BUDELLI: L’ISOLA RESTA PUBBLICA


isola di budelli

L’Isola di Budelli, la più famosa isola dell’Arcipelago della Maddalena, resta di proprietà dello Stato. Non correrà più il rischio di essere “sbudellata” dalle speculazioni edilizie. A deciderlo è stato il Giudice Fallimentare del Tribunale di Tempio. Riepilogo brevemente la storia:

Inizialmente Budelli era di proprietà di una società che è stata dichiarata fallita. Al che il Giudice ha cercato di recuperare i soldi per restituirli ai creditori. L’unico modo per poterli recuperare era quello di vendere l’Isola ai privati. La notizia fa il giro del mondo, e attira tanti ricchi privati che vorrebbero acquistarla. Si fa avanti Michael Harte, magnate neozelandese, con un piano per incentivare la ricerca scientifica e la tutela rigorosa della natura. In tribunale ha fatto la sua offerta e il giudice lo ha dichiarato vincitore dell’asta. In cambio di un assegno da tre milioni di euro.

Prima di pagare però, Harte presenta al Ministero dell’Ambiente il suo progetto: ristrutturazione e ampliamento dei “ruderi” già esistenti e creazione di pontili per maxi yacht.  Il parco nazionale ha sollevato subito le barricate, e con l’aumento dei vincoli a difesa dell’isola, Michael Harte ha deciso di rinunciare. Il Presidente del Parco allora ha giocato le sue carte, riuscendo ad ottenere dal Governo nazionale i 3 milioni di euro necessari per esercitare il diritto di prelazione, e il Giudice ha deciso che fosse questa l’unica soluzione.

Con buona pace degli studenti della Scuola Media di Mosso, una località in provincia di Biella, che sognavano di acquistarla con una maxi colletta, ma promettono che i soldi raccolti finora e che continueranno a raccogliere serviranno per valorizzare l’ambiente. Con buona pace dei magnati e dei super ricchi. E anche con buona pace degli speculatori edilizi.

Fonte: La Stampa

L’Isola di Budelli resta all’Ente Parco Nazionale della Maddalena, quindi proprietà di tutti. Ma non siamo proprietari per poterci speculare. Siamo proprietari per poterla difendere, con le unghie e con i denti, per tutelarla, e per valorizzare la sua bellezza. Siamo proprietari per migliorarla, per amministrarla.

E come amministratori dobbiamo rispondere in prima persona di quello che ne abbiamo fatto, all’unico vero proprietario: il Creatore, Dio. Lui sì che ci chiederà conto di come abbiamo utilizzato i beni di cui ci ha fatto custodi. Sì, perché essere proprietari, essere amministratori, significa essere custodi. Custodi di una cosa che poi dobbiamo restituire, con gli interessi. Restituirla migliore di come ce l’hanno affidata. Restituirla sana, protetta, difesa, migliore.

L’ITALIA E’ SEMPRE PIU’ BLU


bandiera blu

Le bandiere blu sono un riconoscimento che ogni anno viene assegnato dalla Fee, la Fondazione per l’Educazione Ecologica, in 41 Paesi, tra cui l’Italia. La Fondazione premia ogni anno la qualità delle acque di balneazione, ma anche il turismo sostenibile, l’attenta gestione dei rifiuti e la valorizzazione delle aree naturalistiche.

Crescono ogni anno le località balneari d’eccellenza lungo la Penisola. Sono 293 le spiagge premiate quest’anno (nel 2015 erano 280). Regina tra le Regioni italiane si conferma la Liguria, con ben 25 località premiate, seguita da Toscana (19) e Marche (17). A 14 troviamo la Campania. La Puglia e la Sardegna sono a 11 località premiate. Seguono il Lazio (8), L’Emilia Romagna (7), L’Abruzzo e la Sicilia (6), la Calabria (5), il Molise (3), il Friuli e la Basilicata (2).

Per quanto riguarda i laghi ne abbiamo 1 per la Lombardia, 2 per il Piemonte e 5 per il Trentino Alto Adige.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Insomma, parafrasando l’indimenticabile Rino Gaetano, l’Italia è sempre più blu. E noi ne andiamo fieri. Onore alla bellezza delle località liguri. Speriamo che il prossimo anno possano continuare ad aumentare le nostre bandiere. Cosa ne pensate?

“L’ISOLA DI BUDELLI SIA PATRIMONIO DELLO STATO”


isola di budelli

Il Presidente della Fondazione UniVerde, ex Ministro dell’Ambiente ed ex Presidente dei Verdi, Alfonso Pecoraro Scanio, chiede, come promotore della petizione “Budelli Bene Comune“, che l’Isola di Budelli diventi Patrimonio dello Stato Italiano, così come deciso dal Parlamento nel 2013. Inoltre chiede che il Consiglio di Amministrazione del Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena provveda subito ad acquisirne la proprietà.

