CARBOSULCIS: CI SONO ALTERNATIVE VALIDE ALLA CENTRALE


Da ieri, 120 minatori della Carbosulcis, la più grande centrale a carbone della Sardegna, per protesta contro la annunciata chiusura degli impianti, si sono barricati a quattrocento metri sottoterra, con 400 kg di esplosivo. Non abbandoneranno la miniera fino a che non avranno risposte certe sul loro futuro. “Il progetto che prevede una centrale per la produzione di energia tramite la cattura e lo stoccaggio di CO2 nel sottosuolo“, spiega Sandro Mereu della Rsu, “sarebbe dovuto partire a dicembre dello scorso anno. La Regione lo aveva presentato alla Commissione Europea che, però, ha chiesto integrazioni e nuova documentazione. Nel frattempo siamo venuti a sapere che il governo non vuole prendere in considerazione l’idea di una centrale nel Sulcis per privilegiare quella dell’Enel di Porto Tolle. Non siamo disposti ad aspettare ancora vivendo nell’incertezza. Vogliamo risposte certe e venerdì prossimo il governo deve dire se il progetto deve andare avanti oppure no. Deve dare risposte certe“, ha concluso, “alle 470 famiglie dei minatori“. La Regione Sardegna si è detta favorevole alla realizzazione dell’impianto.
Io NO.
A parte che il carbone è energia fossile, non rinnovabile, sporca. Non si può dunque parlare di carbone “pulito. Il carbone è sempre sporco. Inoltre la Sardegna è ricchissima di sole e di vento, e le energie rinnovabili sono il futuro, anche lavorativo, della Sardegna e dell’Italia. Ma devono rappresentare anche il presente. Si stanno sostituendo a poco a poco alle centrali fossili ed inquinanti. Come si fa a rilanciare il carbone in un momento in cui il settore delle rinnovabili sta conoscendo un periodo di boom per quanto riguarda il loro sviluppo?
Come si fa a parlare di carbone “pulito”? Non sarebbe una scusa per non investire in un settore così strategico per l’Italia come il sole e il vento? E come si fa a volere centrali a carbone quando si rifiuta l’eolico, che non è impattante per l’ambiente?
La Carbosulcis deve chiudere, o meglio, deve continuare a produrre fino a quando tutti gli operai non siano stati trasferiti nel settore delle energie rinnovabili, in particolare del fotovoltaico e del tanto temuto ed infangato eolico. Il settore delle energie rinnovabili dà già lavoro a miglialia di persone. Non avrebbero quindi difficoltà i minatori a trovare lavoro in questo settore, e bonificare un’area, quella del Sulcis, che ha conosciuto sviluppo, ma ora solo inquinamento, morte e miseria.
Perciò basta con la demagogia. Il carbone non è MAI “pulito”. I minatori possono essere trasferiti TUTTI nel settore del riciclaggio dei rifiuti (creare un centro come Vedelago sarebbe l’ideale per la Sardegna, e non solo per la Sardegna), anche con il riciclaggio creativo; e nel settore delle energie rinnovabili, grazie al rilancio del fotovoltaico (e la Regione Sardegna in questo caso DEVE creare nuovi incentivi, anche alla luce di quanto detto in occasione della campagna referendaria contro il nucleare, in cui il Presidente della Regione Sardegna, Ugo Cappellacci, aveva dichiarato che la Sardegna vuole investire sulle energie rinnovabili e pulite); e grazie anche all’eolico, che il Parlamentare Mauro Pili (PdL) continua a contrastare facendosi paladino dell’ambiente, ma intanto sostiene il rilancio del carbone.
A tal proposito si sappia che l’eolico non impatta col paesaggio (perché a impattare il paesaggio ci pensano anche condomìni, palazzi, grattacieli, torri di centrali a carbone, raffinerie, inceneritori). L’accusa per l’eolico di impattare il paesaggio è pura demagogia, alla luce di quanto detto in precedenza.
Le alternative ci sono. Qualora non sia possibile realizzare tutto questo, allora dobbiamo accettare questa centrale. Ma la si smetta di parlare di carbone pulito, e di ricattare il lavoro per la salute. Ma prima di “accettare” la centrale, si tenti di percorrere questa strada. Almeno tanti di questi poveri operai troveranno lavoro sicuro. E pulito.

LIVE EARTH: E’ CAMBIATO QUALCOSA?


