FRIDAYS FOR FUTURE ONLINE


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Il coronavirus cinese non ferma i ragazzi del Fridays For Future. Greta Thunberg ha infatti proposto ai ragazzi di manifestare online. #DigitalStrike e #ClimateStrikeOnline sono tra gli hashtag proposti. Ognuno su Instagram può farsi un selfie da casa con un cartello in mano per protestare contro i cambiamenti climatici.

Anche io mi sono unito con il mio cartello, con lo slogan “A ogni kw in più prodotto da fonte rinnovabile deve corrispondere un kw in meno prodotto da inceneritori, nucleare e altre fonti fossili #FridaysForFuture #ClimateStrikeOnline”. Solo con il cartello, poiché per me non conta la faccia, ma il messaggio.

C’è modo e modo, e c’è luogo e luogo di protestare. Online è un gran bel modo di protestare. La protesta non si ferma. Nonostante il CoronaVirus. Forza Ragazzi!

FUKUSHIMA: SI RISCHIA UN ALTRO DISASTRO AMBIENTALE


Un milione di tonnellate d’acqua contaminata finiranno in mare, nuova emergenza a Fukushima spaventa il mondo

Si rischia un nuovo disastro ambientale a Fukushima, teatro, nel 2011, di un incendio alla centrale nucleare in seguito al forte terremoto e al seguente tsunami che ha mandato in tilt i reattori. La società Tepco, che ha gestito la centrale nucleare fino ad allora, ha deciso di sversare l’acqua utilizzata per raffreddare i reattori, contaminata, nell’Oceano Pacifico, dichiarando che questa è l’unica opzione possibile.

Per far fronte all’emergenza la Tepco aveva installato migliaia di serbatoi, all’interno dei quali, per anni, si era provveduto ad immagazzinare l’acqua tossica. Lo spazio a disposizione, a 8 anni di distanza dal disastro, è praticamente finito e, del liquido ormai altamente radioattivo, nessuno sembra sapere cosa farne. E non si parla certo di un quantitativo ridotto, ma di 1 milione di tonnellate d’acqua contaminata che a breve saranno riversate in mare… Al problema hanno cercato di trovare una soluzione esperti provenienti da tutto il mondo, ma alla fine la decisione che preoccupa e che inevitabilmente causerà un disastro ecologico che non ha precedenti nella storia dell’uomo.

A seconda del tipo di combustibile utilizzato nel reattore, evidenziano infatti alcuni esperti, la radioattività dei rifiuti prodotti può durare centinaia o persino migliaia di anni, costruire ancora dei serbatoi non è un’idea sostenibile nel tempo, come non non lo è neppure l’idea di svuotare l’acqua contaminata nell’Oceano.

Fonte: Tiscali

I migliaia di depositi installati accanto alla centrale nucleare saranno riempiti entro la metà del 2022. Insomma, una bomba a orologeria. Auspico che entro tale data si trovi una soluzione alternativa, sicuramente molto meno pericolosa di questa.

TUTTI DEVONO CONDIVIDERE, TUTTI DEVONO SAPERE.


Fotografia de Elena Rubanu

Preso da un post su Facebook:


🔥 Le Isole Canarie stanno bruciando
🔥 La California sta bruciando
🔥 L’Oregon sta bruciando
🔥 Washington sta bruciando
🔥 La Columbia sta bruciando
🔥 L’Alberta sta bruciando
🔥 Il Montana sta bruciando
🔥 La Nuova Scozia sta bruciando
🔥 La Grecia sta bruciando
🔥 Il Brasile sta bruciando
🔥 Il Portogallo sta bruciando
🔥 L’Algeria sta bruciando
🔥 La Siberia sta bruciando
🔥 L’Amazzonia sta bruciando

ExTexas è sott’acqua

India, Pakistan e Nepal con enormi monsoni sono sott’acqua

Sierra Leone e Nigeria con enormi inondazioni sott’acqua

🌞Italia, Francia, Spagna, Svizzera, Ungheria, Polonia, Romania, Bosnia, Croazia e Serbia sono attaccate da un’ondata di caldo impressionante

🌞 California meridionale sotto ondata di caldo infernale

“Solitamente ad agosto, la città di San Francisco ha raggiunto i record di 106 gradi, quando ora raggiunge i 115 gradi Fahrenheit. Mentre la Carolina del Nord cucina ancora all’inferno

((🌎)) Il vulcano Yellowstone registra 2.300 movimenti da giugno

((🌎)) Il tremore di 5.3 colpisce l’Idaho

((🌎)) Terremoto in Giappone 6.1 con Tsunami Warning

((🌎)) Tremore del Messico 8.2 con avvertimento sullo Tsunami

((🌎)) Tremore in Messico del 7.1

((🌎)) Tremore in Cile del 5.0

((🔥)) Russia: Esplosione Nucleare

🌊 Hurricanes Harvey, Irma (il più grande mai registrato), Jose e Katia stanno spazzando l’Atlantico

Per terminare un livello di brillamento solare X10 C.M.E. Il più alto mai registrato

In poche parole:
SIAMO NELLA MERDA!
Pensi ancora che non stia succedendo nulla?

CHI E’ SERGIO COSTA?


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Sergio Costa, neo Ministro dell’Ambiente del Governo Conte, è nato a Napoli nel 1959, e si è laureato in Scienze Agrarie con un master in Diritto dell’Ambiente. Entrato nel Corpo Forestale, ne è diventato Comandante nella Regione Campania. Nei primi anni del 2000 ha condotto l’indagine sulla Terra dei Fuochi, sui rifiuti tossici sotterrati dal Clan dei Casalesi nella piana agricola compresa tra le province di Caserta e Napoli.

Nel 2017, quando il Corpo Forestale dello Stato è stato accorpato all’Arma dei Carabinieri è diventato Generale di Brigata dell’Arma. Saranno tante le questioni aperte sul tavolo del Ministero, in modo particolare dovrà affrontare due questioni: i continui sforamenti dei limiti di inquinamento atmosferico per quanto riguarda le polveri sottili, le cosiddette  “pm10”, a causa delle quali l’Italia è stata più volte deferita dalla Corte Europea alla Commissione di Giustizia; e quella del Deposito Unico di Scorie Radioattive Nucleari.

