STERMINARE PER DISPERAZIONE?


Le carcasse delle pecore dopo la...

Ploaghe (SS) – Allevatore di 62 anni sgozza 135 pecore e 4 cani pastore perché il latte è stato dichiarato non più commestibile dalla cooperativa che fino a qualche mese prima prendeva quotidianamente il latte da lui. Vedendosi rifiutare l’acquisto del suo latte, il pastore ha sterminato le sue pecore con crudeltà inaudita, sgozzandole una per una, e uccidendo anche i quattro cani pastore.

Alcuni allevatori, esasperati dal fetore che arrivava dal suo terreno, hanno allertato la polizia locale e la forestale, i quali sono rimasti sgomenti, e lo hanno rinvenuto in un lago di sangue ai piedi del Colle di Santa Giusta.

Fonte: La Nuova Sardegna

Questi sono i fatti. Ora io mi chiedo: si può condannare un disperato? E allo stesso tempo si può giustificare uno che per disperazione stermina il suo stesso gregge? Non poteva rivolgersi a un veterinario, o a chi di competenza per bonificare il terreno ed eliminare la fonte di questi microbi? Non poteva chiedere aiuto a qualcuno che lo avrebbe consigliato? Forse non avrebbe dovuto essere lasciato solo.

Si dice che avesse problemi mentali. Ma in quel caso come gli si può affidare un gregge, sapendo che prima o poi avrebbe agito in questo modo nel caso fossero sorti dei problemi, come sono sorti? Di certo la solitudine, e l’indifferenza delle persone e delle istituzioni, oltre alla loro burocrazia, hanno amplificato il problema.

Se invece di pensare ognuno a noi stessi, egoisticamente, avessimo pensato ad aiutarci a vicenda, sicuramente molti dei problemi che ci sovrastano li avremmo sotto i nostri piedi. Il segreto sta tutto lì. Aiutarci e dialogare, anziché pensare a noi stessi. Se i vicini di terreno si fossero accorti della situazione e avessero avuto modo di parlare con lui e di aiutarlo, di confortarlo, non si sarebbe mai arrivato a questo punto.

Se solo le istituzioni, oltre a dire qual è il problema avessero aiutato il pastore a risolverlo… Se solo non ci fosse indifferenza… Se solo… Già, ma siamo veramente e disperatamente soli. Soli contro il mondo, contro tutto. A combattere da soli, e per questo ad essere travolti dagli eventi. E il mondo, proprio per questo, va inesorabilmente in rovina. Riflettiamoci. Ritorniamo ad aiutarci a vicenda. Ci sarebbe molta più pace e molti meno problemi, oltre che molta meno disperazione.

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BOSCHI VIVI: UN NUOVO MODO DI… PASSARE A MIGLIOR VITA


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Son talmente ecologista che quando muoio, invece di farmi sotterrare, mi faccio buttare nell’organico. E’ una delle mie battute della serie “Son talmente ecologista…” che fino a un annetto fa dominava le mie giornate e quelle di una mia amica, con la quale ci divertivamo a trovare delle battute ecologiste anche stupide e a riderci su.

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Però se questa di farmi buttare nell’organico è comunque una buona battuta ecologista, il metodo che sto per raccontarvi per tornare alla polvere più rapidamente è sicuramente più ecologista. Infatti la cooperativa BOSCHI VIVI gestisce dei boschi a scopo commemorativo, nel rispetto della persona, del territorio e della natura.

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Come si può leggere dall’articolo sul sito greenreport.it che vi invito a leggere anche per ulteriori informazioni, “la scelta di aderire a Boschi Vivi presuppone la volontà di cremazione e dispersione. Chi aderisce, prenota una visita con una guida che spiega il progetto nei dettagli e aiuta l’interessato nella scelta di quello che diverrà il suo albero, il suo memoriale. Boschi Vivi prevede un iter contrattuale volto ad assicurare che le volontà dell’aderente vengano rispettate e ad agevolare le fasi burocratiche necessarie per l’adempimento”.

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La proposta di commemorazione ecologica è nata da quattro giovani che hanno in comune l’amore e il rispetto per la Natura e una forte sensibilità verso problemi ambientali legati all’abbandono di aree rurali boschive che, se non opportunamente gestite rischiano di aumentare il dissesto idrogeologico. Il loro scopo è quello di risolvere due problematiche: la manutenzione boschiva e la dispersione delle ceneri, nel pieno rispetto per l’ambiente.

