TRA INCENERITORI E INQUINAMENTO DEI LAGHI


Il mare di schiuma che ha invaso il...

La Sardegna sta vivendo un periodo difficile in conto di fatti e di decisioni che riguardano l’ambiente e la nostra salute. Nel Lago Omodeo, sabato scorso, è stata trovata della schiuma in superficie, come si può vedere dall’immagine in sovraimpressione. Appare ancora incerta la causa di questo fenomeno stranissimo. Potete approfondire questo argomento cliccando su questo link.

Ora, un altro fatto turba la nostra quiete. Il Consiglio di Stato ha dato l’OK alla costruzione di un nuovo inceneritore di rifiuti, più grande rispetto a quello attuale, a Tossilo (che io chiamo “Tossico”), la Zona Industriale di Macomer (NU), a circa 40 km da casa mia. Ha respinto uno per uno tutti i ricorsi presentati dalle varie associazioni ambientaliste come il Comitato “Non bruciamoci il futuro”, “Zero Waste Sardegna”; e anche l’Unione dei Comuni Barbagia. Si prevede che il nuovo forno brucerà 60mila tonnellate di rifiuti l’anno, in barba alla raccolta differenziata che tutti noi ci stiamo sforzando di attuare, con buonissimi risultati anche a livello regionale. Potete approfondire questo argomento cliccando su questo link.

Risultati immagini per nuovo inceneritore macomer progetto

Sopra, l’attuale termovalorizzatore di Tossilo

Non si è fatta attendere la reazione dei comitati: «La Regione Sardegna sconfigge i cittadini», per il fatto che precedentemente la stessa giunta regionale ha sospeso le procedure di Tossilo in attesa della modifica del Piano regionale dei rifiuti e di uno studio epidemiologico. Ora invece «ha accettato passivamente tutti i passaggi dell’assessorato all’Ambiente e della Giunta che tradivano l’impegno preso davanti a tutti i sardi».

Ma i comitati non si arrendono: «non smetteremo di aver fiducia nella giustizia e attendiamo il giudizio della Corte di giustizia europea alla quale il Tar Lazio ha rimesso il ricorso del Movimento legge rifiuti zero per l’economia nazionale, di cui noi facciamo parte, proprio per l’annullamento dello scellerato Piano nazionale pro inceneritori». Potete approfondire questo argomento cliccando su questo link.

Non bastava quello che c’è già? Non basta ampliare quello anzichè costruirlo nuovo e farli funzionare entrambi? Anche per questo delitto tutte le giunte e le amministrazioni pagheranno dazio alle prossime elezioni.

TOSCANA: EMERGENZA RIFIUTI


Firenze non riesce a smaltire i rifiuti, Rossi li manda in altre città. I sindaci sul piede di guerra: “Non siamo la discarica”

Eccola la politica della sinistra: per ridurre i rifiuti punta su inceneritori e discariche anziché su un aumento spinto della raccolta differenziata. Ed eccoli i risultati: gli inceneritori non riescono a smaltire la grande mole di rifiuti che si è accumulata nelle discariche fiorentine. Il Governatore Rossi (Liberi e Uguali), con una legge, vorrebbe bypassare le assemblee dei tre ambiti territoriali e spedire la monnezza negli inceneritori delle altre zone. Oltre ai sindaci e alle popolazioni protesta anche il PD in maggioranza regionale.

La protesta dei Sindaci: “non siamo la discarica dove la Regione è libera di decidere, senza confrontarsi, quanti rifiuti scaricare”. L’emergenza nasce dal fatto che ogni anno in Toscana si producono 2,3 milioni di tonnellate di rifiuti solidi urbani, con una raccolta differenziata che a stento arriva al 50%. Il problema, però, sono gli impianti ormai saturi e quelle 10.500 tonnellate di rifiuti in eccedenza che al dicembre 2017 i tre Ato non sono riusciti a smaltire. 

Fonte: Il Fatto Quotidiano

E voi credete ancora che gli inceneritori e le discariche risolvano il problema dell’eccedenza dei rifiuti?

DOVE C’E’ PIU’ INQUINAMENTO CI SONO PIU’ TUMORI


Inquinamento:  aumentano del 9% i casi di tumore nei bambini e nei teen ager

Sì, ho sfondato una porta spalancata, o inesistente, vista l’evidenza dell’affermazione. Ieri Repubblica.it ha pubblicato un articolo che riporta uno studio di Ivano Iavarone, ricercatore dell’ISS (Istituto Superiore di Sanità) e direttore del Centro Collaborativo OMS Ambiente e Salute nei siti contaminati. Tale studio, condotto tra il 2006 e il 2013, rivela che dove c’è più inquinamento ci sono più tumori. Ma scendiamo nei dettagli:

Il dato sui tumori maligni per quanto riguarda i giovani da 0 a 24 anni è impietoso: +9% rispetto a chi vive in zone incontaminate. L’eccesso di incidenza rispetto ai coetanei che vivono in zone non contaminate è del 62% per quanto riguarda i sarcomi dei tessuti molli, il 66% per le leucemie mielodi acute, il 50% per i linfomi Non-Hodgkin e il 66% per i tumori al testicolo.

Per quanto riguarda il dato sui ricoveri ospedalieri, si registra un eccesso tra il 6 e l’8% di bimbi e ragazzi ricoverati per qualsiasi tipo di malattia rispetto ai coetanei che vivono in zone non a rischio. Per quanto riguarda il primo anno di vita vi è un eccesso di ricoverati del 3% per patologie di origine perinatale rispetto al resto dei coetanei; e un eccesso compreso tra l’8 e il 16% per le malattie respiratorie acute ed asma tra i bambini e i giovani.

Fonte: Repubblica.it

Una situazione alla quale bisogna porre rimedio immediato con le bonifiche delle aree contaminate.

LA MORTE DI UNA CIMINIERA


E’ stata demolita una delle due ciminiere della Centrale Elettrica a Carbone di Fiume Santo, in Provincia di Sassari. Si chiude così una lunga epoca, iniziata nel 1982, con la loro edificazione, con l’inizio delle attività nell’anno successivo e il definitivo spegnimento il 31/12/2013. Le due torri, alte 150 metri, erano in grado di produrre ciascuna 160 MW di energia elettrica da carbone.

