OGGI ECLISSI DI LUNA


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Stasera tutti con il naso e soprattutto con gli occhi all’insù, ad ammirare l’eclissi parziale di Luna. Un “morso”, un pezzo staccato dalla Terra che sarà visibile subito dopo il tramonto e durerà fino alle 22.51 quando uscirà completamente anche dalla penombra.

Fonte: Repubblica.it

E allora godiamoci lo spettacolo!

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PROROGATI TRE ANNI DI SOFFERENZE


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Le sperimentazioni sugli animali hanno sempre rappresentato un terreno di scontro fra scienza ed animalisti. In alcuni casi c’è il rovescio della medaglia, ovvero la soluzione, la cura ad alcune malattie che sembrano incurabili ed inguaribili. Ma questa non ha rovescio della medaglia. La sperimentazione degli effetti di fumo alcool e droga sugli animali è davvero inaccettabile.

Il giorno di San Valentino il Parlamento ci ha regalato un grande gesto d’amore: la proroga di tre anni delle sofferenze delle cavie da laboratorio. Infatti è stato prorogato di tre anni il finanziamento di questi esperimenti inutili per i malati e particolarmente crudeli per gli animali.

Protesta la LAV: “Il Ministro della Salute Lorenzin, basandosi solo su un parere di parte, ha aperto la strada alle sofferenze e alle uccisioni di altre decine di migliaia di animali, con iniezioni di droghe nell’addome o nel cervello, shock acustici o tattili con pinze e piastre ustionanti, contraddicendo una Legge del 2014 firmata da lei stessa come Ministro già tre anni fa – afferma la LAV – in Senato poi hanno prevalso gli interessi di pochi e superati sperimentatori di Università che, volutamente sordi ai metodi sostituivi di ricerca come già praticati in altri Paesi del mondo, vogliono continuare a usare animali e senza nessun beneficio per gli esseri umani, e questo a spese del contribuente“.

La LAV scenderà in piazza il 25-26 marzo e l’1-2 aprile per ottenere dal Governo di destinare il 50% di questa somma alla ricerca che non fa uso di animali per sperimentare le cure contro le malattie.

Fonte: LAV.it

SNOW ON THE SAHARA


La cantante Anggun l’aveva sognata la neve nel Sahara, nella sua più celebre canzone. Ora il suo sogno è stato realizzato. Infatti, dopo 37 anni dall’ultimo evento, il fenomeno si è ripetuto. In Algeria, nella città di Ain Sefra, che si trova in mezzo al deserto più famoso del mondo, è nevicato, coprendo di neve anche parte dello stesso.

Le immagini che state per vedere sono spettacolari, e sono state immortalate dal fotografo amatoriale Karim Bouchetata, e noi ce le godiamo.

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UN PO… DI ENERGIA


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Il nostro fiume Po può creare… un Po di energia, tanta quanto ne crea tre centrali nucleari. A dirlo sono due ricercatori italiani, due cervelli in fuga, eccellenti ricercatori all’Università di Standford: Fabio La Mantia e Mauro Pasta, che fanno subito capire di che Pasta sono fatti. Coadiuvati dai professori Yu Cui e Bruce Logan, i loro studi sull’argomento sono finiti in due importantissime riviste scientifiche: Nature e ACS Nano Letters.

Ma come può il fiume Po produrre energia? Il principio è molto complesso, ma intuitivo. Quando un corso d’acqua dolce incontra il mare (acqua salata) alla foce, avviene una miscelazione. La differenza di salinità tra i due liquidi innesca un processo chimico dal quale si sprigiona energia, che senza qualcosa che la raccoglie, viene sprecata.

I due ricercatori spiegano il procedimento di produzione di energia in quattro passi:

1- Caricamento della batteria in acqua dolce. Durante il primo step vengono rilasciati sodio e cloruro, presenti in origine nei due elettrodi;
2- Sostituiamo la soluzione con l’acqua marina. La maggiore entropia dell’acqua salata rispetto a quella dolce permette un aumento di voltaggio;
3- Scaricamento della batteria. A questo punto “catturiamo” il sodio e il cloruro dell’acqua di mare e li convogliamo nei due elettrodi;
4- Re-immissione dell’acqua dolce nel sistema. Dal momento che l’acqua dolce ha una minore entropia di quella marina, il voltaggio della batteria tenderà a diminuire.

Secondo i calcoli di questi due ricercatori, un sistema di questo genere soddisferebbe, a livello mondiale, il 13% del fabbisogno energetico. Secondo calcoli teorici, se la “Batteria di Miscelazione Entropica”, cioè questo sistema di produzione dell’energia, venisse posta alla foce dei principali fiumi mondiali, si potrebbero ricavare circa 2 Tera Watt: l’equivalente di 2mila centrali nucleari.

