. Un primo (ma spero unico) castigo, per non aver fermato i petrolieri.

Questo è ciò che provoca lo sviluppo voluto dal Governo Renzi. Questi sono gli unici posti di lavoro che il Governo vuole mantenere e aumentare. Queste sono le conseguenze della maledizione del lavoro sporco, l’unico tipo di lavoro che un Governo amico dei petrolieri sa dare. “L’albero buono non può dare frutti cattivi, né l’albero cattivo può dare frutti buoni“. Dai frutti che dà si riconosce una persona. E anche un Governo.

L’unica salvezza è investire fortemente sulle energie rinnovabili: eolico, fotovoltaico, idroelettrico, geotermico, eccetera. Cosa che il Governo Renzi si rifiuta di fare, e mentisce spudoratamente, dicendo che sta investendo sulle energie rinnovabili.

E’ strano però che da quando c’è lui gli incentivi a petrolio, carbone e gas crescono, e quelli alle fonti rinnovabili diminuiscono. Nel 2012 erano entrati in esercizio quasi 150mila nuovi impianti fotovoltaici, mentre nel 2014, anno di insediamento del Governo Renzi, i nuovi impianti entrati in esercizio sono stati appena 722.

Fonte: Repubblica.it

Non è possibile chiudere gli occhi di fronte all’evidenza: petrolio = morte, rinnovabili = presente e futuro. Non è possibile continuare a far finta di nulla. Il petrolio e le energie fossili danneggiano, inquinano, danno pane avvelenato, morte, tanta sofferenza. Basta con le energie fossili, basta con il petrolio, basta con le infrastrutture sporche. E’ il momento di cambiare, sul serio.

ALCUNE RIFLESSIONI SUL REFERENDUM DI IERI


fac simile scheda

Non si è raggiunto il quorum per il referendum sulle trivellazioni in mare. Renzi esulta, brinda, alza i calici per i posti di lavoro salvati. Ma i posti di lavoro che ha salvato, e i posti di lavoro che ha dato finora sono solo quelli che danneggiano l’ambiente e ci avvelenano.

Se ci pensate bene: prima l’Ilva, con mille decreti Salva-Ilva e salva produzione (con i proprietari indagati per disastro ambientale doloso e inquinamento), poi il decreto ambiente sulle norme ambientali nel Codice Penale con l’aggiunta di una parolina “abusivamente” che taglia le gambe alle speranze dei familiari delle vittime dell’amianto e delle vittime dell’ILVA, perché l’ILVA non è abusiva, perché le fabbriche di amianto non sono abusive.

Pochi giorni fa aprendo il cantiere per l’estrazione di petrolioTempa Rossa” in Basilicata (con i proprietari della Total arrestati per disastro ambientale, inquinamento e sversamento sulle acque di liquidi velenosi). E infine con il Decreto Sblocca-Italia che dà il via alle perforazioni per l’estrazione di gas e di petrolio a largo delle nostre coste (e anche vicino) a tempo indeterminato.

Lui brinda per aver dato lavoro. “Alziamo i calici“, inneggia. Per i posti di lavoro che non si sono persi! Mentre nel 2015 si sono chiuse 150 stalle e 120mila posti di lavoro sono andati persi (leggete qua). Per loro non c’è salvezza. Per noi giovani il lavoro a tempo indeterminatonon esiste più“, è cosa vecchia, passata, da cambiare. Come non esistono più 4.000 posti di lavoro nel settore dell’energia eolica (leggete qua). Per loro il Governo non si è impegnato a salvare i posti di lavoro. Per i petrolieri e i trivellatori il lavoro è diventato a tempo indeterminato. Anche grazie all’esito di questo referendum, per via del quorum che non si è raggiunto.

Ma, dati del viminale (leggete qua), coloro che nel complesso, tra italiani residenti all’estero e votanti qua in Italia, hanno votato, sono stati 13.334.764. Quasi tredici milioni e mezzo di italiani hanno votato per l’abolizione della legge che consente (purtroppo tutt’ora) di rinnovare, alla scadenza, la concessione delle piattaforme anche entro le 12 miglia, a tempo indeterminato, fino ad esaurimento dei giacimenti di petrolio e di gas.