Alla sua demolizione si è opposto con fermezza l’ISDE Sardegna, l’Associazione dei Medici per l’Ambiente: “La torre bianca e rossa – si legge in una nota – verrà fatta esplodere mediante utilizzo di micro cariche, senza alcuna propedeutica attività di bonifica e confidando nelle condizioni meteorologiche favorevoli quanto a direzione e velocità del vento”.

Quali conseguenze avrà questa demolizione? I Medici per l’Ambiente parlano di “festival del POP’s”, che, denuncia l’ISDE, “rappresentano un’ampia categoria di sostanze nocive per la salute, comprendenti anche le temutissime diossine e i PCB-diossino simili. Tali sostanze, contenute all’interno della struttura che si vuole far esplodere, hanno la capacità di concentrarsi e di ‘farsi trasportare’ per molti chilometri, anche in luoghi dove non sono state prodotte, sfruttando come veicolo il vento e la catena alimentare, terrestre e marina.

Viaggiano sotto forma di piccolissime particelle (note con la sigla PM 2,5- PM1 – PM 0,01- PM 0,001 micron), penetrano nel nostro organismo attraverso l’apparato respiratorio, l’acqua, i cibi, per diffondersi, attraverso il sangue, in ogni organo e apparato, dove ‘soggiornano’ anche per decenni, innescando la comparsa di patologie neoplastiche e non”. L’ISDE ha chiesto che prima della demolizione venisse effettuata la Valutazione di Impatto Ambientale e quella sulla salute.

Fonte: L’Unione Sarda

“La dispersione della polvere dovuta alla demolizione è stata minimizzata attraverso l’impiego di appositi nebulizzatori ad acqua, mentre la separazione dei materiali, la riduzione volumetrica e il loro smaltimento avverrà nei prossimi mesi”, fa sapere in una nota “EP”, proprietaria della centrale. Per guardare il video dell’implosione della ciminiera, cliccate su questo link.

E’ la fine ingloriosa dell’industria del Nord Sardegna, che per 35 anni ha portato lavoro, sviluppo, benefici ma anche puzza, malattie e morti.

INCENERITORE? NO GRAZIE


Risultati immagini per case passerini

No all’Inceneritore di Case Passerini. Lo dice il sottoscritto? No, lo dice il Consiglio di Stato, che ha confermato la sentenza con cui il TAR, un anno e mezzo fa, aveva accolto i ricorsi dei comitati e bocciato l’autorizzazione rilasciata il 23 novembre 2015 dalla città metropolitana di Firenze.

Risultati immagini per case passerini

Esulta il Presidente della Regione (del PD) Enrico Rossi, contrario alla realizzazione del “termovalorizzatore”, a differenza della maggioranza PD che lo sostiene, che difende l’inceneritore come “struttura strategica nella politica regionale sui rifiuti”. Esultano i Comitati Civici e Ambientalisti (WWF, Italia Nostra, Forum Ambientalista), oltre ai Comuni di Campi Bisenzio e Sesto Fiorentino.

Risultati immagini per case passerini

Il Governatore Rossi, però, non si accontenta di dire solo no all’inceneritore: mercoledì scorso ha presentato un piano dei rifiuti per i prossimi cinque anni, caratterizzato dall’obiettivo dell’aumento della raccolta differenziata dal 50% attuale al 70%; dalla riduzione di un terzo della quantità dei rifiuti da conferire in discarica, dall’attuale 36 al 10%; nonché dal tetto del 15% dei rifiuti da bruciare negli inceneritori regionali.

Risultati immagini per case passerini

A questo piano hanno votato a favore anche MdP, Sinistra Italiana e il MoVimento 5 Stelle.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Quando oltre a dire dei NO sacrosanti si propongono delle alternative valide, è chiaro che meritano di essere votate e sostenute con forza. Viva le alternative!

MILLE ALBERI CONTRO L’INCENERITORE


Risultati immagini per inceneritore via gorini torino

A Torino, la Sindaca Chiara Appendino, per la quarta volta in due anni dà appuntamento ai suoi concittadini, stavolta in Via Paolo Gorini 50, nei pressi dell’inceneritore, per piantare altri seicento alberi! Il primo appuntamento con tanti alberi da piantare era datato 21 novembre 2016, nella “Circoscrizione 6”, lungo Stura Lazio. Il secondo appuntamento, il 14 maggio 2017 nella “Circoscrizione 8”, in Via Zino Zini. Il terzo appuntamento, sempre in Via Gorini, è datato 19 novembre 2017.

Risultati immagini per inceneritore via gorini torino

Il progetto, promosso dalla sindaca di Torino Chiara Appendino e dall’assessore all’Ambiente Alberto Unia, prevede la messa a dimora partecipata, nei prossimi cinque anni, di molti nuovi alberi in tutte le Circoscrizioni della Città.

Risultati immagini per inceneritore via gorini torino

Mille alberi contro l’inceneritore. Una bella sfida alle emissioni di veleni, di diossine, di furani e di metalli pesanti eruttati da questo mostro. L’immagine che vedete qui sopra si riferisce al primo appuntamento in Via Gorini, del 19 novembre scorso.

Fonte: Torino Oggi

Risultati immagini per inceneritore torino

Gli alberi assorbono e intrappolano l’anidride carbonica, limitando, in questo modo, la quantità di veleni che l’uomo deve respirare. Dunque un grande plauso a questa bella iniziativa, anche se l’incenerimento si combatte con il riciclaggio, anche creativo, dei rifiuti e con una raccolta differenziata spinta, in tal modo riducendo la quantità di rifiuti da incenerire.

1 MAGGIO TARANTO: TEMA E SCALETTA


 © ANSA

Amici, buon Primo Maggio a tutti! Primo maggio Festa dei Lavoratori, condito, come sempre, dai Concertoni evento. Quello che mi interessa di più è il Concerto di Taranto, giunto alla sua quinta edizione (l’anno scorso non si è tenuto per “non condizionare campagna elettorale per le comunali”). La location è il Parco Archeologico delle Mura Greche. Il tema di quest’anno, organizzato dal “Comitato dei Lavoratori Liberi e Pensanti” sarà “Riprogrammiamo il nostro futuro”.