Cinque anni fa, il 7 luglio 2007 (7/7/7) il mondo si è mobilitato: 150 artisti e gruppi musicali si sono esibiti in quel giorno in 8 grandi città del mondo, per chiedere l’abbattimento delle emissioni inquinanti, di co2, di gas serra, la fine dell’età del petrolio e del carbone, e l’alba di una nuova età: l’età del rispetto dell’ambiente, e dell’energia pulita e rinnovabile, dello sviluppo corretto, sensibile e sostenibile.
Ma nonostante questa volonta ultra popolare (oltre due miliardi di persone hanno seguito il live earth in tv, senza contare quelli che l’hanno seguito dal vivo), la situazione sembrerebbe migliorare, ma solo leggermente, per via dei cittadini privati che installano sui loro tetti pannelli fotovoltaici, accrescendo così anche in Italia lo sviluppo delle fonti rinnovabili e pulite. Tuttavia questo è troppo poco. Anzitutto non c’era un solo concerto in Italia, e questo la dice lunga sulla volontà dei nostri politici nei confronti dei temi ambientali (e infatti si vedono i continui attentati in conto di tagli al 55% sugli incentivi agli impianti fotovoltaici domestici, poi sempre scongiurati). Aumenta sempre più la cementificazione, e i rifiuti non sono gestiti bene (inceneritori e discariche al posto di raccolta differenziata e riciclaggio).
Nel successivo G8 si è deciso di abbattere il prezzo del petrolio… volendo costruire MILLE centrali nucleari in tutto il mondo, senza considerare minimamente le fonti rinnovabili. In Italia volevano costruire da 4 a 16 centrali nucleari, individuando già i siti (senza rivelarli alla popolazione) dove dovevano aprire i cantieri. Anche questo attentato scongiurato dal referendum del giugno 2011.
Poi è entrato il Governo Monti, che per “salvare l’Italia” ha impugnato il machete tagliando tutto E SOLO il necessario, e tassandoci fino all’ultimo centesimo, senza tagliare loro un solo centesimo di privilegi, e investendo i nostri soldi per acquistare novanta cacciabombardieri da venti milioni di euro ciascuno. E le fonti rinnovabili? Sempre più oltraggiate (vedere eolico).
La lotta per noi ecologisti sarà dura e lunga, ma saremo sempre più determinati, perché le nostre richieste, che siamo il Popolo del Live Earth, vengano ascoltate e messe in pratica.

RIPARTE LA CARBOSULCIS


(ANSA) – CAGLIARI, 4 LUG – All’indomani della nomina del nuovo amministratore della Carbosulcis, Luigi Zucca, si stringono i tempi per il rilancio. Si guarda quindi all’Europa e al Governo per definire il progetto di estrazione e utilizzo del carbone per la produzione di elettricita’ stoccando l’anidride carbonica nel sottosuolo. Il 13 luglio e’ atteso il primo via libera da Roma mentre il 27 si dovrebbe esprimere l’Ue. Un lavoro da 1,5 mld tra fondi regionali, nazionali ed europei, ma serve anche l’avallo dell’Enel che dovra’ bruciare a regime un milione di tonnellate di carbone estratto in miniera. (ANSA).

Come avrete potuto leggere dall’articolo, si cerca di far ripartire la Carbosulcis, la miniera di carbone più importante della Sardegna. Ma riparte con “il progetto di estrazione e utilizzo del carbone per la produzione di elettricità“, “stoccando l’anidride carbonica nel sottosuolo“. Ma non sarebbe meglio produrre elettricità con l’eolico, che viene rifiutato ed infangato da tutti (mentre il carbone, siccome c’è la Carbosulcis, storica miniera, viene accettata, con buona pace della loro salute e della salute del territorio, per via del lavoro)? E inoltre, perché stoccare l’anidride carbonica nel sottosuolo? Non è pericoloso? O lo si fa per dire che il carbone è “pulito”? Il carbone, ricordatevelo, non è mai pulito.

Altra cosa che mi lascia perplesso: il carbone lo brucerà l’ENEL. Società che negli spot dice di adeguarsi ai nostri tempi, per poi rimanere attaccata al passato (carbone, petrolio, nucleare). E dice di essere “green“.
Sapete che vi dico? Questo affare puzza… non solo di carbone…

ALCUNE RIFLESSIONI SULL’EOLICO


 

E’ ufficiale. L’eolico è la fonte rinnovabile più contestata, dopo gli impianti a biomasse. La lotta contro l’eolico è serrata, le associazioni si organizzano, i quotidiani (anche locali) la criticano in continuazione. L’energia eolica, energia rinnovabile, prodotta dal vento, è energia pulita, ma sono in tanti a contrastarla. Anche chi si definisce ecologista. Ecco il mio parere (che non è Vangelo, per cui ognuno è libero di darmi ragione o torto):

Io sono favorevole all’eolico. Se ci fosse un progetto per l’installazione di turbine eoliche lo sosterrei. Perché io amo l’energia rinnovabile e pulita, e l’eolico, di certo, lo è. E non nascondo la mia indignazione contro chi la contesta e la contrasta.

