ITALIA IN CONTROTENDENZA


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Come direbbe Fabri Fibra in “rap futuristico”: Tutti votano Verdi… “Tranne te…”. Sì, perché l’Italia ha deciso di virare per altri lidi. In modo particolare gli euroscettici della Lega, confermando, se pur ribaltando le percentuali, che i due partiti al governo sono ancora la maggioranza del Paese.

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Analizzando il voto in Italia posso trarre le seguenti conclusioni:

  • L’Italia ha scelto la politica sull’immigrazione e sulla sicurezza nazionale proposta dalla Lega, e anche Lampedusa, capitale dell’accoglienza in Italia con il suo famoso centro di accoglienza, e con la disobbedienza civile del Sindaco contro il Ministro dell’Interno, ha scelto la Lega come primo partito;
  • Ha scelto le grandi opere. Da sempre i 5 Stelle si battono contro la realizzazione della TAV, eppure in Val di Susa si è votato in massa la Lega, scegliendo anche il candidato della destra come nuovo Presidente della Regione;
  • Il tema dell’ambiente per gli italiani non è così forte e sentito come si sperava, nonostante i due “green fridays”, le due grandi manifestazioni sul tema dei cambiamenti climatici che hanno visto le più grandi piazze italiane gremite di giovani che protestavano contro l’unico cambiamento che non vogliono: quello climatico;
  • I Verdi italiani hanno sì triplicato i loro consensi, ma sono ben al di sotto della soglia di sbarramento del 4%, avendo ottenuto un misero 2,29%, nonostante si siano smarcati dal PD e vogliono correre da soli, scelta che avrebbe potuto premiarli con un risultato di ben altra importanza.

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In Francia i Verdi sono al 12,8% dei consensi (terza forza); in Germania hanno superato il 20% (seconda forza); in Finlandia si attestano al 16% (seconda forza); in Irlanda sono passati dall’1,6 al 15%, divenendo la terza forza del Paese. In Danimarca, Olanda e Gran Bretagna sono la quarta forza. Alla luce di questo i Verdi conquistano una settantina di seggi, dei quali nessuno sarà occupato da un italiano.

COCIV O NOCIV?


terzo-valico

L’inchiesta sul Terzo Valico che ha portato all’arresto di alcuni manager del COCIV (COnsorzio Collegamenti Integrati Veloci), ha fatto emergere una intercettazione che mette la pelle d’oca. A un dipendente del Consorzio, al quale era stato assegnato il compito di costruire il Terzo Valico, che si lamentava della presenza consistente di amianto, uno dei supermanager arrestati lo aveva tranquillizzato: “Tanto la malattia arriva tra trent’anni”.

Fonte: La Stampa

Ecco perché siamo contrari alle “grandi opere”. Perché speculano sulla pelle dei cittadini. Questo è il NOCIV.

IN NOME DELL’INTERESSE (MULTI)NAZIONALE


interesse-nazionale

Interesse Nazionale. Due parole che mi fanno rabbrividire. Un concetto che mi mette la pelle d’oca, se penso alle sue conseguenze. E’ uno dei motivi che mi fa votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il c.d. “interesse nazionale” riguarda le opere “pubbliche”, cioè quelle che dovrebbero servire per lo sviluppo economico dell’Italia.

Grazie a questa riforma lo Stato acquista un potere che va a superare tutti gli ostacoli e i veti di ciascun individuo e regione. Due parole che sovrastano qualsiasi tentativo di veto. Con questa riforma il Governo potrebbe dichiarare “di interesse nazionale” qualsiasi porcheria e industria di veleni e di morte: discariche, inceneritori, depositi di scorie nucleari, centri commerciali, palazzi, grattacieli, super condomini, acciaierie, raffinerie, centrali a carbone, concerie, trivellazioni, fabbriche di bombe, poligoni di tiro, eccetera…

Insomma, tutte queste opere potrebbero essere dichiarate di “interesse strategico nazionale”. Con buona pace dei soliti noiosoni ambientalisti sempre pronti a dire NO a tutto, dei cittadini preoccupati per la loro salute e dell’aria che respirano i loro figli, dei comuni e delle regioni. Se vince il sì vince l’interesse (multi)nazionale. Sì, perché in realtà chi ci guadagna sono proprio le multinazionali dei veleni, che fanno campare gli Stati, ma che fanno crepare le solite capre che siamo noi, i cittadini comuni.

