AGROVOLTAICO


I frutti che la terra è in grado di donarci sono preziosi tanto quanto l’energia che serve a produrli. Per questo motivo la ricerca applicata in campo agricolo è sempre più orientata alla sperimentazione di soluzioni innovative e quanto più sostenibili possibile, sia per la natura che per le comunità.
Da questo desiderio è nato il progetto ‘pane e energia’ promosso dalla holding bresciana R.E.M. (Revolution Energy Maker), il cui scopo è quello di promuovere una gestione intelligente dei grandi terreni, integrandole con le attività agricole. Alla base del progetto c’è la tecnica agrovoltaica, ovvero un sistema di produzione energetica sostenibile che permette agli agricoltori di generare energia pulita mentre coltivano i loro terreni.
In pratica si sfrutta l’energia del sole su più livelli, integrando in maniera eco-sostenibile tre fondamentali necessità del vivere umano: il bisogno di energia, l’utilizzo del territorio e delle sue risorse, le produzioni agricole. La tecnologia agrovoltaica, inoltre, consente di superare i limiti dei tradizionali impianti fotovoltaici in termini di compatibilità con l’agricoltura, sostenibilità ambientale e tutela del paesaggio.
Il risultato della ricerca e del lavoro del team dei tanti esperti coinvolti nel progetto è un vero e proprio impianto fotovoltaico ‘aereo’ che insegue il sole, perché fatto di strutture mobili sospese che s’inseriscono nel contesto agricolo in maniera del tutto armonica. Per le sue specifiche caratteristiche tecniche questo tipo di impianto si adatta molto facilmente a qualsiasi tipo di coltivazione e di meccanizzazione agricola.
La sua tecnologia, inoltre, è applicabile anche ai terreni esondabili, lungo le vie di comunicazione, gli argini di contenimento dei fiumi e in ogni luogo ove sia necessario preservare le aree verdi.

Sviluppato su una superficie di 21 ettari di terreno coltivabile, l’impianto integra l’attività agricola con la produzione di energia pulita grazie a pannelli a inseguimento solare comandati da sistema di controllo senza fili. Un impianto innovativo e altamente efficiente che ha appena dato il primo, grande raccolto di grano nato e cresciuto all’ombra dei pannelli solari.
Il raccolto è avvenuto il 4 luglio scorso a Monticelli d’Ongina (Piacenza) con la mietitura del frumento che era stato seminato in novembre. Quello di Monticelli è solo uno dei tre impianti pilota realizzati; gli altri due si trovano a Castelvetro Piacentino e a Virgilio (Mantova).
Speriamo che tanti altri impianti di questo tipo fioriscano presto in altrettante zone agricole del nostro stivale.

 (FONTE: tuttogreen.it)

COME RISPARMIARE ENERGIA


Risparmio energetico: argomento che piace moltissimo agli italiani e alle piccole imprese ma che di fatto non trova un riscontro se il 40% delle famiglie italiane ha detto di non ricevere sufficienti informazioni in merito; anche il 32% delle piccole e medie imprese dichiara di non avere informazioni adeguate mentre il 93% delle famiglie ritiene utili gli interventi per il risparmio energetico così come l’89% dei piccoli imprenditori; il 43% delle famiglie italiane, invece ha detto che valuterà con attenzione proposte concrete per il risparmio e il 10% delle famiglie italiane sogna addirittura di risparmiare il 40% dei costi sulla bolletta della luce. Ma come?

Le percentuali si riferiscono ai risultati di un sondaggio commissionato da Domotecnica ed Enel e realizzato dall’istituto Ispo diretto da Renato Mannheimer e dalle risposte degli italiani è emerso anche che il 98% è a favore dei piccoli gesti che aiutano a ridurre il consumo di energia come controllare la temperatura del riscaldamento in inverno o dei condizionatori in estate; oppure usare elettrodomestici con criterio. E tanta è la fiducia riposta nel risparmio che il 38% delle famiglie italiane è in attesa di soluzioni che li aiutino a contenere i consumi tanto da poter accumulare risparmi in bolletta tra il 20% e il 40% mentre un 10% di famiglie italiane confida di poter risparmiare il 40%.

E veniamo alle principali soluzioni individuate che interessano il 43% delle famiglie intervistate e consistono in installazione di pannelli solari per il 4%; una caldaia più efficiente per il 3% e il cambio degli infissi per un altro 3%.

Ha detto Luca Dal Fabbro presidente di Domotecnica:

Molte famiglie vorrebbero risparmiare ma non sanno come. I dati dimostrano che oggi ci troviamo di fronte all’unica grande voglia di investimento esistente; d’altronde la bolletta energetica sta diventando una voce di spesa sempre più importante.

(FONTE: Ecoblog.it)

IL PRIMO GENERATORE CHE PRODUCE ENERGIA DAI RAGGI LUNARI


Non sarà più solo il Sole a fornirci energia, ma grazie alla creazione del team di designer ed ingegneri della Rawlemon, anche la Luna darà il suo contributo. Si tratta del prototipo “ß.torics” ideato dal designer André Broessel  in collaborazione con il suo gruppo di progetto, che reinventa il concetto di solare a concentrazione.

Il prototipo è costituito da una sfera di vetro dalle precise dimensioni geometriche capace di generare una concentrazione energetica 10.000 volte superiore rispetto ai normali sistemi fotovoltaici biassiali, migliorando l’efficienza energetica di oltre il 35%. Grazie a questi incredibili risultati, gli ideatori del progetto hanno rilevato la possibilità di utilizzare le funzionalità del generatore a concentrazione anche per la luce riflessa dalla luna durante le ore notturne, rilevando anche in questo caso sensibili benefici.

