IL 2018 IN 12 FOTO


Il caso dei test sulle scimmie, compiuti ad Albuquerque negli Stati Uniti, è iniziato venerdì, con un'inchiesta del New York Times in cui si parlava di un coinvolgimento dell'European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector (Eugt), un istituto fondato dalle principali case automobilistiche tedesche. Gli stessi marchi avevano commissionato lo studio nel 2014, poco prima del Dieselgate, lo scandalo legato alle emissioni cancerogene prodotte dalle vetture vendute negli Stati Uniti e in Europa. L'Eugt, che è stato rimosso lo scorso anno, riceveva tutti i suoi finanziamenti proprio dai marchi tedeschi (Volkswagen, Daimler e Bmw) ma non è chiaro se le case automobilistiche – che hanno già preso le distanze dallo studio dell'Eugt con dei comunicati – fossero a conoscenza delle metodologie usate nel realizzare i test.

Gennaio 2018: scoppia lo scandalo Dieselgate. Le più grandi industrie automobilistiche tedesche sono messe sotto accusa per aver taroccato i dati sulle emissioni di anidride carbonica delle nuove auto “Euro 6” grazie ad un software furbetto installato nelle auto stesse che faceva registrare livelli di inquinanti inferiori al momento della revisione.

Febbraio 2018: Nonostante l’evidente siccità che ha fatto soffrire la Sardegna, si decide di buttare a mare l’acqua della diga “Maccheronis”, perché l’invaso, grazie alle piogge degli ultimi due mesi del 2017 e i primi due del 2018, si è riempito troppo. Uno spreco inaccettabile. Intanto in Russia è in corso la mattanza dei cani randagi in vista dei Mondiali di Calcio.

Morto l'ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale

Marzo 2018: muore in Kenya (per vecchiaia) l’ultimo rinoceronte bianco. La specie è estinta.

Aprile 2018: Si costruisce in Africa la grande muraglia verde, per contrastare la desertificazione del Continente.

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Maggio 2018: L’Aquila Fasciata, o “Aquila del Bonelli”, torna a volare sui cieli della Sardegna, in modo particolare nel Parco di Tepilòra, dopo decenni di estinzione.

Giugno 2018: abbattuta a Porto Torres una delle due ciminiere della dismessa Centrale a Carbone. Si temono ripercussioni sanitarie per quanto riguarda il possibile inquinamento da POP’s, inquinanti ai quali appartiene anche la diossina.

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Luglio 2018: la Grecia brucia. E’ stato appurato che gli incendi che hanno devastato quella che io definisco la mia terza patria dopo la Sardegna e l’Italia, sono di natura dolosa.

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Agosto 2018: Nella meravigliosa isola greca Santorini il turismo è molto pesante, soprattutto per dei poveri asinelli, costretti a salire più di cinquecento gradoni con i turisti, sempre più pesanti ed obesi, in groppa. I carichi pesanti che sono costretti a portare provocano agli animali escoriazioni, traumi e anche ferite croniche. In più vengono forzati a fare questo percorso quattro o cinque volte al giorno, senza riparo all’ombra, e senza un adeguato rifornimento di acqua e di cibo. E se non riescono a trasportare i turisti vengono addirittura percossi dai loro padroni.

Ma il Sindaco ha preso provvedimenti: orari prestabiliti, riposo all’ombra, acqua garantita, limitazione dei carichi da trasportare.

Inferno sul Monte Serra, 500 sfollati

Settembre 2018: Il Monte Serra va a fuoco. Gli sfollati sono più di 500, circa 70 famiglie, perché le fiamme hanno lambito le case. I danni sono ingenti.

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Ottobre 2018: a soli 15 km stradali da casa mia, nella zona industriale del Comune di Ottana, sono stati rilevati livelli di trielina mille volte superiori al limite consentito dalla legge. La situazione sanitaria dalle nostre parti è drammatica. I tumori spuntano come funghi dappertutto, anche nel mio paese.

