PROTESTA AL LARGO DELLE CANARIE


Basta trivellare, iniziate a pagare! Attiviste e attivisti hanno occupato  una piattaforma Shell in alto mare - Greenpeace Italia

Da due giorni al largo delle Canarie è in scena una protesta da parte di un gruppo di attivisti di Greenpeace International, che sta occupando una piattaforma di trivellazione di proprietà della Shell, con 34.000 tonnellate di petrolio e gas. Con il supporto della nave Arctic Sunrise di Greenpeace, gli attivisti sono saliti a bordo della White Marlin, diretta verso il Mare del Nord. La piattaforma occupata fa parte dell’infrastruttura di produzione che dovrebbe consentire al colosso petrolifero di sbloccare otto nuovi pozzi nel giacimento di petrolio e gas Penguins North Sea.

Gli attivisti, con indosso i rifornimenti sufficienti per occupare la piattaforma per diversi giorni, hanno srotolato uno striscione con scritto “Basta trivellare, iniziate a pagare!”. Questa azione non violenta serve per accendere i riflettori sul fatto che queste grosse multinazionali inquinano il pianeta senza pagare un euro di risarcimento per tutte le morti e i danni causati dalle loro attività. Nel frattempo il quartier generale della Shell esulta dichiarando apertamente i loro profitti: 32 miliardi di sterline, pari a quasi 40 miliardi di dollari. E se ne vantano pure!

Gli attivisti chiedono a Shell di assumersi le proprie responsabilità nella distruzione del clima, e di pagare per la devastazione causata in tutto il Pianeta. Inoltre dichiarano di voler perseguire anche nelle aule dei tribunali queste multinazionali finché non avranno pagato fino all’ultimo spicciolo.

Fonte: Tiscali Ambiente

Certo che hanno un gran bel coraggio gli attivisti di Greenpeace. Ah beh, protestano al largo delle Canarie e nel Quartier Generale di Shell a Londra. Mica negli Stati Uniti, dove invece la polizia ha ucciso un attivista perché protestava contro l’abbattimento di una parte di una foresta ad Atlanta. Qui l’articolo.

Una richiesta a mio avviso sacrosanta, e spero anch’io che ottengano giustizia. 

IL DATABASE DEL MEDITERRANEO


ClimateFish, il primo database sui pesci «sentinella». «Monitorano la crisi  climatica del Mediterraneo»- Corriere.it

Nasce ClimateFish, il primo database gratuito che raccoglie informazioni sulla presenza nel Mediterraneo di 15 specie di pesci “sentinella” del cambiamento climatico. La ricerca, durata 13 anni, è pubblicata su “Frontiers” ed è stata realizzata dal biologo marino Ernesto Azzurro. All’interno del database risultano registrate 7 specie autoctone e 8 specie esotiche del Mar Rosso.

L’ambito del campionamento copre 3mila aree di 7 Paesi del Bacino del Mediterraneo. Le specie autoctone più rappresentate sono la donzella pavonina e la salpa, anche se per quest’ultima si registra un calo demografico dovuto con tutta probabilità all’aumento della temperatura del mare, ma anche alla competizione con erbivori tropicali.

Le specie esotiche, al momento, restano sottorappresentate, e la loro presenza è concentrata per lo più nel settore orientale del Mediterraneo dove il fenomeno del riscaldamento è particolarmente accelerato, come ad esempio l’area a sud di Creta (+1,65 °C). “Grazie” a questo fenomeno, però, la loro specie dovrebbe crescere nei prossimi anni.

Con un tasso di riscaldamento circa tre volte più veloce di quello dell’Oceano, il Mediterraneo è un hot-spot sia di biodiversità sia del cambiamento climatico. Negli ultimi decenni parecchie specie si sono spinte verso i poli aumentando il rischio di estinzione, mentre l’arrivo di nuove specie esotiche erbivore come il pesce coniglio sta causando il fenomeno della desertificazione marina. Per maggiori approfondimenti vi rimando a questo interessante articolo.

ISOLA D’ELBA: DISTRUTTA DUE VOLTE LA PASSERELLA


Isola d’Elba, distrutta due volte dalle onde la passerella per il dissalatore. Il Comune: “Troppo vicina al mare, l’avevamo detto”

Costruire sulla sabbia non è mai stata una buona idea. Lo stesso Gesù in una parabola ne parla, e le parole di Gesù non passano mai di moda, sono sempre valide, per sempre, perché erano, sono e rimangono verità. Costruire sulla sabbia comporta una grande rovina. “Cadde la pioggia, strariparono i fiumi, soffiarono i venti e si abbatterono su quella casa”. Capita per tutti. Solo che chi costruisce sulla roccia resta saldo, “la casa non cadde, perché era fondata sopra la roccia”. Per chi ha costruito sulla sabbia, invece, “quella casa cadde, e la sua rovina fu grande”. Ovviamente lui parla di una cosa molto più profonda della materialità della casa: la vita, le scelte che si fanno per la propria vita, da fondare sulla roccia delle sue parole, sulla fede in lui, sui suoi consigli.

Costruire sulla sabbia significa anche materialmente avere fretta, costruire senza sedersi a ragionare, a valutare i pro e i contro, se “ce la posso fare a portare a termine il lavoro”,  senza valutare i rischi e i pericoli. E dunque quello che si costruisce è senza fondamenta solide, senza scavare nella roccia. Perciò i fiumi straripano su tutti, i venti si abbattono su tutti, la pioggia cade su tutti, ma chi costruisce in fretta e sulla sabbia, “così risparmio”, si ritrova senza “casa”.