Ricordatevi questo termine: “Clausola di supremazia”. E’ questo il “pacco” che contiene questa “riforma”, e che consente al Governo di avvelenare il Paese. Ecco perché vi invito fortemente a recarvi alle urne il 4 dicembre prossimo, e inondare di NO questo governo di nominati, di non eletti, di padroni in grado di sovrastare qualsiasi ostacolo e di avvelenare il nostro presente e futuro.

LICENZIATA PERCHE’ NO TAV


No TAV

Non finisce mai di stupirci questa Italia. Sembrava fatta giustizia quando Erri de Luca, scrittore, veniva assolto ieri per “non aver commesso il fatto“, quello di “istigazione a delinquere“, perché la libertà di parola è e deve essere sacra. Purché non offenda. E la parola “sabotaggionon offende. Sembrava una vittoria dei NO TAV, e invece ecco oggi un’altra mazzata. Una donna viene licenziata perché NO TAV, e perché è andata a lavoro con una maglia con la scritta “NO TAV“.

E’ accaduto a Torino. Angela Giordano, educatrice a contratto nel carcere delle Vallette, a Torino, ha perso il lavoro per aver indossato una maglietta con la scritta No Tav mentre faceva terapia ai suoi pazienti. A questo si aggiunga la colpa di aver abbracciato, mentre usciva dalla struttura di reclusione, un’amica che manifestava all’esterno per solidarietà agli arrestati per gli assalti al cantiere di Chiomonte.

La Giordano lavorava per l’Associazione Morgana che gestisce i percorsi riabilitativi per detenuti tossicodipendenti. Da settembre ovviamente l’associazione ha smesso di passarle lo stipendio. Lei non sa che dire. Ammette di simpatizzare per il movimento No Tav, ma precisa di non aver mai avuto rapporti con esponenti anarchici. E’ vero che ha indossato una t-shirt di quelle che pubblicizzano la campagna contro la Tav ma dopo “quella volta” quella maglietta – considerata “abbigliamento non consono che può essere visto come una provocazione” dai superiori – non l’ha per altro più messa addosso. Anche per questo non si aspettava di essere licenziata. “Sono sempre stata corretta, mi negano il lavoro“, dice l’educatrice.

Fonte: Tiscali.it

Spero solo che venga reintegrata nel suo posto di lavoro, il prima possibile, e che venga retribuita degli stipendi arretrati. I commenti li lascio a voi.

ANCORA SUL DECRET(IN)O SFASCIA-ITALIA


sfasciaitalia

Riporto un articolo dal sito libertaegiustizia.it, dedicato al decret(in)o sfascia-italia.

“Un terribile ritorno a un passato che speravamo di aver lasciato per sempre. Un passato in cui “sviluppo” era uguale a “cemento”. In cui per “fare” era necessario violare la legge, o aggirarla. In cui i diritti fondamentali delle persone (come la salute) erano considerati ostacoli superabili, e non obiettivi da raggiungere” (Tomaso Montanari).

L’Italia è il paese dei dissesti ambientali che fanno vittime ogni anno, della Terra dei Fuochi, dell’Ilva, della Solvay che con l’aiuto delle amministrazioni locali ha ridotto a discariche di veleni le più belle spiagge toscane, dei cornicioni di incuria che crollano dai vecchi palazzi e ammazzano i bambini, delle rovine di Roma e di Pompei che vanno in briciole. Ha una capitale che affoga nell’immondizia, dove a volte pascolano i maiali. È sconciata dalle cementificazioni (otto metri al secondo di consumo del suolo), dalle grandi opere inutili che sventrano le montagne o sfigurano le lagune, dalle autostrade che sfasciano quel che resta di fragili paesaggi celebrati nel mondo (celebrati sulla base ormai di photo shopping che cancellano le brutture), dalla sistematica distruzione dei litorali, delle dune, delle pinete che vi si affacciano, della demenziale proliferazione dei cosiddetti porti turistici, puri pretesti all’edificazione sfrenata, finanziati a volte addirittura coi soldi pubblici stanziati per la difesa dei litorali dall’erosione marina. Se dovessimo proseguire l’elenco consumeremmo troppe pagine ancora.
Ma c’è un aspetto di questo fenomeno – l’apatia, l’indifferenza al male – che ne dice il peculiare aspetto di mentalità, l’aspetto che sembra culturalmente specifico del nostro paese – oggi. E per questo può servire la piccola frase di un Presidente del Consiglio che di mentalità vincenti se ne intende assai bene. Eccola nella sua interezza.
“’Sovrintendente’ è una delle parole più brutte di tutto il vocabolario della burocrazia. È una di quelle parole che suonano grigie. Stritola entusiasmo e fantasia fin dalla terza sillaba. Sovrintendente de che?”.