Se confrontiamo i tredici milioni di voti con i risultati del PD alle ultime elezioni politiche, si consta che coloro che sono contrari alle politiche del governo, se fossero un partito, sarebbero il primo partito in assoluto. 13.334.764 contro gli 8.646.034 voti ottenuti alla Camera dal PD (leggete qua). Quasi cinque milioni di persone in più che non condividono le male scelte politiche del PD e del governo.

Ad ottobre ci sarà un referendum confermativo per le riforme costituzionali volute dalla maggioranza del Parlamento. Il referendum sarà valido anche senza il quorum. A differenza dei referendum abrogativi. Sarà un’occasione imperdibile per inondare di NO le riforme volute dal Governo. Una tentata rivincita contro chi vuole solo il nostro male. Uno tsunami di NO senza se e senza ma a tutte queste riforme imposte con autorità che non gli è stata conferita da alcun voto.

Auspico solamente che non avvenga nessun incidente, nè di grandi, nè di piccole dimensioni, nessuno sversamento a mare di gas e di petrolio.

ENERGIA DALLA FOTOSINTESI CLOROFILLIANA: DA OGGI SI PUO’!


arnold arboretum 1

Può la Scienza estrarre l’energia che un albero produce dalla fotosintesi clorofilliana per ricavarne energia elettrica? Sì, da oggi si può! Gli uomini della WCCF (World Climate Change FightingLotta ai Cambiamenti Climatici Mondiali) ci sono riusciti!

La Fotosintesi Clorofilliana è un processo mediante il quale gli alberi e le piante producono sostanze organiche, di solito carboidrati, a partire dall’anidride carbonica e dall’acqua presenti nell’atmosfera, in presenza di luce solare. Durante la fotosintesi, la pianta cattura la luce del sole per trarre energia e nutrimento, e ne cattura in quantità tale da poter produrre 100 terawatt di energia elettrica, cioè sei volte in più di quello che consuma l’intera umanità (Fonte Wikipedia).

Alcuni ricercatori del MIT (Massachusetts Institute of Technology) che appartengono alla WCCF, martedì scorso sono riusciti ad estrapolare ben 20 kw di energia prodotta dalla fotosintesi di alcuni alberi del Parco “Arnold Arboretum” di Boston.

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Gli scienziati hanno scoperto un metodo non invasivo per “condividerel’energia prodotta dalla fotosintesi, di modo che anche l’albero possa continuare a nutrirsi. Lo hanno chiamato “Energy Sharing” (condivisione di energia). Si tratta di estrarre l’energia solare dalle piante tramite una serie di miniaspiratori installati nel tronco principale dell’albero, che aspirano un pò di energia.

Gli aspiratori sono collegati ad una centrale elettrica, che riceve l’energia dagli stessi, e che alimentano delle turbine interne alla centrale, e producono elettricità. Attualmente la quantità prodotta martedì scorso, il giorno di prova di questa nuova tecnologia, è pari a 20 kw. Una quantità tale da poter alimentare 5 o 6 abitazioni.

Ecco un altro modo per produrre energia elettrica, pulita, a costo zero, e rispettando la natura. Peccato che questo sia solo un fake, ma potrebbe tornare molto utile. Provare non costa nulla. Spero che con questo Pesce d’Aprile possa aver dato una nuova idea di produzione di energia elettrica ricavata dalla natura.

Cosa ne pensate di questa idea? Ah, felice Pesce d’Aprile a tutti!

ROLL-ARRAY: IL FOTOVOLTAICO CHE SI SROTOLA


fotovoltaico srotolabile

Ecco un’altra bella ecoinnovazione che mi piace: Roll-Array, il primo impianto fotovoltaico che si può arrotolare, portare via con se dappertutto e srotolare. Ormai la tecnologia non conosce limiti o confini. Va sempre avanti, e ogni ulteriore scoperta in ambito delle fonti rinnovabili serve sicuramente a migliorare il nostro futuro, e anche il nostro presente.