Certo, all’Isola d’Elba la passerella doveva essere solo provvisoria, per consentire il passaggio dei residenti e dei mezzi pesanti finché non siano terminati i lavori sulla strada. “Abbiamo detto di costruire la strada dove non arrivavano le onde, ma non ci hanno ascoltato, e per due volte è stata distrutta dalle mareggiate”. Però le cose anche se sono solo provvisorie vanno costruite dove devono essere costruite, altrimenti anziché risparmiare spendi il doppio, il triplo, e devi rifare varie volte lo stesso lavoro, rischiando anche di commettere gli stessi errori. 

Einstein diceva: “Solo due cose nel mondo sono infinite: l’universo e la stupidità umana, ma sull’universo ho ancora qualche dubbio”.

NUOVE SCOPERTE ARCHEOLOGICHE


Toscana, scoperte 24 statue di bronzo nel santuario romano di San Casciano  dei Bagni

San Casciano come Riace: sono state trovate, protette dal fango e dalle acque calde, 24 statuette in bronzo, alcune delle quali sono alte un metro. Una grande scoperta archeologica in provincia di Siena. I reperti archeologici riportano iscrizioni votive in etrusco e in latino risalenti a un periodo tra il secondo e il primo secolo Avanti Cristo. Inoltre sono state rinvenute in precedenza anche migliaia di monete.

Ora gli scavi si fermeranno per riprendere in primavera. Nel frattempo si provvederà al restauro delle statue. Per consentirne successivamente la fruizione al pubblico (possibilmente anche scolaresche in visita) le statue verranno ospitate all’interno di un palazzo cinquecentesco nello stesso borgo della provincia di Siena: un museo al quale si aggiungerà in futuro un parco archeologico.

A 130 metri di profondità oltre 300 anfore di epoca punica

Nel mare di Pantelleria invece sono state rinvenute 300 anfore di età punica. La scoperta, ad opera dei subacquei della Sdss, è avvenuta nell’ambito del progetto “Pantelleria 2022”, coordinato dalla Soprintendenza del Mare della Regione Siciliana.

Belle notizie dunque, che aumentano la nostra ricchezza archeologica e stimolano sempre più turisti a venire da noi per ammirare le nostre meraviglie. Che gioia quanto sento queste notizie 🙂 

NUOVE TRIVELLAZIONI E ATTIVISTI DI ULTIMA GENERAZIONE


Dai frutti si riconosce l’albero. Il nuovo governo vara i primi due provvedimenti e finalmente interviene sul caro energia, caro bollette per aziende e famiglie, e questo è buono. Speriamo sia sufficiente. Ciò che non condivido, e credo che pochi di voi condivideranno, è il via libera a nuove trivellazioni sull’Adriatico.

Certo che è strano, poiché quando a proporre le trivellazioni era il “rottamatore” Renzi, Meloni e Salvini gridavano il loro NO alle trivellazioni e invitavano a votare SI al referendum per abrogarle che invece Renzi invitava a boicottare, purtroppo riuscendoci. Se non ve li ricordate, ecco due immagini di “repertorio”:

Giorgia Meloni on Twitter: "Domani andrò a votare SI al #referendum sulle # trivelle. Non andare a votare sarebbe aiuto ad alcune grandi lobby ST  https://t.co/kWvrK9qfIp" / Twitter

Quando Meloni e Salvini votarono contro le trivelle vicino alla costa

Oggi la situazione si ribalta. Meloni e Salvini al Governo autorizzano nuove trivellazioni al largo delle coste Adriatiche. Capisco che siamo in emergenza, capisco che nel vostro programma lo abbiate messo nero su bianco il sì alle trivellazioni, ma evidentemente fate buon viso a cattivo gioco: quando eravate all’opposizione vi facevate paladini della difesa del mare, ora le volete voi, forse era per rivendicare la paternità dell’idea? Chi lo sa. Fatto sta che siamo in democrazia e purtroppo chi vince decide. Questo non vuol dire che noi non abbiamo diritto a fare opposizione o a lottare per difendere il territorio o per limitare i danni.

Ciò che invece oggi mi ha irritato è l’informazione del TG vicino al Governo. Si va be’, da anni l’informazione è pilotata sui TG e su carta. Non ci si deve sorprendere più di tanto. Però oggi, oltre al provvedimento sulle trivelle, dato in tutta serenità come se fosse una cosa buona e senza pericoli, è stata data anche un’altra notizia, e lì sono rimasto molto perplesso. E qui voglio dire la mia:

Gli attivisti di “Ultima Generazione” hanno di nuovo imbrattato un quadro, stavolta di Van Gogh in un museo di Roma, con della passata di verdure e incollandosi le mani alla parete hanno urlato slogan contro il carbone e il cambiamento climatico. Subito dopo gli attivisti sono stati arrestati e ora rischiano una denuncia per imbrattamento di opere d’arte. C’è da dire che gli attivisti di Ultima Generazione, prima di entrare in azione, chiedono se il quadro in questione è protetto da un vetro, proprio per evitare di rovinarlo. Il TG ha definito la loro azione come deplorevole, così come l’aver bloccato il traffico sul Grande Raccordo Anulare.