Novembre 2018: La Val di Fienne, famosa per gli abeti rossi dai quali prendono forma i violini Stradivari, viene abbattuta dalla forza del vento. In poche ore il vento ha raso al suolo un numero di alberi superiore a quanti ne possano tagliare tutti i boscaioli del Trentino in tre anni: ben un milione e mezzo di metri cubi di legname, secondo i tecnici dell’ufficio foreste della Provincia autonoma di Trento. Raffiche fino a 120 km/h hanno sollevato gli alberi e sradicato le radici.

Dicembre 2018: alcuni studenti hanno creato una biblioteca all’aperto, nella foresta di Võru, in Estonia, dei megafoni giganteschi, per poter dare una sensazione di riposo assoluto immersi nei suoni (amplificati) della natura. Lì si riesce a studiare meglio e a riposare di più. Inoltre può anche essere utilizzato come luogo di aggregazione sociale, di concerti, di spettacoli.

E con queste immagini vi auguro un 2019 meraviglioso, ricco di gioia, serenità, felicità, fortuna, e tutto quello che desiderate. E soprattutto sia meraviglioso per la salvaguardia dell’ambiente. Ci risentiamo l’anno prossimo 🙂

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LA GRANDE MURAGLIA VERDE


In Africa si sta costruendo uno sconfinato muro verde, per combattere gli effetti del cambiamento climatico. La costruzione è iniziata nel 2007, e l’opera è ancora in corso. Coprirà tutta la larghezza del continente, costeggiando l’immenso deserto del Sahara. Sarà lungo 8.000 km, largo 15 km, e attraverserà ben 11 Paesi africani.

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Il Senegal ha già piantato 11 milioni di alberi per cercare di contrastare la continua desertificazione, e per tentare di ripristinare quella che un tempo era una distesa rigogliosa. Il progetto costa complessivamente 8 miliardi di dollari. Mancano diversi anni per completare l’opera, però la Banca Mondiale, le Nazioni Unite, l’Unione Africana e altri organi sono pronti a concedere prestiti per finanziare il progetto.

Fonte: beppegrillo.it

Se portata a termine, questa sarà la più grande e la più bella opera che l’uomo abbia mai costruito, l’ottava meraviglia del mondo, una nuova foresta amazzonica. Cosa ne pensate di questo progetto? Funzionerà?

SPRECO D’ACQUA… E TRE!


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Ancora spreco d’acqua potabile in Sardegna. Stavolta è un guasto all’impianto oleodinamico a provocare l’apertura delle paratie della Diga del Cixerri (x = j di “je suis”) che ha sversato in mare settantamila litri d’acqua al secondo, dal 27 marzo alla notte del 30 marzo. Milioni di metri cubi persi in tre giorni, per consentire la riparazione del guasto.

Il Deputato di “Unidos”, Mauro Pili, denuncia: “Mentre le dighe della Sardegna da nord a Sud sono vuote in quella di Genna Is Abis con un potenziale di 24 milioni di metri cubi da stanotte, per un guasto, sono stati aperti gli scarichi e l’acqua va persa in mare. Un fiume d’acqua sprecato, una pessima gestione idrica da parte della Regione. E’ uno scandalo intollerabile. L’acqua dovrebbe essere confluita negli altri invasi che attualmente sono vuoti”

Fonte: castedduonline.it

Si continua a sprecare. Io continuerò a segnalarvi questi sprechi d’acqua inaccettabili, soprattutto dopo un anno di siccità quasi totale come quella dell’anno scorso. E’ un colpo al cuore, ogni volta. Buona Pasqua a tutti, possibilmente senza sprechi 🙂

GIORNATA MONDIALE DELL’ACQUA… SI SPRECA ANCORA.


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Oggi si celebra la 25esima Giornata Mondiale dell’Acqua, istituita dalle Nazioni Unite per sottolineare l’importanza del cosiddetto “Oro Blu” e la necessità di renderla accessibile a tutti. A proposito di accessibilità, ad oggi 840 milioni di persone nel mondo non hanno accesso all’acqua potabile. In India la situazione è drammatica: nonostante sia uno dei Paesi più piovosi, a causa dell’alta densità di popolazione e di industrializzazione, le acque superficiali sono inquinate, o rese tossiche dall’attività industriale, e le falde acquifere sono in esaurimento.