Nonostante i fondi per l’acquisizione del Parco della Maddalena da parte del Consorzio, alcuni membri del CdA dello stesso hanno deciso, l’11 aprile scorso, di voler rinunciare all’acquisto dell’Isola. Oltre 100.000 persone hanno già firmato l’appello per salvare Budelli e ora anche il Sottosegretario di Stato, Silvia Velo, ha confermato che Budelli deve essere pubblica, tenendo conto della decisione del Parlamento e dello stanziamento dei fondi destinati esclusivamente per l’acquisto dell’isola.

L’ex Ministro dell’Ambiente afferma che “la riserva integrale non si tocca. Stop ai boicottaggi, si proceda subito a chiudere la vertenza dopo quasi tre anni dalla decisione del Parlamento. E’ assurdo che ancora non si sia giunti a una decisione definitiva sull’acquisto. Lo stesso Presidente del Consiglio della Regione Sardegna, Gianfranco Ganau, ha detto che la Regione Sardegna vuole che Budelli sia patrimonio pubblico“.

Fonte: AskaNews.it

La storia dell’acquisizione dell’Isola di Budelli è piuttosto travagliata. Un’isola contesa dal Consorzio dell’Ente Parco Nazionale dell’Arcipelago della Maddalena, da un magnate neozelandese, Michael Harte che prometteva di tutelarla e di non specularci, ma che poi ha rinunciato, e i mesi scorsi da un gruppo di studenti che volevano acquisire l’Isola volendo farla diventare “L’Isola dei Ragazzi”.

Questi studenti affermavano che con 50 centesimi di euro a testa per ogni studente di tutti i licei d’Italia, si poteva acquisire l’Isola di Budelli. L’iniziativa era stata denominata “Non si s-Budelli l’Italia“. In questo link troverete maggiori informazioni sull’iniziativa.

A mio avviso l’Isola deve rimanere di proprietà della Regione Sardegna. Cosa ne pensate voi?

CARAIBI, IL PARADISO… DEI CANI


caraibi

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I Caraibi sono uno dei posti più affascinanti di tutta la terra. Una delle mete più sognate ed ambite del mondo. Chi di noi, almeno una volta, non ha pensato di staccare dal “logorìo della vita moderna” per andare a rilassarsi in un’oasi di pace? Il primo posto che ci viene in mente quando desideriamo quest’oasi di pace è proprio quello dei Caraibi.

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Spiagge bianchissime e sole tutto l’anno, i Caraibi offrono servizi ai turisti che arrivano da ogni parte del mondo. Dal 2005 alcuni volontari si offrono di curare e nutrire settanta cagnolini, di diverse razze, che hanno il compito di coccolare e farsi coccolare dai turisti e dagli ospiti.

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Corrono felici e spensierati per tutta la spiaggia, e fanno compagnia agli ospiti di questa terra incantevole. I turisti ricevono un kit con del cibo e altri oggetti per giocare con i cuccioli, in modo da poter socializzare con loro. E i risultati si vedono: ogni anno circa 500 cuccioli trovano una nuova casa.

Fonte: La Stampa

Davvero una vacanza indimenticabile, per i cagnolini e per i loro nuovi compagni di vita. Che ne dite se ce ne andiamo pure noi a coccolare questi settanta cagnolini?

IL PETROLIO ARRIVA A MARE


L’incidente avvenuto la notte tra il 17 e il 18 aprile scorso a Genova, dove la rottura di un oleodotto ha provocato lo sversamento di settecento metri cubi di petrolio sul fiume Polcevera, ha danneggiato gravemente l’ecosistema genovese. Il dramma continua.

E’ corsa contro il tempo, prima che il petrolio arrivi al mare, ma purtroppo ci è già arrivato. E’ corsa contro il tempo, prima che arrivi la pioggia, che può far raggiungere le coste e contaminare altri animali. Già, altri, perché come si vede dalle immagini, alcuni volontari soccorrono già i volatili contaminati.

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Intanto i cittadini della zona sono scesi in strada in corteo con le mascherine per proteggersi dalle esalazioni del greggio. Temono gli effetti delle esalazioni, avvertono bruciori agli occhi e mal di gola, tosse e dolore alla trachea.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Domenico Finiguerra, promotore del movimento nazionale “Stop al Consumo del Territorio“, nel suo Profilo Facebook scrive: “E’ stata avvistata a Varazze. A Pegli ha inquinato 300 metri del Lungomare. E’ una chiazza oleosa, che dopo aver superato le barriere alla foce del Polcevera, vaga in mare, spinta dalle correnti. Va verso ponente, ha già percorso undici miglia fuori controllo, il rischio è che arrivi sulle coste della Francia, innescando un incidente internazionale. Ma guardiamo il lato positivo. Sta creando posti di lavoro!!!  Posti di lavoro per fermarla. Posti di lavoro per bonificare. Posti di lavoro per pulire le spiagge. Posti di lavoro per pulire i piedi“.

Alziamo i calici, allora. Brindiamo ai posti di lavoro! Che intanto a brindare sono i c.d. “Grandi della Terra”, che con un’ipocrisia grande come l’universo parlano di fonti rinnovabili, di sviluppo sostenibile, di difesa della Terra, ma intanto brindano al petrolio, e firmano accordi che non faranno altro che peggiorare la gravità dei cambiamenti climatici.