Se sull’aver bloccato il traffico concordo pienamente, poiché per bloccare il traffico ci vuole una manifestazione autorizzata dalla questura, sull’imbrattamento dell’opera di Van Gogh, che non dovrebbe aver subito danni, prendo le distanze da quanto detto dal TG, proprio per la ragione su spiegata. Si vuole forse passare il messaggio che chi protesta a favore dell’ambiente sia un teppista che compie solo atti deplorevoli? Non lo so, ciò che è certo è che l’informazione così com’è non va bene, né da una parte, né dall’altra.

Cosa ne pensate voi di ciò?

LA NATO SI ALLENA ALLA GUERRA


La NATO si sta esercitando alla guerra. La Sardegna conta attualmente il 61% di basi militari presenti in tutta Italia, sia per numero che per estensione territoriale coperta. Queste esercitazioni, oltre all’inquinamento del mare e delle spiagge, nelle quali sono state trovate numerose munizioni in fondo al mare, provocano anche malformazioni nei neonati e negli agnelli, alcuni nati con due teste o con un occhio solo come nelle immagini sotto.

Agnello choc in un allevamento sardo: nato con due teste - Casteddu On line

Quirra, sotto esame l'agnello nato deformato - La Nuova Sardegna

A Quirra, un paese di poche centinaia di anime, dove è presente un poligono di tiro, il 10% dei bambini è nato con delle malformazioni congenite, e si sono registrati casi di linfomi, leucemie e tumori nei soldati e nella popolazione, a causa delle esercitazioni all’uranio impoverito.

Ora la Nato ha altri motivi per riprendere le esercitazioni, e questo ha sollevato un polverone di polemiche e di proteste di ambientalisti, popolazioni coinvolte e politici locali e nazionali. La Nato gioca alla guerra, si esercita, a discapito della gente comune, del turismo, dell’ambiente e della natura.

MA QUALE TRANSIZIONE?


Trivelle in Adriatico, via libera del governo. L'ira dei sindaci: "Così  scivoliamo sotto l'acqua. Addio a vongole e turismo" - la Repubblica

Il Ministro per la “Transizione Ecologica” Cingolani dà il via libera alla ripresa delle trivellazioni al largo del Mar Adriatico per cercare il gas che ci salva dal caro bollette. Se l’intento dichiarato è ampiamente condivisibile, la strada per arrivare a quel risultato è completamente sbagliata.

Gli ecologisti e i comuni delle aree interessate protestano contro questa decisione che, a loro dire, è una “presa in giro”, e dichiarano guerra a colpi di carte bollate per contrastare questo provvedimento che “non risolverà il problema energetico del Paese e al contrario distruggerà molte aree”. La preoccupazione degli ecologisti è quella di non riuscire, di questo passo, a raggiungere gli obiettivi prefissati entro il 2050, quelli che permettono di ottenere la neutralità climatica. Per ulteriori informazioni leggete questo articolo.

La mia vera preoccupazione, invece, è quella derivante dalla pericolosità degli incidenti che possono capitare durante la ricerca e/o estrazione del gas sotto il livello del mare, oltre all’inquinamento che provoca la trivellazione. Incidenti che possono causare disastri ambientali. Ma quale transizione ecologica, qui stiamo prendendo decisioni sbagliate, che non rappresentano delle soluzioni “tampone”, poiché si parla sempre di provvisorietà, ma finiscono sovente col diventare soluzioni definitive.

DA OGGI STOP ALLA PLASTICA MONOUSO


Foto Shutterstock

Da oggi stop alla plastica monouso. Da oggi anche in Italia sarà fatto divieto di acquistare e utilizzare prodotti usa e getta. Infatti il nostro Paese ha recepito la direttiva SUP (Single Use Plastic) con la quale l’Europa mira a ridurre notevolmente l’impatto di determinati prodotti di plastica sull’ambiente, preservando mari e oceani.

Da oggi, dunque, non è più possibile acquistare: posate, piatti, cannucce ed altri prodotti in plastica anche ‘oxo-degradabile’ (ovvero le materie plastiche contenenti additivi che attraverso l’ossidazione comportano la frammentazione della materia plastica in microframmenti), i bastoncini cotonati (cotton fioc), agitatori per bevande, aste da attaccare a sostegno dei palloncini, alcuni specifici contenitori per alimenti in polistirene espanso, contenitori e tazze per bevande in polistirene espanso e relativi tappi e coperchi.

Il divieto non si limita alla sola produzione e all’utilizzo nella gastronomia e nella ristorazione da asporto ma anche alla vendita da parte di supermercati e negozi. Le scorte dei prodotti potranno essere smaltite dai venditori purché possano comprovarne l’effettiva immissione sul mercato in data antecedente al 14 gennaio 2022.

E per chi non rispetta le regole sono previste multe che andranno da 2.500 a 25.000 euro. La strategia europea mira a contrastare l’inquinamento dei nostri mari e oceani. Si stima infatti che la plastica che galleggia negli oceani si aggiri tra i 5 e i 13 milioni di tonnellate e che la metà di questa sia composta proprio da plastica usa e getta.

Fonte e immagine: Tiscali Notizie

Finalmente oggi anche l’Italia fa un passo in avanti verso la transizione ecologica, che non deve essere solo energetica, ma su tutti i fronti. Sarà dura abituarci a rinunciare alla plastica usa e getta, ma è uno sforzo che dovremmo compiere tutti quanti per poter cominciare la nostra vera e propria transizione al rispetto dell’ambiente. Cosa ne pensate? Siete pronti a fare la vostra parte? Io sì.

