LA TRAGEDIA DELLA MARMOLADA


Tragedia nella Marmolada. Il crollo del ghiacciaio ha causato sette vittime e decine di dispersi (sarebbero almeno 13 coloro che ancora non si trovano). Queste immagini saranno impossibili da dimenticare, una tragedia molto probabilmente causata dagli effetti dei cambiamenti climatici.

“Oggi l’Italia piange le vittime” della tragedia della Marmolada “e si stringe a loro con affetto”, ha detto il premier, nelle dichiarazioni rilasciate alla stampa dopo il sopralluogo. “Sono qui per esprimere la più sincera, affettuosa e accorata vicinanza alle famiglie delle vittime, dei dispersi, dei feriti”.

Draghi ha quindi ringraziato “la protezione civile, il soccorso alpino, i vigili del fuoco, le autorità sanitarie e i volontari per il loro coraggio, generosità e professionalità per operazioni che si svolgono in una situazione di grande pericolo”, rivolgendo un grazie anche alle istituzioni locali, a partire dal governatore veneto Luca Zaia.

Il presidente del Consiglio ha infine lasciato Canazei per far rientro a Roma, dove è atteso per la riunione del Consiglio dei ministri che dovrà decretare lo stato di emergenza per siccità nelle Regioni (soprattutto del nord) che ne hanno fatto richiesta.

“A farmi paura era il suono del ghiacciaio: nell’ultima settimana si sentiva il rumore dei torrenti che scavavano e scavavano sotto la calotta…”. A dirlo è stato il custode della Punta più alta della Marmolada, Punta Penia, 3343 metri, Carlo Budel. Un mese fa aveva denunciato la situazione:

“La Marmolada sta male, si scioglie e sta collassando. Qui un anno fa ero sommerso di neve, quest’anno c’è solo roccia. Durante l’inverno ha nevicato poco, al ghiacciaio manca la copertura e sotto si sentono i torrenti scorrere. Lo scorso anno ad agosto il ghiacciaio era bello imbiancato di neve, quest’anno è nero e fa un caldo atroce. Sembra di stare a Jesolo anziché in vetta alla Marmolada”.

Una tragedia che ha un unico colpevole: l’umanità intera con i nostri atteggiamenti e piccoli gesti quotidiani, e soprattutto i “grandi” della terra, che pensano solo allo stramaledetto profitto, a discapito di tutti gli altri, della salute nostra e dell’ambiente che ci circonda.

E lo ribadisco, cosa succede al nostro corpo quando abbiamo anche solo un paio di gradi in più rispetto al normale? Vomiti, mal di testa, spossatezza, mal di pancia, forse diarrea, tosse, catarro, … E’ normale? No. Si sta bene? Ovvio che no.

Ora traducetelo a livello di pianeta terra: terremoti, frane, crolli, smottamenti, innalzamento del livello dei mari, inondazioni, scioglimento dei ghiacciai, siccità, incendi, eventi sempre più estremi e sempre più frequenti… E’ normale tutto questo? No, ma purtroppo lo sta diventando. Si sta bene? Ovvio che no.

L’aumento della temperatura globale, allora, è una fake news dei soliti noiosoni ambientalisti e delle Greta di turno, o una drammatica verità? Mancano davvero 6 anni per invertire la rotta o siamo già arrivati al punto di non ritorno?

NON CHIAMATELO “MALTEMPO”


Maltempo: voli dirottati e cancellati a Catania e Palermo - Sicilia -  ANSA.it

Sono terrificanti le notizie e le immagini che stanno arrivando in queste ore dalla Sicilia, dove un uomo ha perso la vita a Catania, annegato nel fiume in piena creato dal nubifragio. Salgono a due le vittime in poco più di 72 ore e una donna è ancora dispersa. Mentre c’è ancora chi parla di Ponte sullo Stretto, queste sono le drammatiche condizioni in cui versa il sud Italia, distrutto dal dissesto idrogeologico. Cosa deve ancora accadere per far comprendere a chi ci governa che la crisi climatica sta già causando perdite di vite umane, danni economici e sociali enormi?