Essendo completamente impermeabile, perfettamente sferico e dotato di un sistema di rotazione naturale per il riposizionamento ottico ottimale, ß.torics può essere collocato in qualunque tipo di superficie, indipendentemente dall’inclinazione o dall’orientamento, trasformandosi così anche in un prezioso elemento architettonico.

L’introduzione di acqua all’interno della sfera vetrata permetterebbe di spaziare anche nel campo della produzione energetica termica, aprendo la strada a nuove ed innumerevoli sperimentazioni.

(FONTE: Rinnovabili.it)

Davvero sbalorditivo! Ancora una Lezione di Scienze delle Innovazioni Rinnovabili. Stellare, anzi, LUNARE!

CARBOSULCIS: CI SONO ALTERNATIVE VALIDE ALLA CENTRALE


Da ieri, 120 minatori della Carbosulcis, la più grande centrale a carbone della Sardegna, per protesta contro la annunciata chiusura degli impianti, si sono barricati a quattrocento metri sottoterra, con 400 kg di esplosivo. Non abbandoneranno la miniera fino a che non avranno risposte certe sul loro futuro. “Il progetto che prevede una centrale per la produzione di energia tramite la cattura e lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo“, spiega Sandro Mereu della Rsu, “sarebbe dovuto partire a dicembre dello scorso anno. La Regione lo aveva presentato alla Commissione Europea che, però, ha chiesto integrazioni e nuova documentazione. Nel frattempo siamo venuti a sapere che il governo non vuole prendere in considerazione l’idea di una centrale nel Sulcis per privilegiare quella dell’Enel di Porto Tolle. Non siamo disposti ad aspettare ancora vivendo nell’incertezza. Vogliamo risposte certe e venerdì prossimo il governo deve dire se il progetto deve andare avanti oppure no. Deve dare risposte certe“, ha concluso, “alle 470 famiglie dei minatori“. La Regione Sardegna si è detta favorevole alla realizzazione dell’impianto.
Io NO.
A parte che il carbone è energia fossile, non rinnovabile, sporca. Non si può dunque parlare di carbone “pulito. Il carbone è sempre sporco. Inoltre la Sardegna è ricchissima di sole e di vento, e le energie rinnovabili sono il futuro, anche lavorativo, della Sardegna e dell’Italia. Ma devono rappresentare anche il presente. Si stanno sostituendo a poco a poco alle centrali fossili ed inquinanti. Come si fa a rilanciare il carbone in un momento in cui il settore delle rinnovabili sta conoscendo un periodo di boom per quanto riguarda il loro sviluppo?
Come si fa a parlare di carbone “pulito”? Non sarebbe una scusa per non investire in un settore così strategico per l’Italia come il sole e il vento? E come si fa a volere centrali a carbone quando si rifiuta l’eolico, che non è impattante per l’ambiente?
La Carbosulcis deve chiudere, o meglio, deve continuare a produrre fino a quando tutti gli operai non siano stati trasferiti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e del tanto temuto ed infangato eolico. Il settore delle energie rinnovabili dà già lavoro a miglialia di persone. Non avrebbero quindi difficoltà i minatori a trovare lavoro in questo settore, e bonificare un’area, quella del Sulcis, che ha conosciuto sviluppo, ma ora solo inquinamento, morte e miseria.
Perciò basta con la demagogia. Il carbone non è MAI “pulito”. I minatori possono essere trasferiti TUTTI nel settore del riciclaggio dei rifiuti (creare un centro come Vedelago sarebbe l’ideale per la Sardegna, e non solo per la Sardegna), anche con il riciclaggio creativo; e nel settore delle energie rinnovabili, grazie al rilancio del fotovoltaico (e la Regione Sardegna in questo caso DEVE creare nuovi incentivi, anche alla luce di quanto detto in occasione della campagna referendaria contro il nucleare, in cui il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva dichiarato che la Sardegna vuole investire sulle energie rinnovabili e pulite); e grazie anche all’eolico, che il Parlamentare Mauro Pili (PdL) continua a contrastare facendosi paladino dell’ambiente, ma intanto sostiene il rilancio del carbone.
A tal proposito si sappia che l’eolico non impatta col paesaggio (perché a impattare il paesaggio ci pensano anche condomìni, palazzi, grattacieli, torri di centrali a carbone, raffinerie, inceneritori). L’accusa per l’eolico di impattare il paesaggio è pura demagogia, alla luce di quanto detto in precedenza.
Le alternative ci sono. Qualora non sia possibile realizzare tutto questo, allora dobbiamo accettare questa centrale. Ma la si smetta di parlare di carbone pulito, e di ricattare il lavoro per la salute. Ma prima di “accettare” la centrale, si tenti di percorrere questa strada. Almeno tanti di questi poveri operai troveranno lavoro sicuro. E pulito.

ZAINI AD ENERGIA SOLARE: RITORNO A SCUOLA IPERTECNOLOGICO


Ecco l’ultima frontiera della Scienza delle Rinnovabili: gli Zaini Solari! Per i bambini sarà una vera gioia sperimentare come funziona il fotovoltaico, e tutto quello che è in grado di fare. Lo Zaino ad Energia Solare è costituito da un piccolo pannello solare capace di assorbire i raggi del sole e produrre energia da usare magari per ricaricare il lettore mp3 da ascoltare durante la pausa o qualsiasi dispositivo portatile abbiate.