IL 2021 IN (PIÙ DI) 12 FOTO


Eccoci all’appuntamento di fine anno! Come di consueto Ambiente sul Web ricorda gli avvenimenti più importanti mese per mese dell’anno che sta finendo. Ecco in breve quello che è successo nel 2021 (purtroppo non c’è stato il tanto annunciato Mangoni Campovolo 2021 che attendevo per la reunion degli Elio e le Storie Tese, ma comunque…).

Si è chiuso il buco dell’ozono sopra l’Antartide: “Era il più grande e profondo degli ultimi quarant’anni”

Gennaio: si chiude il buco dell’ozono.

Procida capitale della cultura 2022: l'annuncio

Procida diventa la prima isola ad essere capitale italiana della cultura, e lo sarà nel 2022.

Luoghi del Cuore FAI: ecco i 20 siti e tesori da salvare più votati dagli italiani

Febbraio: la ferrovia del tratto Cuneo – Ventimiglia è stata eletta come luogo del cuore 2021.

Lithophaga lithophaga - Wikipedia

Marzo: i Faraglioni di Capri sono stati devastati dai pescatori di frodo per prelevare i datteri di mare.

Covid, viaggi estate 2021, Italia chiusa e turisti all'estero: ultima beffa  per gli albergatori

Il Governo Draghi blocca l’Italia ma sblocca l’estero: bar, ristoranti, pizzerie, alberghi, musei, parchi archeologici, beni culturali in Italia chiusi, mentre si può andare all’estero bastando un tampone negativo all’andata e uno al ritorno. Un danno e una beffa per le nostre imprese e per il nostro turismo.

 © ANSA

Aprile: il Parco Nazionale della Maiella diventa Geoparco.

qts

Maggio: Il 13 Maggio in Italia è l’Overshoot Day. Pessima notizia per l’unico pianeta che abbiamo.

Disastro ambientale in Sri Lanka: cosa sta succedendo e quali specie sono a rischio

Giugno: L’incendio a bordo di una nave mercantile nello Sri Lanka provoca una strage di tartarughe marine e di vari tipi di pesci.

Foto Ansa

I laghi sono sempre più poveri di ossigeno.

Luglio: il Panda Gigante non è più considerato un esemplare a rischio estinzione.

Sardegna, gli incendi bruciano l'oristanese: tanti danni, 400 evacuati a  Cuglieri (Video)

La Sardegna brucia: in cenere un albero millenario, migliaia di ettari  distrutti e persone sfollate

Luglio – Agosto: Più di 20mila ettari di terreno sono andati in cenere in Sardegna, specialmente nell’Oristanese, a Scano di Montiferru. Più di 1.500 sfollati, animali arsi vivi, campi e coltivazioni distrutte, case bruciate, produzioni irrimediabilmente compromesse, un albero millenario ridotto in cenere.

Towards Cop26: Uae and Youth4Climate initiative

Settembre: Ripartono i Fridays For Future e Greta Thunberg pronuncia le sue più celebri parole: “Bla Bla Bla”, pronunciate di fronte ai “Giganti”. Sono solo parole, lo sappiamo da anni. Impegni non seguiti ai fatti.

Sorpresa nel deserto di Atacama: spuntano fiori con cinque anni d'anticipo  - La Stampa

Fiorisce il deserto Atacama, tra Perù e Cile.

california petrolio

Ottobre: disastro ambientale in California: 3000 barili di petrolio si sono riversati in mare devastando ben 33 kmq di costa.

Bruciato Sa Tanca Manna, l'olivo millenario di Cuglieri

Novembre: La rinascita di Cuglieri (OR), uno dei comuni maggiormente colpiti dagli incendi, dalle sue ceneri: 100 alberi piantati dai ragazzi delle medie e delle superiori arrivati da ogni parte della Sardegna.

Maltempo, tornado oggi a Catania: nubifragio e alberi divelti. VIDEO | Sky  TG24

Nubifragi a Catania e Siracusa. Danni e morti.

Enas - Ente Acque della Sardegna - RAS - - Monte su Rei

Dicembre: Dopo la siccità dei mesi estivi in Sardegna arriva la pioggia, abbondante, anzi, sovrabbondante rispetto alla quantità dei nostri invasi, che infatti in alcuni comuni sono stati “costretti” a sversare l’acqua in mare per evitare le inondazioni. E le tubature sono a colabrodo. Assurdo.

Armi nucleari: perché il rischio ora è più alto – Orizzonti Politici

Il Ministro della Finzione Ecologica Cingolani appoggia Macron e sostiene il Nucleare e il Gas come indispensabili per la transizione ecologica del nostro Paese. Assurdo anche questo.

E con questo è tutto per quest’anno. Per me è stato un anno duro, ma sono ancora qua 🙂 Speriamo che il 2022 porti tanta serenità, felicità, salute, lavoro e soprattutto amore reciproco. Auguri a tutti, e come si dice in sardo: “bonas fines e menzus printzipios”: buona fine (anno) e inizio ancora migliore. E spero che lo sia. Per tutti voi (e anche per me)… Ci rileggiamo l’anno prossimo!

LA SICCITÀ E LO SPRECO


È sempre la stessa storia. La Sardegna soffre di siccità e anche di troppa acqua. Non piove e i laghi si svuotano, colpa anche delle tubature colabrodo; piove e le dighe devono aprirsi per svuotare l’acqua a mare. La siccità e lo spreco. Come due fasi lunari, noi ora siamo nella fase dello spreco. Piove quasi ininterrottamente da un mese e mezzo, nevica e alcune dighe sono costrette a sversare l’acqua nel mare. Non esiste una via di mezzo, non riescono a trovare una soluzione. E come se non bastasse, le tubature saltano come tappi. Riparano la tubatura in un punto, si rompe il giorno dopo dieci metri più avanti, e questa la riparano dopo un mese, un mese di perdite d’acqua. Sono davvero disgustato. Da voi funziona allo stesso modo?