Maltempo, tornado oggi a Catania: nubifragio e alberi divelti. VIDEO | Sky  TG24

Con un costo delle calamità naturali, fino al 2018, di 308 miliardi di euro, l’Italia si sta trasformando in un Paese tropicale che deve subire uragani e un’evidente fragilità idrogeologica legata alla forte cementificazione. Nonostante dei dati tragicamente eloquenti come gli 80 miliardi di danni causati dallo smog che, secondo l’Agenzia europea dell’Ambiente, produce, in Italia, 56 mila morti l’anno, l’erosione costiera che pesa 80 miliardi di euro l’anno, il consumo di suolo, tra il 2012 e il 2030 stimato da SNPA tra gli 81 e i 99 miliardi di euro, c’è chi vuole fermare la transizione ecologica, unica risposta a una crisi che mette a serio rischio il futuro.

Cosa è successo oggi a Catania: il medicane su Sicilia e Calabria

Il “bagno di sangue” non è la transizione, come è stata definita dal ministro Cingolani, ma gli oltre 1400 eventi climatici estremi in Italia nel 2021 dove l’effetto dei cambiamenti climatici con l’alternarsi di siccità e alluvioni è costato oltre 14 miliardi di euro in un decennio. Il governo non può più rimandare: metta in campo gli strumenti economici di cui dispone per rendere socialmente desiderabile la transizione ecologica per provare ad arginare una crisi climatica che rischia di travolgere l’intero Paese”.

Sono parole di Angelo Bonelli, leader di Europa Verde (Verdi Italiani), su quello che sta accadendo a Catania in questi giorni. Sono immagini che devono davvero smuovere le coscienze e il governo ad intervenire sulla messa in sicurezza del territorio, una vera e propria finanzaria per studiare, progettare e realizzare opere di salvaguardia del territorio. Più rimandiamo, sempre peggio sarà e sempre più morti dovremmo piangere. O adesso, o subito, o ora. Basta con tutto questo scempio. Non chiamiamolo “maltempo”. Chiamiamolo con il proprio nome: conseguenze dei cambiamenti climatici in atto, scatenati dalle nostre attività velenose.

#SicurezzaSubito #NonChiamateloMaltempo #AgireSubitoOMorire

RISCHIO FRANA SUL LAGO D’ISEO


Rischio di una maxi-frana sul lago d’Iseo, M5s: “Chiediamo lo stato d’emergenza”. Esperti: “Se si stacca, possibile onda anomala”

Il meraviglioso Lago d’Iseo rischia di essere colpito da una maxi-frana. Infatti il Monte Saresano sta cedendo. Il distaccamento della roccia è stimato in 2 milioni di metri cubi di materiale roccioso che potrebbe causare effetti disastrosi. Qualche giorno fa la questione è stata sollevata in aula dal deputato del MoVimento 5 Stelle Dori Devis, che assieme ai suoi colleghi Alberto Zolezzi e Claudio Cominardi ha presentato un’interrogazione al Premier Mario Draghi, chiedendo la dichiarazione di uno stato d’emergenza di rilievo nazionale sul Lago d’Iseo.

Il Monte Saresano sta franando: spostamenti di 7/8 millimetri al giorno -  Montagne & Paesi

Le cause di questo cedimento sarebbe dovuto all’attività del cementificio Italsacci, che dal 2018 fa capo alla Società Italcementi S.P.A., attiva sin dai primi anni del ‘900, e la cui intensa attività estrattiva ha provocato diverse frane nel corso degli ultimi decenni. A febbraio 2021, l’area “ha iniziato pericolosamente a cedere in modo significativo, creando crepe ben visibili e movimenti importanti rilevati dagli strumenti di monitoraggio”. Attualmente il cementificio conta 60 dipendenti contro i 400 degli anni ’60.