Fonte: La Nuova Ecologia

Il Comandante Sergio Costa è, a mio avviso, una delle persone più affidabili per quanto riguarda le questioni ambientali. Personalmente sono contento che sia stato scelto lui a guidare il Ministero dell’Ambiente. Cosa ne pensate della sua nomina?

UN PO… DI ENERGIA


po

Il nostro fiume Po può creare… un Po di energia, tanta quanto ne crea tre centrali nucleari. A dirlo sono due ricercatori italiani, due cervelli in fuga, eccellenti ricercatori all’Università di Standford: Fabio La Mantia e Mauro Pasta, che fanno subito capire di che Pasta sono fatti. Coadiuvati dai professori Yu Cui e Bruce Logan, i loro studi sull’argomento sono finiti in due importantissime riviste scientifiche: Nature e ACS Nano Letters.

Ma come può il fiume Po produrre energia? Il principio è molto complesso, ma intuitivo. Quando un corso d’acqua dolce incontra il mare (acqua salata) alla foce, avviene una miscelazione. La differenza di salinità tra i due liquidi innesca un processo chimico dal quale si sprigiona energia, che senza qualcosa che la raccoglie, viene sprecata.

I due ricercatori spiegano il procedimento di produzione di energia in quattro passi:

1- Caricamento della batteria in acqua dolce. Durante il primo step vengono rilasciati sodio e cloruro, presenti in origine nei due elettrodi;
2- Sostituiamo la soluzione con l’acqua marina. La maggiore entropia dell’acqua salata rispetto a quella dolce permette un aumento di voltaggio;
3- Scaricamento della batteria. A questo punto “catturiamo” il sodio e il cloruro dell’acqua di mare e li convogliamo nei due elettrodi;
4- Re-immissione dell’acqua dolce nel sistema. Dal momento che l’acqua dolce ha una minore entropia di quella marina, il voltaggio della batteria tenderà a diminuire.

Secondo i calcoli di questi due ricercatori, un sistema di questo genere soddisferebbe, a livello mondiale, il 13% del fabbisogno energetico. Secondo calcoli teorici, se la “Batteria di Miscelazione Entropica”, cioè questo sistema di produzione dell’energia, venisse posta alla foce dei principali fiumi mondiali, si potrebbero ricavare circa 2 Tera Watt: l’equivalente di 2mila centrali nucleari.

Il fiume Po, unito alle acque del Mar Adriatico, potrebbe produrre circa 3,8 GigaWatt di energia, tanta quanta ne producono 3 centrali nucleari. Questa è solo una teoria, perché ragionevolmente il Po potrebbe creare 1,5-2 GW di energia, l’equivalente di una grossa centrale nucleare.

Fonte: ambientebio

IN NOME DELL’INTERESSE (MULTI)NAZIONALE


interesse-nazionale

Interesse Nazionale. Due parole che mi fanno rabbrividire. Un concetto che mi mette la pelle d’oca, se penso alle sue conseguenze. E’ uno dei motivi che mi fa votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il c.d. “interesse nazionale” riguarda le opere “pubbliche”, cioè quelle che dovrebbero servire per lo sviluppo economico dell’Italia.

Grazie a questa riforma lo Stato acquista un potere che va a superare tutti gli ostacoli e i veti di ciascun individuo e regione. Due parole che sovrastano qualsiasi tentativo di veto. Con questa riforma il Governo potrebbe dichiarare “di interesse nazionale” qualsiasi porcheria e industria di veleni e di morte: discariche, inceneritori, depositi di scorie nucleari, centri commerciali, palazzi, grattacieli, super condomini, acciaierie, raffinerie, centrali a carbone, concerie, trivellazioni, fabbriche di bombe, poligoni di tiro, eccetera…

Insomma, tutte queste opere potrebbero essere dichiarate di “interesse strategico nazionale”. Con buona pace dei soliti noiosoni ambientalisti sempre pronti a dire NO a tutto, dei cittadini preoccupati per la loro salute e dell’aria che respirano i loro figli, dei comuni e delle regioni. Se vince il sì vince l’interesse (multi)nazionale. Sì, perché in realtà chi ci guadagna sono proprio le multinazionali dei veleni, che fanno campare gli Stati, ma che fanno crepare le solite capre che siamo noi, i cittadini comuni.

Ricordatevi questo termine: “Clausola di supremazia”. E’ questo il “pacco” che contiene questa “riforma”, e che consente al Governo di avvelenare il Paese. Ecco perché vi invito fortemente a recarvi alle urne il 4 dicembre prossimo, e inondare di NO questo governo di nominati, di non eletti, di padroni in grado di sovrastare qualsiasi ostacolo e di avvelenare il nostro presente e futuro.

2° E 3° PUNTATA DI SCALA MERCALLI


scala mercalli

Per chi si fosse perso le dirette della seconda e della terza puntata di Scala Mercalli, eccole:

Seconda puntata

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-6d127e06-38c0-41c6-8bb3-d68b32042183.html#p=0

Terza puntata

http://www.rai.tv/dl/RaiTV/programmi/media/ContentItem-b747e353-58d3-471f-b999-228429b0a6a7.html#p=0

Il video della terza puntata ho verificato che non si vede. Ma presto risolveranno questo problema. Ad ogni modo, da Ambiente sul Web, buona (ri)visione.

PORTO TORRES: DEPOSITO SCORIE NUCLEARI


deposito scorie nucleari

Vi ricordate che qualche mese fa si parlava dell’individuazione di un Deposito Unico Nazionale di Scorie Nucleari Radioattive? Ecco, quel deposito c’è già. E’ stato scoperto a Porto Torres. Ad annunciarlo è stato il Sindaco cinquestelle di Porto Torres Sean Wheeler.

Il Deposito è stato sequestrato, e contiene ben settemila tonnellate di rifiuti tossici nucleari. Le scorie sono di proprietà della Syndial, società appartenente ad ENI. Il Sindaco denuncia il fatto, e dichiara che “Syindial non ha mai provveduto a mettere in sicurezza quell’area, nonostante sia stata sollecitata a più riprese nel corso degli anni“.

Sostanzialmente quei rifiuti andavano smaltiti in strutture apposite, dato il pericolo per il materiale estremamente tossico. Fatto estremamente grave questo, per l’inquinamento del territorio e la salute dei cittadini.

