MILLE ALBERI CONTRO L’INCENERITORE


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A Torino, la Sindaca Chiara Appendino, per la quarta volta in due anni dà appuntamento ai suoi concittadini, stavolta in Via Paolo Gorini 50, nei pressi dell’inceneritore, per piantare altri seicento alberi! Il primo appuntamento con tanti alberi da piantare era datato 21 novembre 2016, nella “Circoscrizione 6”, lungo Stura Lazio. Il secondo appuntamento, il 14 maggio 2017 nella “Circoscrizione 8”, in Via Zino Zini. Il terzo appuntamento, sempre in Via Gorini, è datato 19 novembre 2017.

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Il progetto, promosso dalla sindaca di Torino Chiara Appendino e dall’assessore all’Ambiente Alberto Unia, prevede la messa a dimora partecipata, nei prossimi cinque anni, di molti nuovi alberi in tutte le Circoscrizioni della Città.

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Mille alberi contro l’inceneritore. Una bella sfida alle emissioni di veleni, di diossine, di furani e di metalli pesanti eruttati da questo mostro. L’immagine che vedete qui sopra si riferisce al primo appuntamento in Via Gorini, del 19 novembre scorso.

Fonte: Torino Oggi

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Gli alberi assorbono e intrappolano l’anidride carbonica, limitando, in questo modo, la quantità di veleni che l’uomo deve respirare. Dunque un grande plauso a questa bella iniziativa, anche se l’incenerimento si combatte con il riciclaggio, anche creativo, dei rifiuti e con una raccolta differenziata spinta, in tal modo riducendo la quantità di rifiuti da incenerire.

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DIESELGATE: IL RITORNO


Il caso dei test sulle scimmie, compiuti ad Albuquerque negli Stati Uniti, è iniziato venerdì, con un'inchiesta del New York Times in cui si parlava di un coinvolgimento dell'European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector (Eugt), un istituto fondato dalle principali case automobilistiche tedesche. Gli stessi marchi avevano commissionato lo studio nel 2014, poco prima del Dieselgate, lo scandalo legato alle emissioni cancerogene prodotte dalle vetture vendute negli Stati Uniti e in Europa. L'Eugt, che è stato rimosso lo scorso anno, riceveva tutti i suoi finanziamenti proprio dai marchi tedeschi (Volkswagen, Daimler e Bmw) ma non è chiaro se le case automobilistiche – che hanno già preso le distanze dallo studio dell'Eugt con dei comunicati – fossero a conoscenza delle metodologie usate nel realizzare i test.

Dieselgate 2.0. Ritorna lo scandalo Dieselgate in Germania, e stavolta è ancora peggio del primo scandalo, quello sul software che truccava i dati sulle emissioni diesel nelle auto della Volkswagen. Secondo il New York Times, le industrie automobilistiche tedesche avrebbero finanziato ricerche sui gas di scarico su scimmie ed esseri umani.

Secondo lo Stuttgarter Zeitung, il Giornale di Stoccarda, un gruppo formato da BMW, Daimler e Volkswagen, avrebbe condotto dei test su 25 persone giovani e in salute, volontari, ma anche sulle scimmie (che volontarie non sono), esaminate dopo aver inalato per 28 giorni consecutivi, per 3 ore al giorno, biossido di azoto in diverse concentrazioni nei laboratori di Aquisgrana in Germania.

La Cancelliera Tedesca Angela Merkel ha commentato: “i test sugli animali e perfino sulle persone non trovano alcuna giustificazione sul piano etico e l’indignazione di tante persone è assolutamente comprensibile”. Uno studio recente dell’Istituto Iiasa ha rivelato che sono almeno 425mila le morti annue riconducibili all’inquinamento dell’aria nei 28 Paesi dell’Unione europea più Norvegia e Svizzera. Poco meno di 10mila decessi sono attribuibili alle emissioni di ossidi di azoto dei motori diesel e, di questi, 4.560 sono collegabili alle emissioni in eccesso rispetto ai limiti dichiarati dai produttori di veicoli.

L’Italia avrebbe un triste primato, con il più alto numero di morti premature riconducibili alle polveri sottili generate dai veicoli diesel: 2.810 morti all’anno, di cui 1.250 legate al surplus di emissioni rispetto a quanto certificato dalle case automobilistiche nei test di laboratorio.

