ANCORA SUL DECRET(IN)O SFASCIA-ITALIA


sfasciaitalia

Riporto un articolo dal sito libertaegiustizia.it, dedicato al decret(in)o sfascia-italia.

“Un terribile ritorno a un passato che speravamo di aver lasciato per sempre. Un passato in cui “sviluppo” era uguale a “cemento”. In cui per “fare” era necessario violare la legge, o aggirarla. In cui i diritti fondamentali delle persone (come la salute) erano considerati ostacoli superabili, e non obiettivi da raggiungere” (Tomaso Montanari).

L’Italia è il paese dei dissesti ambientali che fanno vittime ogni anno, della Terra dei Fuochi, dell’Ilva, della Solvay che con l’aiuto delle amministrazioni locali ha ridotto a discariche di veleni le più belle spiagge toscane, dei cornicioni di incuria che crollano dai vecchi palazzi e ammazzano i bambini, delle rovine di Roma e di Pompei che vanno in briciole. Ha una capitale che affoga nell’immondizia, dove a volte pascolano i maiali. È sconciata dalle cementificazioni (otto metri al secondo di consumo del suolo), dalle grandi opere inutili che sventrano le montagne o sfigurano le lagune, dalle autostrade che sfasciano quel che resta di fragili paesaggi celebrati nel mondo (celebrati sulla base ormai di photo shopping che cancellano le brutture), dalla sistematica distruzione dei litorali, delle dune, delle pinete che vi si affacciano, della demenziale proliferazione dei cosiddetti porti turistici, puri pretesti all’edificazione sfrenata, finanziati a volte addirittura coi soldi pubblici stanziati per la difesa dei litorali dall’erosione marina. Se dovessimo proseguire l’elenco consumeremmo troppe pagine ancora.
Ma c’è un aspetto di questo fenomeno – l’apatia, l’indifferenza al male – che ne dice il peculiare aspetto di mentalità, l’aspetto che sembra culturalmente specifico del nostro paese – oggi. E per questo può servire la piccola frase di un Presidente del Consiglio che di mentalità vincenti se ne intende assai bene. Eccola nella sua interezza.
“’Sovrintendente’ è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. È una di quelle parole che suonano grigie. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba. Sovrintendente de che?”.

Questa frase – un paradigma di cinismo, speriamo inconsapevole – parla dell’istituzione posta a difesa del patrimonio culturale della Repubblica, anche in ottemperanza all’Art. 9 della nostra Costituzione. Proviene dal libro di Matteo Renzi, Stilnovo. La rivoluzione della bellezza da Dante a Twitter, Rizzoli 2012.

Dice con quale spirito il Governo si appresta a varare il decreto Sblocca-Italia.
Ogni cittadino oggi dovrebbe informarsi – lo aiutano in questo gli autori di Rottama Italia: Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Edoardo Salzano, Paolo Berdini, Vezio Di Lucia, Salvatore Settis e Tomaso Montanari. Dovremmo prestare un po’ d’ascolto a queste ultime sentinelle nella notte.

Un contributo – di discussione, di informazione, di proposta – anche sulle iniziative che si potrebbero prendere per fermare questa derivapuò venire da ciascuno di noi: perché infine è di tutto quel che ci resta, che si tratta. Del volto stesso del Paese, di ciò che resta della sua bellezza, della sua memoria. Che oggi non vuol dire solo il suo passato, con le sue povere antiche ossa che vanno in polvere. Vuol dire anche ciò che rimane ai nostri figli, al loro futuro. Il tesoro che ci si appresta a distruggere del tutto.
Il futuro, appunto – non solo il passato.
Come leggiamo fin dalla prima pagina di Rottama Italia:
Perché vogliamo che l’Italia cambi verso. Ma davvero. Vogliamo un Paese moderno. E cioè un Paese che guardi avanti. Un Paese che sappia distinguere tra cemento e futuro. E scelga il futuro”.

IL TURISMO “SOMMERSO”


lipari sottomonastero

A Lipari, nelle Isole Eolie, si può fare turismosommerso“. No, non è un lavoro in nero. Si tratta di turismo letteralmente “sommerso”. Infatti è in progetto la costruzione di un tunnel subacqueo trasparente grazie al quale visitare all’asciutto i resti di un porto romano. E’ il progetto varato dalla Soprintendenza del Mare, con un progetto denominato “Archeolie 2014“.

Il tunnel in questione sarà realizzato nell’area Sottomonastero, presso il molo d’attracco degli aliscafi. Si prevede dunque un innovativo sistema di visita museale delle antiche strutture attraverso la realizzazione di una serie di tunnel sottomarini trasparenti, accessibili direttamente dalla superficie.