Questa frase – un paradigma di cinismo, speriamo inconsapevole – parla dell’istituzione posta a difesa del patrimonio culturale della Repubblica, anche in ottemperanza all’Art. 9 della nostra Costituzione. Proviene dal libro di Matteo Renzi, Stilnovo. La rivoluzione della bellezza da Dante a Twitter, Rizzoli 2012.

Dice con quale spirito il Governo si appresta a varare il decreto Sblocca-Italia.
Ogni cittadino oggi dovrebbe informarsi – lo aiutano in questo gli autori di Rottama Italia: Paolo Maddalena, Giovanni Losavio, Massimo Bray, Edoardo Salzano, Paolo Berdini, Vezio Di Lucia, Salvatore Settis e Tomaso Montanari. Dovremmo prestare un po’ d’ascolto a queste ultime sentinelle nella notte.

Un contributo – di discussione, di informazione, di proposta – anche sulle iniziative che si potrebbero prendere per fermare questa derivapuò venire da ciascuno di noi: perché infine è di tutto quel che ci resta, che si tratta. Del volto stesso del Paese, di ciò che resta della sua bellezza, della sua memoria. Che oggi non vuol dire solo il suo passato, con le sue povere antiche ossa che vanno in polvere. Vuol dire anche ciò che rimane ai nostri figli, al loro futuro. Il tesoro che ci si appresta a distruggere del tutto.
Il futuro, appunto – non solo il passato.
Come leggiamo fin dalla prima pagina di Rottama Italia:
Perché vogliamo che l’Italia cambi verso. Ma davvero. Vogliamo un Paese moderno. E cioè un Paese che guardi avanti. Un Paese che sappia distinguere tra cemento e futuro. E scelga il futuro”.

PRIMO MAGGIO: UNA “LOTTA” ETERNA TRA AMBIENTE E LAVORO


primo maggio

Sembra una lotta eterna tra ambiente e lavoro, tra salute e sviluppo, tra inquinamento e difesa dei posti di lavoro. In questo primo maggio vorrei riflettere sullo scontro tra lavoro e ambiente. Da che parte sta la “verità”? Da che parte dobbiamo stare? Perché non si riesce a conciliare l’ambiente con il lavoro?

Acciaierie, centrali e miniere di carbone, raffinerie, la c.d. “chimica verde” (che di verde ha solo il nome), inceneritori, multinazionali che oggi ci sono, e domani scappano con tutti i soldi dei finanziamenti statali ed europei, lasciando malattie, inquinamento, fame, morte. Sono tante le vertenze aperte su questi fronti.

Da una parte c’è chi ci lavora dentro, ci sono gli OPERAI, che hanno sicuramente il diritto di lavorare, e difendono a spada tratta il loro lavoro, con disperazione, con tutte le loro forze. E ne hanno tutto il diritto! Dall’altra parte c’è l’ambiente, che noi difendiamo, e l’inquinamento che producono questi mostri, anche in conto di morti, di malattie, di intere regioni del pianeta mai più abitabili, insanabili. Che tra l’altro Aprile 2014 è stato il mese più inquinato della storia. E noi? Da che parte dobbiamo stare?