Piano di evacuazione sul Lago d'Iseo: rischio di frana con tsunami dal Monte  Saresano - Quotidianpost

Il Presidente della Società Italiana di Geologia Ambientale, Antonello Fiore, ha parlato di una frana molto pericolosa perché, in funzione della sua evoluzione e velocità di spostamento, finendo nel lago d’Iseo potrebbe generare un’onda anomala alta fino a 5 metri. Eventi franosi sono già stati registrati in passato sul territorio. Da fine 2020, il rischio è tornato a farsi concreto con scivolamenti che sono diventati più significativi tra gennaio e febbraio (si è arrivati a una velocità di scivolamento di circa 2 centimetri al giorno).

Lago di Iseo, rischio onda fino a 9 metri: 3 scenari per la frana

Nel frattempo è arrivata a quasi mille firme la petizione lanciata alcuni giorni fa su Change.org da Legambiente Basso Sebino per chiedere proprio la chiusura dell’impianto di Tavernola Bergamasca. “Ora non ci sono più dubbi. L’attività della Cementifera Italsacci è molto nociva per la salute e la sicurezza della popolazione, non solo di Tavernola, ma di tutto il lago d’Iseo”, scrive Legambiente che chiede di fermare le escavazioni e che venga chiusa la cementifera. E i 60 dipendenti? Legambiente propone di rioccuparli nella bonifica del sito.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

SCIOPERO NAZIONALE PER IL CLIMA


Fridays For Future Italia - sito ufficiale

Torna il Fridays For Future. Oggi c’è lo sciopero nazionale per il Clima, che è possibile seguire in diretta su facebook e su instagram. Ecco la mappa di tutti gli eventi che si svolgeranno oggi. Nel rispetto della sicurezza e delle norme igienico-sanitarie. I ragazzi si dicono costretti a tornare in piazza per chiedere alle istituzioni di agire. A Milano è previsto un corteo con partenza alle 9:30 da largo Cairoli. Nella capitale Roma, è stata organizzata una Ride for future, una biciclettata per il futuro, con partenza alle ore 8:30 in piazza Biffi (Garbatella) e arrivo in piazza del Popolo, dove si terrà il climate strike.

Ride For Future: Biciclettata Colorata, Costumata e Rumorosa, Fri Oct 09  2020 at 08:30 am

L’epidemia e gli eventi sempre più estremi e sempre più frequenti che nei giorni scorsi hanno ferito il Nord Italia ci dicono quanto sia urgente agire per abbassare la temperatura della Terra. Ciò che è successo in Liguria e in Piemonte, infatti, non è una “bomba d’acqua” o “maltempo”. È il sintomo della febbre del nostro pianeta, febbre provocata da noi e dalle nostre attività quotidiane.

Emergenza clima: si salvi chi può! - Noi Siamo Futuro

Se voi ragionate in questo modo: “Ma cosa vuoi che siano due gradi in più, da 28 a 30? Praticamente non cambia niente”, provate a pensare a quello che succede se noi abbiamo 38,5 o 39 di febbre. Che differenze notate rispetto a quando la vostra temperatura è al di sotto dei 37? Così succede anche alla Terra. Terremoti, crolli, frane, smottamenti, scioglimento dei ghiacciai, siccità, pioggia che provoca eventi sempre più estremi e devastanti, sempre più frequenti. Essi sono come tosse, dolori muscolari, diarrea, nauesa, vomiti, mal di testa, brividi, difficoltà respiratorie, … Eh ma sono due gradi in più, non è che sia tanto da 36,5 a 38,5. Poi però questo succede quando la temperatura è superiore a quella soglia.

Il nostro pianeta ha la febbre alta? – Notizie Cristiane

Non so se ho reso l’idea. Ecco perché è fondamentale curare la terra, sacrificando parte delle nostre attività per il bene del pianeta e per il benessere di tutti.