In una nota dell’Assessorato ai Beni Culturali della Regione Sicilia si legge: “una struttura che potrà coniugare le esigenze di tutela del bene culturale sommerso e il suo ‘sfruttamento’ a tutto vantaggio dell’economia locale. A breve saranno condotti anche dei saggi di scavo mirati a verificare l’esistenza di eventuali strutture antiche lungo l’area del costruendo nuovo molo, progettato in prosecuzione di quello in ferro già esistente per l’attracco degli aliscafi, così da definire le emergenze archeologiche dell’area e rendere possibile la realizzazione del progetto”.

Per maggiori informazioni, leggete questo articolo.

Una grande opportunità di sviluppo turistico, e quindi economico, che concilia storia, archeologia, lavoro e turismo. Una grande risorsa da salvaguardare, da valorizzare, per ammirare le bellezze del nostro Paese, in un modo suggestivo, spettacolare, che ti fa luccicare gli occhi dalla bellezza.

FOTOBLOG: BORA BORA


Amici, benvenuti in paradiso, nel paradiso terrestre! Benvenuti a Bora Bora, una delle perle delle Isole Sottovento, nell’Oceano Pacifico, in un mare cristallino e azzurrissimo.
Situata a 250 km da Tahiti, l’isola sorge al centro di una laguna. Come gran parte delle isole polinesiane, Bora Bora basa la propria economia essenzialmente sulla pesca e sul turismo. I più importanti centri turistici sorgono sui motu e sono frequentati ogni anno da migliaia di visitatori. Per la sua bellezza Bora Bora è chiamata la “perla del Pacifico“, e non potrebbe essere altrimenti.

(Fonte informazioni: Wikipedia)

Ma più che le parole, sono le immagini che raccontano la sua sconfinata bellezza:

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CALA SINZIAS: NATE 49 TARTARUGHE CARETTA CARETTA


tartarughe caretta caretta

A Cala Sinzias, Castiadas, sono nate 49 tartarughe Caretta-Caretta. E’ successo venerdì scorso. Le uova, deposte settanta giorni fa, si sono schiuse venerdì scorso, attorno alle 23:15, a Cala Sinzias, una delle spiagge più belle del Sud Sardegna. L’operazione è stata lunga e delicata e fino alle sette del mattino una squadra di biologi, forestali e volontari è rimasta mobilitata.

Prima di essere rilasciate in mare, le tartarughine sono state tenute per qualche ora dentro una scatola termica con un pò di sabbia. Questo per via di una mareggiata troppo violenta, per evitare l’impatto con le onde. Per proteggere il nido, è stato vigilato 24 ore su 24, anche con telecamere a infrarosse, e per evitare che le onde lo portassero via, i volontari hanno realizzato una barriera di sabbia.

Una storia di ordinaria bellezza: la bellezza della vita che nasce, della meraviglia della natura, della vita che si moltiplica, delle specie che rischiano sempre meno l’estinzione.

LIBERA LA SPIAGGIA DAI MOZZICONI


di pasquale

Un pensionato compra le cicche a 1 centesimo l’una e pulisce la spiaggia. E’ successo a Noto, dove il pensionato, Gianni di Pasquale, ha esposto un cartello con suscritto:

Liberiamo la nostra spiaggia dai mozziconi. Compro mozziconi di sigarette a un centesimo l’uno, e non è uno scherzo.

L’offerta ha convinto i bagnanti che sono partiti tutti a caccia di mozziconi di sigaretta. Ebbene, grazie all’impegno di grandi e piccini, sono riusciti a raccogliere ben 6.000 mozziconi. Una grande iniziativa, che potrebbe dare l’idea per altre iniziative simili.

Notizia e foto prese dal sito ecoblog.it.

600 EURO DI MULTA A CHI SPEGNE LE SIGARETTE IN SPIAGGIA


cicca

600 euro di multa. E’ quanto si è vista recapitare una turista danese, beccata da un agente locale mentre spegneva il mozzicone di sigaretta. E’ successo ad Alghero. La turista prima si è giustificata dicendo che l’avrebbe raccolta e buttata negli appositi cestini, poi ha ammesso le sue colpe e ha chiesto scusa.

Da oggi dunque fumo negli occhi a chi spegne le cicche sotterrandole sulla sabbia. Le cicche sono uno dei rifiuti più inquinanti, in quanto per biodegradarsi impiegano ben 200 anni. Il vizio del fumo è bruttissimo, ma quello di lasciare le cicche per terra o addirittura sotterrate in spiaggia, soggetta ad essere dissotterrata da chiunque, specialmente da bambini, è ancora peggio. Da oggi chi viene beccato a sotterrare una cicca sulla spiaggia potrà ricevere una multa salatissima, fino a 600 euro, come si è visto.

Cari amici fumatori, esistono dei contenitori dove si possono riporre le cicche una volta spente, per non buttarle per terra. Se non riuscite a smettere di fumare, almeno provate a essere ecologisti, nella vostra mancanza di ecologia.