Dal 10 ottobre è aperta una raccolta fondi per un mese sulla piattaforma derev.com

Cosa ne pensate di questa iniziativa? E voi siete talmente ecologisti da farvi cremare e disperdere le vostre ceneri su un albero di un bosco vivo? Io sì 🙂

GIORNATA FAI D’AUTUNNO 2017


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Oggi torna la giornata FAI d’Autunno 2017! Questo è il giorno in cui si potranno visitare oltre 600 luoghi d’interesse artistico, paesaggistico e sociale in 185 città di tutta Italia. In programma 170 itinerari tematici che porteranno alla scoperta di luoghi affascinanti e poco conosciuti, a fronte di un piccolo contribuito libero che può essere di 2, 3 o 5 euro a seconda della visita scelta. I soldi raccolti saranno gestiti dal FAI per i suoi progetti, che ovviamente si propongono di proteggere e valorizzare il nostro patrimonio storico, artistico e paesaggistico.

Per un elenco di tutti i luoghi che si potranno visitare quest’oggi cliccate qui. E’ prevista la possibilità di tesserarsi al FAI con 10,00 € di sconto, con tutti i vantaggi che la tessera comporta, in conto di possibilità di entrare a prezzi vantaggiosi o anche gratuitamente nei vostri luoghi del cuore.

LA LUMACA GIGANTE


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Il nome scientifico è Archachatina marginata, ma è conosciuta come lumaca gigante dell’Africa occidentale. E’ in assoluto la specie, una classe di Molluschi detti Gasteropodi, più grande. Queste lumache sono diffuse principalmente in Camerun, nella Repubblica Democratica del Congo e sull’isola caraibica di Martinica.

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Il suo arrivo dall’altra parte dell’oceano si deve probabilmente all’usanza di ‘adottare’ queste lumache come animali domestici, ma anche alla probabilità che i molluschi siano arrivati sull’isola insieme a lavoratori provenienti dall’Africa occidentale.

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Il più grande esemplare, che detiene il record di grandezza attestato dal Guinness dei primati, era una lumaca lunga 39,3 centimetri, con un guscio largo 27,3 centimetri e un peso di 900 grammi. Il suo nome era Gee Geronimo, fu misurata nel 1978 e il suo possessore si chiamava Christopher Hudson, inglese dell’East Sussex, nel Regno Unito.

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A condividere il video sui social network è stato Adrian Kozakiewicz, un giovane ragazzo tedesco appassionato di insetti, che cura i canali di Insecthaus, nei quali presenta animali, principalmente insetti, provenienti da tutto il mondo. L’esemplare che occupa mano, polso e parte dell’avambraccio è grande come un gatto di piccole dimensioni.

Fonte: Repubblica.it

Impressionante!

PORTO TORRES: LIQUAMI IN MARE


allagamento

Porto Torres è un comune di circa 22.300 abitanti, che ospita un importante complesso industriale, andato però in fallimento nel 2009 con la progressiva chiusura di numerose fabbriche e la conseguente perdita di numerosi posti di lavoro (Fonte: Wikipedia). Ora quelle industrie ci presentano un altro conto da pagare: quello dei liquami, dei rifiuti non correttamente smaltiti e che quando piove vanno a finire in mare.

Così è successo anche oggi. I tombini saltano come tappi di bottiglia e vomitano ciò che per anni hanno ingurgitato. Ed ecco la situazione. Il video lo potete vedere cliccando qui.

FOTOBLOG: PROCIDA


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Oggi faremo un giro nell’incantevole Procida! Seguiteci (però sulla pagina facebook https://www.facebook.com/ambientesulweb/). P.S.: Le foto non sono mie, ma sono prese da Google Immagini. Godiamocele!

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PERNICI E LEPRI SARDE SONO SALVE


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Il TAR della Sardegna ha accolto il ricorso presentato dall’Associazione ambientalista Gruppo di Intervento Giuridico ONLUS, con Ordinanza Cautelare 308/17 del 15 settembre 2017, contro il Calendario Venatorio approvato con Decreto dell’Assessorato alla Difesa dell’Ambiente n. 25/15746 del 21 luglio 2017 (qui trovate il PDF), relativo alla parte in cui prevede la caccia alla Lepre Sarda e alla Pernice Sarda.

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Il provvedimento impugnato prevede per le due giornate di caccia previste (24 settembre e 1 ottobre 2017) un assurdo “carniere” potenziale complessivo di ben 71.974 Lepri sarde e 143.948 Pernici sarde per i 35.987 cacciatori autorizzati alla caccia in Sardegna. La caccia alla Lepre e alla Pernice sarda è stata autorizzata nonostante la consistenza delle rispettive popolazioni non siano puntualmente conosciute, pur definite “tendenti alla diminuzione” dallo stesso Piano faunistico-venatorio isolano.

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Ulteriori informazioni le potrete trovare sul blog del Gruppo di Intervento Giuridico, dove è spiegato tutto nei minimi dettagli. Per quest’anno dunque sospiro di sollievo. Teniamo alta la guardia.

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