FOTOBLOG: MARE SALENTINO


mare salentino

Devo confessarvi di essere innamorato della bellezza del mare salentino. Il Salento, nei miei desideri, è diventato come La Mecca: devo andarci almeno una volta nella vita. Voglio godermi una bella vacanza e girare tutto il mare del Salento, che è di una bellezza incantevole e disarmante.

E’ la mia seconda patria, mi sento anche io salentino, e quasi invidio coloro che abitano da quelle parti, anche se il mare sardo non è secondo a nessuno. Ma ritengo che il mare salentino sia tale e quale a quello sardo, in conto di colori, di luminosità, di bellezza, di limpidezza. E adesso godiamici lo spettacolo del mare che amo immensamente: il Salento in tutta la sua limpidezza, in tutta la sua bellezza.

Vi presento sei località: Manduria, Lecce, Otranto, Campomarino di Maruggio, Marina di Castro, Santa Maria di Leuca.

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Lecce

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Otranto

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campomarino di maruggio 2.pngCampomarino di Maruggio

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castro marina 2.pngMarina di Castro

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santa maria di leuca grotte.pngSanta Maria di Leuca

Visitate, e godete della bellezza singolare del mare del Salento, in Puglia. E amatelo. Sperando che queste non siano solo immagini di repertorio, da cartolina, ma sia sempre così bello e limpido.

LA POSIDONIA: DA PROBLEMA A RISORSA


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posidonia spiaggiata

La Posidonia è un’alga marina che al termine della sua vita va a spiaggiarsi ricoprendo gli arenili. E’ una pianta acquatica fondamentale per l’ecosistema marino, essendo fondamentale per la produzione di ossigeno, e per il sostentamento di almeno un quarto delle specie marine.

Grazie al progetto GeRiN (Gestione Risorse Naturali) dell’ENEA, ora quella che sembrava una criticità diventa un’interessante opportunità di crescita e di sviluppo. Grazie alla collaborazione dell’Università La Sapienza di Roma e dell’Area Marina Protetta delle Egadi, nasce Medonia, una importante struttura che utilizza le piante marine raccolte lungo i litorali e le utilizza come imbottitura di involucri in materiale biodegradabile e riciclabile.

Un progetto “a impatto zero”, visto che si prevede che le piante raccolte dagli arenili vengano reimpiantate sui fondali marini delle Egadi, di modo che non manchi mai questa pianta, importantissima per la sopravvivenza dell’ecosistema marino Mediterraneo.  Lo spiaggiamento della Posidonia riguarda oltre il 60% delle coste del Mediterraneo, ed è considerato una delle emergenze ambientali più critiche e un problema per cittadini, turisti, gestori degli stabilimenti balneari e per i Comuni, costretti a costose attività di pulizia e smaltimento.

Un’innovazione che guarda alla protezione dell’ambiente e alla tutela del territorio in un’ottica di economia circolare, design sempre più green e sviluppo sostenibile.

Fonte: Tiscali Ambiente

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Si può dire che con questo progetto si è fatto realmente “di necessità virtù. Un progetto da estendere a tutto il Mediterraneo. Cosa ne pensate?

FOTOBLOG: SPIAGGIA DUE SORELLE


Oggi vi porto virtualmente alla Spiaggia delle Due Sorelle, nel Sirolo, che si trova in Provincia di Ancona, nelle Marche. Una spiaggia bellissima, tutta da godere. Un incanto, una meraviglia per gli occhi e per il cuore, che ritempra lo spirito e dona tanta pace e felicità. Ammiratela!

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TURISMO: SARDEGNA PENALIZZATA


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La Sardegna, essendo un’isola, è piuttosto penalizzata dal punto di vista dei trasporti. Per gestire i trasporti oltremare ci vorrebbero delle politiche che favoriscano i trasporti di merci e di persone, da e verso la Sardegna, a basso costo. Purtroppo però, nonostante la concorrenza tra gli armatori, il costo dei voli e soprattutto dei traghetti è ancora troppo elevato.

Non basta la politica della “continuità territoriale“, non basta la politica delle offerte “last-minute”, all’ultimo minuto. Non basta nemmeno prenotare una vacanza con largo anticipo per diminuire il costo del biglietto. La Sardegna risulta essere una meta per pochi. A una famiglia mediamadre, padre e due figli under 12il viaggio verso l’isola ad Agosto non costa meno di 700 euro, ma il biglietto andata e ritorno può lievitare fino a oltre 1.100 euro.

Un salasso, anche perché poi alla spesa del viaggio bisogna aggiungere quella del soggiorno, che in quello stesso periodo raggiunge cifre record. Anche se questo dipende dalla meta. Ad esempio Porto Cervo e la Costa Smeralda sono mete inaccessibili da una famiglia media.