DISASTRO AMBIENTALE IN CALIFORNIA


california petrolio

Un’enorme chiazza di petrolio al largo della costa meridionale della California ha causato un terribile disastro ambientale. Il paradiso dei surfisti Huntington Beach è devastato. 3mila barili di petrolio si sono riversati su 33 km quadrati di costa. La perdita sembrerebbe avere la portata di quasi 500mila litri di greggio. La fuoriuscita proviene dalla piattaforma petrolifera Elly e si troverebbe oltre 20 metri sotto la superficie del mare. Sono stati rinvenuti numerosi pesci e volatili morti.

L’attività di estrazione, su cui si basa parte dell’economia di questa zona, viene ampiamente criticata da decenni. Le trivellazioni offshore sono state limitate dopo una devastante fuoriuscita di petrolio del 1969 al largo di Santa Barbara, dove sono stati riversati nell’oceano 80mila barili di petrolio. Trent’anni fa la petroliera America Trader riversò 1,6 milioni di litri di greggio sulle coste di Orange, uccidendo oltre 3mila animali. Nel 2015 altri 24mila barili sono finiti in acqua a largo di Santa Barbara, arrecando un danno enorme alla fauna locale. Il primo ottobre questo disastro.

Immagini e articolo completo su Greenme.it

sversamento petrolio california

Quanti disastri devono ancora accadere prima che vengano riconsiderati certi posti di lavoro? Quante lacrime di coccodrillo dovranno essere versate prima che vengano chiuse certe attività?

SCENARI DA FILM FANTASCIENTIFICO


Foto Nasa

Lo studio pubblicato di recente sulla rivista Nature Climate Change non lascia spazio agli equivoci. L’agenzia spaziale statunitense ha di recente lanciato un allarme relativo ad una pericolosa oscillazione che, da qui a pochi anni, porterà la nostra Luna ad un piccolo cambio di orbita che potrebbe avere ripercussioni importanti sulla vita nel nostro Pianeta.

L’impercettibile cambio di orbita della Luna renderà il prossimo decennio problematico dal punto di vista delle inondazioni. A rischiare di più saranno ovviamente le città e le comunità che vivono sulla costa. Saranno nove anni e tre mesi (la metà di 18 anni e sei mesi, che è la durata del normale ciclo lunare) da fantascienza. Infatti, per metà del ciclo le alte maree sono più basse del normale e le basse maree sono più alte; nell’altra metà del ciclo, invece, le maree vengono amplificate: le basse maree diminuiscono, mentre spingono verso l’alto le alte maree.

Questo potrebbe provocare grossi problemi a livello di inondazioni delle città e località costiere.

Fonte: Tiscali Notizie, foto: NASA.

DISASTRO AMBIENTALE A SRI LANKA


Disastro ambientale in Sri Lanka: cosa sta succedendo e quali specie sono a rischio

Qualche giorno fa è scoppiato un incendio all’interno di una nave mercantile a largo della costa orientale dello Sri Lanka, un incendio che ne ha provocato il naufragio. Ora si sta trasformando in un disastro ambientale, “il peggiore” che il Paese abbia mai dovuto affrontare, stando a quanto dicono le autorità locali. Un disastro anche economico, visto che l’economia dello Sri Lanka si basa soprattutto sulla pesca.

Inoltre la nave trasportava oltre mille container contenenti prodotti tossici e cosmetici, tra cui una quantità pari a 25 tonnellate di acido nitrico. Questa è la quantità a cui ammonta l’ingente carico di prodotti velenosi che proprio in queste ore si sta riversando nel mare di uno dei Paesi più incontaminati al mondo.

Le specie marine travolte dal disastro ambientale non sono poche. Sulla spiaggia sono stati ritrovati numerose tartarughe morte a causa dei veleni. Insieme alle tartarughe, anche diverse tipologie di pesci sono approdate finendo la loro vita sulla spiaggia.

Lo Sri Lanka è famoso proprio per la fauna marina e in modo particolare per la pesca dei caratteristici gamberetti bianchi. Questa specie potrebbe essere tra quelle colpite all’interno dell’ecosistema, così come altre tipologie di pesce (seppie e triglie giganti).Tra i pesci più famosi dell’attività economica principale dello Sri Lanka (e anche dell’alimentazione del Paese stesso) è quello che viene definito il “pesce di scoglio”. Si tratta, in particolare, del dentice grigio o dentice di mangrovie, un pesce di selvaggina originario della parte ovest dell’oceano Atlantico.

Fonte e immagine: money.it

Insomma, è una potenziale bomba ecologica che ovviamente speriamo non scoppi mai, che tutto il lavoro fatto dai volontari serva per scongiurare il peggio. 

FARAGLIONI DEVASTATI


Lithophaga lithophaga - Wikipedia

A Capri gli imponenti faraglioni sono stati devastati dai pescatori di frodo per prelevare i datteri di mare. La pesca dei datteri di mare è illegale, poiché i molluschi vengono estratti picconando le rocce e infliggendo un grave danno all’ecosistema marino. L’indagine, che poi ha portato all’arresto di 19 pescatori di frodo, ha rivelato che per estrarre i datteri i sub usavano anche martelli pneumatici e cariche esplosive.