Risultati immagini per 1 maggio taranto 2018

L’attore Michele Riondino, direttore artistico del Concerto di Taranto, ha dichiarato: “Noi quest’anno, più degli altri anni, vorremmo parlare di chiusura dell’Ilva. Non bisogna avere paura di parlarne”. Così la pensano pure tutti gli organizzatori dell’evento. Il “main event” del concerto sarà l’esibizione di Vinicio Capossela, che tributa Antonio Infantino, poeta e artista scomparso nello scorso gennaio.

Risultati immagini per 1 maggio taranto 2018 logo

A partire dalle ore 14:00 (diretta streaming anche dal sito del Fatto Quotidiano), insieme a Vinicio Capossela, si alterneranno sul palco i seguenti artisti: Brunori Sas, Levante, Noemi, Emma Marrone, Mezzosangue, Irene Grandi, Ghemon, Teresa De Sio, Colapesce, Rezophonic, Bud Spencer Blues Explosion, Coma Cose, Er Piotta, Bluebeaters, Luca De Gennaro, Modena City Ramblers, Mama Marjas, Fido Guido, Francesco Di Bella, Lacuna Coil, Meganoidi, Terraross, Med Free Orchestra, Melga, Ombre Cinesi, Mother Nature, Pizzicati int’allu core e i gruppi vincitori del contest #Destinazioneunomaggio: Moinè, Corporal Roots, Turco, I Figli dell’Officina, Tano e l’Ora d’Aria.

Felice primo maggio a tutti!

L’ARIA DI SARROCH


Sarroch è un piccolo paese in provincia di Cagliari, immerso nel verde ed è a due passi dal mare. Solo che tra il paese e il mare c’è l’industria petrolchimica della SARAS, di cui abbiamo già parlato più volte. Vi è un’associazione, Salva il Mare, che a seguito delle numerose sollecitazioni dei cittadini ha richiesto l’accesso ai dati ambientali dell’ultimo periodo da parte della popolazione.

Un'immagine aerea della raffineria Saras Sarlux di Sarroch

Fumi persistenti, odori maleodoranti e riversamenti in mare: questo è quello che quasi ogni giorno devono sopportare i cittadini. In questo articolo è riportata un’intervista al Presidente dell’Associazione Salva il Mare di Sarroch, Gesuino Mura, che vi invito a leggere.

la raffineria di sarroch

Quello di cui vi voglio parlare, però, è il paradosso di questi dati. Infatti, per le centraline di rilevamento la qualità dell’aria è migliorata, ma secondo il naso dei Sarrochesi c’è ancora più di un problema da risolvere. Come la puzza di gas e di idrocarburi, e i miasmi che sono costretti a respirare per molti giorni all’anno.

Durante un’assemblea pubblica è stato presentato uno studio portato avanti da gennaio a dicembre 2017, a seguito del quale è stato reso noto che le sostanze inquinanti come anidride solforosa, monossido di carbonio, benzene, e polveri sottili sono al di sotto delle soglie di legge, ma ora l’obiettivo è ridurre l’odore delle emissioni.

Purtroppo non esiste nessun limite di legge per quanto riguarda la puzza, però si può fare molto per cercare di limitarla. Come, ad esempio, attraverso l’installazione di nasi elettronici nei pressi dell’area per catturare subito queste particelle. Ed è proprio quello che si propone di fare Davide Atzei, docente del dipartimento di Scienze Chimiche dell’Università di Cagliari.

Il Sindaco di Sarroch Salvatore Mattana rivendica i meriti del progetto, partito nel marzo del 2006. “Sarroch, ambiente e salute ha permesso di conoscere i problemi del paese e di intervenire – dice. – Grazie agli studi sulla qualità dell’aria e sulla salute dei cittadini abbiamo avuto gli strumenti per richiedere delle prescrizioni nei confronti dell’industria, recepite poi nella Autorizzazione Integrata Ambientale. Negli ultimi anni la concentrazione di anidride solforosa è scesa del 40 per cento, e anche gli studi condotti su malattie come asma che colpiscono i bambini, hanno dimostrato che l’aria è più salubre”.

Questo studio però non è esente da critiche. Francesco Murgia, medico e consigliere comunale di minoranza, avrebbe preferito che si parlasse meno di dati sterili e più delle conseguenze di queste emissioni sulla salute dei cittadini. Anche l’Associazione Ambientale Aria Noa, con la Presidente Teresa Perra, si dice stanca “di sentirci dire che va tutto bene, quando invece ormai di frequente siamo costretti a convivere con una puzza di gas insopportabile. Abbiamo rinunciato a segnalare questi problemi alla prefettura, conclude – ci sentiamo abbandonati”.

Fonte: L’Unione Sarda

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA… SI SPRECA ANCORA.


Risultati immagini per acqua

Oggi si celebra la 25esima Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite per sottolineare l’importanza del cosiddetto “Oro Blu” e la necessità di renderla accessibile a tutti. A proposito di accessibilità, ad oggi 840 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. In India la situazione è drammatica: nonostante sia uno dei Paesi più piovosi, a causa dell’alta densità di popolazione e di industrializzazione, le acque superficiali sono inquinate, o rese tossiche dall’attività industriale, e le falde acquifere sono in esaurimento.

Si calcola che entro il 2050 le persone che soffriranno di carenze idriche nel mondo cresceranno fino a toccare i 6 miliardi a fronte di una popolazione globale che raggiungerà i 10 miliardi di abitanti.

Fonte: Rainews.it

Risultati immagini per diga pranu antoni

A fronte di questa situazione che potremmo paragonare ad una bomba ad orologeria, c’è chi ancora spreca l’acqua, e la butta a mare perché gli invasi sono troppo pieni. Nei giorni scorsi ho parlato del Rio Posada, ma in Sardegna si registra anche un altro caso, nella piccola Diga di Fordongianus, Pranu Antoni (nella foto).

Dopo anni di siccità, culminati nel 2017 con un anno disastroso in conto di precipitazioni, è inaccettabile, secondo il Presidente della Coldiretti di Oristano Giovanni Murru, buttare a mare questa risorsa preziosa per “ragioni” di sicurezza pubblica, per evitare le alluvioni. Secondo il vice Presidente della Coldiretti Oristano, Emanuele Spanò, occorrerebbe approfittare di situazioni come quella  attuale  per accumulare risorse idriche per i tempi di secca.