Per l’alta stagione, dunque, non c’è scampo. Prenotare con largo anticipo serve a poco, i primi 15 giorni di agosto si confermano i più caldi anche dal punto di vista dei costi. Niente offerte o sconti. Per le promozioni ci sono gli altri mesi estivi. Ma le ferie a luglio o a settembre non sono cosa che riguarda gli italiani, costretti a pagare a peso d’oro la traversata del Tirreno.

Fonte: La Nuova Sardegna

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Non so a chi spetta la politica dei prezzi dei voli e dei traghetti, ma chiunque essi siano si diano da fare, se hanno veramente a cuore la Sardegna e i sardi, se hanno a cuore il turismo delle zone costiere e interne.

LE 10 SPIAGGE PIU’ BELLE D’ITALIA


cala mariolu 2

La spiaggia più bella d’Italia è Cala Mariolu, a Baunei (OG). A dirlo è il “Travelers’ Choice™ Beaches Awards“, il concorso promosso da TripAdvisor, che colloca ben cinque spiagge sarde nelle prime dieci posizioni. In seconda posizione troviamo un’altra spiaggia sarda: La Pelosa, Stintino (SS). Al sesto posto Cala Goloritzè, Baunei (OG). Nelle ultime due posizioni troviamo La Cinta, San Teodoro (OT) e Porto Giunco, Villasimius (CA).

Ecco la classifica completa stilata da TripAdvisor:

  1. Cala Mariolu, Baunei (Ogliastra) – Sardegna;
  2. La Pelosa, Stintino (Sassari) – Sardegna;
  3. Spiaggia di Tropea, Tropea (Vibo Valentia) – Calabria;
  4. Spiaggia dei Conigli, Lampedusa (Agrigento) – Sicilia;
  5. Cala Rossa, Favignana (Trapani) – Sicilia;
  6. Cala Goloritzè, Baunei (Ogliastra) – Sardegna;
  7. Baia del Silenzio, Sestri Levante (Genova) – Liguria;
  8. Spiaggia Porto Selvaggio, Nardò (Lecce) – Puglia;
  9. La Cinta, San Teodoro (Olbia-Tempio) – Sardegna;
  10. Porto Giunco, Villasimius (Cagliari) – Sardegna.

Fonte: ForexInfo.it

Ecco le splendide immagini delle spiagge regine d’Italia.

cala mariolu

Cala Mariolu, Baunei (Ogliastra) – Sardegna

la pelosa

La Pelosa, Stintino (Sassari) – Sardegna

tropea

Spiaggia di Tropea, Tropea (Vibo Valentia) – Calabria

spiaggia dei conigli

Spiaggia dei Conigli, Lampedusa (Agrigento) – Sicilia

cala rossa

Cala Rossa, Favignana (Trapani) – Sicilia

cala goloritzè

Cala Goloritzè, Baunei (Ogliastra) – Sardegna

baia del silenzio

Baia del Silenzio, Sestri Levante (Genova) – Liguria

spiaggia porto selvaggio

Spiaggia Porto Selvaggio, Nardò (Lecce) – Puglia

la cinta san teodoro

La Cinta, San Teodoro (Olbia-Tempio) – Sardegna

porto giunco

Porto Giunco, Villasimius (Cagliari) – Sardegna

Se non sapete dove passare le vacanze estive, questo post ha cercato di darvi qualche suggerimento. Iniziate a programmare le vostre vacanze, nelle spiagge più belle d’Italia.

COSTA RICA… E ANCHE FELICE


costa costa rica

costa costa rica 2

Oggi vi voglio parlare del Costa Rica, il Paese più felice del mondo. Questo piccolo Stato del Centro America sfida in felicità qualsiasi altro Stato del mondo. Alte speranze di vita alla nascita, benessere e sostenibilità sono le parole d’ordine di questa magnifica terra.

cerro chirripoCerro Chirripo

Il Costa Rica, Paese decisamente green, cura, tutela e protegge gli oltre 1.200 km di costa e di biodiversità. Primo Paese per l’impegno ambientale nell’America Latina, è anche il terzo Paese al mondo in conto di aria pulita.

cordillera de tiralan
Cordillera de Tiralan

Con le sue oltre trentacinque zone protette, il turista ha solo l’imbarazzo della scelta. Acque delle coste azzurrissime, verde rigoglioso, la montagna Cerro Chirripo, la trentottesima vetta più alta del mondo (3.820 metri) la Cordigliera di Tiralan, il Vulcano Arenal con le sue calde acque termali, sono solo alcune delle meraviglie naturali di questo magnifico posto.

vulcano arenalVulcano Arenal

terme arenalTerme del Arenal

Una Costa Rica, Felice e Verde. E anche pacifista, visto che sessant’anni fa ha deciso di smantellare il suo esercito. Un posto meraviglioso da visitare… e nel quale (ri)stabilirsi.