L’Italia si è affidata a un modello di sviluppo che ha portato benessere nel breve-medio periodo, ma che nel lungo periodo ha portato disoccupazione, morti, malattie, fame, miseria, disperazione.
Adesso è il momento di cambiare modello di sviluppo, basato sul rispetto dell’ambiente, e sulla sua valorizzazione: fonti rinnovabili, agriturismi, parchi naturali, escursioni e gite in natura, riparazione e valorizzazione dei nostri beni culturali, storici e paesaggistici, che rappresentano la nostra grande bellezza, puntando sul turismo, sulle nostre bellezze, sull’agricoltura, sul Made in Italy, sulla valorizzazione dei nostri prodotti agricoli e delle nostre carni, abolendo la globalizzazione alimentare. Stop alle esportazioni e alle importazioni dagli altri paesi di prodotti che poi vengono spacciati per italiani, danneggiando i nostri produttori.

Bisognerebbe ripensare a questo modello di sviluppo: stop al consumo del territorio per costruire grandi opere: la vera grande opera è la messa in sicurezza del nostro territorio, che si sgretola ogni volta che scende un pò di pioggia; stop al consumio del territorio, alla cementificazione selvaggia, alle concessioni edilizie fin troppo facili: si cambi a un modello che punti sul “riciclaggio” del cemento, restaurando vecchie (e ormai in disuso) abitazioni ed edifici (e fino a quando non saranno restaurate, lasciamo gli abusivi dentro le case abusive, poi trasferiamoli e abbattiamo quelle case); basta inceneritori, ce ne sono già troppi, si dia via libera al riciclaggio, anche creativo, dei rifiuti.
Ma fino a quando non si trovano soluzioni alternative e concrete bisognerebbe “sopportare” questi mostri, lasciarli eruttare e poi bonificare e trasferire i loro operai accompagnandoli nel loro nuovo lavoro, anche attraverso dei corsi di formazione. Affinché il lavoro non manchi davvero mai.

Ma qui siamo in Italia, e queste cose non si vogliono fare. Le mie sono solo proposte inascoltate. E voi da che parte state?

GRANDI OPERE NON SONO SINONIMO DI RIPRESA E DI SVILUPPO


no tav

E’ in corso a Roma una manifestazione contro le grandi opere, oltre che contro l’austerity e la (porka) troika. Una manifestazione boicottata da alcuni media, ma noi la diffondiamo e la ricordiamo lo stesso. Le grandi opere non sono necessariamente sinonimo di ripresa e di sviluppo. A volte sono sinonimo di distruzione, devastazione, guadagno di pochissimi, dolore del restante 99%. No alle grandi opere, sì a piccole opere di interventi urbani che non devastano l’ambiente.

QUANDO LA STAMPA DENIGRA L’AMBIENTALISMO


no tav     scie chimiche

Tra l’ambientalismo e la stampa, specialmente quella di partito, non corre buon sangue. Ma nemmeno tra l’ambientalismo e la stampaequilibrata“. Su “La Stampa” di oggi vi è un articolo che parla della TAV, e riporta le parole di questo fantomatico gruppo che si firma “Nuove BR”, di fatto denigrando chi lotta per l’ambiente, contro la Galleria in Val di Susa. Perché dicono, non tanto La Stampa di oggi, quanto altri quotidiani nei giorni scorsi, che i NO TAV hanno cambiato stile di lotta. Da lanci di sassi e pietre e scontri con le forze del disordine, al sabotaggio. Di fatto rendendo vana la lotta democratica dei veri NO TAV, criminalizzati e fatti passare per burattini manovrati dalle nuove Brigate Rosse

Altro articolo che mi ha lasciato perplesso è il fatto che negano l’evidente, che cercano di dirci che le scie chimiche sono scie lasciate dagli aerei che passano, e non da aerei speciali che rilasciano dolosamente veleni nell’aria. Cercano di smentire ciò che non si può smentire. Avete mai sentito parlare di progetto HAARP?

Questo mi lascia sgomento, e mi chiedo che interessi abbiano i giornalisti, con le loro opinioni, a denigrare chi lotta per l’ambiente, di fatto rendendoli inutili e non credibili, una massa di buffoni che manifestano, ma tanto non li crede più nessuno. Qualcuno ci sostenga.

