LEGGE CANCELLA-COSTE


Sardegna a rischio le coste. Il Centro destra punta a far saltare ...

È stata approvata dal Consiglio Regionale della Sardegna, dalla sola maggioranza di destra, la “legge del cemento” che metterebbe seriamente a rischio la bellezza delle coste sarde con l’autorizzazione a cementificare, contro la quale il Ministero dell’Ambiente potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale. È stata approvata con l’intento di superare il parere contrario della Soprintendenza riguardo alla costruzione della Strada a 4 corsie Sassari-Alghero. Ma questa, a mio parere, è solo una pessima scusa.

Un appello per le coste della Sardegna: “Salvate la Conservatoria ...

La legge avrebbe lo scopo di reinterpretare il Piano Paesaggistico Regionale del 2006, così da liberare la Regione dall’obbligo di concordare con il ministero per i Beni e le attività culturali i progetti di costruzione sulla fascia costiera. provvedimento ha attirato le proteste, oltre che dei gruppi di opposizione di Pd, Leu, M5S e Progressisti che hanno dato battaglia in Consiglio, anche di tanti movimenti ambientalisti e di salvaguardia dei beni culturali come Italia Nostra e Wwf, con in prima linea l’associazione ecologista Grig (Gruppo d’Intervento giuridico onlus).

L'arrembaggio anticostituzionale al piano paesaggistico sardo | il ...

“La proposta di legge è palesemente esorbitante rispetto alle competenze della Regione. Propone un’interpretazione al di fuori dei canoni previsti dalla Corte Costituzionale che permette una revisione solo nel caso di dubbi interpretativi”, ha spiegato Stefano Deliperi del Grig, il quale contro il provvedimento ha promosso una petizione arrivata ad oltre 30mila firme. “Nel caso del Piano paesaggistico regionale, ormai in vigore da 14 anni, non c’è alcun dubbio. Le disposizioni sono piuttosto chiare e coinvolgono il Mibact. La regione autonoma non può eliminare lo Stato da questa competenza”.

piano paesaggistico regionale | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

Fonte: QuiFinanza.it

Migliaia e migliaia di cittadini per le coste della Sardegna: no ...

Tra un paragrafo e l’altro vi ho messo alcune immagini delle Coste sarde che rischiano di diventare solo un ricordo, o di essere deturpate dalle edifcazioni concesse troppo facilmente. Vi lascio qui il commento del giornalista e autore del blog Generazione Antigone Lorenzo Tosa:

Notizie del territorio - Italia Nostra Italia Nostra

L’hanno chiamata senza mezzi termini “Legge del cemento”, e non c’è bisogno di spiegare il perché. Il governatore leghista Solinas, insieme a tutto il centrodestra, ha appena fatto approvare in Regione un provvedimento che farà colare tonnellate di cemento sulla costa della Sardegna, devastando il paesaggio anche nella fascia protetta entro i 300 metri dal mare e cancellando con un colpo di spugna uno dei Piani paesaggistici – quello del 2006 a firma Soru – più innovativi, green e sostenibili a livello continentale e un modello per tutta Italia. Questa “piccola” leggina consentirà alla Regione di ignorare e bypassare il parere del Ministero dei Beni culturali su tutte le nuove costruzioni nella fascia costiera. Tradotto? Una deregulation totale che devasterà la costa e lascerà ferite permanenti e non rimarginabili su uno dei paesaggi più belli al mondo. Un’oscenità immonda che riporta l’orologio indietro di decenni a un “passato” di scempi edilizi, abusi, cementificazione selvaggia. Per fermare tutto questo non resta che una strada: il governo impugni al più presto questo scempio incostituzionale. Non si tratta solo di difendere la Sardegna ma l’Italia intera. Ecco quello che succede quando si vota gente che non conosce il più elementare concetto di patrimonio, di bellezza, di interesse pubblico. Eccola qui, la destra che in campagna elettorale indossa la felpa dei Quattro mori e poi li svende al miglior offerente. Ricordiamocene la prossima volta che andiamo a votare.

Sardegna, ancora cemento sulle coste? La nuova legge preoccupa gli ...