Roll-Array è costituito da moduli in seleniuro di rame indio giallo, molto flessibili, e soprattutto costano meno dei moduli in silicio e si dice abbiano una minore perdita di efficienza rispetto ai normali moduli che conosciamo. L’impianto può essere trasportato facilmente all’interno di un container, permettendo all’energia solare di raggiungere luoghi finora inaccessibili.

Secondo le stime fornite dalla compagnia Renovagen, produttrice dell’impianto, quest’ultimo, largo 5 metri e lungo fino a 200 metri, raggiunge una potenza di 100kWp, pari a 10 volte in più la potenza degli impianti solari portatili in commercio.

Grazie al “tappeto fotovoltaico” i tempi di installazione di un impianto standard si riducono da una media di 22 ore ad appena 2 minuti. I pannelli, una volta installati vengono ancorati al suolo e sono in grado di resistere a venti molto forti. Le batterie per l’accumulo dell’energia e gli inverter sono fissati alla base dei pannelli. Il processo di installazione richiede in tutto appena 5 minuti. Trascorso questo tempo l’impianto fotovoltaico è pronto a generare e a stoccare energia pulita.  

La compagnia produttrice dell’impianto spiega che questa tipologia di impianto è indicata soprattutto per i terreni pianeggianti e laddove ci siano grandi superfici da ricoprire di pannelli in tempi brevi.

Fonte: greenstyle.it

Davvero una bella ecoinnovazione che ci consentirà di produrre e di consumare energia completamente pulita e a costo zero. E come dico sempre: a ogni kw in più prodotto da una fonte rinnovabile deve corrispondere un kw in meno prodotto da fonti fossili o nucleari. Con queste scoperte si può davvero raggiungere l’indipendenza energetica da combustibili fossili, nel più totale rispetto dell’ambiente e di noi stessi.

SCALA MERCALLI


mercalli

Stasera alle 21:45 su Raitre, dopo Fabio Fazio, inizierà il secondo anno del programma “Scala Mercalli, ideato e condotto da Luca Mercalli. Anche quest’anno cuore del programma sarà la sostenibilità ambientale e il viaggio attraverso i grandi problemi del mondo, ma “con l’occhio rivolto alle soluzioni“.

Temi della prima puntata sono legati all’anno appena trascorso, che, da quando esistono le rilevazioni meteorologiche, è risultato essere l’anno più caldo (e anche più asciutto in conto di precipitazioni). Altro argomento è l’enciclica “Laudato Sì” di Papa Francesco, tutta dedicata alla crisi ambientale. Infine si parlerà di Cop21, la Conferenza sul Clima che si è svolta a dicembre a Parigi.

Nelle altre cinque puntate si parlerà di energia, acqua e cibo, di mobilità sostenibile e di nuovi modelli di sviluppo economico meno impattanti dal punto di vista ambientale. In ogni puntata ci sarà spazio per alcuni documentari internazionali, oltre ad un focus sul riciclo virtuoso dei rifiuti.

Fonte e immagine: scalamercalli.rai.it

Una serie di puntate da non perdere. Peccato solo che inizi troppo tardi, quasi in seconda serata. Un programma molto interessante, che l’anno scorso ho seguito sempre con molto interesse, e che seguirò anche quest’anno.

Se non avete tv, o se i vostri stanno guardando altri programmi, potrete seguire la diretta del programma qui. Buona visione!

SARDEGNA GREEN


fonti rinnovabili

Secondo l’ultimo rapporto dell’Ufficio Studi di Confartigianato, in Sardegna cresce la produzione procapite di energia da fonti rinnovabili (1.083 watt procapite), e si assesta il numero delle imprese delle rinnovabili (2.000). Con questi dati la Sardegna si aggiudica il terzo posto nella classifica delle regioni più green.