CONTINUA LA SVENDITA ALL’ASTA DEL PAESAGGIO


cala sinzias

Stavolta tocca a Cala Sinzias, a Castiadas, in provincia di Cagliari. Messi in vendita 5 ettari di terreno di quel paradiso terrestre. Prezzo base d’asta: 350 mila euro. Chi vorrà comprarlo basta che il prossimo 31 luglio si presenti alla scrivania di un notaio di Cagliari. Tante le proteste, soprattutto da parte del Gruppo di Intervento Giuridico (GIG), che teme la costruzione di un parco acquatico, o di qualcosa che potrebbe deturpare il paesaggio.

L’Assessore all’Agricoltura rassicura che il bando di alienazione dei terreni di Cala Sinzias verrà sospeso.

Su Facebook è nato un gruppo spontaneo per sensibilizzare gli iscritti sulla vicenda. Da lì è partita l’idea di una sottoscrizione: “Tre euro per Cala Sinzias“.

Continua così la svendita del paesaggio e del territorio. Per cassa, o chissà per quale altro motivo…

SARDEGNA IN FIAMME


fuoco

La Sardegna brucia. L’inferno è scoppiato giovedì. Roghi, quasi certamente di origine dolosa, nell’Oristanese, nel Sulcis e nel Medio Campidano, dove sono stati costretti a far evacuare una comunità per il recupero dei disabili e addirittura un ospedale. Le fiamme sarebbero partite da una pineta e spinte dal vento si sono propagate fino a lambire l’ospedale Sirai, a Carbonia, dove è stato evacuato l’intero reparto di ostetricia e ginecologia. Ad Oristano brucia una parte della Pineta di Torregrande.

Per arginare il rogo sono intervenuti tre elicotteri e un canadair, oltre a decine di Vigili del Fuoco, Forestali e volontari che sono intervenuti a terra. Gli agenti hanno arrestato due piromani. I danni sono al momento incalcolabili, molto ingenti. La Coldiretti sarda ha chiesto lo Stato di Calamità Naturale per i danni subìti dall’agricoltura.

In Sardegna ritorna la triste stagione degli incendi e degli incendiari. Una piaga con cui la Sardegna deve ogni anno fare i conti. Incendi per lo più di origine dolosa si propagano distruggendo migliaia di ettari in pochi giorni. E’ ovvio che una regione ricca di verde come la Sardegna ha bisogno di più mezzi a disposizione per combattere gli incendi. E sono queste le vere grandi opere che possono compiere i governi, le vere infrastrutture che devono “costruire”. Altro che F-35, i cacciabombardieri bloccati addirittura dal governo USA. Qui abbiamo bisogno di ACQUAbombardieri

Foto presa dal sito classmeteo.it

CONSERVIAMO LA CONSERVATORIA DELLE COSTE


coste

foto presa da italiachecambia.org

La Conservatoria delle Coste della Sardegna è stata istituita con la legge 2 del 2007, con finalità di “salvaguardia, tutela e valorizzazione degli ecosistemi costieri e di gestione integrata delle aree costiere di particolare rilevnza paesaggistica ed ambientale, di proprietà regionale o poste a sua disposizione da parte di soggetti pubblici o privati. L’obiettivo è quello di avviare un processo dinamico di tutela, gestione e valorizzazione, che tenga conto sia delal fraglità degli ecosistemi e dei paesaggi costieri, sia della diversità delle attività e degli usi, delle loro interazioni e dei loro impatti“.
(FONTE: sardegnambiente.it)

Ora il nuovo Presidente della Regione Sardegna, Pigliaru, pare che voglia commissariarla. Numerose proteste sono arrivate soprattutto dagli ecologisti, anche per via del fatto che la Conservatoria sia un ente efficiente, e quindi “sano, non in perdita, capace di attrarre finanziamenti per il territorio, di moltiplicarne la ricchezza materiale e immateriale facendo risparmiare denaro pubblico”.
(FONTE: lanuovasardegna)

Le reazioni sono molteplici. “Italia Nostra” chiede: “Possibile che l’Agenzia rappresenti un voce di spesa tanto importante da dover essere cancellata per salvare il bilancio regionale? Che destino avranno le migliaia di ettari di costa e le tante strutture costiere attualmente gestite e salvaguardate dall’Agenzia?“. Anche il “Gruppo di Intervento Giuridico” teme una nuova invasione di cemento sulle coste, e si chiede “Che fine farà il patrimonio ambientale affidato, con grande difficoltà, alla gestione della Conservatoria delle Coste?“.
(FONTE: regione.sardegna.it)

Insomma, si spera che il Presidente possa ingranare la retromarcia e conservare la conservatoria.

UN PAESE A CINQUE VELE (BLU)


Come ogni anno, anche quest’anno Legambiente torna con l’attesissimo premio delle vele blu, un premio dato alle località balneari più belle del nostro Paese. Quest’anno Legambiente ha premiato 21 località, di cui 14 marine e 7 lacustri.