 

DISASTRO AMBIENTALE A MASSA


Uno schifo, un inquinamento ambientale ai limiti del dolo. Il Fiume Frigido inquinato dalla marmettola, marmo finemente tritato e scaricato sui fiumi. L’acqua è bianca, e dalle immagini sembra che sia appena passata un’alluvione.

Foto presa dal blog del Gruppo di Intervento Giuridico.

Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

Ancora una volta, domenica 5 novembre 2017, il Fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola, inquinamento testimoniato dalle fotografie del prof. Elia Pegollo, strenuo difensore dell’ambiente apuano.

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PERNICI E LEPRI SARDE SONO SALVE


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Il TAR della Sardegna ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico ONLUS, con Ordinanza Cautelare 308/17 del 15 settembre 2017, contro il Calendario Venatorio approvato con Decreto dell’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente n. 25/15746 del 21 luglio 2017 (qui trovate il PDF), relativo alla parte in cui prevede la caccia alla Lepre Sarda e alla Pernice Sarda.

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Il provvedimento impugnato prevede per le due giornate di caccia previste (24 settembre e 1 ottobre 2017) un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri sarde e 143.948 Pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna. La caccia alla Lepre e alla Pernice sarda è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite “tendenti alla diminuzione” dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano.

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Ulteriori informazioni le potrete trovare sul blog del Gruppo di Intervento Giuridico, dove è spiegato tutto nei minimi dettagli. Per quest’anno dunque sospiro di sollievo. Teniamo alta la guardia.

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IL PARTITO DEL CEMENTO


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CARLOFORTE – HOTEL “LA CALETTA”

Il Partito Sardo del Cemento, il PD, che guida la Regione con il Presidente Pigliaru, ha dato il via libera a una serie di interventi sulle coste per “migliorare qualitativamente l’offerta ricettiva” (art. 31 della nuova legge). L’obiettivo della maggioranza è di portare in consiglio regionale un testo blindato, da approvare in tempi stretti, senza modifiche, subito dopo l’estate.

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COSTA VERDE RESIDENCE

Sulla carta avrebbe dovuto trattarsi della nuova legge urbanistica che la Sardegna attendeva da un decennio per completare la riforma di Soru, con impegni precisi: stop all’edilizia speculativa, obbligo per tutti i comuni di rispettare limiti chiari anche fuori dalla fascia costiera, per difendere tutto il territorio, fermare il consumo di suolo e favorire il recupero o la ristrutturazione dei fabbricati già esistenti. Invece l’articolo 31 stabilisce che «sono consentiti interventi di ristrutturazione, anche con incremento volumetrico, delle strutture destinate all’esercizio di attività turistico-ricettive».

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BAIA DELLE MIMOSE

Vi ricordate la pubblicità di un noto gestore telefonico mobile in cui i volumi delle case erano aumentate del 20% perché quella compagnia regalava il 20% di ricarica in più? Da quella pubblicità nacque l’idea del c.d. “Piano Casa” del Governo Berlusconi, che si è “inventato” un aumento volumetrico delle abitazioni fino ad un massimo del 20%. Il governatore del PD Pigliaru fa di più. Si può aumentare la cubatura fino al 25% in più, «anche in deroga agli strumenti urbanistici» in vigore, compresa la legge salvacoste.

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MURAVERA RESIDENCE

Dall’articolo di Repubblica da cui riporto queste informazioni e le immagini, si legge che «In pratica si può costruire un secondo hotel o residence in aggiunta al primo anche nella fascia costiera in teoria totalmente inedificabile», denuncia l’avvocato Stefano Deliperi, presidente del Gruppo d’intervento giuridico (Grig), che per primo ha lanciato l’allarme. «Ma non basta: i nuovi aumenti di volume si possono anche sommare agli incrementi autorizzati in passato, ad esempio con il piano casa o con le famigerate 235 deroghe urbanistiche che furono approvate tra il 1990 e il 1992 dall’allora giunta sarda», sottolinea il legale, che esemplifica: «Un hotel di 30 mila metri cubi che deturpa una spiaggia, per effetto dei due aumenti cumulativi del 25 per cento ciascuno, sale quasi a quota 50 mila: per l’esattezza, si arriva a 46.875 metri cubi di cemento».