Vacanze a Capri: la guida di viaggio

I sommozzatori lavoravano per due associazioni, una napoletana e l’altra stabiese-caprese, che vendevano questo frutto di mare, che appartiene a una specie protetta, a una clientela di elite, in grado di pagarlo 100-200 euro al chilo. Dalle intercettazioni telefoniche e ambientali si è scoperto che in pochi mesi erano stati raccolti ben otto quintali di datteri di mare, che nei periodi festivi arrivano a costare anche 200 euro al chilo. Tra i reati contestati a vario titolo, ci sono l’associazione per delinquere finalizzata al compimento di numerosi delitti ambientali, inquinamento e ricettazione.

Capri, l'area marina protetta è sempre più vicina | Italiaambiente

Gli esperti hanno detto che lo scempio è talmente grave che ci vorranno almeno 30 anni perché si stabilisca l’equilibrio corrotto in quelle località del Golfo di Napoli. La Gdf, oltre alla notifica delle misure cautelari, ha sequestrato tre locali commerciali tra Napoli e Castellammare di Stabia, dove i datteri venivano nascosti prima della vendita.

Fonte: TgCom24

LA CALOTTA ANTARTICA SI STA SCIOGLIENDO VELOCEMENTE


Stiamo perdendo le piattaforme di ghiaccio dell'Antartide

La calotta antartica si sta sciogliendo a una velocità elevata. Il 60% del ghiaccio potrebbe fratturarsi a causa delle attività dell’uomo che provocano un aumento della temperatura nell’atmosfera. Lo indica una ricerca della Columbia University basata sulla combinazione di immagini satellitari, intelligenza artificiale e una simulazione secondo la quale questo processo potrebbe accelerare lo scioglimento della calotta glaciale antartica e far aumentare il livello degli oceani.

Quando queste piattaforme di ghiaccio collassano, i ghiacci della calotta possono fluire più rapidamente verso l’oceano, come è successo in seguito al collasso nel 2002 di gran parte della piattaforma di ghiaccio Larsen B che si è disintegrata in meno di sei settimane. Nella primavera del 2020, dati dei satelliti hanno mostrato che i ghiacci dei poli si stanno sciogliendo a una velocità 6 volte superiore a quella degli anni Novanta e che Antartide e Groenlandia in 26 anni hanno perso 6.400 miliardi di tonnellate di ghiaccio, facendo aumentare il livello globale dei mari di quasi 18 millimetri.

CAPELLI PER CONTENERE LA MAREA NERA?


“Capelli umani per contenere la marea nera alle Mauritius dopo incidente della petroliera”: l’iniziativa dei parrucchieri australiani

Un mese fa si è incagliata una petroliera nel mare delle isole delle Mauritius. Purtroppo, se in un primo momento sembrava che il disastro si potesse contenere, ora non è più così. Per assorbire la marea nera (si stima che siano stati sversati in mare già mille tonnellate di carburante) che rischia di espandersi e quindi di creare disastri ambientali ben peggiori di quello attuale, l’ente no profit Sustainable Salons, che da anni raccoglie dai parrucchieri e ricicla i resti, le sostanze chimiche o le lamette, raccoglie le donazioni di capelli per arginare il disastro.

L’ente in questione ha raccolto ben 10 tonnellate di capelli, con cui costruire barriere galleggianti che possano assorbire l’agente inquinante. L’idea nasce da uno studio realizzato dall’Università della Tecnologia di Sydney, e pubblicato appena una settimana prima dell’incidente, in cui dimostra come i capelli siano in grado di trattenere il petrolio.

A proposito dell’incidente, sono stati arrestati il Comandante e il suo secondo, per indagare sulle cause dell’incidente. Secondo alcune indiscrezioni i due si sono avvicinati volontariamente alla riva per captare meglio il segnale Wi-Fi mentre a bordo si festeggiava un compleanno. Tuttavia queste restano solo indiscrezioni che lasciano il tempo che trovano.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Voi credete che possa funzionare questa tecnologia naturale?

LEGGE CANCELLA-COSTE


Sardegna a rischio le coste. Il Centro destra punta a far saltare ...

È stata approvata dal Consiglio Regionale della Sardegna, dalla sola maggioranza di destra, la “legge del cemento” che metterebbe seriamente a rischio la bellezza delle coste sarde con l’autorizzazione a cementificare, contro la quale il Ministero dell’Ambiente potrebbe ricorrere alla Corte Costituzionale. È stata approvata con l’intento di superare il parere contrario della Soprintendenza riguardo alla costruzione della Strada a 4 corsie Sassari-Alghero. Ma questa, a mio parere, è solo una pessima scusa.

Un appello per le coste della Sardegna: “Salvate la Conservatoria ...

La legge avrebbe lo scopo di reinterpretare il Piano Paesaggistico Regionale del 2006, così da liberare la Regione dall’obbligo di concordare con il ministero per i Beni e le attività culturali i progetti di costruzione sulla fascia costiera. provvedimento ha attirato le proteste, oltre che dei gruppi di opposizione di Pd, Leu, M5S e Progressisti che hanno dato battaglia in Consiglio, anche di tanti movimenti ambientalisti e di salvaguardia dei beni culturali come Italia Nostra e Wwf, con in prima linea l’associazione ecologista Grig (Gruppo d’Intervento giuridico onlus).

L'arrembaggio anticostituzionale al piano paesaggistico sardo | il ...