MANGANELLATE AD ALTA VELOCITA’


notav

Una ragazza di Pisa, appartenente al Movimento No Tav, di 33 anni, è stata aggredita dai poliziotti durante gli scontri di qualche giorno fa in Val di Susa. Il Senatore del PD Stefano Esposito, accanito sostenitore della TAV, esulta, e dice che le manganellate sono giuste, e che la “guerra allo Stato” va soppressa. “Parte da Pisa per andare a fare la guerra allo Stato, prende giustamente, qualche manganellata e si inventa di essere stata molestata #bugia” ha twittato il Senatore. Ovviamente, anzi, come dice lui, GIUSTAMENTE, ha ricevuto una valanga di commenti negativi, ironici e anche offensivi.

E questo è quello che racconta la ragazza: “Ci hanno chiusi con due cariche e bersagliati con una pioggia di lacrimogeni – ha raccontato – poi sono stata colpita da una manganellata alle spalle e trascinata a terra. Una volta nel cantiere ho detto che avevo bisogno di un medico, ma mi hanno nuovamente insultata e portata al pronto soccorso soltanto quattro ore dopo”. “Dieci minuti di follia”, ha concluso la ragazza, “Ho ricevuto una manganellata in faccia, mi hanno toccata nelle parti intime e mi hanno insultata”.

Credo che il Senatore Esposito rappresenti bene la gentaglia criminale che c’è dentro il PD, il Partito Democriminale, e le loro idee criminali contro l’ambiente e contro la gente. Un partito che di Sinistra non ha nulla, nemmeno il nome. Che pensa solo agli affari sporchi, criminali, delinquenti, distruttivi dell’ambiente e della passione politica dei loro (ex) elettori.

Quanto alla Polizia, che avrebbe, in teoria, il compito di difendere i più deboli e fermare i criminali, e che invece usa violenza contro chi cerca in loro rifugio, lascio a voi ogni commento e ogni insulto.

T.A.V.


Elio

Scontri sul cantiere della TAV. Una trentina di teppisti, molto probabilmente “infiltrati” ai NO TAV, hanno lanciato molotov e scritto minacce contro gli operai del cantiere. Questo rischia di accelerare i lavori del cantiere, e ora i media e i politici lavorano per criminalizzare chi manifesta contro la TAV. Bisogna sdrammatizzare, ironizzare, non creare violenza. NO TAV. E allora eccovi la canzone di Elio E Le Storie Tese sulla TAV:

T.A.V.
è il nome di un treno
che impiegherà meno
per collegare Lione a Torino
è magnifico!
T.A.V.
irreversibile
ma inabitabile
e un paradiso diventa un inferno per colpa del
T.A.V.
pressochè inutile
ma inevitabile
perchè è già stato stanziato un bottino
e col cacchio che adesso si possa fermar
checchè ne dica il No T.A.V.
costa miliardi ma fa
risparmiare
quasi un’ora la T.A.V.
che sventra ed abusa
la Valle di Susa
disincentiva il trasporto su gomma
in favore di questa famosa rotaia
ma ce ne servon due paia
le traversie della vita
sono tante
traversine
fatte con il legno
per fare un T.A.V. ci vuole il legno
per fare il legno si taglia l’albero
se tagli l’albero si toglie il seme
si toglie il seme si toglie il frutto
si toglie il frutto si toglie il fiore
si toglie il monte si toglie tutto
per fare un T.A.V. si toglie tutto
aggiungi un posto a T.A.V. che c’è un amico in più
se sposti un po’ la seggiola stai comodo anche tu
gli amici a questo servono
a far la galleria
sorrivi al nuovo ‘ndrangheto
non farlo andare via
dividi il sindacatico
raddoppia la aaaaaaaa
Galleria
TAV TAV TAV TAV TAV TAV TAV TAV
Ma il treno dei desideri dei miei pensieri
all’incontrario è VAT

ECCO PERCHE’ IL PD NON ACCETTA RODOTA’


rodotà

E’ cronaca politica di questi giorni il suicidio politico del Partito Democratico, che invece di convergere sul nome di Rodotà, inneggiato anche da tanti cittadini fuori dal Palazzo e da milioni e milioni di giovani sulla rete, ha preferito a lui prima Marini, poi Prodi, e poi, visto il disinteresse per Rodotà, è andato in ginocchio da Re Giorgio Napolitano, e tutti, anche PdL, Scelta Civica, Lega… per chiedere di riaccettare un secondo mandato.