Dicono che l’eolico impatta con il paesaggio. Già, ma anche le “torri di fumo“, le centrali a carbone, le raffinerie, le torri nucleari, le ciminiere degli inceneritori, e persino le case e i condomìni, i palazzi e i grattacieli, impattano con il paesaggio. Solo che alcune di queste cose (case, condomìniperché ognuno ha diritto ad un tetto – e anche le centrali a carbone e le raffinerie, perché danno lavoro) sembrano essere ben accette dalla società.
Perché l’eolico viene rifiutato? Eppure, a differenza delle raffinerie e delle ciminiere, le torri eoliche non emettono fumo, non producono co2, non producono alcun inquinamento. Perché solo l’eolico deturpa il paesaggio?

Dicono che le turbine, le pale, ammazzino l’avifauna. Questo è tutto da verificare. Ma anche se fosse vero (non hanno ancora fornito immagini che sostengono quest’affermazione), anche la caccia ammazza l’avifauna. Però la caccia è (sempre meno) accettata. Le turbine eoliche possono ferire l’avifauna, ma le ben accettate ciminiere? Non uccidono forse le persone (altro che uccelli)? Le torri eoliche non emettono veleni, a differenza di tutte le altre torri.

Dicono che le pale, quando girano, facciano rumore, un rumore assordante, insopportabile. Non so se sia vero. Purtroppo non ho la fortuna di vivere vicino ad impianti eolici. Tuttavia quando le vedo dalla strada, abbasso il finestrino, ma si sente solo il fischio del vento, mica quello delle pale, installate a venti metri. Eppure le pale girano ad alta velocità.

Le contestazioni all’eolico mi sembrano più che altro demagogia. Un modo per difendere il vecchio e per demonizzare il nuovo. Ci vorrebbe più informazione sull’eolico. E soprattutto più regole.
Sono favorevole all’eolico, ma senza regole tutto danneggia. Ma se le regole sono troppo restrittive, allora danneggia anche questo.
Sono favorevole all’eolico, ma se è vero che l’energia prodotta dalle rinnovabili viene venduta all’Enel senza essere fornita alle famiglie, allora è doveroso cambiare il sistema, rivoluzionarlo.

Sono favorevole all’eolico, ma ho qualche dubbio sull’eolico “off-shore, ovvero in mare, a largo delle coste. Potrebbero impattare le rotte delle navi. Per il resto sono favorevole. Con le dovute regole e i dovuti controlli.

Voi siete favorevoli o contrari all’eolico? E in che misura?

 

EARTH DAY 2012: POLEMICHE PER LA PARTECIPAZIONE DI CLINI


Oggi si celebra la quarantaduesima edizione dell’Earth Day, il Giorno della Terra 2012. Oggi ci saranno una serie di concerti per chiedere l’abbattimento della CO2. Tuttavia c’è chi contesta questa giornata. Ebbene sì, proprio Ecoblog, dal quale prendo la fonte di ispirazione per i miei post. Perché Ecoblog si mette contro un’iniziativa per l’ambiente? No, tranquilli, non è per l’iniziativa che se la prende. E’ per chi vi partecipa: il Ministro per (?) l’Ambiente Clini su uno dei palchi per l’Ambiente.
Clini, proprio colui che vuole bruciare ogni sorta di rifiuti, anche nei cementifici; colui che vuole spalancare le porte agli OGM; colui che sta ripensando al nucleare. Ecoblog se la prende contro l’ipocrisia, e giustamente dice che non basta una sola giornata, o una sola ora, per salvare la Terra. Tutti i giorni devono essere “della Terra”.