Fonte: italiainmovimento.it

ANCHE L’AUSTRIA DICE NO AL NUCLEARE


austria

Protagoniste indiscusse della scena della (fu) Unione Europea in questi giorni sono sicuramente la Grecia (con il NO alla “proposta” di accordo dell’Unione), e… la Germania che si mette contro la Grecia? No: l’Austria. Anche l’Austria vorrebbe uscire dall’Euro e ritornare alla sua valuta nazionale, notizia di questi giorni. E non è tutto! Infatti l’Austria ha detto NO anche al nucleare. Vorrebbe puntare sulle energie rinnovabili.

A dire il vero anche l’Austria ha votato un referendum nel 1978 contro il nucleare, perciò la centrale nucleare che era in costruzione alle porte di Vienna è rimasta come un’incompiuta. Da quel momento il governo austriaco cominciò ad investire molto in fonti energetiche alternative. Ora vogliono smantellare quella centrale, recuperare il sito e puntare sulle energie rinnovabili. E in Italia?

L’ENCICLICA VERDE DI PAPA FRANCESCO


papa

Papa Francesco sta per pubblicare la sua seconda enciclica da Pontefice, la prima scritta da solo (la sua prima enciclica infatti era stata scritta a quattro mani con l’altro Papa Benedetto XVI). Una enciclica verde, ecologista, incentrato sulla “casa comune”: l’ambiente, la natura, la nostra madre Terra. Il titolo sarà “Sulla cura della casa comune“.

Si tratta di un libro di quasi duecento pagine divise in sei capitoli, nonché note e citazioni. Ecco una breve introduzione dei sei capitoli dell’enciclica:

NOSTRA SORELLA TERRA – “Laudato si’, mì Signore”, cantava San Francesco d’Assisi. In questo bel cantico ci ricordava che la nostra casa comune è anche come una sorella, con la quale condividiamo l’esistenza. Questa sorella protesta per il male che le provochiamo, a causa dell’uso irresponsabile e dell’abuso dei beni che Dio ha posto in lei. Siamo cresciuti pensando che eravamo suoi proprietari e dominatori, autorizzati a saccheggiarla. La distruzione dell’ambiente umano è qualcosa di molto serio. Il Patriarca Bartolomeo si è riferito particolarmente alla necessità che ognuno si penta del proprio modo di maltrattare il pianeta. Su questo punto, egli si è espresso ripetutamente in maniera ferma e stimolante, invitandoci a riconoscere i peccati contro la creazione. Perché “un crimine contro la natura è un crimine contro noi stessi e un peccato contro Dio”. Credo che Francesco sia l’esempio per eccellenza della cura per ciò che è debole e di una ecologia integrale, vissuta con gioia e autenticità. È il santo patrono di tutti quelli che studiano e lavorano nel campo dell’ecologia”.

IL MIO APPELLO – La sfida urgente di proteggere la nostra casa comune comprende la preoccupazione di unire tutta la famiglia umana nella ricerca di uno sviluppo sostenibile e integrale, poiché sappiamo che le cose possono cambiare. Alcuni assi portanti che attraversano tutta l’Enciclica. Per esempio: l’intima relazione tra i poveri e la fragilità del pianeta; la convinzione che tutto nel mondo è intimamente connesso; l’invito a cercare altri modi di intendere l’economia; la grave responsabilità della politica internazionale; la cultura dello scarto e la proposta di un nuovo stile di vita. Esistono forme di inquinamento che colpiscono quotidianamente le persone. C’è da considerare anche l’inquinamento prodotto dai rifiuti. La terra, nostra casa, sembra trasformarsi sempre più in un immenso deposito di immondizia”.

ACQUA PULITA PER TUTTI – Il clima è un bene comune, di tutti e per tutti. L’acqua potabile e pulita rappresenta una questione di primaria importanza, perché è indispensabile per la vita umana e per sostenere gli ecosistemi terrestri e acquatici. In realtà, l’accesso all’acqua potabile e sicura è un diritto umano essenziale. Questo mondo ha un grave debito sociale verso i poveri che non hanno accesso all’acqua potabile. Ricordiamo, per esempio, quei polmoni del pianeta colmi di biodiversità che sono l’Amazzonia e il bacino fluviale del Congo, o le grandi falde acquifere e i ghiacciai. C’è infatti un vero “debito ecologico”, soprattutto tra il Nord e il Sud, connesso a squilibri commerciali con conseguenze in ambito ecologico. Il problema è che non disponiamo ancora della cultura necessaria per affrontare questa crisi e c’è bisogno di costruire leadership che indichino strade. Degna di nota è la debolezza della reazione politica internazionale. La sottomissione della politica alla tecnologia e alla finanza si dimostra nel fallimento dei Vertici mondiali sull’ambiente. Nel frattempo i poteri economici continuano a giustificare l’attuale sistema mondiale, in cui prevalgono una speculazione e una ricerca della rendita finanziaria”

CUSTODIRE LA TERRA – “Noi non siamo Dio. La terra ci precede e ci è stata data. È importante leggere i testi biblici nel loro contesto, e ricordare che essi ci invitano a “coltivare e custodire” il giardino del mondo. Mentre “coltivare” significa arare o lavorare un terreno, “custodire” vuol dire proteggere, curare, preservare, conservare, vigilare. La tecnoscienza, ben orientata, è in grado non solo di produrre cose realmente preziose per migliorare la qualità della vita dell’essere umano, a partire dagli oggetti di uso domestico fino ai grandi mezzi di trasporto. Tuttavia non possiamo ignorare che l’energia nucleare, la biotecnologia, l’informatica, la conoscenza del nostro stesso Dna e altre potenzialità che abbiamo acquisito ci offrono un tremendo potere”.