Per quanto riguarda le località marine, il primo posto se l’aggiudica Castiglione della Pescaia (GR), merito della tutela, della valorizzazione dell’ecosistema costiero e della conservazione e la conoscenza dell’habitat dunale e della Pineta litoranea, coinvolgendo scuole, cittadini e turisti.

castiglione della pescaia
Secondo posto per Pollica-Acciaroli-Pioppi (SA), perché il Comune di Pollica è impegnato da sempre per la riduzione del consumo idrico grazie a un sistema di trattamento delle acque di depurazione.

pollica


Al terzo posto c’è Posada (NU), perché il Comune è impegnato nella tutela e valorizzazione dell’ambiente, come dimostra il progetto di salvaguardia ambientale del sistema costiero, che ha permesso la rinaturalizzazione delle dune su un fronte di 8 km ed il rifacimento del ponte di accesso alla spiaggia di “Su Tiriarzu.

Posada

Per quanto riguarda le isole minori, le cinque vele se le aggiudica Santa Maria Salina (ME), perché essa ha dato un nuovo impulso alla raccolta differenziata, che ha registrato una percentuale di raccolta fra le più alte della Sicilia (30%), e alla riduzione del conferimento in discarica, aderendo al progetto N.O.WA.S.T.E. Il Comune si è fatto inoltre promotore della creazione dell’A.R.O. Salina, un sottosistema di gestione dei rifiuti

santa maria salina

Infine, per quanto riguarda le località lacustri, si aggiudica le cinque vele Molveno, in Provincia di Trento.

lago molveno

Per leggere tutte le località premiate, andate sul sito greenme.it

Italia, un Paese a cinque vele!

NASCE UN NUOVO PARCO MARINO TRA CAPO TESTA E PUNTA FALCONE


capo testa

CAPO TESTA (FOTO PRESA DAL SITO capotestayatching.com)

punta falcone

PUNTA FALCONE (FOTO PRESA DAL SITO puntafalcone.it)

Nasce un nuovo parco marino tra Capo Testa e Punta Falcone. Il prossimo 18 e 19 giugno si avvierà l’iter istitutivo del Parco Marino sardo, ma non solo: anche Marche, Puglia e Sicilia sono coinvolte nel progetto di creazione di nuovi parchi naturali. Questo perché, secondo il Ministro dell’Ambiente Galletti (e non solo secondo lui), “il vero tesoro italiano è la sua grande bellezza e varietà naturale e paesaggistica, la suggestione del suo mare e delle sue coste” (Fonte: lanuovasardegna).

Capo Testa è un promontorio granitico a ovest di S. Teresa di Gallura. “La fama di Capo Testa è dovuta alle cale di candida sabbia, alle acque trasparenti e turchesi e alla magnifica vista sulle Bocche di Bonifacio e sulla vicina Corsica. Caratteristico è il granito bianco-grigio che affiora dovunque, dal mare e dalla macchia, strutturato in formazioni di varietà infinita, qua e là scavato dal vento” (Fonte: albumviaggi).

Punta Falconeè il confine più a Settentrione della Sardegna, ad esclusione naturalmente delle isole dell’Arcipelago di La Maddalena. Questo angolo di natura, autentica e selvaggia, è frequentato da capre selvatiche che con grande destrezza ed agilità si arrampicano fino ai massi più alti” (Fonte: sardegnainforma.it).

Queste sono notizie che amo riportare nel mio blog, che fanno bene alla nostra anima, e anche all’ambiente. Spero però che non sia solo un titoloarea marina protetta“, ma che sia veramente così, veramente “protetta”, dagli speculatori, dalla sporcizia, dall’inquinamento, dal disboscamento. E così per tutti i parchi naturali del nostro “Bel Paese”.

IL MARE PIU’ PULITO D’EUROPA


cipro

Secondo una classifica stilata dall’Agenzia Europea dell’Ambiente, il mare più pulito d’Europa è Cipro, seguito da Malta (99%), Croazia (95%) e Grecia (93%). Male invece l’Estonia (6%), i Paesi Bassi (5%), il Belgio (4%), e Francia, Spagna e Irlanda (3%). Le analisi sono svolte dalle autorità locali che prelevano campioni di acqua dalla primavera e per tutta la stagione balneare. Le analisi sono poi valutate con un giudizio che va da eccellente, a buono, a sufficiente a insufficiente. I rating si basano sulla presenza di batteri che indicano l’inquinamento da liquami.