“Sono tanti anche nel nostro territorio – afferma – i rivi stagionali con buone portate che vanno direttamente a finire sul mare. Per quanto sia fisiologico  che una parte dell’ acqua scorra verso il mare, appare sempre più indispensabile addivenire alla realizzazione di un programma organico di raccolta delle acque”. Se mai si dovrebbe “aumentare  la capacità della diga. Sarebbe già questa una risposta duratura alle periodiche stagioni siccitose”, conclude Spanò.

Fonte: sardegna reporter.it

IL RICATTO CONTINUA


La fabbrica delle bombe di Domusnovas

Il ricatto dell’occupazione, dello sviluppo, del lavoro, del pane (avvelenato) continua. La Sardegna punta a ridurre le basi militari, ma il business della guerra sembra essere comunque forte. Infatti la multinazionale tedesca RWM chiede l’ampliamento della fabbrica di bombe di Domusnovas. In particolare vorrebbe costruire al suo interno anche un’area da destinare alle prove per gli ordigni. In pratica, un nuovo poligono di tiro.

Le bombe della RWM vengono vendute anche all’Arabia Saudita, impegnata nella sanguinosissima guerra nello Yemen. All’esterno del fortino i piani prevedono la costruzione di un edificio per ospitare i lavoratori della fabbrica durante le esplosioni.

Fonte: La Nuova Sardegna

Basta con le basi militari. Tutti fuori! Il prossimo anno si terranno le elezioni regionali. Ogni partito dovrà contenere nel suo programma la dismissione di queste maledette fabbriche di morte.

DIESELGATE: IL RITORNO


Il caso dei test sulle scimmie, compiuti ad Albuquerque negli Stati Uniti, è iniziato venerdì, con un'inchiesta del New York Times in cui si parlava di un coinvolgimento dell'European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector (Eugt), un istituto fondato dalle principali case automobilistiche tedesche. Gli stessi marchi avevano commissionato lo studio nel 2014, poco prima del Dieselgate, lo scandalo legato alle emissioni cancerogene prodotte dalle vetture vendute negli Stati Uniti e in Europa. L'Eugt, che è stato rimosso lo scorso anno, riceveva tutti i suoi finanziamenti proprio dai marchi tedeschi (Volkswagen, Daimler e Bmw) ma non è chiaro se le case automobilistiche – che hanno già preso le distanze dallo studio dell'Eugt con dei comunicati – fossero a conoscenza delle metodologie usate nel realizzare i test.

Dieselgate 2.0. Ritorna lo scandalo Dieselgate in Germania, e stavolta è ancora peggio del primo scandalo, quello sul software che truccava i dati sulle emissioni diesel nelle auto della Volkswagen. Secondo il New York Times, le industrie automobilistiche tedesche avrebbero finanziato ricerche sui gas di scarico su scimmie ed esseri umani.

Secondo lo Stuttgarter Zeitung, il Giornale di Stoccarda, un gruppo formato da BMW, Daimler e Volkswagen, avrebbe condotto dei test su 25 persone giovani e in salute, volontari, ma anche sulle scimmie (che volontarie non sono), esaminate dopo aver inalato per 28 giorni consecutivi, per 3 ore al giorno, biossido di azoto in diverse concentrazioni nei laboratori di Aquisgrana in Germania.

La Cancelliera Tedesca Angela Merkel ha commentato: “i test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico e l’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile”. Uno studio recente dell’Istituto Iiasa ha rivelato che sono almeno 425mila le morti annue riconducibili all’inquinamento dell’aria nei 28 Paesi dell’Unione europea più Norvegia e Svizzera. Poco meno di 10mila decessi sono attribuibili alle emissioni di ossidi di azoto dei motori diesel e, di questi, 4.560 sono collegabili alle emissioni in eccesso rispetto ai limiti dichiarati dai produttori di veicoli.

L’Italia avrebbe un triste primato, con il più alto numero di morti premature riconducibili alle polveri sottili generate dai veicoli diesel: 2.810 morti all’anno, di cui 1.250 legate al surplus di emissioni rispetto a quanto certificato dalle case automobilistiche nei test di laboratorio.

Fonte: lifegate.it

Quando il diesel è andato di moda perché hanno abbassato il prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, avevano detto che il diesel inquinava meno rispetto agli altri tipi di carburante. Ci avevano fregato. Il gasolio inquina di più rispetto alla benzina e al GPL. E noi ci siamo lasciati abbindolare da parole come “Dieseltech”, o “Filtro Anti Particolato”, che garantivano minori emissioni nell’atmosfera, e quindi minor impatto ambientale. E molti continuano a comprare auto a diesel perché il pieno costa sicuramente di meno.

INCIDENTE SUL LAVORO A MILANO


Risultati immagini per lamina milano

Tre morti, tre intossicati. Questo è il drammatico bilancio dell’incidente sul lavoro avvenuto a Milano martedì pomeriggio in un’azienda, “Lamina”, la quale ha un forno che si trova a due metri sotto il livello stradale, è utilizzato per la fusione di materiale ad altissime temperature.

Quattro operai avevano il compito di occuparsi della manutenzione del forno, ma subito dopo l’inizio dei lavori sono stati avvolti dalle esalazioni tossiche. Tre di loro sono morti, uno è ricoverato in gravissime condizioni. Altri due colleghi, accortisi di quello che stava accadendo, hanno chiamato i soccorsi dopo aver tentato invano di soccorrerli.

Quando sono arrivati i soccorsi, i paramedici si sono trovati di fronte ad una situazione terrificante. Dei quattro operai in arresto cardiaco, che sono stati trasportati agli ospedali più vicini, tre sono morti poco dopo l’arrivo negli ospedali, un altro è in gravissime condizioni, ma non sarebbe in pericolo di vita. Gli altri due sono stati portati all’ospedale per precauzione ma sono già stati dimessi.

L’allarme antigas non ha suonato. Indagati i vertici dell’azienda per omicidio plurimo. La “Lamina” è stata posta sotto sequestro.

ALTRA VITTIMA DELL’ILVA


Ilva

A me non piace “strumentalizzare” la morte delle persone. Ma qui stiamo parlando di una cosa talmente seria e grave che devo farlo, che devo denunciare. L’ILVA di Taranto, l’acciaieria più grande d’Italia e la terza dell’Europa dei 28, colei che da sola, un puntino come può essere la città di Taranto rispetto alla cartina geografica dell’Europa, produce l’otto per cento dei veleni dell’intera Unione Europea, miete un’altra vittima.