ECOLOGIA QUOTIDIANA – “È necessario curare gli spazi pubblici. La mancanza di alloggi è grave in molte parti del mondo. La qualità della vita nelle città è legata in larga parte ai trasporti, che sono spesso causa di grandi sofferenze per gli abitanti. Nelle città circolano molte automobili utilizzate da una o due persone, per cui il traffico diventa intenso, si alza il livello d’inquinamento, si consumano enormi quantità di energia non rinnovabile e diventa necessaria la costruzione di più strade e parcheggi, che danneggiano il tessuto urbano. Molti specialisti concordano sulla necessità di dare priorità ai trasporti pubblici. Le previsioni catastrofiche ormai non si possono più guardare con disprezzo e ironia”

LINEE DI AZIONE – “Per i Paesi poveri le priorità devono essere lo sradicamento della miseria e lo sviluppo sociale dei loro abitanti; al tempo stesso devono prendere in esame il livello scandaloso di consumo di alcuni settori privilegiati della loro popolazione e contrastare meglio la corruzione. In ogni discussione riguardante un’iniziativa imprenditoriale si dovrebbe porre una serie di domande, per poter discernere se porterà ad un vero sviluppo integrale: Per quale scopo? Per quale motivo? Dove? Quando? In che modo? A chi è diretto? Quali sono i rischi? A quale costo? Chi paga le spese e come lo farà? Il principio della massimizzazione del profitto è una distorsione concettuale dell’economia. Qual è il posto della politica? Abbiamo bisogno di una politica che pensi con una visione ampia, e che porti avanti un nuovo approccio integrale, includendo in un dialogo interdisciplinare i diversi aspetti della crisi”.

CAMBIARE STILE DI VITA – Un cambiamento negli stili di vita potrebbe arrivare ad esercitare una sana pressione su coloro che detengono il potere politico, economico e sociale. È ciò che accade quando i movimenti dei consumatori riescono a far sì che si smetta di acquistare certi prodotti. L’educazione alla responsabilità ambientale può incoraggiare vari comportamenti che hanno un’incidenza diretta e importante nella cura per l’ambiente, come evitare l’uso di materiale plastico o di carta, ridurre il consumo di acqua, differenziare i rifiuti, cucinare solo quanto ragionevolmente si potrà mangiare, trattare con cura gli altri esseri viventi, utilizzare il trasporto pubblico o condividere un medesimo veicolo tra varie persone, piantare alberi, spegnere le luci inutili. Non bisogna pensare che questi sforzi non cambieranno il mondo. Lacrisi ecologica è un appello a una profonda conversione interiore. La sobrietà, vissuta con libertà e consapevolezza, è liberante. Non è meno vita, non è bassa intensità, ma tutto il contrario. Si può aver bisogno di poco e vivere molto”.

FONTE: Repubblica.it

E CI RIPROVANO ANCORA!


deposito nucleare

Ancora una volta dobbiamo difenderci contro gli attacchi dello Stato nei nostri confronti. Ancora una volta la Sardegna viene vista come la spazzatura d’Italia, vista la sua proverbiale antisismicità. E proprio a causa di questa nostra “qualità”, per via della mancanza di vulcani attivi e per via della lontananza dalla terraferma, ancora una volta la Sardegna viene presa di mira da chi vuole scaricare le scorie nucleari sul nostro territorio regionale.

Ancora una volta siamo costretti a lottare con le unghie e con i denti per difendere la nostra isola dallo sfruttamento. Si è costituito il Comitato contro lo Stoccaggio di Scorie Nucleari sul nostro territorio. Il 15 dicembre dovrebbe essere approvato il decreto che individua il deposito unico di stoccaggio delle scorie radioattive. La Sardegna rischia di essere la principale indiziata.

La prima mossa del comitato sarà quella di mobilitare la Regione Sardegna contro questa scelta scellerata che potrebbe annullare gli effetti dello storico referendum del 2011 che ha sancito la volontà dei sardi di opporsi al conferimento di scorie radioattive e nucleari sul territorio sardo.

“Oggi con l’approvazione dello sblocca Italia la legislazione è cambiata in peggio e la competenza esclusiva per quanto riguarda i controlli e le autorizzazioni relative all’ambiente è stata accentrata su Roma – denunciano gli attivisti – Il governo nazionale potrebbe quindi non tenere conto dei pareri della Giunta e del Consiglio regionale sia in materia di trivellazioni sia rispetto alla localizzazione dei depositi delle scorie nucleari“. Ma il Comitato avverte: “Dovranno passare sui nostri corpi prima di obbligarci a subire questo disastro ambientale“.

Fonte: l’Unione Sarda.

Basta con lo sfruttamento. Procurad’e moderare sa bostra tirannia.

SARDEGNA PATTUMIERA NUCLEARE?


deposito nucleare

Il deputato sardo Mauro Pili denuncia la possibilità che la Sardegna possa ricevere le scorie radioattive nucleari. Infatti si continua a dire che la Sardegna, per la bassa possibilità di fenomeni sismici, sarebbe il sito ideale per il deposito unico nazionale delle scorie radioattive nucleari. La Sardegna sarà davvero la pattumiera nucleare d’Italia?

IL FU…. KUSHIMA, 3 ANNI FA


nucleare

Tre anni fa una violentissima scossa di terremoto, seguita da uno tsunami, ha colpito il Giappone. Lo tsunami ha anche provocato un incidente nucleare nella cittadina di Fukushima. Un incidente che ha a sua volta provocato la fuoriuscita di radiazioni, e un rischio di esplosione che è stato scongiurato da 50 volontari operai della Centrale Nucleare.
Un gesto eroico, perché hanno messo a forte repentaglio la loro vita per salvare quella di milioni di giapponesi. E infatti l’operaio che dirigeva i lavori di “spegnimento” del reattore è morto un anno fa, il primo martire. Tanti altri si sono ammalati. Evitando, scongiurando l’esplosione che avrebbe contaminato l’intero pianeta.
Purtroppo l’incidente ha provocato la contaminazione dell’intera cittadina, cibo e acque comprese. A tre anni dal disastro, è tutto contaminato, 200mila sono le persone sfollate non ancora rientrate nelle loro case a Fukushima, che non è stata ancora bonificata, e aumentano in modo esponenziale i casi di tumore e di leucemie.
Fukushima da tre anni è una città fantasma. Una città non ancora bonificata. Una città colpita da un sistema industriale completamente sbagliato, ma che i governi si ostinano a perseguire.

BENVENUTI AL LAGO NORD


polo nord

Son talmente ecologista che quando mia mamma sbrina il frigorifero, porto il ghiaccio direttamente al Polo Nord“. Questa mia battuta in realtà potrebbe anche tornare utile, perché il ghiaccio si sta sciogliendo veramente al Polo Nord, e ad alta velocità, tanto che, come denunciano gli esperti, sta diventando un grande LAGO. Il Lago Nord. Attualmente nel Mar Glaciale Artico le temperature registrate sono da uno a tre gradi centigradi superiori alla media di stagione.