Al PD Rodotà non va giù, perché il Costituzionalista ha sostenuto con forza il referendum sull’acqua pubblica, che il tandem PD-PdL voleva privatizzare. Rodotà sarebbe stato il Presidente dei Beni Comuni, che, quando era giurista, voleva, assieme agli altri giuristi e a tutti i movimenti, tutelare e difendere con una legge ad hoc. Infatti secondo una proposta di Rodotà, i Beni Comuni “non rientrano nella specie dei beni pubblici, poiché sono a titolarità diffusa, potendo appartenere non solo a persone pubbliche, ma anche a privati. Ne fanno parte, essenzialmente, le risorse naturali, come i fiumi, i torrenti, i laghi e le altre acque; l’aria; i parchi, le foreste e le zone boschive; le montagne di alta quota, i ghiacciai e le nevi perenni; i tratti di costa dichiarati riserva ambientale; la fanua selvatica e la flora tutelata; le altre zone paesaggistiche tutelate. Vi rientrano, altresì, i beni archeologici, culturali e ambientali“.

E prosegue: “la possibilità di loro concessione a privati è limitata. La tutela risarcitoria e la tutela restitutoria spettano allo Stato. La tutela inibitoria spetta a chiunque possa fruire delle utilità dei beni comuni in quanto titolare del corrispondente diritto soggettivo alla loro fruizione.
Per quel che riguarda propriamente i beni pubblici, appartenenti a soggetti pubblici, si è abbandonata la distinzione formalistica fra demanio e patrimonio, introducendosi una partizione sostanzialistica”.

Ditemi voi se questa non è la legge più ambientalista che sia mai stata progettata in Italia? Ma ciò cosa avrebbe voluto dire? Che se i privati volevano andare a sfruttare tutto quell’immenso patrimonio di risorse naturali che noi abbiamo, dall’acqua al suolo per intenderci, veniva messo sotto chiave, e che dunque se lo si intendeva usare lo si doveva fare rispettando leggi molto stringenti e dopo che i cittadini fossero stati d’accordo. Quella legge se fosse stata sostenuta da Stefano Rodotà in quanto Presidente della Repubblica Italiana, avrebbe spazzato in un colpo solo da nord a sud dalla Tav al Muos. Ovvero a tutti quei cavalli di battaglia politici cavalcati da Pd e PdL a tornate alterne.

Ecco perché al PD non va giù Rodotà. Con Re Giorgio i “misericordiosi” (coloro che concedono il condono edilizio e fiscale) sono perdonati. Ed ecco che vogliono eliminare il Ministero dell’Ambiente.

MANIFESTAZIONE NO TAV IN VAL DI SUSA


no tav

Ieri, oltre alla manifestazione del PdL in Piazza del Popolo a Roma, e del corteo organizzato da Micromega in Piazza Santi Apostoli, sempre a Roma, vi è stata un’altra bella manifestazione che ho seguito con interesse via streaming sul blog di Beppe Grillo: quella dei No TAV in Val di Susa. Un corteo partito dalla Val di Susa fino ad arrivare a Bussoleno, otto km di marcia. Oltre alla gente comune, c’erano decine di Parlamentari del Movimento 5 Stelle e anche qualche Parlamentare eletto nelle file di Sinistra Ecologia e Libertà di Nichi Vendola, che sulla TAV si è pronunciato con un NI. Migliaia di persone hanno sfilato contro il Treno ad Alta Velocità.

Il mio parere sulla TAV? E’ lo stesso di Nichi Vendola: NI. Sì alla TAV come treni veloci, per il miglioramento del trasporto pubblico, per la riduzione del trasporto su gomma; NO a bucare una montagna che contiene tanto amianto da contaminare l’intera Val di Susa, e da mettere in pericolo la salute dell’intera popolazione. Cambiate percorso. Si può fare anche in un altro punto, senza bucare per forza le montagne. Cosa ne pensate voi, della TAV e anche della Manifestazione?