L’unico inconveniente, almeno per il periodo iniziale, è che il prezzo del particolare zaino a energia solare è piuttosto alto, circa due o tre volte maggiore rispetto al prezzo di un comune zaino. Allo stesso tempo non vi è, però, molta differenza rispetto ai zaini che portano le grandi firme. L’unica differenza è che in questo caso state acquistando un prodotto che vi tornerà utile sicuramente e grazie al quale non passerete di certo inosservati, distinguendovi dalla massa.

Sono diversi i modelli di zaino a energia solare, molti dei quali acquistabili online. È il caso dello zaino Voltaic, uno zaino nero classico con una batteria di 60 Watt che si ricarica attraverso i pannelli solari posti nella parte esterna.

Una volta ricaricata la batteria potrete attaccarvi diverse tipologie di apparecchi, da 5V, 12V, 16V o 19V, a seconda dell’uso che dovete farne. Basta un’ora di esposizione ai raggi solari per far si che la batteria si ricarichi e se dovesse capitare di beccare una giornata di cielo coperto, basterà collegarla a una semplice presa di corrente.

È possibile acquistare lo zaino a energia solare Voltaic direttamente online su diversi siti di vendita a partire da circa 79 €, sicuramente spesi bene.

(FONTE: ecoo.it)

Mamme, correte ad acquistare questi splendidi zaini per i vostri figli!

SUN BRICKS: MATTONI FOTOVOLTAICI PER IL NOSTRO GIARDINO!


Arriva  una gran bella novità: i mattoni fotovoltaici per illuminare il nostro giardino.
Dopo le tegole fotovoltaiche per produtte energia dal tettole tegole di vetro per riscaldare la casa vogliamo segnalarvi i mattoni fotovoltaici per illuminare i vostri giardini.
In inglese il termine è Solar Bricks, mattoni solari. Si tratta di “mattoni” a LED, che non richiedono nessuna installazione particolare, nessuna cablatura. Una volta interrati nel vostro giardino, grazie all’esposizione solare del giorno garantiscono 8 ore di luce durante la sera per illuminare il vostro vialetto e giardino. Il risparmio energetico è notevole e l’impatto zero. Abbiamo trovato i mattoni fotovoltaici in vendita online:

I prezzi variano molto dal numero di mattoni fotovoltaici, siamo comunque nell’ordine dei 15 euro ciascuno.

(FONTE: tuttogreen.it)

Li voglio!!! Quanto esulto quando sento queste splendide novità. 15 euro è un prezzo più che accessibile! Cosa ne pensate di questa luminosa innovazione?

 

DL SVILUPPO: PREVISTA RIATTIVAZIONE CENTRALI A CARBONE


(Rinnovabili.it) – “E’ una decisione sconcertante, invece dei tagli si fa un vero e proprio regalo alle lobby del petrolio, con i soldi dei cittadini”. Così Legambiente commenta la decisione del Governo di supportare finanziariamente le centrali a combustibile fossile per garantire la sicurezza energetica del Paese. La misura, inserita come emendamento (stramaledetti emendamenti – N.d.B.) al DL Sviluppo e votata alla Camera, prevede che vengano introdotti degli incentivi per gli impianti a combustibili diversi dal gas per riportarli in attività con normative meno restrittive sui valori limite di emissione. (addirittura con norme meno restrittive!!) Il provvedimento, a cui si sono opposti senza successo la senatrice Patriza Bugnano e il senatore Gianpiero De Toni dell’Italia dei Valori, avrebbe un impatto diretto sulla bolletta dei consumatori, la stessa che solo qualche mese fa doveva essere difesa dagli oneri delle energie rinnovabili.

“L’articolo  – commenta Legambientesembra scritto sotto dettatura delle lobby delle centrali più inquinanti: invece di rendere sicuri gli approvvigionamenti di gas, impegnarsi sul serio per ridurre i consumi e migliorare l’efficienza, si prendono i soldi per tenere in vita queste centrali direttamente dalle bollette”. Riportare in attività centrali vecchie e spesso posizionate in zone abitate vorrebbe dire prevedere deroghe alla normativa sulle emissioni, esentando gli impianti dall’attuazione degli autocontrolli previsti nei piani di monitoraggio o addirittura superando “gli obblighi relativi alla presentazione di piani di dismissione”. “Le accuse alle fonti rinnovabili e al loro impatto in bolletta da parte del Ministro Passera mostrano ora tutta la loro insopportabile ipocrisia” ha commentato Edoardo Zanchini, vicepresidente Legambiente.

(FONTE: Rinnovabili.it)

Garantire la sicurezza energetica del Paese?!? Ma questa è enorme ipocrisia! Non siamo più nel dopoguerra quando si doveva ricostruire e sviluppare! Ci sono le energie rinnovabili, c’è il fotovoltaico, nel Paese del Sole; c’è l’eolico che tutti vogliono infangare come impattante! Impattante?!? E le centrali a carbone che vogliono riattivare non sono impattanti?! Non solo con il paesaggio, ma anche con l’ambiente! Almeno l’eolico non inquina, non fa ammalare di cancro! Ipocrisia allo stato… sporco. Norme meno restrittive poi… Un’altra beffa, altra ipocrisia, altra dimostrazione di quanto l’ambiente venga calpestato dai “rappresentanti” del popolo, e quanto i loro interessi (del popolo) vengano sacrificati all’altare dello “sviluppo” e dell'”economia”. E gli ipocriti, i demagoghi saremmo noi??

LIVE EARTH: E’ CAMBIATO QUALCOSA?