Nei vari settori di produzione, la Sardegna occupa una posizione di spicco anche nell’eolico (terza in Italia con 599 w), nel fotovoltaico (settima con 440 w per abitante), nell’idroelettrico (nona con 280 w) e nelle biomasse (dodicesima con 54 w).

Fonte: cagliaripad.it

Questi dati confermano che nonostante la crisi e i grossi tagli agli incentivi, un settore così importante e strategico come quello delle fonti rinnovabili e pulite offre grandi opportunità di sviluppo e di occupazione, e dimostra come questo settore sia imprescindibile per il nostro presente e futuro.

500 KM CON UN LITRO… D’ACQUA!


moto ad acqua

Amici, buona domenica e buone vacanze al mare o in montagna per chi ha la fortuna di andarci. Oggi vi voglio mostrare un video sorprendente. Una scoperta eccezionale. Un uomo beve dell’acqua da un contenitore e poi lo versa alla sua moto. Facendo capire che non si tratta di combustibile, ma di acqua da bere. E riesce a fare 500 km con un litro d’acqua.

L’inventore di questa “moto d’acqua” è il brasiliano Ricardo Azevedo. La sua moto si chiama T Power H20. Utilizza la batteria di un’auto che produce energia elettrica separando l’idrogeno dall’ossigeno. Il motore può funzionare anche con l’acqua raccolta da un fiume inquinato, come si vede nel video. Il vantaggio di questa moto è che dalla marmitta esce solo vapore acqueo e nient’altro. Senza monossido di carbonio.

Geniale! Che ne pensate? P.S. Se non sono riuscito ad inserire il video, date un’occhiata a questo articolo, e potrete vedere anche il video 😉 P.S. 2: Come si fa ad inserire un video di youtube in un articolo su wordpress? Grazie.

ANCHE L’AUSTRIA DICE NO AL NUCLEARE


austria

Protagoniste indiscusse della scena della (fu) Unione Europea in questi giorni sono sicuramente la Grecia (con il NO alla “proposta” di accordo dell’Unione), e… la Germania che si mette contro la Grecia? No: l’Austria. Anche l’Austria vorrebbe uscire dall’Euro e ritornare alla sua valuta nazionale, notizia di questi giorni. E non è tutto! Infatti l’Austria ha detto NO anche al nucleare. Vorrebbe puntare sulle energie rinnovabili.

A dire il vero anche l’Austria ha votato un referendum nel 1978 contro il nucleare, perciò la centrale nucleare che era in costruzione alle porte di Vienna è rimasta come un’incompiuta. Da quel momento il governo austriaco cominciò ad investire molto in fonti energetiche alternative. Ora vogliono smantellare quella centrale, recuperare il sito e puntare sulle energie rinnovabili. E in Italia?

FOTOVOLTAICO RICICLABILE ED EFFICIENTE


fotovoltaico

Ancora una ecoinnovazione, ancora Made in Italy. Dopo la bicicletta con i pannelli fotovoltaici, di cui vi ho parlato alcuni post fa, eccovi il fotovoltaico applicabile ovunque, su moltissime superfici, efficientissimo (il triplo dei moduli in silicio) e realizzato su supporti in plastica riciclabile. Ed è prodotto in Italia, dalla fiorentina EnEco Group, specializzata proprio nel settore delle rinnovabili.

Possono essere utilizzati per “l’alimentazione di batterie in auto elettriche, camper e caravan, per la refrigerazione di veicoli frigo, per l’alimentazione di aria condizionata su autobus, o per la produzione di energia di bordo nella nautica, nelle costruzioni, o in droni alimentati elettricamente, in pensiline e stazioni di ricarica e molte altre“.

Per conoscere gli altri usi che si possono fare del fotovoltaico riciclabile vi rimando a questo articolo.

Io penso che ci voglia un EXPO dedicato ai passi da gigante che l’energia rinnovabile ha fatto in questi anni, e all’alternativa credibile che può rappresentare rispetto al carbone, al nucleare, al petrolio, eccetera. E’ meraviglioso. Voi cosa ne pensate?