Si chiamava Mario, ex operaio dell’acciaieria che nel 2005 aveva contratto la Sclerosi Multipla, ma che nonostante questo aveva conquistato il titolo di campione mondiale di Karate Contact nel 2007. Nel 2008 ha invece contratto un carcinoma alla lingua che gli impediva di parlare. Ha anche rilasciato un’intervista alla trasmissione di Domenico Iannacone, “I Dieci Comandamenti”, raccontando la sua storia.

“Operavo sui convertitori, nelle acciaierie, tra lance che immettono ossigeno e saldatrici. Lì la polvere minerale brillava, me la ricordo ancora come un incubo luccicante. Me la sentivo in gola tutto il giorno”. Il lavoratore perse anche l’assegno di accompagnamento dell’Asl perché dissero che le sue condizioni erano migliorate.

Il Conduttore, su Facebook, ha rilasciato questo messaggio: “Poco fa ho ricevuto una notizia che non avrei voluto mi giungesse. Il mio amico Mario Amodio ci ha lasciati. Ho conosciuto Mario in una puntata de I dieci comandamenti. Mario si era ammalato di tumore lavorando all’ilva di Taranto e piano aveva perso anche la sua voce e le sue forze. Nella sua vita era stato campione di arti marziali e con lo spirito del campione aveva combattuto la sua battaglia contro la malattia e il ricatto del lavoro a Taranto. Felicetta, sua moglie, è stata al suo fianco fino alla fine parlando per lui, diventando ‘La voce di Mario’. Oggi te ne sei andato ma la tua voce continuerò a sentirla sempre nel mio cuore”.

Quante vittime ancora deve mietere questo mostro che erutta veleni 24 ore al giorno prima di spegnerlo definitivamente? Quando la smetteranno di mettere in contrasto lavoro e salute, sviluppo e ambiente? Quando cominceranno le bonifiche, e quando ai 15mila operai verrà trovata una nuova occupazione?

IL CASO DELLE BUSTE DELLA SPESA A PAGAMENTO


Sacchetti ortofrutta a pagamento, il divieto di quelli in plastica non l’ha imposto la Ue. La decisione è del governo

“Ce lo chiede l’Europa!”. E’ la solita scusa, la solita frase-alibi di chi vuole imporre cose “impopolari” perché quelle popolari fanno solo danni, mentre le cose “impopolari” sono come la punturina che serve per guarire dalla malattia, e quindi nel lungo periodo sono molto efficaci. Stavolta la “punturina” riguarda la tassa sulle buste della spesa, i sacchettini in bioplastica o biodegradabili che dal primo gennaio abbiamo cominciato a pagare, da 1 a 5 centesimi.

Partiamo col dire che l’Europa stavolta non c’entra proprio nulla. A chiedercelo stavolta è solo il Governo Gentiloni. Infatti l’ultimo governo non eletto, la scorsa estate ha inserito, nel DL sul Mezzogiorno, un emendamento di recepimento di una Direttiva dell’Unione Europea del 2015, ma attenzione, tale Direttiva, come scritto nel Fatto Quotidiano, “si focalizzava soprattutto sulle borse in plastica per insacchettare la spesa (quelle che in Italia sono state messe fuori legge già dal 2012) e precisava esplicitamente la possibilità di escludere dalle misure le bustine trasparenti per frutta e verdura. Tanto che solo la Francia ha imboccato la stessa strada dell’Italia, mentre la maggior parte degli stati membri si è limitato alle buste per la spesa in plastica tradizionale, mettendole a pagamento”.

Ma allora, chi ci guadagna da questo provvedimento? I vantaggi ambientali sono tutti da verificare. Chi invece ci guadagna veramente sarà chi produce polimeri a base vegetale e sacchettini in bioplastica. Cioè l’azienda piemontese Novamont, guidata da Catia Bastioli, che ha inventato la bioplastica biodegradabile e compostabile Mater-bi. Bastioli nel 2011 ha partecipato alla Leopolda e nell’aprile 2014, due mesi dopo l’insediamento di Matteo Renzi a Palazzo Chigi, è stata da lui nominata presidente della partecipata pubblica Terna (ecco gli interessi del governo…).

C’è da dire però che la Novamont non è l’unica che ci guadagna. Infatti, secondo le stime della Società Plastic Consult, il giro d’affari dei sacchetti frutterebbe all’Italia 100 milioni di euro l’anno, per un volume di 25 mila tonnellate. Non male come mercato! A livello mondiale sono dieci le aziende chimiche attive in questo settore.

Fonte e immagine: Il Fatto Quotidiano

Io consiglio a tutti voi di portarvi le buste della spesa da casa vostra, quelle riutilizzabili, quelle che avete conservato, di modo da non pagare nulla, e da risparmiare veramente sui rifiuti. In Svizzera sono in circolazione dei sacchetti a retina, riutilizzabili e lavabili in lavatrice a 30°C, su cui si possono attaccare e staccare le etichette con il prezzo dei prodotti acquistati. Svizzera Docet!

IL 2017 IN 12 FOTO


Immagine correlata

Cari Amici,

eccoci alla fine dell’anno, del 2017. Un anno duro per me per via di diversi lutti, familiari e musicali (la morte di Chester Bennington dei Linkin Park, avvenuta il 20 luglio scorso), che mi hanno colpito, e per la mancanza di lavoro (nemmeno mezza giornata di lavoro retribuita); per la Sardegna (a causa dell’interminabile siccità con la quale ha dovuto fare i conti); per l’ambiente, a causa di diversi provvedimenti e fatti accaduti in Italia e nel mondo che hanno inflitto duri colpi al nostro ecosistema. Stiamo per salutare e mettere nel dimenticatoio questo anno “sfigato” (nel 2017 ci sono stati tre Venerdì 17 – Febbraio, Marzo e Novembre).

In questo post pubblicherò 12 foto, una per ogni mese dell’anno, per ricordare gli avvenimenti di questo sfigato 2017. Ecco le 12 foto con le spiegazioni.

terzo-valico

Gennaio: Inchiesta COCIV sul Terzo Valico: “Facciamolo, tanto la malattia arriva tra trent’anni”. Vari arresti.

terra dei fuochi

Febbraio: A causa dei continui roghi nella c.d. “Terra dei Fuochi”, bambini e ragazzini, vittime innocenti, muoiono di malattie che di solito colpiscono gli anziani o i fumatori davvero incalliti.