Cinque anni fa, il 7 luglio 2007 (7/7/7) il mondo si è mobilitato: 150 artisti e gruppi musicali si sono esibiti in quel giorno in 8 grandi città del mondo, per chiedere l’abbattimento delle emissioni inquinanti, di co2, di gas serra, la fine dell’età del petrolio e del carbone, e l’alba di una nuova età: l’età del rispetto dell’ambiente, e dell’energia pulita e rinnovabile, dello sviluppo corretto, sensibile e sostenibile.
Ma nonostante questa volonta ultra popolare (oltre due miliardi di persone hanno seguito il live earth in tv, senza contare quelli che l’hanno seguito dal vivo), la situazione sembrerebbe migliorare, ma solo leggermente, per via dei cittadini privati che installano sui loro tetti pannelli fotovoltaici, accrescendo così anche in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite. Tuttavia questo è troppo poco. Anzitutto non c’era un solo concerto in Italia, e questo la dice lunga sulla volontà dei nostri politici nei confronti dei temi ambientali (e infatti si vedono i continui attentati in conto di tagli al 55% sugli incentivi agli impianti fotovoltaici domestici, poi sempre scongiurati). Aumenta sempre più la cementificazione, e i rifiuti non sono gestiti bene (inceneritori e discariche al posto di raccolta differenziata e riciclaggio).
Nel successivo G8 si è deciso di abbattere il prezzo del petrolio… volendo costruire MILLE centrali nucleari in tutto il mondo, senza considerare minimamente le fonti rinnovabili. In Italia volevano costruire da 4 a 16 centrali nucleari, individuando già i siti (senza rivelarli alla popolazione) dove dovevano aprire i cantieri. Anche questo attentato scongiurato dal referendum del giugno 2011.
Poi è entrato il Governo Monti, che per “salvare l’Italia” ha impugnato il machete tagliando tutto E SOLO il necessario, e tassandoci fino all’ultimo centesimo, senza tagliare loro un solo centesimo di privilegi, e investendo i nostri soldi per acquistare novanta cacciabombardieri da venti milioni di euro ciascuno. E le fonti rinnovabili? Sempre più oltraggiate (vedere eolico).
La lotta per noi ecologisti sarà dura e lunga, ma saremo sempre più determinati, perché le nostre richieste, che siamo il Popolo del Live Earth, vengano ascoltate e messe in pratica.

TERRE ABBANDONATE PER IMPIANTI FOTOVOLTAICI


La Giunta veneta, su proposta dell’assessore all’agricoltura Franco Manzato, ha definito le procedure amministrative per la presentazione, l’istruttoria e il riconoscimento della classificazione di “terreno abbandonato da almeno cinque anni”, relativamente agli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra autorizzati entro il 25 marzo scorso.

“La decisione – ha ricordato Manzato – fa riferimento alle “Disposizioni urgenti per la concorrenza, lo sviluppo delle infrastrutture e la competitività”, emanate quest’anno, che hanno modificato le regole sulla promozione dell’uso di energia da fonti rinnovabili, escludendo dagli incentivi statali gli impianti solari fotovoltaici con moduli collocati a terra in aree agricole, salvo gli impianti collocati in terreni abbandonati da almeno cinque anni che siano stati abilitati entro il 25 marzo scorso e che entrino in esercizio entro centottanta giorni dalla medesima data”.

(Fonte: Rinnovabili.it)

Un ottimo progetto per dare slancio allo sviluppo del fotovoltaico e anche per recuperare terreni abbandonati. Cosa ne pensate?

FOTOVOLTAICO, COSA NON VA, COME DESIDERIAMO CHE CAMBI


Il Fotovoltaico… l’energia rinnovabile più amata dagli italiani. Ma le bollette aumentano. Come fare per abbattere le bollette?
Anzitutto personalmente ho parlato con alcune persone, e mi hanno detto che l’energia prodotta dal fotovoltaico viene acquistata dall’ENEL a prezzo di mercato, e le rivende alle famiglie sottoforma di bollette salatissime. Certo, poi ci sono gli incentivi, i soldi che il GSE dà alle famiglie installatrici di pannelli fotovoltaici sul tetto della propria abitazione. Ma mi dicono pure che l’energia che arriva nelle case degli italiani, compresi quelli che hanno pannelli fotovoltaici, ricevono energia prodotta dalle fonti fossili e/o assimilate.
Quindi, siccome c’è speculazione da una parte e dall’altra, una proposta che desideriamo avanzare è quella di abolire i contratti con ENEL per i nuovi installatori, e per quelli già attivi, chi vorrà potrà disdire.
I nuovi installatori non dovranno vendere all’Enel l’energia prodotta dal fotovoltaico. La dovranno consumare in loco. Questo ha un doppio aspetto: uno positivo e uno negativo. L’aspetto negativo consiste nel fatto che i produttori di energia dal proprio impianto non vedranno “il becco di un quattrino” di guadagno, di investimento. D’altra parte, però, c’è il vantaggio che l’ENEL non ti compra l’energia e non te la venderà a carissimo prezzo. E soprattutto così facendo, ognuno si consuma l’energia prodotta, gratis, e se non basta quella prodotta dal fotovoltaico, in bolletta arriverà solo la residua, cioè, l’energia che si consuma dopo aver consumato tutta quella prodotta dal proprio impianto. Così le bollette si ridurranno drasticamente, si eliminerà alla fonte il problema delle speculazioni (da una parte, certo, chi ha installato un impianto fotovoltaico non guadagnerà soldi, ma guadagnerà in un notevole risparmio sulla bolletta: solo quella consumata da altre fonti, dopo aver consumato quella del suo impianto; dall’altra parte si elimina la speculazione dell’ENEL, e le bollette, altro che aumentare…).
Cosa ne pensate di questa proposta?