(FONTE: Ecoblog.it)

Foto presa dal sito volagratis.com

E l’Italia? Anche noi abbiamo un mare eccellente, però non dice la percentuale 🙂

BANDIERE BLU 2014: 269 SPIAGGE PREMIATE, 15 IN PIU’ RISPETTO ALLO SCORSO ANNO


bandiere blu

Bandiera Blu” è un riconoscimento internazionale, istituito nel 1987, che viene assegnato alle località turistiche balneari che rispettano criteri relativi alla gestione sostenibile del territorio. Quest’anno le spiagge premiate in Italia sono state 269, ben 15 località in più rispetto all’anno scorso.

La Liguria conferma il primato con venti località premiate, mentre l’Abruzzo spicca per “maglia nera” scendendo a quota dieci perchè quattro località hanno perso il vessillo.
Seconda in classifica la Toscana con 18 (conquista una bandiera) che sorpassa le Marche con 17 (ne perde una). L’elenco prosegue con l’Emilia Romagna che conquista una bandiera e sale a 9, la Campania conferma le 13 e anche la Puglia le 10 dello scorso anno, il Veneto raggiunge 7 bandiere (+1) e il Lazio si piazza a pari merito (+2); Sardegna (-1) e Sicilia (+2) sono rappresentate ciascuna da 6 località. Scendendo nella graduatoria la Calabria è presente quest’anno con 4 bandiere (+1), il Molise conferma le 3, il Friuli Venezia Giulia le proprie 2 e la Basilicata una.

(FONTE: Il Sole 24 Ore)

Per vedere tutte le località premiate, regione per regione, cliccate qui. Foto presa dal sito travelblog.it.

Amici, avete solo l’imbarazzo della scelta su dove passare le vostre vacanze (chi se lo può ancora permettere).

FARI A CINQUE STELLE


faro di razzoli

Quando gli speculatori si prodigano in progetti incompatibili con il paesaggio e con la realtà delle cose, a volte riescono anche a realizzarle. Come trasformare un faro marino in un hotel di lusso a cinque stelle. Succederà a La Maddalena, dove il Faro di Razzoli potrebbe diventare appunto un albergo di lusso. Per recuperarlo, salvarlo, ristrutturarlo, perché in decadenza. Insomma, un cambio di destinazione d’uso, per salvarlo, per non farlo crollare. Qui tutti i dettagli dell’operazione. Io non ne sono molto convinto di questo progetto. E voi?
Intanto l’Emiro del Qatar ha transennato la Costa Smeralda, impedendo ai turisti di entrare, perché “proprietà privata“. Che cosa dobbiamo fare noi con gli emi(g)rati arabi?

LE DIECI PERLE MARINE ITALIANE


Cari Amici, eccovi la classifica, la top ten delle isole-perle del Mediterraneo! Una classifica delle dieci mete preferite dai turisti sul sito di viaggi più grande del mondo!
Al decimo posto troviamo La Maddalena, con la seguente motivazione: “luogo ideale per una gita in barca nell’arcipelago con un mare mozzafiato“.

La Maddalena

Al nono posto troviamo l’Isola d’Elba, premiata perché “offre belle spiagge e lasciti storici come le fortificazioni medicee di Portoferraio, il Castello del Volterraio a Rio nell’Elba – costruito dai Pisani contro i pirati – e la Torre di Marciana Marina, sempre dei Medici“.

elba

All’ottavo posto di questa classifica si posizionano le spiagge nere di Vulcano, nelle Isole Eolie.

vulcano

Il settimo posto se l’aggiudica di nuovo la Sardegna, con Sant’Antioco, in particolare Cala Sapone, “un insieme di sabbia e roccia sulla costa occidentale dell’isola“.

cala sapone

Al sesto posto troviamo ancora le isole Eolie con Salina, per “l’atmosfera incantata di Pollara, una baia sovrastata da un costone di un bianco accecante, un luogo «bellissimo e selvaggio», imperdibile con le luci del tramonto“.

Pollara

Il quinto posto se l’aggiudica Lipari, ancora sulle Eolie, per “il suo mare, i profumi di capperi, fichi e agrumi, e per l’ottimo cibo“.

Lipari

Al quarto posto Ischia, premiata “per le terme, il castello Aragonese e i Giardini La Mortella“.

ischia

Sul gradino più basso del podio si posiziona Favignana, in Sicilia, per “una tappa all’ex Stabilimento Florio, antica tonnara ed esempio di archeologia industriale. Una passeggiata tra le rovine del Castello di Santa Caterina di epoca Normanna. E una gita romantica alla Grotta degli innamorati“. Romantici!

favignana

Al secondo posto, medaglia d’argento per Lampedusa, “per le sue spiagge bianche e il mare perfetto per le immersioni. Da non perdere la spettacolare Spiaggia dei Conigli, riserva naturale dove depositano le uova le tartarughe caretta caretta. Un luogo magico raggiungibile dopo una lunga camminata a piedi, semplicemente «il posto più bello del mondo», per gli utenti“.

lampedusa

Al primo posto, la perla delle perle secondo i turisti, Capri, premiata “per i faraglioni e la suggestiva Grotta Azzurra“.