“La proposta di legge è palesemente esorbitante rispetto alle competenze della Regione. Propone un’interpretazione al di fuori dei canoni previsti dalla Corte Costituzionale che permette una revisione solo nel caso di dubbi interpretativi”, ha spiegato Stefano Deliperi del Grig, il quale contro il provvedimento ha promosso una petizione arrivata ad oltre 30mila firme. “Nel caso del Piano paesaggistico regionale, ormai in vigore da 14 anni, non c’è alcun dubbio. Le disposizioni sono piuttosto chiare e coinvolgono il Mibact. La regione autonoma non può eliminare lo Stato da questa competenza”.

piano paesaggistico regionale | Gruppo d'Intervento Giuridico onlus

Fonte: QuiFinanza.it

Migliaia e migliaia di cittadini per le coste della Sardegna: no ...

Tra un paragrafo e l’altro vi ho messo alcune immagini delle Coste sarde che rischiano di diventare solo un ricordo, o di essere deturpate dalle edifcazioni concesse troppo facilmente. Vi lascio qui il commento del giornalista e autore del blog Generazione Antigone Lorenzo Tosa:

Notizie del territorio - Italia Nostra Italia Nostra

L’hanno chiamata senza mezzi termini “Legge del cemento”, e non c’è bisogno di spiegare il perché. Il governatore leghista Solinas, insieme a tutto il centrodestra, ha appena fatto approvare in Regione un provvedimento che farà colare tonnellate di cemento sulla costa della Sardegna, devastando il paesaggio anche nella fascia protetta entro i 300 metri dal mare e cancellando con un colpo di spugna uno dei Piani paesaggistici – quello del 2006 a firma Soru – più innovativi, green e sostenibili a livello continentale e un modello per tutta Italia. Questa “piccola” leggina consentirà alla Regione di ignorare e bypassare il parere del Ministero dei Beni culturali su tutte le nuove costruzioni nella fascia costiera. Tradotto? Una deregulation totale che devasterà la costa e lascerà ferite permanenti e non rimarginabili su uno dei paesaggi più belli al mondo. Un’oscenità immonda che riporta l’orologio indietro di decenni a un “passato” di scempi edilizi, abusi, cementificazione selvaggia. Per fermare tutto questo non resta che una strada: il governo impugni al più presto questo scempio incostituzionale. Non si tratta solo di difendere la Sardegna ma l’Italia intera. Ecco quello che succede quando si vota gente che non conosce il più elementare concetto di patrimonio, di bellezza, di interesse pubblico. Eccola qui, la destra che in campagna elettorale indossa la felpa dei Quattro mori e poi li svende al miglior offerente. Ricordiamocene la prossima volta che andiamo a votare.

Sardegna, ancora cemento sulle coste? La nuova legge preoccupa gli ...

 

IL MARE DOPO IL LOCKDOW


Ecco cosa è successo ai mari italiani dopo il lockdown - Tiscali ...

Cos’è successo ai nostri mari dopo il terribile lockdown? Le immagini delle mascherine e dei guanti buttati ovunque ci hanno fatto temere il peggio, ma invece la situazione, rivelata da un monitoraggio da parte del Sistema Nazionale per la Protezione dell’Ambiente (SNPA), pare essere confortante. I nostri mari sono puliti e cristallini.

Ecco che voce aveva il mare durante il lockdown - La Stampa ...


Il Ministro dell’Ambiente Sergio Costa si è detto pronto ad impegnarsi affinché questi standard di qualità siano mantenuti nella costruzione di una nuova normalità green. Aumenta la trasparenza delle acque e diminuisce l’inquinamento acustico, specialmente in Campania, a causa della (o grazie alla) assenza di imbarcazioni.

Lockdown: l'effetto del rallentamento delle attività umane sull ...


Sulla presenza di metalli, fitofarmaci, solventi e altre sostanze legate alle attività produttive, oltre che i principali parametri chimici, correlabili con gli apporti organici riversati in mare, il monitoraggio ha rilevato una minore quantità di nutrienti rispetto agli anni passati.

Il mare ai tempi del coronavirus, al via progetto di monitoraggio ...


Nel complesso l’attività, partita a metà dell’aprile scorso fino ai primi di giugno, ha visto impegnate 14 Agenzie regionali per la protezione dell’Ambiente, circa 300 militari della Guardia Costiera che hanno effettuato 127 specifiche missioni. Sono stati dunque oltre 10mila gli esperti messi in campo dal Sistema delle agenzie ambientali. Una sinergia che, a detta dell’Ammiraglio Giovanni Pettorino, permetterà di operare in futuro in maniera ancor più efficace per proteggere e tutelare l’ambiente marino e costiero.

Fonte: ambiente.tiscali.it

ACQUA ALTA E MOSE


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A Venezia l’acqua alta non è un fenomeno raro. E’ anzi piuttosto frequente, forse come lo è la Bora a Trieste. Solo che stavolta si è sfiorato il record di cinquantatre anni fa. Il livello dell’acqua ha toccato quota 150 cm. Danni incalcolabili ai beni culturali, quali chiese, librerie, mosaici. Due sono state le vittime.

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Ironia della sorte, in quegli istanti il Consiglio Regionale di destra (Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia), la cui sede è a Venezia, bocciano una mozione del PD sul cambiamento climatico. Per la maggioranza non esiste. Dopo due minuti l’aula consiliare si allaga. Ecco che allora torna di moda l’argomento del Mose di Venezia, una infrastruttura sottomarina che consentirebbe alla città di non essere continuamente allagata dal fenomeno dell’acqua alta, che fa sentire i suoi effetti soprattutto con l’alta marea.