BICI ELETTRICA CON PANNELLI SOLARI


bici elettrica

Spesso sono costretto a raccontarvi di scoperte ed invenzioni americane, soprattutto del MIT, Massachusetts Institute of Technology, e mi chiedo sempre: perché in Italia non c’è un istituto del genere? Perché in Italia non si fanno scoperte e non si investe nella ricerca? Oggi invece vi racconterò un’invenzione tutta Fatta in Italia: la bici elettricasolare“, con i pannelli fotovoltaici nel telaio.

Questa bicicletta, in vendita da giugno, garantisce un’autonomia di 15 km. I pannelli solari sfruttano sia l’energia diretta che quella passiva, ma se l’energia solare non dovesse bastare, si può passare facilmente alle fonti di energia tradizionali che garantiscono un’autonomia di 90 chilometri.

Unica nota negativa è il prezzo: 5.900 euro. Per questo l’azienda produttrice ha pensato di dotarla di un sistema antifurto e GPS che la rende rintracciabile.

A mio parere, prezzo a parte, ciò che non mi convince molto è la poca autonomia che garantiscono i pannelli fotovoltaici. Forse i pannelli sono troppo piccoli, e dunque possono produrre pochissima energia. Date le loro dimensioni posso pensare che siano molto efficienti se garantiscono 15 km di autonomia. Però direi che questo è già l’inizio di una nuova era. E voi cosa ne pensate di questa nuova tecnologia?

ENERGIA CONDIVISA, ARRIVA IL SOLAR SHARE


solar share

Arriva in Italia la Solar Share, la condivisione dell’energia solare. Direttamente dal Massachusetts in Italia attraverso il primo impianto nazionale per la condivisione a distanza dell’energia solare. Il servizio è in grado di superare qualsiasi limite geografico, sfruttando l’energia prodotta dall’impianto solare di Lecce: “La Masseria del Sole“.

In Massachusetts, chi ha un tetto adatto, può entrare a far parte del “Solar Sharing Network” installando gratuitamente i pannelli e condividendo l’energia con la comunità; coloro che non ne hanno la possibilità, perché i tetti sono ombreggiati o magari vivono in appartamenti, possono acquistarla a loro piacimento. Così sarà pure in Italia, grazie ad una Cooperativa. L’impianto produrrà ogni giorno energia che la Cooperativa fornirà direttamente a casa dell’utente, anche se l’impianto fotovoltaico è a Lecce e la casa da alimentare si trova a Milano.

La Condivisione Energetica non è una novita. In Europa, infatti, vi sono diversi esempi: in Belgio, la Cooperativa Ecopower ha oltre 45.000 soci, 26 MW di impianti installati e 95 milioni di chilowattora all’anno di energia verde prodotta. In Germania, sono oltre 80.000 le famiglie che partecipano a cooperative per l’autoproduzione di energia rinnovabile. In Italia, esistono diverse cooperative solari e un importante esempio è la Cooperativa Energyland di Verona, in cui circa 100 famiglie producono la propria energia con un impianto fotovoltaico collettivo.

Fonte: pianetacellulare.it

Una bella opportunità di sviluppo per questo settore che deve diventare strategico per il nostro “Paese del Sole”. Cosa ne pensate?

TSIPRAS, SVOLTA VERDE?


atene

Si è parlato molto in questi giorni della vittoria elettorale di Alexis Tsipras in Grecia. Un leader giovane (ma il nostro Matteo nazionale è più giovane :D), rivoluzionario, che ha saputo risvegliare e riunificare la Sinistra greca (cosa che il nostro Matteo invece vuole affossare). Subito dopo la grande vittoria elettorale, che per due seggi non ha avuto la maggioranza assoluta, si è voluto alleare con gli antieuro greci, un partito di estrema destra, paventando una virata a destra da far accapponare la pelle.

