TRIVELLATORI ALL’ATTACCO


trivellazioni

Gli effetti scellerati del fallito referendum sulle trivellazioni del 17 aprile scorso si fanno sentire. Un gruppo di trivellatori norvegesi, la TGS-Nopec chiede al Ministero dell’Ambiente l’autorizzazione a ricercare petrolio sui fondali sardi, con la speranza di trovarne, vicino al Santuario dei Cetacei.

La loro arma è il cannone ad aria compressa, che spara bolle in grado di generare suoni tra i 240 e i 260 decibel, mediante una tecnica chiamata “sismica a riflessione”. Insomma, una cannonata di onde che dovrebbe aiutare a capire se sotto al fondale c’è una sacca di idrocarburi. Questa operazione potrebbe provocare l’allontanamento di delfini, capodogli, tartarughe e balene.

Non è bastato il coro di no da parte di Regione, Comuni costieri, Associazioni ambientaliste e politici. L’azienda, che trivella per conto terzi, si rivolge al Ministero dell’Ambiente. E il Ministro Galletti che farà?

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I PADRONI DELL’ACQUA


cascate iguazu

Mega banche e multinazionali si stanno comprando l’acqua del mondo, e questo accade ad un ritmo davvero preoccupante. T. Boone Pickens, l’ex presidente George H.W. Bush e la sua famiglia, Li Ka-shing di Hong Kong, Manuel V. Pangilinan delle Filippine e altri stanno comprando migliaia di ettari di terreno con falde acquifere, laghi, diritti di sfruttamento, aziende di erogazione, azioni in compagnie di ingegneria e tecnologia dell’acqua.

E mentre questi si stanno comprando l’acqua di tutto il mondo, i governi stanno rapidamente limitando la capacità dei cittadini di procurarsela autonomamente: Gary Harrington, nell’Oregon, è stato condannato a 30 giorni di prigione per aver raccolto l’acqua piovana dei tre laghetti situati sulla sua proprietà privata.

Una delle opportunità più lucrative è il fracking, ovvero la fratturazione idraulica. Ogni pozzo richiede dai 10 ai 20 milioni di litri d’acqua, l’80% della quale non può essere riutilizzata perché è 10 volte più salata dell’acqua di mare. Citigroup raccomanda ai proprietari di diritti di sfruttamento dell’acqua di venderla alle compagnie di fracking anziché agli agricoltori, perché l’acqua per il fracking può essere venduta ad un prezzo 60 volte più alto di quella per l’agricoltura.

Purtroppo la corsa alla privatizzazione dell’acqua pare inarrestabile: molti stati hanno difficoltà finanziarie e non sono più in grado di mantenere e aggiornare le loro aziende di erogazione. Di fronte alle offerte di milioni di dollari da parte di Goldman Sachs, JPMorgan Chase, Citigroup, UBS, ecc., città e stati avranno molta difficoltà a rifiutare le privatizzazioni. Il Signor Nestlé ha pure dichiarato che gli esseri umani non hanno diritto all’acqua.

Fonte e immagine: sapere è un dovere

Ecco chi sono i padroni dell’acqua mondiale, da spodestare il prima possibile.