PRIME PIOGGE, PRIMI DANNI


tanaro

Finalmente piove, dopo mesi e mesi di siccità. Ma come arrivano le prime piogge, purtroppo, arrivano anche i primi danni, come ci ha abituato l’Italia in questi ultimi anni. Il fiume Tanaro straripa a Garessio, che rivive l’incubo del 1994, quando a causa di un’alluvione morirono decine di persone. E’ emergenza in tutto il cuneese. Ad Alba è stato chiuso per precauzione lo stabilimento della Ferrero, la più grande fabbrica di cioccolato dell’Italia. Alcuni allevatori portano in salvo i propri animali. L’emergenza maltempo dovrebbe cessare domani a mezzogiorno.

L’Italia si sgretola, si scioglie come burro, sotto i colpi del dissesto idrogeologico, che i governi che si susseguono non riescono ad arginare.

ADDIO SOPRINTENDENZE, ADDIO TERRITORIO ITALIANO


soprintendenza

Certo che questo Governo, il terzo non eletto, si sta dando da fare per indebolire il territorio, un territorio troppo fragile come quello italiano. Talmente fragile che alle prime piogge estive provoca alluvioni e frane tremende, come è successo a Belluno, il Cadore devastato, tre vittime tra cui una quattordicenne (leggete qui).

Innumerevoli sono gli attentati all’ambiente: dal Decreto sui reati ambientali, il quale dice che deve pagare solo chi inquina “abusivamente“, e quindi chi è stato autorizzato a “lavorare“, a “costruire” è stato autorizzato anche ad inquinare, non è “abusivo” e quindi non paga; agli innumerevoli decreti “Salva-Ilva”, l’ultimo quest’oggi per riaprire il primo altoforno chiuso da una sentenza (leggete qui), per difendere una industria altamente inquinante, ma strategica per il governo (anche se non si sa chi ne beneficia di questa “strategia”) chiusa dalle sentenze, riaperta dal Governo, il quale, quando era all’opposizione diceva che si dovevano accettare e rispettare tutte le sentenze, e ora che sono al Governo le sopprimono.

Dalla mala gestione della questione Xylella Fastidiosa (il batterio killer degli ulivi nel Salento, con l’Europa che ci impone di tagliare anche gli alberi sani!!!), alle trivellazioni, all’ultima trovata, il Ddl Madia sulla Riforma della Pubblica Amministrazione. Ma come si può dire che si rovina l’ambiente con una riforma che riguarda un altro settore? Eppure lo hanno fatto, con la soppressione delle Soprintendenze.

Per chi non lo sapesse, le Soprintendenze sono enti periferici del Ministero dei Beni e delle Attività Culturali, con compiti in ambito territoriale in materia di beni culturali, paesaggistici, museali, archivistici ed affini. Sopprimendo le Soprintendenze quindi, il territorio non sarebbe più tutelato, perderebbe i suoi “anticorpi”, che lo proteggono da attacchi esterni.

Per il Professor Tomaso Montanari, il DDL Madìa sulla pubblica amministrazione rappresentail più grave attacco al sistema della tutela del paesaggio e del patrimonio culturale mai perpetrato da un Governo della Repubblica Italiana. Anzi, l’attacco finale e definitivo“. Questo perché “se il Governo vuol fare un’autostrada in un bosco secolare o in un centro storico, lo chiede a qualcuno che è diretto dai prefetti: cioè sostanzialmente a se stesso. Addio territorio italiano” (leggete qui).

E ricordiamoci pure che questo governo non è stato eletto da nessuno. Che dobbiamo fare? Non vi pare sia abbastanza? Io spero che qualcuno prenda la decisione di far partire una petizione anche online contro l’abolizione delle soprintendenze. Non possiamo più continuare a subire così.

FRANA A SEATTLE, E’ DISASTRO


frana

24 morti, 176 dispersi. Questo è il drammatico bilancio di una frana avvenuta a nord di Seattle, nella piccola località di Oso. I soccorritori continuano a scavare con i mezzi meccanici e anche con le mani. Fango e detriti si sono staccati da una collina e si sono abbattuti sulle case della cittadina, travolgendo tutto nel raggio di un miglio quadrato.
Si tratta del più grande disastro causato da una frana negli ultimi 40 anni negli Stati Uniti. Il precedente più drammatico risale al 1969, quando una serie di frane e allagamenti uccise 150 persone nella Contea di Nelson, in Virginia. Il Presidente degli Stati Uniti Barack Obama ha già dichiarato lo Stato di Emergenza, ordinando i soccorsi e l’assistenza.