Il fiume Po, unito alle acque del Mar Adriatico, potrebbe produrre circa 3,8 GigaWatt di energia, tanta quanta ne producono 3 centrali nucleari. Questa è solo una teoria, perché ragionevolmente il Po potrebbe creare 1,5-2 GW di energia, l’equivalente di una grossa centrale nucleare.

Fonte: ambientebio

LA PIANTA CHE COMBATTE I TUMORI


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In Molise c’è una pianta che, secondo la tradizione e il sapere degli anziani del posto, curerebbe i tumori. Pare che questa pianta abbia importanti proprietà antitumorali. Ora questa credenza è stata confermata dall’Istituto di Sanità! Il nome latino è “Prunus Spinosa Trigno”, un arbusto spinoso che cresce nelle più incontaminate aree del Molise.

Il suo estratto, secondo l’Istituto di Sanità, se viene addizionato ad un mix di aminoacidi, sarebbe in grado di uccidere tra il 70 e il 78% delle cellule tumorali e di inibirne la proliferazione. La Ricercatrice dell’ISS Stefania Meschini ha spiegato, in occasione del IV congresso internazionale di medicina biointegrata, che “Nella sperimentazione in laboratorio, abbiamo trattato con l’estratto della pianta cellule cancerose di pazienti affetti da cancro a colon, polmone e cervice uterina. Abbiamo quindi osservato che, da solo, l’estratto non aveva effetti, ma addizionato ad un particolare complesso a base di aminoacidi, minerali e vitamine, denominato Can, è stato in grado di ridurre la sopravvivenza delle cellule tumorali ed ha portato a distruzione tra il 70 e il 78% delle cellule cancerose nell’arco di 24 ore”.

I prossimi passi, secondo la ricercatrice, saranno quelli di sperimentare la cura sugli animali, con l’obiettivo di arrivare, nell’arco di qualche anno, alla produzione di un nuovo farmaco antitumorale. 

Fonte: direttanews.it

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Speriamo sia il passo in avanti decisivo per la cura di qualsiasi tipo di tumore, di modo che il cancro si possa definitivamente sconfiggere in poco tempo, e come diceva Umberto Veronesi, speriamo che “ci siano sempre meno motivi per piangere, e sempre di più per sorridere”.

RITORNA LA SUPERLUNA


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In questi anni si è parlato tanto di SuperLuna, ma ogni volta il cielo ci regala altre sorprese e spettacoli più belli. Il 14 novembre, tempo permettendo, tutti con gli occhi all’insù per ammirare la Luna, che sarà il 30% più luminosa, poiché nel suo punto più vicino alla Terra (perigeo), e perché questo spettacolo cade in concomitanza con la Luna Piena. Secondo gli esperti erano 68 anni che la Luna non si mostrava così vicina alla Terra. La Luna tornerà così vicina a noi soltanto nel 2034.

Ma lo spettacolo di Novembre non finisce qui. Infatti, tra il 16 e il 18 novembre il cielo ci offrirà le stelle cadenti. Si tratta del passaggio delle Leonidi, ma la SuperLuna Piena dovrebbe disturbarne l’osservazione.

SION, LA PRIMA AUTO SOLARE PER TUTTI


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Si chiama Sion, la prima auto solarepopolare“, cioè ad un prezzo accessibile a tutti. Promette di stravolgere l’intero mercato automobilistico, e sarà in commercio verso Gennaio 2018. Offre dai 120 ai 250 km di autonomia, e costerà a partire da 12.000 €. C’è da dire, però, che nel prezzo non è inclusa la batteria per ricaricare i pannelli solari, per la quale è previsto un canone mensile.

E’ nata in Germania, progettata dalla start-up Sono Motors, grazie all’idea di tre giovani neolaureati che per ben 4 anni hanno lavorato “al buio” di un garage a Monaco di Baviera, riuscendo a creare un prototipo. All’inizio del 2018 verranno immesse sul mercato due versioni: la Urban, dotata di batteria che offre autonomia per 120 km al prezzo di 12mila euro; e la Extender, modello dotato di celle solari da 30 kw/h e con autonomia di 250 km al costo di 16.000 €.

Entrambi i modelli saranno dotati di 7,5 mq di pannelli fotovoltaici che, durante la giornata, potrebbero far recuperare una carica sufficiente a percorrere ulteriori 30 km. Inoltre ci sarà un accumulatore che, attaccato a una spina, fornirà 2.000 watt di energia. Infine c’è una curiosità: per purificare l’aria i tre ragazzi hanno pensato di piantare dei licheni sul cruscotto, che il guidatore dovrà curare.

Fonte: tiscali ambiente

Complimenti a questi piccoli grandi geni che meritano il premio nobel. Io la voglio! E voi?