BASTA COI GIOCHI DI GUERRA


manifestazione teulada

Da stamattina è in corso una manifestazione contro le basi militari e i “giochi di guerra” in Sardegna. Centinaia di pacifisti in corteo a Teulada per dire basta coi giochi di guerra, basta con le esercitazioni militari, basta con l’inquinamento ambientale, basta con il filo spinato che impedisce l’accesso ai cittadini comuni. Più di cinquecento manifestanti si sono radunati presso la spiaggia di Porto Pino, attorno alla base militare di Teulada, ma è stato vietato loro l’accesso alla spiaggia che permetterebbe loro di raggiungere la base. Per questo si è creato qualche disordine e malumore tra manifestanti e forze di polizia.

I pullman sono stati bloccati a tre chilometri, per via del fatto che gli agenti hanno bloccato l’accesso anche ai parcheggi. Due manifestanti, che nei giorni scorsi hanno ricevuto il foglio di via dalla questura, sono stati fermati e per loro scatterà una sanzione amministrativa. Al grido di “liberateli” (i parcheggi) e di “Fuori la NATO dalla Sardegna“, i manifestanti stanno dando vita a una manifestazione pacifica e ordinata, che si concluderà con il ritorno ai parcheggi della spiaggia di Porto Pino dove presumibilmente daranno il via ad un sit-in. Al momento c’è un pò di tensione e di rabbia, ma finora la manifestazione non è stata segnata da scontri.

Fonte: Ansa.it

I “giochi di guerra” si concluderanno venerdì 6 novembre. Ma a mio avviso devono concludersi per sempre, e non a tempo determinato.

LADRI DI SABBIA


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turista

In Sardegna esiste un fenomeno nuovo, una nuova moda: rubare la sabbia del mare, fare della sabbia del mare sardo un souvenir. Un pò come hanno fatto i primi astronauti sulla Luna che hanno raccolto del suolo lunare per analizzarlo. Così fanno i turisti che vengono in Sardegna. Dalle verifiche e dalle persone fermate in aeroporto risulta che siano state rubate in soli tre mesi ben cinque tonnellate di sabbia!

Oltre ai sequestri effettuati nei principali aeroporti sardi, grazie alla rete arrivano fotografie scattate in giro per le spiagge sarde che ritraggono clamorosi e maldestri tentativi di furto commessi, davanti agli occhi di numerose persone.

Gli ultimi casi riguardano un uomo con pala e secchio sulla spiaggia di Cea (Bari Sardo), e due turisti francesi che riempivano un sacchetto con la spiaggia di quarzo bianco del Sinis. In entrambi i casi i “ladri” sono stati costretti a restituire il maltorto: conchiglie e sabbia.

Fonte: La Nuova Sardegna

Un souvenir originale, tutto naturale, non si spende niente per rubarlo. Noi sardi siamo un popolo molto accogliente (anzi, fin troppo, viste le numerosissime servitù militari e le industrie delle multinazionali che ci hanno avvelenato e che continuano ad avvelenarci). Però i turisti che vengono qua devono imparare a rispettare le cose di tutti. Conchiglie e sabbia compresi.

VENEZIA: UN MARE DI RIFIUTI


rifiuti venezia

Venezia è piena di rifiuti. Purtroppo. Una città unica come Venezia, ricca di turisti, si ritrova piena di rifiuti. I dati raccolti dalla campagna Don’t Waste Venice (Non devastare Venezia) sono impietosi: in mare vi è un rifiuto ogni tredici metri. Un problema spesso sottovalutato, anche se purtroppo è da considerare fisiologico, visto il flusso di turisti che visitano la Serenissima ogni giorno. Ma è un peccato che i rifiuti rovinino una città unica, meravigliosa come Venezia.

Fonte: Centro Meteo Italiano

IL MARE PIU’ BELLO D’ITALIA


Come ogni anno, Legambiente assegna anche quest’anno le 5 vele blu alle località marine italiane più belle e ovviamente ai relativi comuni che si impegnano a mantenere pulite le spiagge, ad offrire servizi ai bagnanti, a tutelare la vegetazione, a mantenere puliti i fondali marini. La Regione che ha ricevuto più vele è la Sardegna, ma sul podio troviamo tre località marine di altre regioni.

Al primo posto si piazza infatti Castiglione della Pescaia (GR), posto d’onore per San Vito Lo Capo (TP), terzo posto per Pollica (SA). Al quarto posto troviamo la prima delle quattro località sarde a cinque vele: Posada (NU). Al quinto posto c’è Vernazza (SP), e al sesto troviamo la splendida Otranto (LE).

Altre nove località hanno conquistato le cinque vele. Si tratta di Domus de Maria (CA), Capalbio (GR), Melendugno (LE), Baunei (OG), Maratea (PZ), Bosa (NU), Polignano a Mare (BA), Roccella Jonica (RC), e Camerota (SA).

Fonte: Ecoblog.it

Ed eccole le bellissime 15 località premiate quest’anno da Legambiente.

castiglione della pescaia

Castiglione della Pescaia

san vito lo capo

San Vito Lo Capo

pollica

Pollica

posada

Posada

vernazza

Vernazza

otranto

Otranto

domus de maria

Domus de Maria

capalbio

Capalbio

Melendugno

Melendugno

baunei

Baunei

maratea

Maratea

bosa marina

Bosa Marina

polignano a mare

Polignano a Mare

roccella jonica

Roccella Jonica

camerota

Camerota

Mi raccomando, visitate queste splendide località, se avete la fortuna di farlo.