Ora invece pare che Tsipras abbia accantonato l’idea degli antieuro per allearsi con i Verdi greci. L’accordo è nato dal fatto che il programma del neopremier ha dieci punti in condivisione con il programma dei Verdi:

  1. Protezione dei beni comuni (acqua, foreste, coste ecc)
  2. Uscita dalle energie fossili entro 20 anni
  3. Orientare l’agricoltura verso produzioni di qualità e bio
  4. Promozione del turismo sostenibile
  5. Risparmio energetico per le abitazioni
  6. Concessione per lo sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente
  7. Sviluppo delle ferrovie
  8. Riforma della gestione dei rifiuti tenendo conto delle 3 R (riduzione, riuso e riciclo)
  9. Riforma del sistema elettorale verso il proporzionale
  10. Pesca sostenibile

Quello che un pò mi preoccupa di questo programma verde è il sesto punto, sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente. Ma ci sono anche altri punti un pò controversi, che riguardano, ad esempio, la caccia e il carbone. Infatti in Grecia la maggior parte dell’energia viene prodotta delle miniere di carbone. Inoltre Tsipras deve fronteggiare pure le proteste dei cacciatori, contro la sua idea di vietare la caccia.

Info e foto: ecoblog.it

Insomma, Tsipras non avrà vita facile, ma speriamo riesca a governare bene e nel rispetto dell’ambiente. Cosa ne pensate? Quando i Verdi italiani ritorneranno a contare? Quando anche in Italia si formerà una cultura e una politica verde?

ENERGIE RINNOVABILI: ITALIA IN NETTA CONTROTENDENZA


fonti rinnovabili

Come spiega questo articolo di ecoblog, dal rapporto annuale della Bloomberg New Energy Finance emerge un quadro positivo a livello globale per quanto riguarda gli investimenti nelle fonti rinnovabili nell’anno appena trascorso, registrando una crescita degli investimenti in fonti rinnovabili, rispetto al 2013, del 16%. A livello globale sono stati investiti 310 miliardi di dollari in nuovi impianti di fonti rinnovabili.

A questo dato positivo hanno concorso sicuramente gli investimenti nell’eolico offshore in Europa, e nel solare in Cina e negli Stati Uniti. Il settore dove si sono registrati maggiori investimenti è stato quello del fotovoltaico, con un aumento del 25% degli investimenti rispetto all’anno precedente. In Europa la crescita è stata appena dell’1% per quanto riguarda gli investimenti, e si sono concentrati tutti sull’Eolico Offshore (quello in mare, per intenderci).

L’Italia, da buona Italia come la conosciamo noi con tutti i suoi difetti, è in netta controtendenza rispetto al resto del mondo. Pensate che gli investimenti nel settore delle energie rinnovabili in Italia sono crollati del 60%. -60% di investimenti in energie rinnovabili. Questo è dovuto soprattutto al taglio degli investimenti per agevolare le tariffe degli impianti fotovoltaici.

Come volevasi dimostrare: l’Italia ha perso la sua cultura ambientalista, ecologista. Ha perso le sue radici, affondate nel cemento e nelle grandi e piccole opere più dannose che benefiche. E infatti si vede anche dai risultati elettorali che gli ecologisti in Italia sono meno dell’1% della popolazione. Un dato davvero scoraggiante e che fa sentire tutti i suoi effetti negativi. Destiamoci.

ECCO I GIRASOLI SOLARI


girasoli solari

E’ da un bel pò che non vi parlo di ecoinnovazioni, di energia rinnovabile e di fotovoltaico. A dire il vero, purtroppo, ho anche perso la passione per questi temi, e per le energie rinnovabili. All’inizio era una novità, ma man mano che si stanno diffondendo sempre più non sono più una novità, non c’è più la meraviglia di una volta…