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SAN TEODORO – CALA GIRGOLU

Per ulteriori approfondimenti vi invito a leggere questo articolo. E’ sconcertante. Il Partito della Distruzione è a lavoro.

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TEULADA

ANCORA CI PROVANO?


trivellazioni

Trivellare per cercare petrolio. Un’energia passata di moda, inquinante, velenosa, non più funzionante, non più necessaria. Le trivellazioni per la ricerca del c.d. “oro neronon trovano giustificazione se non per il fatto che sono un business dei sostenitori delle energie fossili e “convenzionali”. Ma convengono soltanto a loro. A noi lasciano soltanto inquinamento e morte.

Non convengono le fonti energetiche convenzionali. Eppure pare che il mercato sia ancora attivo. Infatti ci provano ancora. Si parla ancora di trivellazioni in mare al largo della costa occidentale della Sardegna. Una società norvegese avrebbe presentato al Ministero dell’Ambiente una domanda di Valutazione di Impatto Ambientale per la ricerca di idrocarburi.

Scontate le proteste degli ambientalisti, in particolare del Gruppo di Intervento Giuridico che hanno impugnato la suscritta domanda per via del fatto che il luogo che vogliono trivellare è stata dichiarataarea marina protetta di interesse internazionale“. Una zona abitata da cetacei e tartarughe marine, specie a rischio estinzione. E dunque potrebbe rappresentare un grave danno anche per l’economia locale.

Cosa ne pensate?

MOLENTARGIUS: IL PARADISO DEL CEMENTO


molentargius

Il Parco del Molentargius è uno dei tanti paradisi naturali della Sardegna. Purtroppo però è molestato dal cemento. L’associazione Gruppo di Intervento Giuridico denuncia addirittura centinaia e centinaia di abusi edilizi più o meno gravi, in alcuni casi gravissimi. Addirittura nella sola area Medau su Cramu – Is Arenas si contano ben 190 casi di abusivismo. Tra gli abusi riscontrati, 39 casi sono oggetto di procedure di demolizione coatta e ripristino ambientale, ma ben 150 casi sono sotto esame per l’istanza di condono.

“È un po’ il segreto di Pulcinella“, scrive l’associazione, “che l’abusivismo edilizio entro l’area naturale protetta costituisca il più pesante ostacolo alla predisposizione del piano del parco e, in definitiva, allo stesso positivo decollo sotto tutti gli aspetti del parco naturale, che ha, come ampiamente noto, avuto vita stentata fin dalla sua nascita proprio per tali motivi. Non bastano le centinaia di milioni di euro investiti negli anni per il disinquinamento di una delle zone umide d’importanza internazionale più rilevanti del Mediterraneo, il mattone abusivo frena qualsiasi prospettiva“.

Il condono edilizio è uno degli oltraggi più violenti e devastanti per l’ambiente. Il PD con Bersani diceva “noi non abbiamo mai condonato e non permetteremo nessun condono”. Ora ecco i fatti: nello “sblocca-italia”è prevista pure la possibilità di condonare gli abusi edilizi. E temiamo che le conseguenze sull’ambiente e sul paesaggio siano catastrofiche.

CONTINUA LA SVENDITA ALL’ASTA DEL PAESAGGIO


cala sinzias

Stavolta tocca a Cala Sinzias, a Castiadas, in provincia di Cagliari. Messi in vendita 5 ettari di terreno di quel paradiso terrestre. Prezzo base d’asta: 350 mila euro. Chi vorrà comprarlo basta che il prossimo 31 luglio si presenti alla scrivania di un notaio di Cagliari. Tante le proteste, soprattutto da parte del Gruppo di Intervento Giuridico (GIG), che teme la costruzione di un parco acquatico, o di qualcosa che potrebbe deturpare il paesaggio.

L’Assessore all’Agricoltura rassicura che il bando di alienazione dei terreni di Cala Sinzias verrà sospeso.