DISASTRO AMBIENTALE IN CALIFORNIA


marea nera

Disastro ambientale in California. La rottura di un oleodotto ha provocato la formazione di un’enorme chiazza di “oro nero” nei pressi della spiaggia di “Refugio State”, in California. L’azienda ha chiuso immediatamente (mica tanto però) la conduttura rotta. Le prime stime parlano di 80mila litri di oro nero sversati in acqua, provocando una chiazza ampia ben 14 km.

Decine sono i volontari che stanno ripulendo la spiaggia in queste ore e che sono impegnati per salvare la fauna selvatica, oltre alla Guardia Costiera, che sembra aver recuperato circa tremila litri di petrolio. E’ notizia di un paio di giorni fa quella per cui Obama avrebbe autorizzato altre trivellazioni. L’ultima volta che l’aveva autorizzato, pochi giorni dopo è successo il disastro della British Petroleum. La storia si ripete, per chi non vuole ricordarla…

ECCO LA LISTA DELLE BANDIERE BLU DEL 2015


bandiera blu

Come ogni anno, anche quest’anno la FEE (Federazione per l’Educazione Ambientale) ha premiato i comuni che hanno curato le proprie spiagge, rispettando e valorizzando l’ambiente e gestendo il territorio in modo sostenibile. In Sardegna le bandiere blu sono undici, tra cui due “new entry”: Sorso e Castelsardo, entrambe in provincia di Sassari.

I requisiti per poter essere premiati sono quattro: Educazione ambientale e informazione; Qualità delle acque; Gestione ambientale; Servizi e sicurezza.

Le spiagge premiate con la Bandiera Blu 2015 in Italia sono 280. Le regioni più premiate sono state: Liguria (23 spiagge), Toscana (18), Marche (17), Campania (14) e Puglia (11). Se volete vedere tutto l’elenco dei siti premiati regione per regione, vi invio a questo post di Ecoblog.it.

Ed eccovi le foto delle “new entry” sarde: Sorso e Castelsardo.

Sorso:

sorso

Castelsardo:

castelsardo

Vi raccomando, visitate questi siti mozzafiato che meritano le bandiere blu.

LITORALE SVENDESI


litorale

Continua la svendita dell’ambiente, dei litorali, delle spiagge, per far cassa. La Giunta regionale della Campania approva con una delibera la vendita ai privati di 1000 ettari di terreni demaniali, agricoli ed edificabili, di Litorale Domizio-Flegreo. Centinaia degli stessi acquirenti sono già indagati o perseguiti per ecomafie e abusi edilizi, e la Regione Campania invece di boicottarli li premia, condonando non solo i loro atti criminali ma vendendo a basso costo quegli stessi terreni per cui attualmente vi sono più di 250 processi in corso.

A denunciarlo è Legambiente Campania: i 1000 ettari sono stati posti sotto sequestroper occupazioni senza titolo, costruzioni fuorilegge e devastazione ambientale“. Su questi vi “sono in corso processi che col passaggio ai privati dovrebbero essere sanati. Dal danno alla beffa: chi ha perpetrato un illecito viene premiato coi terreni demaniali a prezzo di saldi“.

Infatti “il valore stimato per i 1000 ettari è di 15 milioni di euro, cioè appena 15000 euro ad ettaro e cioè 1,5o euro al mq. Una vera svendita agli abusivi nel silenzio totale della politica“.

Fonte: roadtvitalia

E’ nauseante la svendita delle spiagge, dell’ambiente, a privati. Ancor più nauseante è venderli a chi è già stato condannato per ecomafie o abusi edilizi.

IL PD TOSCANO SCOINVOLGE IL PIANO PAESAGGISTICO


cave marmo carrara

Il PD toscano, “figlio” del Presidente del Consiglio, fa razzia di ambiente, scoinvolgendo il piano paesaggistico regionale. In un maxiemendamento ha infatti raccolto le idee di Forza Italia, da buon “figlio” del Patto del Nazareno. Le idee più contestate sono “nessun limite all’estrazione di marmo” e “via libera alle piscine in spiaggia“. Con buona pace di chi sperava che gli amministratori locali, e dunque le elezioni regionali, fossero tutt’altra cosa rispetto ai politici di “Serie A”, cioè quelli che stanno in Parlamento.

In breve: il maxiemendamento prevede le seguenti misure: Via limiti agli ampliamenti dei siti estrattivi. Via limiti alla riapertura di cave dismesse da oltre vent’anni. Tutto continuerà a essere estraibile. Gli unici angoli off limits alle ruspe saranno le vette sopra i 1200 metri, ma solo dove non siano ancora state aperte cave: quelle aperte potranno continuare ad ampliarsi, e senza limiti. Per il PD toscanole cave sono un paesaggio nel paesaggio” e “una grande attrazione turistica”.