Risultati immagini per TAP gasdotto

Marzo: è ormai certo l’arrivo del TAP (Trans Atlantic Pipeline), il Gasdotto che taglia in due mezza Europa, nel Salento, tra la protesta di ambientalisti, sindaci, Presidente della Regione e cittadini.

bombe seme thailandia

Aprile: Thailandia –  Arrivano le Bombe Seme, che piovono dal cielo per contrastare il fenomeno della deforestazione, che sta devastando le campagne Thailandesi.

Maggio: incendio in un deposito di rifiuti plastici a Pomezia. Diossina e fibre d’amianto vengono sprigionate nell’incendio.

{}

Giugno: Come non ricordare la strage del Portogallo, in cui in un devastante e vasto incendio (provocato dai fulmini, non dolosi quindi) sono morte asfissiate o addirittura carbonizzate almeno 59 persone, tra cui intere famiglie?

Risultati immagini per vesuvio

Luglio: Vari incendi hanno devastato il Sud Italia, con roghi quasi sempre dolosi.

Risultati immagini per condotta idrica colabrodo

Agosto: La grande siccità. La grande sete dell’Italia, da nord a sud, e che in parte continua ancora, nonostante la pioggia e la neve di questo mese.

Settembre: arriva la prima auto elettrica Made In Italy.

aranceto

Ottobre: L’agonia degli agrumeti siciliani, strozzati dalla concorrenza di quelli nord africani, che abbattono i dazi e anche la concorrenza dei prodotti nostrani.

Ddl spettacolo: ok norma circhi,'graduale superamento' © EPA

Novembre: La Camera approva una legge delega di riordino del settore dello Spettacolo, che prevede l’abolizione graduale dell’utilizzo degli animali nei circhi.

Risultati immagini per discarica scuola toscana

Dicembre: <<Quei bambini? Che muoiano pure>>. E’ la frase shock di un intercettato che se ne frega della salute dei poveri innocenti costretti a seguire le lezioni in una scuola adiacente a una discarica (veramente è la discarica adiacente alla scuola), e che sversava di tutto spacciando il tutto come Rifiuti Solidi Urbani.

E’ stato un anno duro, come detto prima. Spero che il 2018 porti molta più serenità e molto più rispetto dell’ambiente e della natura, del paesaggio, dell’aria, del suolo, dell’acqua, del sottosuolo, e della terra. Che sia un anno molto positivo per l’ambiente e per ciascuno di voi. Felice 2018 a tutti voi, ricco di ciò che più desiderate e di cui avete bisogno, dal vostro Evergreen.

L’ITALIA AL TAP-PETO


Austria, esplosione in centrale gas. Il flusso per l'Italia si interrompe, poi riattivato in nottata

In Austria esplode una centrale del gas a Baumgarten, provocando un morto. A causa di questa esplosione, l’Italia, che non ha gassificatori, ma ha i gasdotti che arrivano dalla Russia, è al TAPpeto. Il Ministro dello Sviluppo Economico Carlo Calenda dichiara lo Stato di Emergenza per il nostro Paese, e afferma che con il TAP, ovvero il Gasdotto Trans-Adriatico che porterà il gas del Mar Caspio nel Salento, non ci troveremmo in questa situazione.

Del TAP (Trans-Adriatic Pipeline) ne ho già parlato in altri post, sottolineando la contrarietà dei cittadini, degli amministratori locali e degli ambientalisti, per il fatto che hanno trapiantato gli ulivi secolari per far posto al gasdotto. Da tempo l’Italia e anche la Sardegna sta cercando soluzioni per avere gas a basso costo proveniente dall’estero: Algeria e Russia in primis. Il gasdotto di Baumgarten soddisfa poco più del 30% del fabbisogno di gas del nostro Paese.

I Verdi, col loro Presidente Angelo Bonelli, protestano contro il Ministro per lo Sviluppo Economico. Dal Ministro si aspettavano parole che favorissero un cambio di strategia, visto che i gasdotti sono soggetti a questo tipo di incidenti, magari puntando tutto sulle fonti energetiche rinnovabili.

I 5 Stelle denunciano invece la pericolosità dell’impianto e la contrarità al Tap: “L’incidente dimostra quanto simili infrastrutture possano rivelarsi delle vere e proprie bombe a orologeria, causando danni irreversibili per le persone e per l’ambiente circostante. Un’altra ragione per ribadire la nostra profonda contrarietà al Tap, perché quello che è accaduto oggi in Austria non si verifichi anche da noi”.

Fonte: Repubblica.it

L’ISOLA DEL METANO


Risultati immagini per saras

Dal 2020 la Sardegna potrà essere metanizzata. Potranno iniziare i lavori per la metanizzazione dell’isola. Parola dell’Ex Premier Matteo Renzi, in visita in Sardegna per alcune tappe del suo tour pre-elettorale. Matzeu è stato accolto come un fratello, perché noi siamo sempre ospitali, l’ospitalità è il nostro marchio di fabbrica, guai se manca. Anche io lo avrei accolto così, nonostante le nostre idee siano distanti anni luce.

Ognuno può venire in Sardegna ed essere ospitato come uno di noi. Per noi l’accoglienza è sacra, purché venga “in pace”. Però il Signor Matzeu tanto in pace non viene, perché sappiamo che vuole distruggere l’ambiente e proporre infrastrutture che, per carità, mancano, e quindi servirebbero. Bisogna però vedere in che termini e in che misure, quali sono i progetti.

L’idea di metanizzare la Sardegna è balzata in testa a molti, e sembrava finalmente andare in porto il progetto “GALSI” Gasdotto ALgeria Sardegna Italia. Invece non se n’è fatto più niente, il progetto è stato bocciato.

E’ da premettere che in Sardegna abbiamo la SARAS, la terza raffineria più grande d’Europa, di proprietà del fratello dell’Ex Patron dell’Inter Massimo Moratti, Angelo. E’ sita a Sarroch, un comune in Provincia di Cagliari. Inquina, avvelena, miete morti e malattie come tutte le raffinerie, anche se in verità, man mano che si va avanti con gli anni sembra che la Società si stia impegnando sempre di più a ridurre le sue emissioni inquinanti. O almeno è quello che pubblicizza sul suo sito.