TRENO RADIOATTIVO DA TORINO IN DIREZIONE FRANCIA


scorie radioattive

Proprio nel giorno del secondo anniversario dell’incidente nucleare di Fukushima un treno con scorie nucleari attraverserà il Piemonte per dirigersi verso La Hague, in Francia, nel centro di stoccaggio delle scorie nucleari Cogema.
Aaaah!!! Ecco a cosa serviva la TAV Torino-Lione! Ecco quali merci occorre “trasportare“! Ve possero…

MA QUALE AMBIENTE?! PERCHE’ SI CHIAMANO “CIRCOLI PER L’AMBIENTE”?


I c.d. “Circoli per l’Ambiente“, che non capisco ancora perché si chiamino PER, fondano i comitati sì tav e sì ponte, dichiarando di essere i veri ecologisti, per lo sviluppo e la crescita dell’Italia, e non come i NO TAV, che sono finti ecologisti, perché non pensano ai vantaggi che l’ambiente ne trarrebbe con la TAV.
Nel mio profilo potrete leggere che non sono contro le grandi opere, purché si tuteli l’ambiente e purché non si favorisca uno sviluppo insostenibile con le caratteristiche del territorio. In effetti un pò di ragione ce l’hanno nel sostenere la ferrovia, in quanto in Italia l’80% dei trasporti avviene su gomma. E su questo non ci piove. Bisogna potenziare le ferrovie, bisogna costruire nuovi treni per merci e per passeggeri, e su questo sono d’accordo anch’io, anche se sono uno di quei “finti ecologisti” che questi qua ci accusano di essere.
Ma loro chiudono gli occhi, e fanno finta di non vedere la pericolosità di quest’opera: la galleria che si vuole scavare, infatti, la si vuole scavare su una montagna di amianto e uranio, pericolosissimo per la salute degli abitanti della Val di Susa. E’ questa la mia opposizione. E questo lo hanno già capito, ma, pur di volere lo sviluppo a tutti i costi (manco fossimo nel terzo dopoguerra, dove serve la ricostruzione), dicono sì a tutte le porcherie, così come vengono loro proposte.
Questi Circoli per l’Ambiente (area PdL, quindi figuriamoci…) dicono che i veri ecologisti sono i Verdi francesi, che dicono sì alla TAV. Ma dimenticano di dire che la montagna che loro hanno permesso di bucare non contiene amianto vicino a Lione, ma lo contiene vicino alla Val Susa. Perciò non avrebbero problemi ad accettare un’opera del genere, in quanto non crea danni alla salute dei francesi.
Inoltre questi Circoli per l’Ambiente sono gli stessi che hanno sostenuto il governo nel finanziamento del nucleare e nell’annullamento dei fondi alle fonti rinnovabili. Perciò saranno d’accordo anche con l’attuale Ministro delle Infrastrutture Corrado Passera, che vuole togliere gli incentivi alle fonti rinnovabili con la scusa (assurda) di aver maturato già nove mld di euro di incentivi l’anno da pagare in bolletta alle famiglie e alle imprese per aver installato nel loro tetto dei pannelli fotovoltaici. Ma il contratto non è tra il consumatore ed il GSE, il Gestore dei Servizi Elettrici, e non tra consumatore e governo?
Non facciamoci abbindolare da questi finti ecologisti, che dicono sì a tutte le porcherie, e accusano i veri ecologisti di essere finti ecologisti. I veri ecologisti difendono l’ambiente, non lo sviluppo.