TRA CRISI E CALAMITA’ NATURALI, L’ITALIA E LA GRECIA SONO UNITE IN UN DESTINO COMUNE


spiaggia privata

grecia3

La crisi economica e la malavolontà della politica ha costretto sia l’Italia, sia la Grecia, a svendere i suoi gioielli, compresi spiagge e posti incantevoli e incontaminati, che diventano privati. A questo si aggiungono le calamità (più o meno) naturali: alluvioni in Italia (qui troverete tutti gli aggiornamenti). Bastano pochi giorni di pioggie stagionali per mettere in allerta l’Italia intera, in cui la gran parte dei Comuni Italiani sono a rischio idrogeologico; terremoti in Grecia, dove trema l’isola di Cefalonia (qui).

Un tempo, Roma e Atene erano due super potenze mondiali, che hanno scritto secoli e secoli di storia. Una storia un tempo gloriosa. Oggi Roma e Atene, Italia e Grecia, vivono le stesse difficoltà, economiche ed ambientali. Unite in un beffardo destino comune.

ALLUVIONI IN SARDEGNA: 16 MORTI ACCERTATI


sardegna alluvione

Sedici morti accertati, centinaia di sfollati, allagamenti, crolli, frane, a causa di un ciclone che ieri si è abbattuto in Sardegna. Alle dieci il Consiglio dei Ministri dichiarerà lo Stato di Emergenza. In 24 ore è piovuta una massa d’acqua che equivale a metà della quantità che cade in un anno. Si contano oltre 600 interventi di soccorso dei vigili del fuoco e quattro sezioni operative di vigili del fuoco sono partite dal Lazio e dalla Toscana per aiutare nelle operazioni di soccorso.

Centinaia gli interventi: nella provincia di Nuoro i comuni maggiormente colpiti sono quelli di Bitti, Lula, Onanì, Oliena, Macomer, Orgosolo, Orosei, Galtellì, Dorgali e Nuoro città. Sulla strada Nuoro-Oliena sono crollati i ponti a Norgheri e nuraghe di Badu `e Chercu e sulla Nuoro-Orgosolo è crollato il ponte presso la diga in costruzione di Cumbidanovu a Orgosolo. Molte scuole oggi sono rimaste chiuse.

Un poliziotto è morto in un intervento di soccorso. Il fuoristrada di servizio con a bordo tre colleghi, le cui condizioni sono considerate molto gravi, è precipitato da un ponte crollato della provincia, la Oliena Dorgali, nel Nuorese. Il mezzo stava aprendo la strada a un’ambulanza: a un tratto il viadotto si è aperto in due e l’auto è precipitata. La vittima, assistente capo e capopattuglia, 44 anni, lascia la moglie e due figli. I tre colleghi sono ricoverati in ospedale.

Le notizie drammatiche si susseguono una dopo l’altra. Un morto è stato trovato a Telti, in seguito al crollo di un ponte. Sempre nel Nuorese c’è stata un’altra vittima, nel comune di Torpè, uno dei comuni sardi più colpiti dall’ondata di maltempo: qui hanno ceduto gli argini del rio Posada e l’ondata è arrivata nella parte bassa del paese, trasformata in una lago. Un’anziana di 90 anni è stata ritrovata morta nella sua abitazione invasa dall’acqua. Nella notte altre tre persone sono state trovate morte dai soccorritori a Torpè. Altra vittima a Uras, in provincia di Oristano: una donna di 64 anni, Vannina Figus, è stata trovata morta nella sua abitazione mentre cercava di soccorrere il marito. Il marito è ricoverato in stato di ipotermia.