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Realizzato con tante paratoie che si innalzano, o dovrebbero innalzarsi, per evitare che l’alta marea investa la città lagunare. Non è mai stato inaugurato il MOSE (Modulo Sperimentale Elettromeccanico), perché non funzionante, bloccato anche da scandali delle mazzette, la più grande “ruberia degli ultimi 50 anni”, come lo definisce il proprietario dello Harry’s Bar di Venezia.

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Eppure, Elisabetta Spitz, ex direttrice dell’Agenzia del Demanio, sarà il Commissario Straordinario per l’opera duramente contestata dagli ambientalisti. Un ministro del Governo afferma che l’opera sarà completata nel 2021.

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FUKUSHIMA: SI RISCHIA UN ALTRO DISASTRO AMBIENTALE


Un milione di tonnellate d’acqua contaminata finiranno in mare, nuova emergenza a Fukushima spaventa il mondo

Si rischia un nuovo disastro ambientale a Fukushima, teatro, nel 2011, di un incendio alla centrale nucleare in seguito al forte terremoto e al seguente tsunami che ha mandato in tilt i reattori. La società Tepco, che ha gestito la centrale nucleare fino ad allora, ha deciso di sversare l’acqua utilizzata per raffreddare i reattori, contaminata, nell’Oceano Pacifico, dichiarando che questa è l’unica opzione possibile.

Per far fronte all’emergenza la Tepco aveva installato migliaia di serbatoi, all’interno dei quali, per anni, si era provveduto ad immagazzinare l’acqua tossica. Lo spazio a disposizione, a 8 anni di distanza dal disastro, è praticamente finito e, del liquido ormai altamente radioattivo, nessuno sembra sapere cosa farne. E non si parla certo di un quantitativo ridotto, ma di 1 milione di tonnellate d’acqua contaminata che a breve saranno riversate in mare… Al problema hanno cercato di trovare una soluzione esperti provenienti da tutto il mondo, ma alla fine la decisione che preoccupa e che inevitabilmente causerà un disastro ecologico che non ha precedenti nella storia dell’uomo.

A seconda del tipo di combustibile utilizzato nel reattore, evidenziano infatti alcuni esperti, la radioattività dei rifiuti prodotti può durare centinaia o persino migliaia di anni, costruire ancora dei serbatoi non è un’idea sostenibile nel tempo, come non non lo è neppure l’idea di svuotare l’acqua contaminata nell’Oceano.

Fonte: Tiscali

I migliaia di depositi installati accanto alla centrale nucleare saranno riempiti entro la metà del 2022. Insomma, una bomba a orologeria. Auspico che entro tale data si trovi una soluzione alternativa, sicuramente molto meno pericolosa di questa.

COSTUMI RICICLATI


Dal problema alla soluzione. Ecco i costumi riciclati realizzati con la plastica raccolta in fondo al mare. Si stanno moltiplicando i provvedimenti in vista dell’estate 2019, che per quanto riguarda l’emergenza ambientale si preannuncia rovente. Infatti su tante spiagge italiane vengono imposti nuovi divieti, come quello di utilizzare prodotti per la protezione dai raggi solari con agenti chimici pericolosi per l’ecosistema marino.

L’idea è venuta a due ragazze: Alessia Porrello e Vanessa Sillano. Due cugine che hanno in comune la passione per l’ambiente, e soprattutto per il mare, che hanno creato una nuova linea di abbigliamento chiamato “Mermazing“, realizzati con la plastica riciclata. I costumi, attualmente, si possono acquistare solo dal loro sito ufficiale.

Fonte: Il Sole 24 Ore

Fantastiche! Cosa ne pensate della loro grande idea, e soprattutto: acquisterete i loro costumi da bagno?

E’ STRAGE DI CAPODOGLI


Arzachena, giovane capodoglio spiaggiato con 22 chili di plastica nello stomaco e un feto di 2,4 metri in decomposizione

E’ ormai diventata una strage quella dei capodogli spiaggiati in mare. Dopo il ritrovamento di un capodoglio spiaggiato ad Arzachena (famosa per le spiagge più rinomate della Sardegna, come la Costa Smeralda) con 22 kg di plastica nella pancia (qui l’articolo), il WWF ha condotto uno studio sulla morte di questi cetacei nel Mediterraneo.

Da questo studio è emerso che un terzo dei capodogli ritrovati spiaggiati nel Mediterraneo muoiono a causa dei rifiuti di plastica che ingeriscono.  “La plastica è uno dei peggiori nemici delle specie marine, insieme a pesca intensiva, inquinamento acustico e cambiamenti climatici”, spiega in una nota il Wwf. “Il 95% dei rifiuti che soffocano i nostri mari è fatto proprio di plastica.

Ogni anno, decine di migliaia fra tartarughe, uccelli e cetacei muoiono per colpa di buste, cannucce, contenitori di cibo e bevande, piatti, reti da pesca, lenze, palloncini e altri rifiuti in plastica. Spesso questi rifiuti vengono scambiati per cibo, ed è per quello che, soprattutto a causa delle microplastiche, troviamo questo prodotto dell’uomo all’interno dei pesci e dei molluschi che consumiamo.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Homo deficiens… O se vogliamo Homo assassinum. Come vogliamo definire la nuova evoluzione della “umanità”?