GIOCHI SOLARI: IL FUTURO DEL MONDO APPARTIENE AI PICCOLI


Elicotterini in legno con mini pannelli fotovoltaici al posto delle pale, che grazie all’energia del sole le fa ruotare. Scarabeo solare che si arrampica ovunque. Mulino “a vento”, con i pannelli fotovoltaici, anche stavolta, al posto delle pale. Il futuro del mondo appartiene ai piccoli. L’energia del futuro al servizio degli individui del futuro.
Viva il fotovoltaico

PANNELLI FOTOVOLTAICI 100% RICICLABILI!


Un pannello solare 100% riciclabile senza silicio ed EVA (Etilene Vinil Acetato) che risolverebbe il problema dello smaltimento a fine vita, riducendo ulteriormente l’impatto dei moduli fotovoltaici. Ad annunciarne la realizzazione è il Centro di Ricerca e Sviluppo P.Energy che ha sviluppato il pannello solare 100% riciclabile in collaborazione con l’azienda svedese Midsummer AB.

Le materie prime utilizzate sono tutte riciclabili: dal vetro alle celle CIGS, dal film termoplastico alle cornici in alluminio, dalle scatole di giunzione ai pannelli BIPV vetro/vetro. La tecnologia utilizzata, ideata come anticipavamo dalla svedese Midsummer AB, si avvale del CIGS, Copper indium gallium selenide. In sostituzione dell’EVA che oggi viene bruciata con un alto impatto ambientale c’è un film termoplastico che garantisce un miglior isolamento elettrico ed è resistente all’umidità.

(FONTE: Ecoblog)

LA “DOPPIA FACCIA” DELLE CELLE SOLARI


Direttamente dal sito rinnovabili.it, eccovi un articolo riguardante una novità che arriva dalla Germania: le celle solari bifacciali.
Pronte ad esordire sul palco dell’Intersolar Europe a Monaco di Baviera (quanto amo queste fiere delle fonti rinnovabili…), le celle bSolar in silicio monocristallino, dimostrano una migliore efficienza di conversione, grazie ad un doppio lato fotoattivo. La società ha progettato il lato posteriore delle celle al fine di raccogliere la luce solare riflessa e diffusa, e aggiungere un piccolo surplus produttivo a quanto ottenuto con la  tradizionale faccia anteriore. Il prodotto è stato realizzato con wafer di tipo p.
Stando ai dati forniti dalla bSolar, le nuove celle vantano una produzione del 10-30% superiore rispetto ai kWp installati nelle applicazioni inclinate standard e fino al 50% negli impianti verticali.
Adoro questo settore…

ANCORA TAGLI, BASTA!


Il V Conto energia affossa le rinnovabili e tutta l’economia che ci gira intorno, preferendo premiare i piccoli impianti al di sotto dei 12 kW per cui non è necessaria neanche l’iscrizione al registro del GSE. Lo avevamo sospettato qualche giorno fa. Come risposta è stata indetta la manifestazione contro il governo proprio per il 18 aprile alle 11 a Piazza Montecitorio mentre dopo qualche giorno le 30 associazioni delle rinnovabili stanno progettando gli Stati generali del settore contro il taglio agli incentivi probabilmente da luglio (ma potrebbe anche essere spostato al prossimo ottobre). I tagli sono consistenti: si va per impianti più grandi da 170/208 euro al MWh a 122/189; mentre per l’eolico si passa da 148 a 124 euro per MWh.

Dunque il Ministro dello Sviluppo Economico, Corrado Passera – di concerto col Ministro dell’Ambiente, Corrado Clini e dell’Agricoltura, Mario Catania ha varato i due schemi di decreti ministeriali in materia di energie rinnovabili che servono a definire i nuovi incentivi per l’energia fotovoltaica (Quinto Conto Energia) e per le rinnovabili elettriche non fotovoltaiche (idroelettrico, geotermico, eolico, biomasse, biogas). Attualmente i due provvedimenti sono all’esame dell’Autorità dell’Energia e della Conferenza Stato-Regioni.

Come spiega bene Guida Finestra:

Tra le novità anche la richiesta di iscrizione degli impianti fotovoltaici di potenza superiore ai 12 Kw agli appositi registri del Gse nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, con un criterio di priorità a favore delle installazioni sugli edifici. Sul versante delle altre fonti non rinnovabili, la novità sarà che gli impianti oltre i 5 Mw (soglia che sale a 20 per l’idroelettrico e il geotermico) accederanno agli incentivi tramite aste al ribasso nei limiti di quantitativi predeterminati di potenza annua, mentre quelle di potenza compresa tra i 50 Kw e i 5 Mw avranno accesso alle tariffe previa iscrizione ad appositi registri del Gse. Obiettivo della misura è quello di controllare la potenza annua installata producendo una riduzione di spesa di circa 3 miliardi di euro all’anno.

(FONTE: Ecoblog)

Come potrete vedere, le energie rinnovabili vengono continuamente affossate dal governo politecnico e dai governi precedenti. Si punta a ridurre i finanziamenti, e a finanziare quasi solo i piccoli impianti che non superano i 12 kw, il che sarebbe anche buono, ma non ci si deve limitare per quelli al di sotto dei 12 kw. Inoltre c’è da correggere l’articolo, quando idroelettrico e geotermico li annovera tra le “altre fonti non rinnovabili“, mentre sono rinnovabili e perfettamente pulite. Invece si finanzia la guerra e i cacciabombardieri. Se questa è politica… Se questa è la salvezza dell’Italia…

PANNELLI TRIDIMENSIONALI


I pannelli fotovoltaici, in un futuro non troppo lontano, potrebbero essere completamente diversi da quelli che conosciamo oggi; la classica conformazione piana potrebbe infatti essere sostituita da una configurazione a torre o cubica. A ipotizzare questo scenario sono alcuni ricercatori del Mit di Boston, il Massachusetts Institute of Technology, secondo i quali con questo nuovo sistema si avrebbe una tecnologia capace, a parità di superficie occupata, di produrre fino a venti volte rispetto agli attuali sistemi.