IL FU-KUSHIMA


Esattamente un anno fa, l’11 marzo 2011, il Giappone viene scosso da un fortissimo terremoto, oltre il settimo grado della Scala Richter, un terremoto dalle proporzioni devastanti. A seguito di quella scossa nessuna casa, e ripeto, nessuna casa è crollata, segno che i giapponesi sono veramente un popolo attento, ben organizzato, che fanno le cose per bene. Ma la scossa ha causato uno tsunami di enormi dimensioni, il quale ha provocato la fusione del nocciolo di tre dei sei reattori della centrale nucleare di Fukushima. Una serie di incidenti e calamità naturali a catena che hanno messo in ginocchio una superpotenza tecnologica ed economica come il Giappone.
Oltre 19mila tra morti e sfollati, soprattutto a Fukushima, città teatro del terribile incidente nucleare. Gli abitanti della città sono stati evacuati oltre il raggio di trenta chilometri dal luogo dell’incidente.
I giapponesi hanno dimostrato comunque grande compostezza nel loro dolore, grande organizzazione, grande spirito di squadra e di
sacrificio. Sì, sacrificio. Come quello dei cinquanta degli ottocento operai della centrale nucleare di Fukushima, che hanno sacrificato per sempre la loro vita, la loro salute, inondati dalle altissime radiazioni, letali per chiunque, per evitare l’esplosione dell’intera centrale, e quindi per evitare ulteriori disastri. Cinquanta eroi, i nuovi “kamikaze“, i nuovi martiri.
Cinquanta angeli che giorno e notte, senza sosta, hanno lavorato per cercare di scongiurare l’esplosione, e la fissione nucleare. A seguito di quell’incidente il Governo giapponese decide di disattivare 52 delle 54 centrali nucleari  attive in Giappone.
Tutto il mondo politico si è mobilitato, e anche l’Italia, col suo governo favorevole al ritorno del nucleare dopo il referendum del 1987, ha dovuto calmare i bollenti spiriti, e si è arreso solo dopo il grande referendum del giugno scorso, quando gli italiani hanno dato la seconda botta a chi voleva violare la sovranità del popolo.
Siamo fieri di quel risultato, storico come quello del 1987. Dopo tanti anni di referendum falliti (e fatti fallire), stavolta il nostro impegno è stato finalmente premiato.
Siamo stati sempre contrari al nucleare, ben prima dell’incidente di Fukushima, e ci siamo battuti per far raggiungere il quorum. Il nucleare infatti è una buonissima fonte di energia, che produce vapore acqueo, e quindi non emette co2, ma ha tanti difetti e tanti svantaggi:
– le radiazioni che seguono ogni fase di produzione dell’energia;
– l’uranio: materiale non rinnovabile, finito, che si deve lavorare bene prima di essere usato per la produzione di energia;
– l’utilizzo militare: il nucleare serve, non solo per produrre energia, e quindi per scopi civili. Serve anche, purtroppo, per scopi militaristici e bellici, come la costruzione della bomba atomica e delle armi all’uranio impoverito, che hanno causato, soprattutto nella missione balcanica, tanti malati di leucemie, linfomi, e tante, tante morti, soprattutto a seguito di queste terribili malattie;
– in caso di incidente (come quello di Fukushima del 2011, o quello di Chernobyl del 1986), le centrali rilasciano radiazioni in quantità letale per chiunque abiti nelle vicinanze (e non solo nelle vicinanze), tali da rendere inabitabili intere regioni del pianeta;
– la centrale nucleare costa tanto, sia per la sua costruzione, sia per la sua manutenzione, e questo toglierebbe fondi agli investimenti sulle fonti rinnovabili e veramente pulite;
– e infine (ultimo ma non ultimo svantaggio), produce
scorie radioattive, che rimangono tali per 25.000 anni. Scorie che non possono essere depositate in nessuna parte del pianeta. Scorie altamente pericolose.
Per tutti questi motivi siamo sempre stati contrari alla produzione di energia da fonte nucleare.
Fukushima oggi è una città vuota, inabitata, sfollata, e lo sarà ancora per tanto tempo. Vogliamo sperare che incidenti come questo non si verifichino mai più.
No alla costruzione di nuove centrali nucleari, sì al futuro: le energie rinnovabili.

DIS-FARE AMBIENTE


Torino, 25 feb. – (Adnkronos) – ”La Torino-Lione è una priorità per il Piemonte e per l’Italia e la sostenibilità ambientale dell’opera è uno degli elementi che più di tutti sono stati valutati con estrema attenzione, così come la sicurezza e la tutela delle persone rispetto alle polveri ed al trasporto del materiale di risulta”. Lo sottolinea in una nota Erica Botticelli, vice presidente nazionale di ‘Fare Ambiente’ che aggiunge: ”il confronto con le varie realtà territoriali ha portato ad assumere gli accorgimenti necessari per evitare il più possibile i disagi delle popolazioni e per giungere ad un tracciato che tenesse conto di tutte le potenzialità di sviluppo locali”.
”La posizione di chi, come Legambiente, torna oggi a chiedere di fermare la Tav è anacronistica, ingiustificata, non rappresentativa delle realtà locali, oltreché fuori luogo”, conclude.
(FONTE: LiberoQuotidiano)

Come avrete potuto leggere, l’Associazione c.d. “Ambientalista” Fare Ambiente, è in realtà un’Associazione che fa politica contro l’ambiente. Si è sempre schierata a favore degli inceneritori, a favore delle discariche, a favore del cemento, a favore del nucleare, a favore delle c.d. “grandi opere“, e quindi anche a favore della Tav, opera per loro “strategica” e “fondamentale”. Tutto questo senza valutare i danni all’ambiente che questa ferrovia provoca: infatti la montagna che si vuole bucare contiene amianto e uranio (vedere post precedente).
Tra l’altro si mette anche contro le fonti rinnovabili, tramite Alfonso Fimiani, presidente dei Circoli dell’Ambiente (PdL), nonché allora Responsabile Nazionale dell’Organizzazione Fare Ambiente.
Come potete vedere, dunque, Fare Ambiente è un’organizzazione antiecologista. Diffidate dagli slogan.