Luglio è il mese di maggiore fusione per l’Artico, tuttavia quest’anno la situazione è destinata a peggiorare: durante la settimana, infatti, è previsto l’arrivo di un ciclone artico che frantumerà ulteriormente il ghiaccio e porterà acqua calda, accellerando lo scioglimento. Tuttavia, il record storico per la minore quantità di ghiaccio rimane quello del 16 settembre 2012: il livello più basso da quando sono iniziati i rilevamenti nel 1970.

Insomma, l’Artico è in grande pericolo, tanto che addirittura lo Stretto di Bering si è aperto! Un allarme da non sottovalutare lo scioglimento dei ghiacciai nell’Artico, e non solo per via dell’innalzamento delle acque del mare fino a sette metri. E ora pensano addirittura di specularci sopra, con “nuove rotte commerciali“!

E’ giunta l’ora di lasciare il petrolio, il carbone, il nucleare, il gas. E’ FINITA l’era del petrolio. Inizia l’era delle Fonti Rinnovabili: Fotovoltaico, Eolico, Geotermia, Idroelettrico. A ogni chilowatt in più prodotta e consumata da fonti rinnovabili, DEVE CORRISPONDERE un chilowatt in meno prodotto e consumato da fonti fossili e nucleari. Solo così potremo, pian piano, migliorare le cose.

IL PROTOMARTIRE DI FUKUSHIMA


masao

E’ morto Masao Yoshida. Stroncato a 58 anni da un tumore all’esofago. Il primo martire di Fukushima, il primo “kamikaze”, il primo eroe che, assieme ad altri cinquanta suoi colleghi, invece di scappare da quell’inferno, ha voluto compromettere definitivamente la sua vita, ha accettato la quasi certezza matematica di essere avvelenato dalle radiazioni della centrale nucleare di Fukushima.

L’11 marzo 2011, il Giappone è scosso da un terremoto fortissimo, devastante, che ha provocato diversi crolli, diversi morti (molto pochi rispetto alla potenza del terremoto, quasi tre volte più forte di quello che ha provocato il disastro dell’Aquila, segno che i giapponesi sono davvero un esempio di efficienza, di sicurezza, maestri nell’edilizia e nella sicurezza antisismica).

Ma soprattutto ha causato uno tsunami, che a sua volta ha provocato un surriscaldamento dei reattori nucleari della centrale di Fukushima, una fuga radioattiva che ha fatto registrare un livello di radiazioni di mille volte superiore rispetto al limite tollerabile, e che ha scatenato una fuga di massa dal luogo dell’incidente.

E mentre tutti vengono fatti evacuare, cinquanta degli ottocento operai della centrale nucleare, tra cui Masao Yoshida, all’epoca direttore della centrale che ha diretto i lavori di contenimento del danno, decidono di restare. Decidono di fare tutto il possibile per abbassare la temperatura dei reattori, ormai fuori controllo e a rischio esplosione. Decidono addirittura di buttarvi l’acqua del mare.

I cinquanta si danno il cambio, una manciata di secondi per uno, superprotetti sotto le loro tute, per limitare la contaminazione, per limitare la quantità di radiazioni e di veleno da ricevere, da respirare. Ma troppo forti le radiazioni, le tute non bastano a difendersi. Lo sanno benissimo. Hanno accettato il rischio di essere avvelenati per tutta la loro vita, per evitare che altre centinaia, migliaia e milioni di connazionali giapponesi venissero contaminati e avvelenati.

Cinquanta kamikaze, cinquanta martiri, cinquanta angeli, cinquanta EROI, che hanno deciso di andare a MORIRE, di una morte lenta, atroce, dolorosissima, al posto di centinaia, migliaia o milioni di loro connazionali. Nove mesi dentro l’inferno della centrale nucleare, nove mesi di contaminazioni dirette, nove mesi che hanno scatenato in lui un tumore all’esofago, diagnosticatogli appena dopo il termine delle operazioni di spegnimento.

E nonostante la società smentisca che la sua malattia sia legata all’incidente, perché dicono che simili malattie si sviluppano dopo almeno 5 anni dalle radiazioni, io sono convinto che nove mesi (sempre a rischio esplosione) di radiazioni siano stati fatali a questo vero EROE. Forse la quantità di radiazioni è stata troppa.

E nonostante lui continuasse a sostenere sino all’ultimo il nucleare, e lottò non solo contro la malattia, ma anche per migliorare, a seguito di quell’incidente, la sicurezza nelle centrali nucleari di tutto il mondo, resta un grande eroe, un grande “kamikaze”, un martire, il primo di quell’incidente che avrebbe dovuto far riflettere il Giappone sulla pericolosità di queste centrali anche in caso di terremoti e tsunami, e che invece continuano a sostenere, con ancora più forza.

TRENO RADIOATTIVO DA TORINO IN DIREZIONE FRANCIA


scorie radioattive

Proprio nel giorno del secondo anniversario dell’incidente nucleare di Fukushima un treno con scorie nucleari attraverserà il Piemonte per dirigersi verso La Hague, in Francia, nel centro di stoccaggio delle scorie nucleari Cogema.
Aaaah!!! Ecco a cosa serviva la TAV Torino-Lione! Ecco quali merci occorre “trasportare“! Ve possero…

ANCHE LA FRANCIA CONTRO IL NUCLEARE


nucleare

Al grido di “Mai più Fukushima“, diverse migliaia di persone (4.000 per la Questura, 20.000 per gli organizzatori) hanno sfilato a Parigi contro il nucleare civile e militare, a due anni dalla catastrofe di Fukushima in Giappone. I manifestanti hanno sfilato tenendosi per mano e formando così una lunghissima catena umana. Noi in Italia, due volte siamo stati interpellati, due volte abbiamo risposto in massa: NO al nucleare. Civile o militare che sia. E oggi lo voglio ribadire: NO al nucleare, Sì al fotovoltaico e all’eolico nel Paese del Sole e del Vento

L’IRAN COSTRUISCE ALTRE 16 CENTRALI NUCLEARI


nucleare iran

Il Presidente Iraniano Ahmadinejad ha promesso di costruire 16 nuove centrali nucleari in Iran, perché, a suo dire, sarebbero stati individuati giacimenti per 4.400 tonnellate di uranio grezzo, che alimenterebbero le centrali. Ancora una volta gli interessi per le fonti energetiche fossili (quelle che producono energia elettrica con prodotti ricavati dal terreno e dalle cave, per intenderci) è fortissimo. Ma non ci sono solo interessi riguardanti l’approvvigionamento energetico. Ci sono anche interessi militari, specialmente per la ipotetica costruzione di una bomba atomica, che l’Iran ha più volte minacciato di possedere… Cosa ne pensate?