Fonte: lifegate.it

Quando il diesel è andato di moda perché hanno abbassato il prezzo del gasolio rispetto a quello della benzina, avevano detto che il diesel inquinava meno rispetto agli altri tipi di carburante. Ci avevano fregato. Il gasolio inquina di più rispetto alla benzina e al GPL. E noi ci siamo lasciati abbindolare da parole come “Dieseltech”, o “Filtro Anti Particolato”, che garantivano minori emissioni nell’atmosfera, e quindi minor impatto ambientale. E molti continuano a comprare auto a diesel perché il pieno costa sicuramente di meno.

IL RAGAZZO DELLA VIA GLUCK


Adriano Celentano compie oggi 80 anni! Il molleggiato, il Ragazzo della Via Gluck festeggia i suoi primi 80 anni di vita. Celentano è più Rock che mai! Non nascondo di essere fan di questo grande personaggio, sia dal punto di vista artistico-musicale, sia dal punto di vista politico. Mi ha sempre affascinato il suo modo di cantare, il suo modo di approcciarsi al pubblico, l’essere molleggiato, le sue pause diventate proverbiali, le sue movenze, le sue battute, i suoi monologhi (anche se provocatori e scomodi), i suoi spettacoli (tra l’altro oggi Raiuno ripropone “Rock Economy”, uno dei suoi show più famosi) e anche le sue idee politiche.

Un personaggio completo: un cantante, attore (ricordiamo i diversi film di cui è stato protagonista, come “Serafino”) e politico. I suoi monologhi possono non piacere, può essere discutibile il fatto che un cantante esprima le sue opinioni politiche, anche perché questo avrà fatto sicuramente perdere la stima di lui da parte di tanti fan, e ne avrà conquistato altri. Anche Jovanotti esprime apertamente le sue idee politiche, come pure Fiorella Mannoia, ma come loro ce ne sono tanti altri. Come persona ognuno è libero di farlo, ritengo però che come personaggio dello spettacolo, come personaggio pubblico, non lo possa fare, perché credo che non sia giusto sfruttare la fama e la popolarità per condizionare l’opinione pubblica.

Le sue posizioni non le esprime soltanto a parole, nei suoi monologhi, ma anche col canto. Lui, infatti, è sempre stato un ecologista, un difensore del verde. Memorabili sono soprattutto due canzoni, “Il Ragazzo della Via Gluck”, che amo particolarmente, e “Un Albero di Trenta Piani”, che esprimono tutta la sua contrarietà al catrame e al cemento. “Là dove c’era l’erba ora c’è una città, e quella casa in mezzo al verde ormai dove sarà?”.

A te che di strada ne hai fatto tanta, auguro di farne almeno altrettanta da ora in poi. Buon compleanno Celentano! E voi? Amate questo splendido personaggio?

TORINO: EMERGENZA SMOG


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L’inquinamento, ogni anno, in Italia produce 9 milioni di morti: 6,5 milioni dovuti all’inquinamento atmosferico e 1,5 milioni dovuti all’inquinamento idrico. Dati del 2015 della Rivista “Lancet”. A Torino, in questo lunghissimo periodo di secca, lo smog ha costretto le autorità della Città della Mole ad obbligare i cittadini a non aprire le finestre. Sono 25 le città ad aver superato il limite annuale dei 35 giorni per il superamento di emissioni dei limiti consentiti dalla legge.

A causarlo, oltre all’industria e al traffico, è, come dicevo prima, il lunghissimo periodo di siccità. La Pianura Padana è coperta da una preoccupante cappa di smog. Già da ieri la Sindaca di Torino ha preso provvedimenti, impedendo ai veicoli fino ad Euro 4 di circolare dalle 8 alle 19. A partire da domani questo provvedimento verrà esteso anche ai veicoli Euro 5. Legambiente e Verdi contestano il ritardo nell’intervento delle autorità e l’abulìa delle stesse nel combattere questi fenomeni.

Fonte: TGcom24

EMERGENZA SMOG E SICCITA’


smog

Smog e siccità sono le emergenze che l’Italia intera sta affrontando in questo periodo dell’anno. Non piove, di conseguenza i bacini sono a secco, e se non piove, niente può ripulire l’aria dallo smog delle grandi industrie e delle grandi città.

Città che hanno superato i limiti consentiti di particelle PM10 (max 50 microgrammi per metro cubo ogni giorno) fino a 110 giorni l’anno in alcune città (Frosinone in testa), quando il limite tollerabile (per non contrarre malattie) sarebbe di 35 giorni l’anno, arrivando, in questi giorni di siccità, a toccare ben 32 giorni di sforamento consecutivi, senza dunque contare i giorni in cui si è sforato dall’inizio dell’anno.