Nel team di ricerca, nel quale è presente anche l’italiano Marco Bernardi, è stato usato un algoritmo matematico per esplorare le possibili configurazioni e sviluppato un software in grado di testarle sotto ogni possibile condizione di latitudine, stagione e situazione meteo. I progetti più promettenti sono stati poi provati nella realtà con dei modelli piazzati sul tetto del centro di ricerca.

La causa che determina questo aumento di produzione di elettricità da parte del pannello è da ricercarsi sul fatto che le strutture tridimensionali, rispetto a quelle piane, riescono a raccogliere molta più luce al mattino, al tramonto e d’inverno, ovvero quando il sole è più basso rispetto all’orizzonte. Insomma, a giudicare da queste premesse sembra si tratti di un interessante filone di ricerca. É del tutto evidente però come allo stato attuale delle cose ci sia totale incertezza sul futuro di questa tecnologia: non sappiamo infatti se la versatilità e i costi di produzione renderanno realistica una sua commercializzazione.

(FONTE: Ecoblog)

Un’Ecoeureka (o FANTAEureka)! Se il MIT riuscisse a realizzare questo prototipo e a commercializzarlo, sarebbe veramente un passo da gigante! Ma quanto tempo ci vorrà? E quanto verrà a costare?

RINNOVABILI, AMBIENTALISTI IN RIVOLTA: “IL GOVERNO NON TOCCHI GLI INCENTIVI”


Cari Amici,
vi riporto un articolo del Quotidiano Repubblica:

L’esecutivo vuol ripensare le tariffe per frenare gli aumenti, con i ministri Passera e Clini su posizioni opposte. Le associazioni ambientaliste vanno all’attacco: non fermare lo sviluppo dell’energia pulita, la bolletta cara è colpa delle fonti fossili

ROMA – Mentre l’esecutivo studia come ripensare la bolletta dell’energia elettrica, il dibattito su cosa determina il suo aumento, vede da una parte due suoi ministri, il titolare dello sviluppo economico Passera e quello dell’Ambiente Clini, su posizioni assai diverse e dall’altra gli ambientalisti che si oppongono con forza – su questa strada – ai tagli degli incentivi alle energie rinnovabili. In mezzo, come sempre, ci sono i consumatori che possono solo assistere all’aumento della spesa energetica. E naturalmente pagare.

Come fermare il caro-bolletta? Passera pensa di “riallineare” gli incentivi – che da noi sono molto alti – alla media europea allo scopo di  alleggerire la bolletta. Il suo collega all’Ambiente, Corrado Clini frena e a Repubblica spiega: “Mettere in contrapposizione la riduzione della bolletta energetica e il sostegno alle fonti rinnovabili, come ha fatto recentemente l’Autorità per l’Energia, è un errore strategico. Rischieremo di uscire dal settore delle rinnovabili mortificando la capacità innovativa del Paese, penalizzando l’industria nazionale, aumentando la disoccupazione: sarebbe come abbandonare la telefonia negli anni Ottanta, prima del boom“. Invece, sottolinea, “possiamo spingere sul pedale dell’efficienza e delle energie pulite e contemporaneamente alleggerire il costo delle bollette“. Chi vuole tagliare le rinnovabili, rileva il ministro, “non tiene conto di tre fattori fondamentali: le direttive europee che dobbiamo rispettare pena sanzioni; l’orientamento del mercato internazionale che nel 2011 ha investito nelle rinnovabili 260 miliardi di dollari; i benefici che derivano alle casse pubbliche proprio dallo sviluppo dell’energia pulita. Non si possono sottolineare i costi delle rinnovabili e ignorare i vantaggi in termini di incremento del prodotto lordo, aumento del gettito fiscale, diminuzione del picco diurno della domanda, maggiore occupazione, miglioramento della bilancia commerciale”.

Legambiente: lo stop delle rinnovabili sarebbe autogol. “Bravo Clini, e basta bugie sui costi delle rinnovabili in bolletta. Gli italiani pagano soprattutto la dipendenza dai combustibili fossili e le troppe centrali termoelettriche a mezzo servizio“, dice il vicepresidente di Legambiente Edoardo Zanchini, secondo il quale “è in corso una campagna mediatica che punta a fermare le energie pulite, mettendo in luce solo l’impatto in bolletta di questa crescita e non gli enormi vantaggi per il Paese“. “E’ stupefacente che – continua Zanchini – l’attenzione si concentri su quel 10% della bolletta elettrica legato agli incentivi alle rinnovabili, mentre nulla si dice sul restante 90% che riguarda il costo dell’acquisto di petrolio e carbone, i miliardari guadagni delle imprese, i sussidi al nucleare e ad altre voci assurde, oltre alle tasse. E’ evidente la regia di questa operazione da parte di chi ha interesse a difendere la produzione termoelettrica convenzionale e a fermare il nuovo che avanza“.