INCIDENTE IN UNA CENTRALE NUCLEARE FRANCESE: DUE FERITI LIEVI


Due persone sono rimaste ferite in modo leggero nell’incidente di natura chimica avvenuto oggi pomeriggio nella centrale nucleare più vecchia del parco francese, quella di Fessenheim, nella regione di Strasburgo (est della Francia).

Secondo EDF, che gestisce gli impianti nucleari francesi, l’incidente è stato risolto. “Due persone sono rimaste leggermente ustionate nonostante l’uso di guanti“, ha detto un portavoce del gruppo energetico francese, secondo il quale si è trattato di un inconveniente durante la manipolazione di un prodotto chimico, il perossido di idrogeno, noto come acqua ossigenata. “Non è stato un incendio“, ha confermato la prefettura locale, secondo la quale “c’é stata una fuga di vapore di acqua ossigenata prodotta dopo che in un serbatoio è stato iniettato perossido che ha reagito con l’acqua”. Una cinquantina di pompieri sono tuttora sul posto.

La centrale si trova nel dipartimento dell’Alto Reno nella regione dell’Alsazia, a sud di Strasburgo. E’ a pochissimi km dal Reno che segna il confine tra la Francia e la Germania e a una sessantina di km a nord dal confine svizzero.

(FONTE: Ansa)

Continuano gli incidenti alle centrali nucleari, e si continua a minimizzare l’accaduto. Ribadisco il mio NO più convinto alle centrali nucleari: ci sono alternative alle centrali nucleari: le fonti rinnovabili, tutte. Ma non quelle che vengono considerate fonti rinnovabili: quelle che lo sono realmente.

CARBOSULCIS: CI SONO ALTERNATIVE VALIDE ALLA CENTRALE


Da ieri, 120 minatori della Carbosulcis, la più grande centrale a carbone della Sardegna, per protesta contro la annunciata chiusura degli impianti, si sono barricati a quattrocento metri sottoterra, con 400 kg di esplosivo. Non abbandoneranno la miniera fino a che non avranno risposte certe sul loro futuro. “Il progetto che prevede una centrale per la produzione di energia tramite la cattura e lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo“, spiega Sandro Mereu della Rsu, “sarebbe dovuto partire a dicembre dello scorso anno. La Regione lo aveva presentato alla Commissione Europea che, però, ha chiesto integrazioni e nuova documentazione. Nel frattempo siamo venuti a sapere che il governo non vuole prendere in considerazione l’idea di una centrale nel Sulcis per privilegiare quella dell’Enel di Porto Tolle. Non siamo disposti ad aspettare ancora vivendo nell’incertezza. Vogliamo risposte certe e venerdì prossimo il governo deve dire se il progetto deve andare avanti oppure no. Deve dare risposte certe“, ha concluso, “alle 470 famiglie dei minatori“. La Regione Sardegna si è detta favorevole alla realizzazione dell’impianto.
Io NO.
A parte che il carbone è energia fossile, non rinnovabile, sporca. Non si può dunque parlare di carbone “pulito. Il carbone è sempre sporco. Inoltre la Sardegna è ricchissima di sole e di vento, e le energie rinnovabili sono il futuro, anche lavorativo, della Sardegna e dell’Italia. Ma devono rappresentare anche il presente. Si stanno sostituendo a poco a poco alle centrali fossili ed inquinanti. Come si fa a rilanciare il carbone in un momento in cui il settore delle rinnovabili sta conoscendo un periodo di boom per quanto riguarda il loro sviluppo?
Come si fa a parlare di carbone “pulito”? Non sarebbe una scusa per non investire in un settore così strategico per l’Italia come il sole e il vento? E come si fa a volere centrali a carbone quando si rifiuta l’eolico, che non è impattante per l’ambiente?
La Carbosulcis deve chiudere, o meglio, deve continuare a produrre fino a quando tutti gli operai non siano stati trasferiti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e del tanto temuto ed infangato eolico. Il settore delle energie rinnovabili dà già lavoro a miglialia di persone. Non avrebbero quindi difficoltà i minatori a trovare lavoro in questo settore, e bonificare un’area, quella del Sulcis, che ha conosciuto sviluppo, ma ora solo inquinamento, morte e miseria.
Perciò basta con la demagogia. Il carbone non è MAI “pulito”. I minatori possono essere trasferiti TUTTI nel settore del riciclaggio dei rifiuti (creare un centro come Vedelago sarebbe l’ideale per la Sardegna, e non solo per la Sardegna), anche con il riciclaggio creativo; e nel settore delle energie rinnovabili, grazie al rilancio del fotovoltaico (e la Regione Sardegna in questo caso DEVE creare nuovi incentivi, anche alla luce di quanto detto in occasione della campagna referendaria contro il nucleare, in cui il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva dichiarato che la Sardegna vuole investire sulle energie rinnovabili e pulite); e grazie anche all’eolico, che il Parlamentare Mauro Pili (PdL) continua a contrastare facendosi paladino dell’ambiente, ma intanto sostiene il rilancio del carbone.
A tal proposito si sappia che l’eolico non impatta col paesaggio (perché a impattare il paesaggio ci pensano anche condomìni, palazzi, grattacieli, torri di centrali a carbone, raffinerie, inceneritori). L’accusa per l’eolico di impattare il paesaggio è pura demagogia, alla luce di quanto detto in precedenza.
Le alternative ci sono. Qualora non sia possibile realizzare tutto questo, allora dobbiamo accettare questa centrale. Ma la si smetta di parlare di carbone pulito, e di ricattare il lavoro per la salute. Ma prima di “accettare” la centrale, si tenti di percorrere questa strada. Almeno tanti di questi poveri operai troveranno lavoro sicuro. E pulito.

LIVE EARTH: E’ CAMBIATO QUALCOSA?