capri

Se vogliamo passare un’estate indimenticabile, da sogno, non c’è bisogno di andare ai Caraibi… Bastano le perle di casa nostra. 🙂

ABUSI EDILIZI A STINTINO


torre pelosa

Concorso in lottizzazione abusiva, delitto paesaggistico per lavori abusivi su aree o immobili dichiarati in via amministrativa di notevole interesse pubblico, concorso in distruzione o deturpamento di bellezze naturali, concorso in falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico, abuso d’ufficio. Sono queste le ipotesi di reato per le quali è stato chiesto il rinvio a giudizio per sei indagati, da parte della Procura della Repubblica presso il Tribunale di Sassari, per il cantiere edilizioSos Appentados” a due passi dal mare della Pelosa (Stintino).

Il 17 novembre 2012 il cantiere è stato sottoposto a sequestro preventivo. Qui troverete tutti i dettagli dell’articolo.

RICORSO DEL GIG CONTRO IL PPS


coste sarde

Il GIG, Gruppo di Intervento Giuridico, ha presentato un ricorso al Presidente della Repubblica contro il PPS, il Piano Paesaggistico “dei Sardi” (di una sola parte di sardi, non di tutti), varato dalla Giunta Cappellacci due giorni prima delle elezioni regionali, che hanno sancito comunque la loro sconfitta. Molti sono i punti di illegittimità segnalati dai firmatari del ricorso: possibilità di interventi edilizi e ristrutturazioni con aumenti di volumetrie fino al 15 per cento, via libera a nuove strutture residenziali e ricettive connesse ai campi da golf, possibilità di costruire in aree agricole e di ristrutturare complessi ricettivi anche nella fascia costiera dei 300 metri dalla battigia.

(FONTE: La Nuova Sardegna)

CAMBIA-MENTI


Alcuni followers e visitatori occasionali mi hanno segnalato che i colori del blog e dei post risultano illeggibili. Allora ho cambiato lo sfondo del blog (bellissimo e azzurrissimo mare di Stintino, con la Torre della Pelosa in fondo), e potrei, se anche voi avete difficoltà a leggere il blog con questi colori, di segnalarmi qualsiasi problema, qualsiasi difficoltà di lettura, per via dei colori. Questo carattere, questo colore del post vi va bene? Che ne pensate di questo nuovo aspetto del blog, dello sfondo e dei colori del post?

TRA CRISI E CALAMITA’ NATURALI, L’ITALIA E LA GRECIA SONO UNITE IN UN DESTINO COMUNE


spiaggia privata

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La crisi economica e la malavolontà della politica ha costretto sia l’Italia, sia la Grecia, a svendere i suoi gioielli, compresi spiagge e posti incantevoli e incontaminati, che diventano privati. A questo si aggiungono le calamità (più o meno) naturali: alluvioni in Italia (qui troverete tutti gli aggiornamenti). Bastano pochi giorni di pioggie stagionali per mettere in allerta l’Italia intera, in cui la gran parte dei Comuni Italiani sono a rischio idrogeologico; terremoti in Grecia, dove trema l’isola di Cefalonia (qui).

Un tempo, Roma e Atene erano due super potenze mondiali, che hanno scritto secoli e secoli di storia. Una storia un tempo gloriosa. Oggi Roma e Atene, Italia e Grecia, vivono le stesse difficoltà, economiche ed ambientali. Unite in un beffardo destino comune.

SCONTI DI NATALE SULLE SPIAGGE: CONDONI FACILI


spiaggia privata

A Natale siamo tutti più buoni, nel periodo natalizio parte la caccia ai ribassi, agli sconti. Si diventa più buoni, così si condona. E chi dichiarava che il suo governo non avrebbe mai permesso alcun condono di nessun tipo, ecco che ora arriva puntuale la smentita.

Arriva infatti un emendamento alla Legge di Stabilità a firma di Maino Marchi (PD), che, come dice Vittorio Cogliati Dezza, presidente di Legambiente, concede un sostanzioso condono sui canoni di concessione, così chi non aveva pagato fino ad oggi, se la caverà pagando solo il 30% subito, oppure il 70% rateizzato.

Il Presidente di Legambiente ha concluso: “Se prima si volevano vendere le spiagge, ora si decide di regalarle direttamente, perchè di vero e proprio regalo si tratta se si decide di sanare con il 30% del dovuto i contenziosi con quanti non hanno digerito i timidi adeguamenti tariffari voluti dal Governo Prodi”.

Chi sbaglia paga, questa è la regola. Ma tra sanatorie, condoni, sconti, indulti e amnistie, gli italiani si confermano essere un Popolo di Misericordiosi.