I Verdi: bolletta salata? Colpa delle undustrie energivore. “Sulle bollette, Passera dica la verità agli italiani e non difenda il sistema energivoro che ha portato in Italia gli aumenti delle bollette”, dice in una nota è il presidente dei Verdi, Angelo Bonelli. Che aggiunge: “la bolletta elettrica è alta non a causa delle rinnovabili ma di costi, tasse e privilegi economici a favore delle industrie energivore che non hanno alcun paragone in altri paesi europei“. “C’è una fiscalità generale che è intorno al 15% del totale della bolletta. Ci sono i costi di oneri di sistema che incidono per il 10%, quota da cui, tra l’altro, vengono prelevate le risorse per decommisioning dalla vecchie centrali nucleari. Un’altra voce che viene pagata dai cittadini in bolletta, di cui Passera non ha parlato -sottolinea-, è il compenso per il cosiddetto servizio di ‘interrompibilita. Si tratta di un corrispettivo rilasciato a circa 120 soggetti (tutti altamente ‘energivori’) per la loro disponibilità a interrompere, per una fascia dei loro consumi, il loro carico di energia con un preavviso breve (15 minuti)”. Il compenso, rileva Bonelli, “arriva indipendentemente se le interruzioni siano avvenute, questo costo incide per un totale di 3 euro a bolletta che vanno alle industrie energivore”. Ancora Bonelli: “Il governo Monti sull’energia guarda al passato, quel passato che ha messo in crisi l’economia, e non al futuro. La Germania ha previsto che nel 2050 l’80% dell’energia sarà prodotta dalle rinnovabili: il governo Monti va nella direzione opposta e rinuncia ad una opportunità di innovazione e occupazione fondamentale per uscire dalla crisi”.

Greenpeace: sono le fonti fossili a pesare sul caro bollette. Non c’entrano gli incentivi alle fonti rinnovabili: “La vera causa degli aumenti è la dipendenza dell’Italia dalle fonti fossili e il fatto che il costo della maggior parte dei nostri consumi sia determinato dal prezzo del petrolio sulla piazza di Londra“, spiega Andrea Boraschi, responsabile della campagna Energia e Clima di Greenpeace Italia in relazione al dibattito in corso tra i membri del governo sugli aumenti dei costi dell’ elettricità in Italia. “Le rinnovabili pesano sulla bolletta degli italiani per quote proporzionalmente modestissime” senza contare i benefici, prosegue Boraschi. Citando una recente ricerca dell’ Università Bocconi, l’esponente di Greenpeace sottolinea che “i benefici netti delle fonti rinnovabili, al 2030, ammonteranno a 79 miliardi di euro sotto forma di maggiore occupazione, mancata importazione di combustibili fossili, esportazioni nette dell’industria, riduzione del prezzo di picco dell’energia”. “Altri studi – prosegue – dimostrano come già oggi il gettito fiscale dell’ unico settore che sta resistendo alla crisi, quello appunto delle energie pulite, compensi gli oneri a carico dei contribuenti. Ci si dimentica spesso dei molti altri costi che gravano sulle bollette degli italiani e che certo non servono a sostenere una crescita strategica per il Paese, ma solo a mantenere operativo un sistema energetico vecchio, sporco e arido in termini di occupazione; o a pagare gli sbagli del passato, come per lo smantellamento del nucleare”. “Dice bene il ministro Corrado Clini: eliminare il sostegno alle rinnovabili ora – conclude Boraschi – sarebbe come aver abbandonato la telefonia negli anni ottanta, poco prima del boom. Una scelta miope le cui conseguenze si rivelerebbero in un ritardo industriale e d’innovazione cronico e penalizzante”.

Wwf: campagna inaccettabile. La campagna “preordinata per tagliare gli incentivi alle energie rinnovabili, che vede in prima fila aziende elettriche e attori istituzionali, campagna che mira a scoraggiare gli investitori e getta il settore nella più completa incertezza, con il rischio di fermare lo sviluppo dell’ energia del futuro, è inaccettabile”, scrive in una nota il Wwf secondo il quale “il Governo e l’Autorità per l’Energia appaiono preda del nervosismo dei privilegiati di sempre, i produttori di energie convenzionali, gas, carbone e olio combustibile: questo è il frutto della totale mancanza di programmazione del settore, che ha portato a un sovradimensionamento dell’offerta di energia convenzionale rispetto alla domanda”. “La minaccia di imminenti aumenti – prosegue il Wwf – viene usata come ‘bomba sociale’ per indurre il decisore governativo a drastici e irrazionali tagli sugli incentivi”.


(FONTE: Repubblica.it)

ECCO I CONTENUTI DELLA BOZZA DEL QUINTO CONTO ENERGIA


Gira da qualche giorno in rete la bozza del V Conto energia, atto che dovrebbe regolamentare ancora una volta il fotovoltaico in Italia. Ma per quale motivo è necessario un nuovo conto energia? Secondo molti la causa è da ricercarsi negli incentivi destinati alle rinnovabili e che non sarebbero più sostenibili in un momento di crisi come quello attuale. Ma c’è chi profila uno scenario ben diverso.

Anie/Gifi riassume così gli interventi immaginati:

I contenuti dei documenti in questione profilano un sistema incentivante insostenibile per l’industria fotovoltaica italiana. Registro per tutti gli impianti al di sopra dei 3 kW di potenza, limite di 100 mln€ di spesa a semestre per nuovi impianti, dimezzamento delle tariffe dal 1 luglio 2012 anche per gli impianti più piccoli e su edificio, sono i principali aspetti negativi emersi dalla lettura delle bozze in circolazione. Così come accaduto nel 2011, le banche hanno già sospeso i finanziamenti in erogazione ed i clienti stanno procedendo con l’annullamento degli ordini: questo significa porre nuovamente in serio pericolo migliaia di posti di lavoro e centinaia di milioni di euro di investimenti.

Il sospetto che la bozza del V Conto energia sia stata stilata da funzionari Enel l’avanza il senatore Pd Francesco Ferrante. Enel però smentisce.