Si calcola che entro il 2050 le persone che soffriranno di carenze idriche nel mondo cresceranno fino a toccare i 6 miliardi a fronte di una popolazione globale che raggiungerà i 10 miliardi di abitanti.

Fonte: Rainews.it

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A fronte di questa situazione che potremmo paragonare ad una bomba ad orologeria, c’è chi ancora spreca l’acqua, e la butta a mare perché gli invasi sono troppo pieni. Nei giorni scorsi ho parlato del Rio Posada, ma in Sardegna si registra anche un altro caso, nella piccola Diga di Fordongianus, Pranu Antoni (nella foto).

Dopo anni di siccità, culminati nel 2017 con un anno disastroso in conto di precipitazioni, è inaccettabile, secondo il Presidente della Coldiretti di Oristano Giovanni Murru, buttare a mare questa risorsa preziosa per “ragioni” di sicurezza pubblica, per evitare le alluvioni. Secondo il vice Presidente della Coldiretti Oristano, Emanuele Spanò, occorrerebbe approfittare di situazioni come quella  attuale  per accumulare risorse idriche per i tempi di secca.

“Sono tanti anche nel nostro territorio – afferma – i rivi stagionali con buone portate che vanno direttamente a finire sul mare. Per quanto sia fisiologico  che una parte dell’ acqua scorra verso il mare, appare sempre più indispensabile addivenire alla realizzazione di un programma organico di raccolta delle acque”. Se mai si dovrebbe “aumentare  la capacità della diga. Sarebbe già questa una risposta duratura alle periodiche stagioni siccitose”, conclude Spanò.

Fonte: sardegna reporter.it

EMERGENZA SICCITA’ IN SICILIA


Emergenza acqua in Sicilia, Musumeci diventa commissario

E’ emergenza idrica in Sicilia. Bacini a secco e condotte colabrodo che disperdono metà dell’acqua immagazzinata. Adesso si rischia di non arrivare nemmeno d’estate. E’ stata emanata un’ordinanza per disciplinare gli interventi urgenti per uscire dalla crisi nel Palermitano. E’ stato nominato Commissario il Presidente della Regione Nello Musumeci, coadiuvato da Salvatore Cocina, dirigente generale del Dipartimento regionale dell’acqua e dei rifiuti, e da Antonella De Miro, Prefetto di Palermo.

Fonte: Repubblica Palermo

Serve un piano urgente per tappare le condotte colabrodo, ma soprattutto la desalinizzazione e potabilizzazione del mare. Secondo voi quale dovrebbe essere la soluzione a questa grave emergenza?

COME RENDERE DOLCE L’ACQUA DEL MARE


La Terra è composta per il 70% da acqua, di cui solo l’1% potabile, il 2% congelata sotto forma di ghiacciai e il 97% è salata. Secondo il Consiglio Mondiale sull’Acqua (WWC) 923 milioni di persone non hanno accesso a fonti sicure di acqua potabile. Secondo un rapporto Unicef, 800 bambini sotto i 5 anni, muoiono ogni giorno per diarrea causata da acqua e servizi igienico sanitari non adeguati, e un bambino su quattro (quasi 600 milioni) entro il 2040 vivranno in aree del pianeta con risorse idriche limitatissime.

Per poter risolvere il problema della sete nel mondo, le tecnologie attualmente a disposizione per depurare l’acqua hanno costi inaccessibili. Ma ora tutto può cambiare. Infatti, un team di ricercatori dell’Università di Manchester ha creato un filtro di grafene che filtra il sale dell’acqua di mare, trattenendo i sali fin nelle sue più piccole parti. Questo potrebbe rendere dolce l’acqua prelevata dal mare, e renderla potabile e pulita, di modo che il problema della sete nel mondo diminuisca sensibilmente.

Fonti: beppegrillo.it e focus.it

Spero che questa tecnologia possa diffondersi rapidamente, specialmente nelle zone più povere dell’Africa e non solo. Cosa ne pensate di questa nuova tecnologia?