Sei delle vittime nella sola Olbia, dove i danni sono gravissimi. Frane, ponti crollati, voragini nelle strade, quartieri sommersi, con l’acqua alta più di due metri. Tre morti si registrano nel crollo di un ponte, sulla Strada Provinciale 38 Olbia-Tempio Pausania. Si tratta di una coppia di coniugi e di un’altra donna che viaggiavano a bordo di un furgone. È stato poi confermato l’epilogo tragico delle due persone disperse dopo che la loro auto, una Smart, era stata travolta dall’onda di piena in via Cina, alle spalle dello stadio Comunale. Una donna e sua figlia sono state ritrovate morte. Il padre della piccola, un poliziotto, è invece riuscito a mettersi in salvo. La sesta vittima è un’anziana donna ritrovata cadavere in via Lazio nella sua abitazione invasa dall’acqua. Il bilancio è definito del tutto provvisorio.

Tutto il mondo è paese. Nessuno può pensare di sentirsi al sicuro. Tutti siamo vulnerabili. Non si può dire “dae cust’abba non bibo” (da quest’acqua non bevo). Ovviamente auguriamo che non succeda più, da nessuna parte. Ma l’Italia ha il dovere di intervenire per mettere in sicurezza tutti i comuni italiani, perché tutti i comuni sono a rischio idrogeologico.

DISSESTO IDROGEOLOGICO IN TOSCANA


smottamento

In realtà nel titolo avrei dovuto scrivere “in Italia“, perché tutta l’italia è interessata dal dissesto idrogeologico che causa danni ingenti a causa di frane, smottamenti, alluvioni, allagamenti, inondazioni, crolli. E provoca danni ingenti alle abitazioni, e qualche volta miete pure delle vittime.

In questi giorni è allarme dissesto idrogeologico in Toscana, dove si è registrata una vittima: un uomo di 52 anni il cui corpo è stato recuperato dai Vigili del Fuoco nel sottopasso ferroviario a Serre di Rapolano. E’ scattata anche l’allerta maltempo, da parte della Protezione Civile, a partire da stasera e per domani.

In Toscana dunque si sono registrati fino a 200 millimetri di pioggia caduta nelle ultime 24 ore nella sola zona del bacino dell’Arno, mentre in altre aree le piogge registrate hanno oscillato tra i 50 e i 70 millimetri in 24 ore, il che ha portato a esondazioni e straripamenti dei corsi d’acqua che hanno allagato le strade e le abitazioni.

L’Italia frana alla prima pioggiaQuesto ci fa riflettere su quali siano davvero le grandi opere da finanziare.

QUANTO E’ INQUINATA L’ITALIA


inquinamento

Siamo un paese abbastanza virtuoso per quanto riguarda emissioni di gas serra e superficie boscata. Ma dobbiamo ancora lavorare molto per migliorare la qualità dell’aria nelle zone metropolitane e tenere sotto controllo il rischio idrogeologico. Sono queste le principali conclusioni cui sono giunti gli esperti dell’Ispra (Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale), relative all’anno 2012. Ecco una rapida carrellata dei dati più significativi emersi dallo studio.

Gli italiani si spostano sempre meno, sia per vacanza sia per lavoro. Per contro, aumentano gli arrivi e le presenze di turisti stranieri, rispettivamente del 5% e del 3%. Nel 2011, l’Italia presenta 4.901 acque di balneazione, di cui il 91,9% è conforme ai limiti imposti dalla Direttiva 76/160/CEE. Per 7 regioni costiere la percentuale di conformità ai valori guida è compresa tra il 90% e il 100%, in 4 è superiore all’80%, nelle restanti 4 è tra il 50% e il 72%.

Il mezzo di trasporto più utilizzato dagli italiani per i viaggi e dagli stranieri che visitano il nostro paese rimane l’automobile. Il settore trasporti, in Italia, nel 2012, è responsabile del 23,4% delle emissioni totali di gas serra.