Su Facebook è nato un gruppo spontaneo per sensibilizzare gli iscritti sulla vicenda. Da lì è partita l’idea di una sottoscrizione: “Tre euro per Cala Sinzias“.

Continua così la svendita del paesaggio e del territorio. Per cassa, o chissà per quale altro motivo…

CONSERVIAMO LA CONSERVATORIA DELLE COSTE


coste

foto presa da italiachecambia.org

La Conservatoria delle Coste della Sardegna è stata istituita con la legge 2 del 2007, con finalità di “salvaguardia, tutela e valorizzazione degli ecosistemi costieri e di gestione integrata delle aree costiere di particolare rilevnza paesaggistica ed ambientale, di proprietà regionale o poste a sua disposizione da parte di soggetti pubblici o privati. L’obiettivo è quello di avviare un processo dinamico di tutela, gestione e valorizzazione, che tenga conto sia delal fraglità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, sia della diversità delle attività e degli usi, delle loro interazioni e dei loro impatti“.
(FONTE: sardegnambiente.it)

Ora il nuovo Presidente della Regione Sardegna, Pigliaru, pare che voglia commissariarla. Numerose proteste sono arrivate soprattutto dagli ecologisti, anche per via del fatto che la Conservatoria sia un ente efficiente, e quindi “sano, non in perdita, capace di attrarre finanziamenti per il territorio, di moltiplicarne la ricchezza materiale e immateriale facendo risparmiare denaro pubblico”.
(FONTE: lanuovasardegna)

Le reazioni sono molteplici. “Italia Nostra” chiede: “Possibile che l’Agenzia rappresenti un voce di spesa tanto importante da dover essere cancellata per salvare il bilancio regionale? Che destino avranno le migliaia di ettari di costa e le tante strutture costiere attualmente gestite e salvaguardate dall’Agenzia?“. Anche il “Gruppo di Intervento Giuridico” teme una nuova invasione di cemento sulle coste, e si chiede “Che fine farà il patrimonio ambientale affidato, con grande difficoltà, alla gestione della Conservatoria delle Coste?“.
(FONTE: regione.sardegna.it)

Insomma, si spera che il Presidente possa ingranare la retromarcia e conservare la conservatoria.

METALLI PESANTI A PORTOSCUSO


portoscuso

E adesso? Chi è che deve “portare scusa” agli abitanti di Portoscuso? Chi è che deve portare scusa per la presenza di metalli pesanti sulle tavole degli abitanti? Questo perché a Portoscuso si mangiano e si bevono metalli pesanti. Prodotti altamente contaminati dai metalli pesanti, dal latte di pecora al latte di capra, contenenti piombo e diossina. Dai prodotti ortofrutticoli al vino. Tutti contaminati.
Gli abitanti di Portoscuso vivono in un ambiente fortemente degradato e contaminato da diverse attività “economiche”. Si va dai fumi di acciaieria al bacino dei fanghi rossi, dagli sversamenti di inquinanti in mare alle discariche abusive di rifiuti tossici, dalle nubi di fluoro ai traffici illeciti di rifiuti industriali. E’ questa la denuncia del Gruppo di Intervento Giuridico Onlus.

(Foto e informazioni prese dal sito globalist.it)

RICORSO DEL GIG CONTRO IL PPS


coste sarde

Il GIG, Gruppo di Intervento Giuridico, ha presentato un ricorso al Presidente della Repubblica contro il PPS, il Piano Paesaggistico “dei Sardi” (di una sola parte di sardi, non di tutti), varato dalla Giunta Cappellacci due giorni prima delle elezioni regionali, che hanno sancito comunque la loro sconfitta. Molti sono i punti di illegittimità segnalati dai firmatari del ricorso: possibilità di interventi edilizi e ristrutturazioni con aumenti di volumetrie fino al 15 per cento, via libera a nuove strutture residenziali e ricettive connesse ai campi da golf, possibilità di costruire in aree agricole e di ristrutturare complessi ricettivi anche nella fascia costiera dei 300 metri dalla battigia.

(FONTE: La Nuova Sardegna)