C’è da dire pure che in molti le stanno combattendo: il fotovoltaico a terra no perché i campi vanno coltivati e non riempiti di pannelli, l’eolico no perché impatta con il paesaggio con pale troppo alte e che uccidono l’avifauna, e perché diversi personaggi della malavita e della politica sono coinvolti in appalti legati all’eolico. E tutte queste dicerie, oltre ai tagli del governo, mi stanno scoraggiando…

girasoli solari 2

Però la tecnologia continua ad avanzare, e a proporci ecoinnovazioni, prodotti che possono migliorare l’efficienza delle energie rinnovabili. Ed eccovi dunque i girasoli solari, presentati dall’azienda IBM. I prototipi sono alti dieci metri, sono fatti in calcestruzzo e dotati di specchi in alluminio. Sono capaci di convertire circa l’80% della radiazione solare sia in energia elettrica, sia in acqua calda, arrivando a generare fino a 12 MW di energia elettrica, e 20 MW di calore, sufficienti ad alimentare il fabbisogno energetico di circa dieci abitazioni.

Il girasole segue il sole e così anche anche nell’impianto della IBM e ciò per garantire il massimo dell’efficienza tanto che un cluster di celle fotovoltaiche e montate su una piattaforma rialzata le cattura proprio per evitare ogni forma di dispersione. I girasoli dovrebbero entrare in commercio a partire dal 2017, ad un prezzo che è un terzo degli attuali convertitori solari.

Foto e notizia prese dal sito ecoblog.it. Una bella ecoinnovazione che aiuterà di certo a risparmiare sull’energia sporca e a migliorare l’efficienza e la qualità della nostra vita e della nostra energia. Cosa ne pensate?

MARCIA GLOBALE CONTRO I CAMBIAMENTI CLIMATICI


marcia globale

Amici, segnamoci in rosso il 21 settembre. Anzi, è già segnato in rosso nel calendario perché è domenica, ma noi segnamocelo per un altro motivo: vi sarà infatti una marcia globale contro i cambiamenti climatici, in ogni nazione, anche in Italia. Ben 950 associazioni parteciperanno a questa marcia per l’ambiente. Questo evento è organizzato in vista del Climate Summit 2014 che si terrà a New York il 23 settembre, martedì. I partecipanti chiederanno ai politici di intervenire seriamente per contrastare i cambiamenti climatici.

marcia roma

In Italia sono previste diverse manifestazioni nel calendario ufficiale. Tre sono le richieste ufficiali rivolte al governo italiano:
1- Abolire gli incentivi alle fonti fossili incentivando seriamente e fortemente quelle rinnovabili;
2- Arrivare nel 2030 a questi obiettivi: +40% di risparmio energetico, +45% di fonti rinnovabili, -55% di CO2;
3- Che l’Italia contribuisca al Fondo Verde per il Clima e mantenga fede agli impegni che erano stati assunti a Copenaghen in tema di finanza per il clima.

Che dite? Marciamo anche noi?

IL FIORE SOLARE


solar flower

Ecco il Solar Flower, il Fiore Solare fai da te. Il fiore artificiale che produce e raccoglie l’energia solare per destinarla a vari utilizzi. Lo si può realizzare a casa propria riciclando alcuni materiali in disuso e seguendo il tutorial che si trova in rete sul sito ufficiale. Solar Flower è un progetto ideato da Daniel Connel che permette di utilizzare l’energia del sole attraverso il calore senza cioè convertirla in elettricità. Il dispositivo può essere usato in mille modi diversi ad esempio basterebbe aggiungere una turbina a vapore per trasformarlo in un generatore di energia elettrica. Già di per se il Solar Flower attraverso il calore e il vapore che genera può offrire una soluzione sostenibile per il riscaldamento e la depurazione dell’acqua, cottura di alimenti, conversione di rifiuto organico in carbone da utilizzare in cucina o per la stufa

Si tratta di un progetto open source in quanto chiunque può prendere le informazioni messe a disposizione sul sito ufficiale per costruirselo a casa propria ed eventualmente migliorarlo: il costo è solo di 100 euro per le attrezzature. Il progetto è solo all’inizio e per adesso le informazioni sono solo in lingua inglese ma Connel sta cercando traduttori per espanderlo in più paesi del mondo.

(FONTE: ilfattaccio.org) (foto presa da tecnologia-ambiente.it)