Con una raffineria vicina, secondo i ragionamenti di molti, dovremmo avere la benzina meno cara d’Italia e il gas meno caro d’Italia… E invece no. La benzina, a causa delle accise, la paghiamo tanto, fino a superare 1,70 € al litro in alcuni punti. Voi quanto la pagate la benzina?

Il gas! Perché la SARAS raffina anche il gas, tramite l’IGCC, la “Sarlux”, sempre a Sarroch. Quanto lo paghiamo? Ogni bombola di gas ci costa 35,00 €. E a voi quanto vi costa una bombola di gas? Perché noi dobbiamo pagare queste cifre nonostante ospitiamo una raffineria gigantesca?

Ora: avremmo noi bisogno di un gasdotto quando c’è una raffineria? E quanto potremmo risparmiare in bolletta e nell’acquisto delle bombole? E la qualità del gas? Il GALSI è stato bocciato per via del percorso che avrebbe dovuto seguire il gasdotto, perché si sarebbero dovuti tagliare troppi alberi e sarebbero sorti dei problemi con l’agricoltura. Qual è il progetto del signor Matteo Mattei? Ci mostri le carte e noi le studieremo e le valuteremo. Perché noi non siamo più disposti ad accettare ulteriori prese in giro.

DISASTRO AMBIENTALE A MASSA


Uno schifo, un inquinamento ambientale ai limiti del dolo. Il Fiume Frigido inquinato dalla marmettola, marmo finemente tritato e scaricato sui fiumi. L’acqua è bianca, e dalle immagini sembra che sia appena passata un’alluvione.

Foto presa dal blog del Gruppo di Intervento Giuridico.

Gruppo d'Intervento Giuridico odv

Massa, Borgo al Ponte, Fiume Frigido, inquinamento da marmettola (5 novembre 2017),

Ancora una volta, domenica 5 novembre 2017, il Fiume Frigido è stato pesantemente inquinato dalla marmettola, inquinamento testimoniato dalle fotografie del prof. Elia Pegollo, strenuo difensore dell’ambiente apuano.

View original post 1.070 altre parole

L’AGONIA DEGLI AGRUMETI


aranceto

C’era una volta la Sicilia Terra degli Agrumeti: Arance e Limoni continuano a colorare di giallo e di arancione questa meravigliosa isola, ma stanno morendo. La situazione è tragica. Gli agrumeti italiani muoiono per via della concorrenza sleale di quelli Nord Africani.

Dazi molto bassi e frutta spacciata per italiana. Ma non è solo questo: c’è l’agonia degli agricoltori, che devono vendere a prezzi risicati per poi vedersi quadruplicato il costo dei loro frutti al termine della filiera produttiva. E infine: c’è l’agonia degli alberi da frutto, lasciati marcire dall’indifferenza della politica e delle istituzioni.

Risultati immagini per filiera arancia

Risultati immagini per limoneto sicilia

Lasciati al loro destino, le arance e i limoni marciscono. “Oltre il 30% degli agrumeti nella piana di Catania è abbandonato. Non ci sono i soldi nemmeno per raccogliere le arance: le enormi, succose arance della Sicilia rimangono sugli alberi, appassiscono e rotolano a terra” si legge nell’articolo dal quale riporto la notizia.

Risultati immagini per filiera limone

Fonte: animanaturale.com

Risultati immagini per limoni marci

Lo ripeto, basta con questa maledetta globalizzazione alimentare. Anche a costo di rinunciare al cioccolato, di cui sono molto goloso, se il cacao proviene dall’estero. Basta con l’indifferenza delle istituzioni e con le irregole della UE che ci impongono assurde prescrizioni. Basta con lo spacciare per italiani i prodotti esteri che finiscono sulle nostre tavole. Ma basta soprattutto, e una volta per tutte, con le manfrine che portano a far costare di meno i prodotti esteri rispetto a quelli italiani! Basta, e non smetterò mai di chiederlo, con la globalizzazione alimentare, che causa tutto questo e molto altro.

TORINO: EMERGENZA SMOG


Risultati immagini per Torino

L’inquinamento, ogni anno, in Italia produce 9 milioni di morti: 6,5 milioni dovuti all’inquinamento atmosferico e 1,5 milioni dovuti all’inquinamento idrico. Dati del 2015 della Rivista “Lancet”. A Torino, in questo lunghissimo periodo di secca, lo smog ha costretto le autorità della Città della Mole ad obbligare i cittadini a non aprire le finestre. Sono 25 le città ad aver superato il limite annuale dei 35 giorni per il superamento di emissioni dei limiti consentiti dalla legge.

A causarlo, oltre all’industria e al traffico, è, come dicevo prima, il lunghissimo periodo di siccità. La Pianura Padana è coperta da una preoccupante cappa di smog. Già da ieri la Sindaca di Torino ha preso provvedimenti, impedendo ai veicoli fino ad Euro 4 di circolare dalle 8 alle 19. A partire da domani questo provvedimento verrà esteso anche ai veicoli Euro 5. Legambiente e Verdi contestano il ritardo nell’intervento delle autorità e l’abulìa delle stesse nel combattere questi fenomeni.

Fonte: TGcom24

ECCO COSA SUCCEDE ALL’INTERNO DEI LAGER POLLAIO


Questo è un video ricco di crudeltà e violenza, tipico del genere “umano”. Ecco cosa succede nei Lager Pollaio: polli malati e presi a calci, lanciati per aria, lasciati morire agonizzanti, e per chi sopravvive, dopo appena 40 giorni, c’è la macellazione. L’associazione Essere Animali denuncia, con questo video, tutti i maltrattamenti subiti dai polli che poi finiscono nelle nostre tavole.

La ONG denuncia: “La carne di pollo che troviamo a basso costo nei supermercati proviene da questi allevamenti. I nostri attivisti hanno filmato capannoni con all’interno anche 30 mila polli. Una distesa infinita di animali stipati, a cui è negata la possibilità di accedere ad uno spazio esterno. E tutto ciò è pure consentito dalla legge: il D.Lgs. n.181 del 2010 permette di concentrare anche 20 polli per metro quadrato”.