La principale minaccia per i nostri boschi è oggi ancora rappresentata dagli incendi, il 72% dei quali, nel 2011, è risultato essere di natura dolosa, il 14% colposa e il restante 14% di natura dubbia.

Rimane tuttavia pesante la pressione esercitata sull’ambiente dalle attività industriali: continuano a preoccupare, infatti, gli effetti negativi sulla salute dell’uomo e sugli ecosistemi causati dalla presenza di sostanze pericolose nel suolo, nel sottosuolo, nei sedimenti e nelle acque sotterranee.

Dal 1 novembre 2011 al 31 dicembre 2012, sul territorio nazionale, sono avvenuti 4.129 terremoti di magnitudo maggiore o uguale a 2, ed è sensibilmente aumentato il numero di quelli con magnitudo superiore a 5. Le frane censite sono circa 487.000 e interessano un’area pari al 6,9% del territorio nazionale. La popolazione esposta a fenomeni franosi ammonta a 987.650 abitanti. Nel 2012 sono stati censiti dall’ISPRA 85 eventi di frana principali sul territorio nazionale. È stato inoltre stimato che in Italia le persone esposte ad alluvioni sono 6.153.860.

Arriviamo infine alla cementificazione. In Italia, secondo l’Ispra, sono stati consumati, in media, 7 m2 al secondo per oltre 50 annioggi il consumo di suolo raggiunge gli 8 m2 al secondo. In pratica, ogni 5 mesi viene cementificata una superficie pari a quella del comune di Napoli e ogni anno una superficie pari alla somma di quelle dei comuni di Milano e Firenze.

Per informazioni più dettagliate, vi rimando alla fonte di queste informazioni: 5 minuti per l’ambiente.

ALLARME ALLUVIONE IN TOSCANA


ombrone

Le forti piogge di questi giorni (anzi, di questi mesi, e sotto quel punto di vista il 2013 è un anno “fortunato“, ricco di piogge) stanno mettendo a dura prova l’idrogeologicità dell’Italia, in particolare della Toscana.

Esonda il fiume Ombrone; a rischio anche il Bisenzio. Scuole chiuse in diverse località; Chiusa l’A1; Già numerosi i danni, specie tra i capannoni ed i campi invasi dall’acqua. Alle 13 infatti aveva raggiunto il III livello di guardia (6 metri). Alle 14 sono avvenute le prime modeste tracimazioni del reticolo minore che hanno interessato le località di Caserane, nel comune di Prato e Case Coveri. Un’altra tracimazione anche alla confluenza tra il Brana e l’Ombrone.

I tecnici della Protezione Civile di Prato, riuniti per far fronte all’emergenza dei fiumi Ombrone e Bisenzio, raccomandanoa tutti i cittadini di evitare in ogni modo di recarsi nei seminterrati e nelle cantine” alla periferia di Prato. Si invitano poi gli abitantia prestare la massima attenzione e per quanto possibile a prendere tutte le precauzioni per salvaguardare le persone”. Nella zona industriale di Vaiano si sono verificati allagamenti di alcuni laboratori e fabbriche. Alle 14 le casse di espansione del fiume Ombrone sono state aperte e il livello fiume si è abbassato immediatamente di circa 10 centimetri. Secondo la Prefettura di Prato una nuova fase di picco della piena è però “prevista alle 16”.

Chiusa la carreggiata suddirezione Firenzedell’autostrada A1, tra Pian del Voglio e Barberino di Mugello, a causa di uno smottamento dovuto alle forti piogge. Nel tratto chiuso, il traffico è bloccato e si sono formati 8 km di coda. E’ stata istituita l’uscita obbligatoria a Pian del Voglio, per questo motivo ci sono 3 km di coda tra Rioveggio e Pian del Voglio. Sull’Alta Toscana, vi sono stati accumuli mediamente compresi tra 50-80 mm, ma con punte che hanno superato i 200 mm a Prato.
Fonte: MeteoRomagna – su Facebook

Amici della Toscana, sono vicino a voi. Tenete duro.