Ma da cosa deriva il sospetto di Ferrante? Nel comunicato stampa si legge:

Sulla bozza del quinto Conto energia che sta circolando in queste ore il Ministero dello Sviluppo Economico deve fare al più presto chiarezza, perché risulta che l’autore del file del documento, che è una carta intestata del Ministero, sia un’analista dell’Enel.

Una conferma? Cliccate con il pulsante destro del mouse sul documento… In ogni caso a scatenare i sospetti anche l’annuncio di EnelGreenPower, per cui Ferrante scrive:

Paradossale poi il fatto che sia notizia proprio di oggi che la stessa Enel Green Power annuncia investimenti nel settore per più di 6 miliardi di euro, ma delocalizzandoli fortemente all’estero, in quanto in Italia pesano ‘le incertezze normative’: un caso in cui la mano destra non sa cosa fa la sinistra?

Ma perché Enel avrebbe interesse a stoppare le rinnovabili in Italia? Forse per impedire che la quota prodotta dalle rinnovabili vada a intaccare la quota prodotta dalle fossili e su cui ci sono ancora grandi margini di interessi.

(FONTE: Ecoblog)

Sul post leggerete sicuramente le parole “gli incentivi… non sarebbero più sostenibili in un momento di crisi come quello attuale”: la vera insostenibilità della crisi sono gli incentivi NON all’innovazione verde e fotovoltaica, ma alla guerra chiamata “missione di pace” e ai cacciabombardieri che l’Italia si appresta a comprare. Non uno, ma ben novanta, o forse sono di più.
Non sono del tutto contrario a ciò che ha scritto un non meglio definito “Mauriziosat,9“, nel terzo commento a questo post di Ecoblog: occorre riprendere a vedere il fotovoltaico per ciò che era stato concepito fin dal principio: in spazi aperti ed isolati, e aggiungerei: possibilmente assolati. Dire che il fotovoltaico ruba spazio all’agricoltura puzza di demagogia. Assieme al fotovoltaico nelle case, il fotovoltaico a terra contribuisce enormemente al soddisfacimento del fabbisogno energetico delle famiglie. Integrato ad una campagna su un serio risparmio energetico, ad altre fonti rinnovabili (eolico e idroelettrico – soprattutto d’inverno –  geotermico, ecc., oltre alla coibentazione delle abitazioni e a tutte le innovazioni gel fotovoltaico, tegole fotovoltaiche, finestre fotovoltaiche, pianelle fotovoltaiche, tutte che assorbono calore e luce del sole per poter produrre energia), il fotovoltaico, così sviluppato, darà sicuramente risposta a tutto il fabbisogno energetico, e solo una minima parte sarà prodotta dalle fonti fossili.
Riapriamolo il discorso sulle “praterie” fotovoltaiche. Discutiamone, cosa ne pensate?

MA QUALE AMBIENTE?! PERCHE’ SI CHIAMANO “CIRCOLI PER L’AMBIENTE”?


I c.d. “Circoli per l’Ambiente“, che non capisco ancora perché si chiamino PER, fondano i comitati sì tav e sì ponte, dichiarando di essere i veri ecologisti, per lo sviluppo e la crescita dell’Italia, e non come i NO TAV, che sono finti ecologisti, perché non pensano ai vantaggi che l’ambiente ne trarrebbe con la TAV.
Nel mio profilo potrete leggere che non sono contro le grandi opere, purché si tuteli l’ambiente e purché non si favorisca uno sviluppo insostenibile con le caratteristiche del territorio. In effetti un pò di ragione ce l’hanno nel sostenere la ferrovia, in quanto in Italia l’80% dei trasporti avviene su gomma. E su questo non ci piove. Bisogna potenziare le ferrovie, bisogna costruire nuovi treni per merci e per passeggeri, e su questo sono d’accordo anch’io, anche se sono uno di quei “finti ecologisti” che questi qua ci accusano di essere.
Ma loro chiudono gli occhi, e fanno finta di non vedere la pericolosità di quest’opera: la galleria che si vuole scavare, infatti, la si vuole scavare su una montagna di amianto e uranio, pericolosissimo per la salute degli abitanti della Val di Susa. E’ questa la mia opposizione. E questo lo hanno già capito, ma, pur di volere lo sviluppo a tutti i costi (manco fossimo nel terzo dopoguerra, dove serve la ricostruzione), dicono sì a tutte le porcherie, così come vengono loro proposte.
Questi Circoli per l’Ambiente (area PdL, quindi figuriamoci…) dicono che i veri ecologisti sono i Verdi francesi, che dicono sì alla TAV. Ma dimenticano di dire che la montagna che loro hanno permesso di bucare non contiene amianto vicino a Lione, ma lo contiene vicino alla Val Susa. Perciò non avrebbero problemi ad accettare un’opera del genere, in quanto non crea danni alla salute dei francesi.
Inoltre questi Circoli per l’Ambiente sono gli stessi che hanno sostenuto il governo nel finanziamento del nucleare e nell’annullamento dei fondi alle fonti rinnovabili. Perciò saranno d’accordo anche con l’attuale Ministro delle Infrastrutture Corrado Passera, che vuole togliere gli incentivi alle fonti rinnovabili con la scusa (assurda) di aver maturato già nove mld di euro di incentivi l’anno da pagare in bolletta alle famiglie e alle imprese per aver installato nel loro tetto dei pannelli fotovoltaici. Ma il contratto non è tra il consumatore ed il GSE, il Gestore dei Servizi Elettrici, e non tra consumatore e governo?
Non facciamoci abbindolare da questi finti ecologisti, che dicono sì a tutte le porcherie, e accusano i veri ecologisti di essere finti ecologisti. I veri ecologisti difendono l’ambiente, non lo sviluppo.