Cinque anni fa, il 7 luglio 2007 (7/7/7) il mondo si è mobilitato: 150 artisti e gruppi musicali si sono esibiti in quel giorno in 8 grandi città del mondo, per chiedere l’abbattimento delle emissioni inquinanti, di co2, di gas serra, la fine dell’età del petrolio e del carbone, e l’alba di una nuova età: l’età del rispetto dell’ambiente, e dell’energia pulita e rinnovabile, dello sviluppo corretto, sensibile e sostenibile.
Ma nonostante questa volonta ultra popolare (oltre due miliardi di persone hanno seguito il live earth in tv, senza contare quelli che l’hanno seguito dal vivo), la situazione sembrerebbe migliorare, ma solo leggermente, per via dei cittadini privati che installano sui loro tetti pannelli fotovoltaici, accrescendo così anche in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite. Tuttavia questo è troppo poco. Anzitutto non c’era un solo concerto in Italia, e questo la dice lunga sulla volontà dei nostri politici nei confronti dei temi ambientali (e infatti si vedono i continui attentati in conto di tagli al 55% sugli incentivi agli impianti fotovoltaici domestici, poi sempre scongiurati). Aumenta sempre più la cementificazione, e i rifiuti non sono gestiti bene (inceneritori e discariche al posto di raccolta differenziata e riciclaggio).
Nel successivo G8 si è deciso di abbattere il prezzo del petrolio… volendo costruire MILLE centrali nucleari in tutto il mondo, senza considerare minimamente le fonti rinnovabili. In Italia volevano costruire da 4 a 16 centrali nucleari, individuando già i siti (senza rivelarli alla popolazione) dove dovevano aprire i cantieri. Anche questo attentato scongiurato dal referendum del giugno 2011.
Poi è entrato il Governo Monti, che per “salvare l’Italia” ha impugnato il machete tagliando tutto E SOLO il necessario, e tassandoci fino all’ultimo centesimo, senza tagliare loro un solo centesimo di privilegi, e investendo i nostri soldi per acquistare novanta cacciabombardieri da venti milioni di euro ciascuno. E le fonti rinnovabili? Sempre più oltraggiate (vedere eolico).
La lotta per noi ecologisti sarà dura e lunga, ma saremo sempre più determinati, perché le nostre richieste, che siamo il Popolo del Live Earth, vengano ascoltate e messe in pratica.

RIPARTE LA CARBOSULCIS


(ANSA) – CAGLIARI, 4 LUG – All’indomani della nomina del nuovo amministratore della Carbosulcis, Luigi Zucca, si stringono i tempi per il rilancio. Si guarda quindi all’Europa e al Governo per definire il progetto di estrazione e utilizzo del carbone per la produzione di elettricita’ stoccando l’anidride carbonica nel sottosuolo. Il 13 luglio e’ atteso il primo via libera da Roma mentre il 27 si dovrebbe esprimere l’Ue. Un lavoro da 1,5 mld tra fondi regionali, nazionali ed europei, ma serve anche l’avallo dell’Enel che dovra’ bruciare a regime un milione di tonnellate di carbone estratto in miniera. (ANSA).

Come avrete potuto leggere dall’articolo, si cerca di far ripartire la Carbosulcis, la miniera di carbone più importante della Sardegna. Ma riparte con “il progetto di estrazione e utilizzo del carbone per la produzione di elettricità“, “stoccando l’anidride carbonica nel sottosuolo“. Ma non sarebbe meglio produrre elettricità con l’eolico, che viene rifiutato ed infangato da tutti (mentre il carbone, siccome c’è la Carbosulcis, storica miniera, viene accettata, con buona pace della loro salute e della salute del territorio, per via del lavoro)? E inoltre, perché stoccare l’anidride carbonica nel sottosuolo? Non è pericoloso? O lo si fa per dire che il carbone è “pulito”? Il carbone, ricordatevelo, non è mai pulito.

Altra cosa che mi lascia perplesso: il carbone lo brucerà l’ENEL. Società che negli spot dice di adeguarsi ai nostri tempi, per poi rimanere attaccata al passato (carbone, petrolio, nucleare). E dice di essere “green“.
Sapete che vi dico? Questo affare puzza… non solo di carbone…

ALCUNE RIFLESSIONI SULL’EOLICO


 

E’ ufficiale. L’eolico è la fonte rinnovabile più contestata, dopo gli impianti a biomasse. La lotta contro l’eolico è serrata, le associazioni si organizzano, i quotidiani (anche locali) la criticano in continuazione. L’energia eolica, energia rinnovabile, prodotta dal vento, è energia pulita, ma sono in tanti a contrastarla. Anche chi si definisce ecologista. Ecco il mio parere (che non è Vangelo, per cui ognuno è libero di darmi ragione o torto):

Io sono favorevole all’eolico. Se ci fosse un progetto per l’installazione di turbine eoliche lo sosterrei. Perché io amo l’energia rinnovabile e pulita, e l’eolico, di certo, lo è. E non nascondo la mia indignazione contro chi la contesta e la contrasta.

Dicono che l’eolico impatta con il paesaggio. Già, ma anche le “torri di fumo“, le centrali a carbone, le raffinerie, le torri nucleari, le ciminiere degli inceneritori, e persino le case e i condomìni, i palazzi e i grattacieli, impattano con il paesaggio. Solo che alcune di queste cose (case, condomìniperché ognuno ha diritto ad un tetto – e anche le centrali a carbone e le raffinerie, perché danno lavoro) sembrano essere ben accette dalla società.
Perché l’eolico viene rifiutato? Eppure, a differenza delle raffinerie e delle ciminiere, le torri eoliche non emettono fumo, non producono co2, non producono alcun inquinamento. Perché solo l’eolico deturpa il paesaggio?

Dicono che le turbine, le pale, ammazzino l’avifauna. Questo è tutto da verificare. Ma anche se fosse vero (non hanno ancora fornito immagini che sostengono quest’affermazione), anche la caccia ammazza l’avifauna. Però la caccia è (sempre meno) accettata. Le turbine eoliche possono ferire l’avifauna, ma le ben accettate ciminiere? Non uccidono forse le persone (altro che uccelli)? Le torri eoliche non emettono veleni, a differenza di tutte le altre torri.

Dicono che le pale, quando girano, facciano rumore, un rumore assordante, insopportabile. Non so se sia vero. Purtroppo non ho la fortuna di vivere vicino ad impianti eolici. Tuttavia quando le vedo dalla strada, abbasso il finestrino, ma si sente solo il fischio del vento, mica quello delle pale, installate a venti metri. Eppure le pale girano ad alta velocità.