IL FAI CONTRO CAPPELLACCI


sardegna alluvione

Il FAI (Fondo Ambiente Italiano) ha partecipato ad un convegno a Cagliari per riflettere sui danni causati dall’alluvione in Sardegna, sulle sue cause. In questo convegno si riscontra, tra l’altro, che nei 377 comuni dell’Isola si registrano 802.149 case, di cui il 57,31 per cento nei centri costieri! E nei litorali insiste il 73,43 per cento delle case vuote oppure occupate per qualche settimana.

Ha criticato il Presidente della Regione Cappellacci per la sua assenza al Convegno, ma arriva la replica: “Andare sui luoghi feriti dall’alluvione è sicuramente molto più importante di un ambientalismo praticato dai salotti o dalle terrazze di qualche villa prestigiosa ubicata nei pressi delle spiagge della nostra Isola“. Su questo non posso dire che abbia torto. 

Ma il FAI lo ha anche criticato nei fatti: “Si infrangono o si allentano le regole poste dalla legge Salvacoste nel 2004 e dal Ppr del 2006 – ha detto Carandini – Il nuovo Piano permette di resuscitare tutte le lottizzazioni precedenti il 2004. Si tratta di progetti edilizi vecchi di anni, figli di una mentalità speculativa che la coscienza dei sardi più sensibili ormai rifiuta perché inutili allo sviluppo generale della Regione“. Anche su questo arriva la replica di Cappellacci, il quale liquida come sterili le accuse, in quanto il PPS non è ancora in vigore, e quindi i danni non sono causati dal suo Piano Paesaggistico.

Sicuramente i danni non sono causati da lui, però risuscitare vecchi progetti edilizi del 2004, dannosissimi per l’ambiente, brutti anche da vedere, è sicuramente un motivo di preallarme

Processo alle intenzioni? Qualche volta va fatto, per evitare danni. Cosa ne pensate? 

ITALIA ALL’ULTIMA SPIAGGIA?


spiaggia privata

E’ scontro sulla proposta di vendita delle spiagge ai privati per fare cassa, contenuta nella Legge di Stabilità. Secondo Ermete Realacci, ex Ministro (Ombra) dell’Ambiente del PD, “La proposta di vendere le nostre spiagge è impresentabile e offende la dignità del Paese“. Rincara la dose Nichi Vendola, SEL: “Abusivismo, cementificazione, condoni. Cosa altro vogliono fare alla nostra Italia? Non permetteremo in alcun modo un altro colossale scempio delle coste del nostro Paese, un ‘bene comune’ di tutti gli italiani“. Secondo Angelo Bonelli, Presidente dei Verdi, la vendita delle spiagge sancirebbe la cementificazione delle coste. A tutte queste accuse replica Sergio Pizzolante (PDL): “Non si vendono gli arenili, ma solo le aree dove vivono gli immobili che sono dei privati“.

Ah ecco! Solo le aree già cementificate dai privati! Ma che proposte sono? Vogliono proprio vendere le spiagge ai privati? Perché allora non le vendono alle associazioni ambientaliste tipo Greenpeace, Legambiente, WWF, FAI, e le altre associazioni che si occupano della tutela del paesaggio? Perché non venderle a questi privati? Cosa ne pensate di questa proposta?

PIANO PAESAGGISTICO DELLA SARDEGNA


sardegna

Oggi la Giunta Cappellacci varerà il Piano Paesaggistico della Sardegna, che modifica il Piano Paesaggistico Regionale voluto fortemente da Renato Soru, e non approvato per via di lobbisti sia di destra che del PD, lo stesso partito del Presidente Soru.

Cambiano le regole sulla fascia di tutela integrale sulle coste: nei trecento metri dal mare non si potrà costruire, ma si potrà ristrutturare l’esistente e si potranno completare le opere già avviate e bloccate dal Ppr. Insomma, una sorta di sanatoria mal celata.

Novità anche rispetto ai vincoli sui corsi d’acqua interni: secondo la relazione del piano “solo fiumi e torrenti di rilievo paesaggistico sono vincolati”. Infine si allentano nettamente i vincoli sui centri storici. Solo su alcuni, come Cagliari o Alghero, la tutela sarà assicurata. Lo schema voluto da Cappellacci recepisce, inoltre, la legge sul golf e quella sui Piani strategici e, come detto, mette paletti sul riconoscimento di “bene paesaggistico”.

I tempi: entro 60 giorni dall’approvazione della delibera – non ancora disponibile perchè si dovranno recepire alcuni emendamenti – si potranno presentare le osservazioni, mentre entro 30 giorni il documento dovrà essere trasmesso alla commissione Urbanistica del Consiglio regionale.