E ancora: “In ogni allevamento abbiamo visto animali sofferenti, incapaci di muoversi a causa del loro eccessivo peso. Muoiono di fame o sete perché non riescono a raggiungere le mangiatoie, agonizzando per giorni sui loro escrementi, essendo la lettiera cambiata solo a fine ciclo”.

I pulcini giungono in allevamento quando hanno appena poche ore di vita. Vengono sottoposti a cicli di luce artificiale, che li inducono a mangiare maggiormente. L’industria ha effettuato negli anni delle selezioni che hanno portato ad ottenere polli in grado di ingrassare 4 volte più rapidamente rispetto al 1950.

Per maggiori informazioni: milleunadonna.it

Non c’è limite alla crudeltà, alla barbarie, alla violenza, al disprezzo. Questi lager vanno chiusi immediatamente, e i proprietari vanno puniti secondo la legge.

TRISTEZZA TAURO


Risultati immagini per termovalorizzatore gioia tauro

A Gioia Tauro la ‘Ndrangheta ha messo le mani sulla monnezza. In particolare sul cancrovalorizzatore (unico della Regione) e sul depuratore. Questura, Comando Provinciale e NOE (Nucleo Operativo Ecologico) dei Carabinieri hanno emesso un’ordinanza di fermo per sette soggetti, ritenuti responsabili dei reati di Associazione Mafiosa, Concorso Esterno in Associazione Mafiosa e Intestazione Fittizia di Beni, nonché un decreto di sequestro preventivo d’urgenza relativo alle quote azionarie di società operanti nel settore della depurazione e trattamento delle acque, trasporto e compostaggio dei rifiuti speciali non pericolosi.

La ‘Ndrangheta, assieme alle organizzazioni criminali locali, ha condizionato la costruzione e la gestione del cancrovalorizzatore, strutturato come una centrale di produzione di energia elettrica che utilizza come combustibile il CDR (combustibile derivato dallo smaltimento dei rifiuti solidi urbani), con una capacità di 40 mila tonnellate di rifiuti solidi urbani all’anno.

Ulteriori informazioni le potrete trovare cliccando su questo link.

Non è più sorprendente che le organizzazioni criminali mettono le mani proprio dappertutto, compresi cancrovalorizzatori e depuratori. Non resta che dirlo: siamo nella …

INQUINAMENTO E CEMENTO: ITALIA SOFFOCATA


Risultati immagini per cementir

Riciclavano le polveri e le ceneri industriali dell’ILVA e di Enel Produzione per costruire blocchi di cemento. Il GIP del Tribunale di Lecce, su richiesta della Procura della Repubblica della città salentina, ha così disposto il sequestro degli impianti Cementir, oltre che quelli dell’ILVA e di Enel Produzione del Comune di Tuturano (BR).

Secondo il DDA di Taranto sarebbe stato “un espediente dietro il quale si è celato l’intento di reperire un canale di smaltimento di questi rifiuti, alternativo e più economico rispetto a quelli conformi alla normativa vigente”.

Ed ecco perché l’Italia detiene il desolante primato delle morti per inquinamento tra tutti i Paesi membri dell’Unione Europea. Le cifre mettono la pelle d’oca: 90mila morti premature, corrispondenti a 1500 decessi per milione di abitanti, contro i 1100 della Germania, gli 800 della Francia e della Gran Bretagna, e i 600 della Spagna.

La situazione dell’aria resta molto critica in tante parti d’Italia. Spicca in questa speciale classifica la Pianura Padana, ma preoccupano anche Roma e Napoli, Firenze, Taranto, e la costa sud est della Sicilia. I responsabili? Traffico automobilistico (soprattutto il motore diesel), industria, riscaldamento residenziale, ma anche riscaldamento a biomasse legnose, tradizionali o a pellet (soprattutto a Milano e Firenze), nonché agricoltura, che genera molta ammoniaca.

L’Italia soffoca, dunque, sotto i colpi dell’inquinamento e degli illeciti ambientali.

PORTO TORRES: LIQUAMI IN MARE


allagamento

Porto Torres è un comune di circa 22.300 abitanti, che ospita un importante complesso industriale, andato però in fallimento nel 2009 con la progressiva chiusura di numerose fabbriche e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro (Fonte: Wikipedia). Ora quelle industrie ci presentano un altro conto da pagare: quello dei liquami, dei rifiuti non correttamente smaltiti e che quando piove vanno a finire in mare.

Così è successo anche oggi. I tombini saltano come tappi di bottiglia e vomitano ciò che per anni hanno ingurgitato. Ed ecco la situazione. Il video lo potete vedere cliccando qui.

ECCO L’AUTO ELETTRICA MADE IN ITALY


Finalmente ecco l’auto elettrica (forse la prima) prodotta in Italia, Made in Italy, o per meglio dire, Made in Bari. E’ stata presentata alla Fiera del Levante 2017, edizione n° 81, in corso dal 9 Settembre e che si concluderà domenica 17. Questo veicolo del presente-futuro è in grado di percorrere 200 km con una sola carica elettrica.

E’ stata realizzata dalla Tua Industries. Il Presidente della Regione Michele Emiliano l’ha presentata sabato scorso, in occasione dell’apertura della Fiera: “Questa vicenda è iniziata quando ero sindaco di Bari con un presidio vicino alla fabbrica perché una grande multinazionale, che aveva sostanzialmente preso brand, fatturato e apparecchiature, voleva chiudere l’attività per acquisire le quote di mercato. L’orgoglio degli operai ha impedito questo destino. Abbiamo provato in tutti i modi a trovare un progetto di reindustrializzazione, e oggi siamo arrivati al prototipo finalmente autorizzato dagli organismi competenti”.

Nel corso della stessa intervista dalla quale sono state riportare le parole di cui sopra ha dichiarato: “oggi si presenta il prototipo, ma che ci sono buone intese per la rete commerciale con importanti case automobilistiche per vendere queste automobili”.

Fonte: pugliareporter.com

Una piccola auto per un grande futuro. Un’auto Made in Italy, Made in Puglia, che deve diventare davvero il prototipo di uno sviluppo sostenibile con l’ambiente. Che Dio benedica questo gioiello italiano, e che segni l’inizio di un grande presente-futuro!