Le contestazioni all’eolico mi sembrano più che altro demagogia. Un modo per difendere il vecchio e per demonizzare il nuovo. Ci vorrebbe più informazione sull’eolico. E soprattutto più regole.
Sono favorevole all’eolico, ma senza regole tutto danneggia. Ma se le regole sono troppo restrittive, allora danneggia anche questo.
Sono favorevole all’eolico, ma se è vero che l’energia prodotta dalle rinnovabili viene venduta all’Enel senza essere fornita alle famiglie, allora è doveroso cambiare il sistema, rivoluzionarlo.

Sono favorevole all’eolico, ma ho qualche dubbio sull’eolico “off-shore, ovvero in mare, a largo delle coste. Potrebbero impattare le rotte delle navi. Per il resto sono favorevole. Con le dovute regole e i dovuti controlli.

Voi siete favorevoli o contrari all’eolico? E in che misura?

 

EARTH DAY 2012: POLEMICHE PER LA PARTECIPAZIONE DI CLINI


Oggi si celebra la quarantaduesima edizione dell’Earth Day, il Giorno della Terra 2012. Oggi ci saranno una serie di concerti per chiedere l’abbattimento della CO2. Tuttavia c’è chi contesta questa giornata. Ebbene sì, proprio Ecoblog, dal quale prendo la fonte di ispirazione per i miei post. Perché Ecoblog si mette contro un’iniziativa per l’ambiente? No, tranquilli, non è per l’iniziativa che se la prende. E’ per chi vi partecipa: il Ministro per (?) l’Ambiente Clini su uno dei palchi per l’Ambiente.
Clini, proprio colui che vuole bruciare ogni sorta di rifiuti, anche nei cementifici; colui che vuole spalancare le porte agli OGM; colui che sta ripensando al nucleare. Ecoblog se la prende contro l’ipocrisia, e giustamente dice che non basta una sola giornata, o una sola ora, per salvare la Terra. Tutti i giorni devono essere “della Terra”.

IL FU-KUSHIMA


Esattamente un anno fa, l’11 marzo 2011, il Giappone viene scosso da un fortissimo terremoto, oltre il settimo grado della Scala Richter, un terremoto dalle proporzioni devastanti. A seguito di quella scossa nessuna casa, e ripeto, nessuna casa è crollata, segno che i giapponesi sono veramente un popolo attento, ben organizzato, che fanno le cose per bene. Ma la scossa ha causato uno tsunami di enormi dimensioni, il quale ha provocato la fusione del nocciolo di tre dei sei reattori della centrale nucleare di Fukushima. Una serie di incidenti e calamità naturali a catena che hanno messo in ginocchio una superpotenza tecnologica ed economica come il Giappone.
Oltre 19mila tra morti e sfollati, soprattutto a Fukushima, città teatro del terribile incidente nucleare. Gli abitanti della città sono stati evacuati oltre il raggio di trenta chilometri dal luogo dell’incidente.
I giapponesi hanno dimostrato comunque grande compostezza nel loro dolore, grande organizzazione, grande spirito di squadra e di
sacrificio. Sì, sacrificio. Come quello dei cinquanta degli ottocento operai della centrale nucleare di Fukushima, che hanno sacrificato per sempre la loro vita, la loro salute, inondati dalle altissime radiazioni, letali per chiunque, per evitare l’esplosione dell’intera centrale, e quindi per evitare ulteriori disastri. Cinquanta eroi, i nuovi “kamikaze“, i nuovi martiri.
Cinquanta angeli che giorno e notte, senza sosta, hanno lavorato per cercare di scongiurare l’esplosione, e la fissione nucleare. A seguito di quell’incidente il Governo giapponese decide di disattivare 52 delle 54 centrali nucleari  attive in Giappone.
Tutto il mondo politico si è mobilitato, e anche l’Italia, col suo governo favorevole al ritorno del nucleare dopo il referendum del 1987, ha dovuto calmare i bollenti spiriti, e si è arreso solo dopo il grande referendum del giugno scorso, quando gli italiani hanno dato la seconda botta a chi voleva violare la sovranità del popolo.
Siamo fieri di quel risultato, storico come quello del 1987. Dopo tanti anni di referendum falliti (e fatti fallire), stavolta il nostro impegno è stato finalmente premiato.
Siamo stati sempre contrari al nucleare, ben prima dell’incidente di Fukushima, e ci siamo battuti per far raggiungere il quorum. Il nucleare infatti è una buonissima fonte di energia, che produce vapore acqueo, e quindi non emette co2, ma ha tanti difetti e tanti svantaggi:
– le radiazioni che seguono ogni fase di produzione dell’energia;
– l’uranio: materiale non rinnovabile, finito, che si deve lavorare bene prima di essere usato per la produzione di energia;
– l’utilizzo militare: il nucleare serve, non solo per produrre energia, e quindi per scopi civili. Serve anche, purtroppo, per scopi militaristici e bellici, come la costruzione della bomba atomica e delle armi all’uranio impoverito, che hanno causato, soprattutto nella missione balcanica, tanti malati di leucemie, linfomi, e tante, tante morti, soprattutto a seguito di queste terribili malattie;
– in caso di incidente (come quello di Fukushima del 2011, o quello di Chernobyl del 1986), le centrali rilasciano radiazioni in quantità letale per chiunque abiti nelle vicinanze (e non solo nelle vicinanze), tali da rendere inabitabili intere regioni del pianeta;
– la centrale nucleare costa tanto, sia per la sua costruzione, sia per la sua manutenzione, e questo toglierebbe fondi agli investimenti sulle fonti rinnovabili e veramente pulite;
– e infine (ultimo ma non ultimo svantaggio), produce
scorie radioattive, che rimangono tali per 25.000 anni. Scorie che non possono essere depositate in nessuna parte del pianeta. Scorie altamente pericolose.
Per tutti questi motivi siamo sempre stati contrari alla produzione di energia da fonte nucleare.
Fukushima oggi è una città vuota, inabitata, sfollata, e lo sarà ancora per tanto tempo. Vogliamo sperare che incidenti come questo non si verifichino mai più.
No alla costruzione di nuove centrali nucleari, sì al futuro: le energie rinnovabili.