Il Presidente Cappellacci non sa deliberare su nient’altro. Non si ricorda alcun provvedimento che non riguardi il tema dell’ambiente, ma non per tutelarlo: per distruggerlo, per indebolirlo, per limitarlo, per consumarlo piano piano. Piano piano: dal Piano Casa della Sardegna, al Piano Paesaggistico

IN VENDITA ANCHE LE SPIAGGE!!!


spiagge privatizzate

Venghino signori, venghino! Per pagare il debito pubblico, per dare “stabilità” all’Italia, si vende tutto! “Se non mi vendo, mi venderai tu per cento lire o poco più” cantava il bravo Max Pezzali nella sua hit Hanno Ucciso L’Uomo Ragno. Siamo arrivati a quel punto. Tutto è in vendita per racimolare altri soldi per pagare il nostro debito pubblico. Visto che a noi soliti noti al fisco ci hanno già spremuto come limoni, anche peggio, e con i pochi soldi che abbiamo ancora, non basta a pagare il debito pubblico e a far ripartire i consumi e la crescita.

E visto che nelle loro tasche non vogliono ancora guardare, e lì basterebbe che UNO SOLO di loro pagasse per avere altrettanti soldi rispetto a quelli che si possono ricevere da cinquanta milioni di contribuenti onesti, pensano di svendere l’Italia. Caserme, ma anche terreni, isole, mari, spiagge. Tutto si privatizza. Non basta privatizzare le grandi aziende pubbliche, non basta svenderle ai francesi, agli spagnoli, agli arabi, o a chi per loro. Non basta niente. Vendere le spiagge italiane ai privati. Più esattamente a chi già ci lavora – i gestori dei lidi – e le occupa con ristoranti, bar, boutique e cabine. E’ un’idea, piuttosto concreta, allo studio del governo Letta in questi giorni e che presto potrebbe trovarsi inserita tra gli articoli della legge di Stabilità in discussione in Parlamento.

Non ci sono soldi per scongiurare l’aumento dell’IVA, figuratevi. E da dove attingono? Gli F-35 che abbiamo comprato, chi ce li ricompra? E le navi da guerra comprate pochi giorni fa al costo di 250milioni di euro ciascuna? Come facciamo dunque, se dobbiamo anche rifinanziare le missioni all’estero dell’ONU? Allora si svende. Tutto si privatizza, anzi, si “liberalizza“, che è più bello e moderno come termine. Il termine “privatizzarepotrebbe incutere paura. E allora vendino signori, vendino! Loro, i politici, i nostri governantianche loro si sono autovenduti. Si sono venduti l’anima al diavolo, al… demanio.

PINETA DIMEZZATA A TORREGRANDE


progetto torregrande

Sviluppo, opportunità, lavoro, economia. Quando vanno di mezzo queste parole non c’è nessuno che possa o voglia impedire la distruzione del paesaggio e il cambiamento radicale del suo panorama e del suo utilizzo. TorreGrande è la spiaggia di Oristano che si è beccata la Bandiera Blu, una delle dieci premiate quest’anno da Legambiente in Sardegna. Ora cambierà aspetto. All’unanimità è stato approvato il Progetto di IVI PETROLIFERA (già questo nome mi turba parecchio).

Il progetto in questione prevede la “delocalizzazione delle attività industriali con trasferimento nell’agglomerato industriale (già attuato), la bonifica e il risanamento della pineta e degli arenili (in corso di attuazione) e la realizzazione di un complesso turistico da 700/800 posti letto con strutture di supporto di elevato standard qualitativo, servizi sportivi e per il tempo libero, la riqualificazione e potenziamento dei servizi tecnologici per la valorizzazione della fascia costiera“.

Parole difficili e al tempo stesso magiche, che abbindolano, che attraggono, che ipnotizzano: delocalizzazione, agglomerato industriale, bonifica, risanamento, strutture di supporto, elevato standard qualitativo, servizi sportivi, tempo libero, riqualificazione, potenziamento, e non poteva mancare la ciliegina sulla torta: valorizzazione della fascia costiera!!! Quanta ipocrisia, quanti giri di parole per evitare quella sola giusta: DI STRU ZIO NE.

Il progetto, in definitiva, prevede (leggete i numeri): un’area di 134 mila 500 metri quadrati e una volumetria complessiva di circa 93 mila metri cubi con la realizzazione di due alberghi (64 mila metri cubi), un villaggio con 50 alloggi da 350 posti letto destinati al turismo e 27 residenze turistico residenziali, un campo da golf a 18 buche su una superficie di 10 ettari, parcheggi sotterranei (a che servono?????) e la gestione di circa 40 ettari di pinete.

Tutti d’accordo sul progetto: SeL, la lista civica Idee Rinnovabili (ah, è questo il rinnovamento?), Fortza Paris (centristi sardi), PdL, PD. Le uniche polemiche che si sono sollevate sono state per la LENTEZZA!!! Per la LENTEZZA dell’approvazione del progetto!!! Tutti a consegnare TorreGrande nelle mani dei petrolieri di IVI PETROLIFERA!
E se dai frutti si capisce se è albero buono o cattivo