Norme più permissive arrivano anche per gli stabilimenti balneari. Gli emendamenti introducono la possibilità di realizzare piscine. Viene quindi cancellato l’obbligo di salvaguardia della “qualità percettiva dei luoghi” e di evitare “l’impermeabilizzazione permanente del suolo”.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

MALAFFARI IN COSTA SMERALDA


costa smeralda

Costa Smeralda. La terra dei VIP. Situata nel Comune di Arzachena è la meta di tanti personaggi famosi, ma soprattutto la Mecca per tanti turisti, il sogno, credo, di qualsiasi italiano. I paesaggi mozzafiato, le acque cristalline, azzurrissime, e i tanti hotel di lusso, accompagnati dai VIP, fanno da cornice a questo, comunque, splendido pezzo di paradiso in Terra.

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Soprattutto la Costa Smeralda rappresenta l’Eden per gli speculatori edilizi, per i boss e per gli evasori fiscali. Da decenni la Costa Smeralda rappresenta un business per albergatori e cementificatori/speculatori.

Infatti sarebbe in corso un’indagine da parte della Procura della Repubblica di Tempio Pausania per una maxi evasione fiscale internazionale a sei zeri per la tentata vendita della Costa Smeralda. Sono stati sequestrati 132,8 milioni di euro. In questo articolo si dice che un boss abbia acquistato un bar a Olbia, e che la camorra abbia investito su immobili e spaccio di droga.

Il Procuratore Capo Fiordalisi dunque ha messo sotto sequestro diversi immobili e hotel di lusso di Porto Cervo. Opere che sono state realizzate in violazione delle norme ambientali e di edilizia. I sigilli sono stati posti a ville, strutture sportive e stanze d’albergo per un totale di 17.000 metri cubi di volumi corrispondenti a 6.000 metri quadri di superficie.

La Costa Smeralda è stata sempre contaminata, inquinata da questo punto di vista…

TSIPRAS, SVOLTA VERDE?


atene

Si è parlato molto in questi giorni della vittoria elettorale di Alexis Tsipras in Grecia. Un leader giovane (ma il nostro Matteo nazionale è più giovane :D), rivoluzionario, che ha saputo risvegliare e riunificare la Sinistra greca (cosa che il nostro Matteo invece vuole affossare). Subito dopo la grande vittoria elettorale, che per due seggi non ha avuto la maggioranza assoluta, si è voluto alleare con gli antieuro greci, un partito di estrema destra, paventando una virata a destra da far accapponare la pelle.

Ora invece pare che Tsipras abbia accantonato l’idea degli antieuro per allearsi con i Verdi greci. L’accordo è nato dal fatto che il programma del neopremier ha dieci punti in condivisione con il programma dei Verdi:

  1. Protezione dei beni comuni (acqua, foreste, coste ecc)
  2. Uscita dalle energie fossili entro 20 anni
  3. Orientare l’agricoltura verso produzioni di qualità e bio
  4. Promozione del turismo sostenibile
  5. Risparmio energetico per le abitazioni
  6. Concessione per lo sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente
  7. Sviluppo delle ferrovie
  8. Riforma della gestione dei rifiuti tenendo conto delle 3 R (riduzione, riuso e riciclo)
  9. Riforma del sistema elettorale verso il proporzionale
  10. Pesca sostenibile

Quello che un pò mi preoccupa di questo programma verde è il sesto punto, sfruttamento delle miniere nel rispetto dell’ambiente. Ma ci sono anche altri punti un pò controversi, che riguardano, ad esempio, la caccia e il carbone. Infatti in Grecia la maggior parte dell’energia viene prodotta delle miniere di carbone. Inoltre Tsipras deve fronteggiare pure le proteste dei cacciatori, contro la sua idea di vietare la caccia.

Info e foto: ecoblog.it

Insomma, Tsipras non avrà vita facile, ma speriamo riesca a governare bene e nel rispetto dell’ambiente. Cosa ne pensate? Quando i Verdi italiani ritorneranno a contare? Quando anche in Italia si formerà una cultura e una politica verde?

BLOCCATO UN MEGAPROGETTO EDILIZIO IN COSTA TURCHESE


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Murta Maria è un angolo di paradiso della Sardegna alle porte di Olbia. In questo angolo di paradiso, l’impresa “Edilizia Alta Italia” viene qui in media e bassa Italia per cementificare e far diventare il paradiso un purgatorio. 250mila metri cubi di cemento, villette e alberghi, spalmati in settecento ettari di terreno, un progetto chiamato “Costa Turchese“. Ma si sa che con la colata di cemento la Costa rischia di diventare Grigia.

Il progetto dell’azienda di famiglia Berlusconi era già stato bloccato nel 2006 dal Piano Paesaggistico Regionale dell’allora Presidente della Regione Sardegna Renato Soru. Piano Paesaggistico impugnato dalla stessa Edilizia Alta Italia per un vizio di forma: sarebbe infatti stato approvato dalla Giunta e non dal Consiglio Regionale, e dunque non sarebbe valido. E anche per altri undici motivi esposti nel ricorso. Puntualmente smontato, punto per punto, voce per voce, dal TAR della Regione Sardegna.