Una situazione decisamente intollerabile dunque. Ma quali sono le cause di questo inquinamento? La mancanza di piogge fa sicuramente la sua parte, ma bisogna aggiungere anche l’eccessivo uso di automobili per spostarsi per lavoro (in tanti dicono sia indispensabile, perché devono percorrere oltre 25 km per lavorare, e magari devono spostarsi fuori città).

Ecco perché i sindaci della grandi città stanno predisponendo misure di intervento a mio parere troppo tardive e dannose, soprattutto in questo periodo dell’anno: le targhe alterne o il blocco totale del traffico, che sicuramente penalizza i piccoli commercianti, che hanno bisogno di “respirare” anche loro, dopo anni di “apnea”.

A mio avviso bisognerebbe fare campagna pubblicitaria “positiva”:

  • incentivando l’uso dei mezzi pubblici con biglietti a prezzi stracciati (e già a Roma e Milano si stanno facendo);
  • pubblicizzando il “car-sharing“;
  • favorendo iniziative come quelle che vi ho descritto in un altro post, dove in Francia per ogni km percorso in bicicletta, il lavoratore viene retribuito con 25 centesimi in più in busta paga;
  • organizzando eventi per promuovere lo sport e le corse all’aria aperta, i giochi per strada, o magari mostre e stand o concerti in ogni piazza, favorendo dunque un maggior afflusso di persone, anziché di mezzi di trasporto;
  • piantando nuovi alberi rinforzando il verde pubblico;
  • promuovendo passeggiate ecologiche e visite ai musei e ai luoghi d’arte e di cultura, aumentando dunque il turismo.

Ma vi è un’altra causa dello smog che non si vuole ammettere: le industrie. Ok, non si può chiudere le industrie, ma almeno si prendano provvedimenti per ridurre il loro inquinamento e il danno che arrecano alla popolazione, come filtri nuovi e più sicuri.

Insomma, il problema c’è, ma ci sarebbero pure le soluzioni, se le si vuole cercare ed accogliere.

SUMMIT-BUFFONATA


proteste parigi

Un periodo ero affascinato dai summit sul clima. I più potenti del mondo che si riuniscono per cercare soluzioni per combattere il surriscaldamento globale. Già… Solo che poi ho scoperto la fregatura. E’ solo un incontro amichevole per fare finta di discutere di questi temi, per fare finta di cercare di risolvere questi problemi, salvo poi “promettere” soluzioni che suonano come una tachipirina a un malato terminale.

E’ solo un’occasione come un’altra per “spuntinare“, per incontrarsi tra amici. E le soluzioni che propongono superano il limite del ridicolo e della beffa, perché al Governo fanno di tutto per salvare mega industrie altamente inquinanti e nocive per lavoratori e famiglie. E sorpattutto ponendo come modello di sviluppo ulteriori inceneritori e trivellazioni per la ricerca del petrolio. Non per l’estrazione, per la ricerca. Intanto fuori dal palazzo la gente protesta.

Io non mi fido più. E voi?

FRANCIA: RIMBORSO PER CHI VA A LAVORO IN BICICLETTA


bici

Il Ministro per l’Ecologia francese Ségolène Royal ha annunciato una serie di misure per rendere la qualità dell’aria e della vita francese più elevata e più sana. Tra queste misure vi è anche quella del rimborso per i lavoratori che scelgono di raggiungere il proprio posto di lavoro in bicicletta anziché con l’auto propria.

Sarà l’azienda a pagare 25 centesimi a km percorso dal lavoratore in bicicletta. In cambio l’azienda riceverà degli sgravi fiscali da parte dello Stato. Quest’ultimo ci guadagnerà in termini di qualità dell’aria, della vita, e risparmierà sulle spese derivanti dall’insalubrità dell’aria e dalle malattie connesse alla sedentarietà dei francesi.

In questo modo un lavoratore che dovrebbe percorrere 5 km per raggiungere l’azienda si vedrà rimborsare 2,50 euro tra andata e ritorno, che in una settimana (5 giorni lavorativi) sarà di 12,50, mentre in un mese un lavoratore guadagnerà circa 50 euro in più in busta paga. Il lavoratore verrà pagato per spostarsi in bicicletta e per compiere un’azione che farà sicuramente bene alla salute e all’umore.

A dare l’idea alla Ministra sono state una ventina d’aziende che già stanno portando avanti questo tipo di progetti pagando i lavoratori di tasca propria.

Fonte: ecoblog.it

Questo è davvero un buon incentivo per risparmiare la salute e tenere alta la qualità dell’aria e della vita. Magari si proponesse anche in Italia qualcosa del genere…