Fonte: Tiscali Notizie

Spero che il TAR abbia avuto l’ultima parola su questa vicenda, e che Murta Maria sia definitivamente salva dal cemento e dalle speculazioni edilizie.

NUOVA STRETTA SUI FUMATORI


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Il Governo, tramite la Ministra della Salute Lorenzin, sta studiando una serie di misure atte a limitare i luoghi dove si può fumare, con l’obiettivo di ridurre la quantità dei fumatori. Si sta studiando in particolare il divieto di fumare nei parchi e in spiaggia. Addirittura si potrà fumare di meno anche nei film e nelle fiction. Inoltre sarà vietato fumare in auto con dei minori a bordo.

Di recente è stato posto il divieto di fumare negli spazi aperti delle scuole. La Ministra della Salute Beatrice Lorenzin denuncia che si sta abbassando l’età della prima sigaretta. I bambini cominciano a fumare dalla tenera età di 11 anni!

Lotta giusta contro il fumo, ma sarebbe meglio lottare anche contro il gioco d’azzardo, e non pubblicizzarlo invitando poi a giocare “responsabilmente”, e dire “il gioco è vietato ai minori e può causare dipendenza patologica“. Cosa ne pensate voi di questa campagna contro il fumo? Cosa altro si potrebbe fare?

SARDEGNA DELLE MERAVIGLIE, MA BIODIVERSITA’ A RISCHIO


sardegna

Riporto un bellissimo articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa dedicato alla Sardegna, un paese delle meraviglie, ma la biodiversità è a rischio anche nella nostra isola.

In Sardegna numerose specie vegetali e animali, ma anche interi ecosistemi, rischiano l’estinzione. Secondo l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), l’isola è la regione italiana con il maggior numero di specie a rischio. Dai boschi agli ecosistemi dunali, dai rettili ai mammiferi. Una minaccia per questo paradiso di biodiversità: terra di ricchezza e di meravigliosa natura, unica in Italia, preziosa anche in Europa.
IL LUOGO Il paesaggio vegetale della Sardegna è piuttosto variegato, non soltanto grazie alla sua storica variabilità geologica e geomorfologica, ma anche a causa dell’intervento dell’uomo. E’ possibile classificarlo in tre grandi e diversi ambienti: la zona interna montagnosa, le spiagge e il mare, e gli stagni costieri. L’antichità di queste terre e la lontananza dalle altre regioni hanno permesso la presenza di alcune specie animali uniche, come il Muflone, la Foca monaca, il falco pellegrino. La flora della Sardegna conta 2.408 entità, con una presenza endemica di circa 347 specie, quasi il 15%. Ma il sistematico disboscamento, iniziato dai conquistatori e proseguito con gli autoctoni, collegato anche al problema degli incendi, ha ridotto notevolmente la ricchezza naturale.
NATURA Tra le specie più belle, a rischio, l’astragalo marittimo, dai fiori dalla corolla rosa-violacea, il fiordaliso di Coros e l’aquilegia nuragica, il cardo del Gennargentu e l’eufrasia. In quanto alla fauna, le due specie endemiche più famose, ma minacciate anche loro, sono il tritone sardo e l’orecchione sardo. Il primo è considerato l’anfibio più raro d’Europa, mentre il secondo è invece l’unico pipistrello esclusivo dell’Italia. Messe male anche le tartarughe palustri. Molto più frequenti saranno, invece, gli incontri con cervi, daini, cinghiali, lepri e raganelle.
IL CONSIGLIO Il Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è considerato uno dei parchi più belli di tutta l’Europa. Sia per chi ama la terra, sia per coloro che desiderano il mare. Il Parco copre una superficie terrestre di 5.100 ettari ed una superficie marina di 15.046 ettari, su un fronte di ben 180 km di coste, estendendosi dalle Bocche di Bonifacio e comprendendo tutte le isole appartenenti all’Arcipelago di La Maddalena. Per raggiungere quest’area bisogna imbarcarsi su uno dei traghetti che partono da Palau.
DINTORNI Qualche piccolo consiglio per godere appieno della straordinaria ricchezza locale. Il Parco naturale regionale Molentargius-Saline, a Cagliari, è l’habitat di un gran numero di uccelli, tra cui i fenicotteri. Il Parco naturale regionale di Porto Conte, in provincia di Sassari, comprende le Grotte di Nettuno, il Lago di Baratz, il promontorio di Capo Caccia, isola Foradada e la foresta demaniale “Le Prigionette”. Il Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu comprende le cime più alte della Sardegna, mentre quello dell’Asinara racchiude un piccolo lembo che si trova all’estremo nord dell’isola: da scoprire anche tramite trekking e immersioni.

Un bellissimo articolo che descrive bellezze e rischi della nostra amata isola.

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