DIS-FARE AMBIENTE


Torino, 25 feb. – (Adnkronos) – ”La Torino-Lione è una priorità per il Piemonte e per l’Italia e la sostenibilità ambientale dell’opera è uno degli elementi che più di tutti sono stati valutati con estrema attenzione, così come la sicurezza e la tutela delle persone rispetto alle polveri ed al trasporto del materiale di risulta”. Lo sottolinea in una nota Erica Botticelli, vice presidente nazionale di ‘Fare Ambiente’ che aggiunge: ”il confronto con le varie realtà territoriali ha portato ad assumere gli accorgimenti necessari per evitare il più possibile i disagi delle popolazioni e per giungere ad un tracciato che tenesse conto di tutte le potenzialità di sviluppo locali”.
”La posizione di chi, come Legambiente, torna oggi a chiedere di fermare la Tav è anacronistica, ingiustificata, non rappresentativa delle realtà locali, oltreché fuori luogo”, conclude.
(FONTE: LiberoQuotidiano)

Come avrete potuto leggere, l’Associazione c.d. “Ambientalista” Fare Ambiente, è in realtà un’Associazione che fa politica contro l’ambiente. Si è sempre schierata a favore degli inceneritori, a favore delle discariche, a favore del cemento, a favore del nucleare, a favore delle c.d. “grandi opere“, e quindi anche a favore della Tav, opera per loro “strategica” e “fondamentale”. Tutto questo senza valutare i danni all’ambiente che questa ferrovia provoca: infatti la montagna che si vuole bucare contiene amianto e uranio (vedere post precedente).
Tra l’altro si mette anche contro le fonti rinnovabili, tramite Alfonso Fimiani, presidente dei Circoli dell’Ambiente (PdL), nonché allora Responsabile Nazionale dell’Organizzazione Fare Ambiente.
Come potete vedere, dunque, Fare Ambiente è un’organizzazione antiecologista. Diffidate dagli slogan.

TAV: AMIANTO E URANIO NELLA MONTAGNA DA SCAVARE: RISCHIANO ANCHE I LAVORATORI


Mentre continua la retorica del Palazzo aumentano le conferme di chi si oppone alla ex TAV (oggi TAC) Val di Susa. Il Fatto Quotidiano 3 marzo 2012
Rischio amianto e rischio radiazioni”. È scritto nero su bianco nella delibera del Cipe (Comitato Interministeriale per la Programmazione Economica) che di fatto dà il via al progetto della Lione-Torino [nato come “alta velocità” per i passeggeri, trasformato in “alta capacità” per le merci, che non ci sono – n.d.r.]. Nelle carte allegate ai progetti della società Ltf. E in tanti studi universitari, come quelli del Politecnico di Torino.
Per affrontare tutti i nodi legati al Tav non bisogna guardare soltanto a valle, dove si consumano gli scontri, le polemiche. Bisogna alzare lo sguardo e guardare la roccia che domina la valle, quella pietra che le trivelle dovrebbero penetrare per 57 chilometri. È una terra fine, rossastra, perché contiene ferro. Ma non solo. La Val Susa è terra di amianto. E di uranio.
Se ne sono accorti gli ingegneri che, in vista delle Olimpiadi invernali del 2006, cominciarono a scavare per realizzare la pista di bob a Salice e dovettero fermarsi per colpa di quel maledetto minerale: l’amianto. Niente da fare. Stessa sorte quando si trattò di scavare una galleria per la circonvallazione di Claviere, al confine con la Francia: di nuovo amianto. Di nuovo uno stop per le ruspe. E anche la cava di pietra di Trana (vicino a Giaveno) fu bloccata quando ci si accorse che oltre alla pietra la montagna sputava fuori amianto.
“Un bel guaio, soprattutto, in una valle ventosa come la nostra dove le polveri rischiano di sollevarsi e arrivare lontano, di infilarsi nei polmoni della gente”, racconta il meteorologo Luca Mercalli, da sempre contrario al Tav. Un problema noto da decenni. Ma che gli stessi ingegneri impegnati negli studi del progetto hanno sollevato. Soprattutto quando hanno analizzato la zona dove sbucherebbe il tunnel, non lontana dagli abitati: “Gli studi precedenti hanno messo in evidenza come in alcuni campioni di roccia prelevati in superficie siano state riconosciute mineralizzazioni contenenti amianto con caratteristiche asbestiformi”. Si parla di una zona superficiale di ampia circa cinquecento metri.
Da anni in valle si sta cercando di monitorare i casi di mesotelioma, ma studi compiuti su solide basi scientifiche non ci sono. La delibera del Cipe contiene oltre 220 osservazioni che dovranno essere rispettati da chi realizzerà l’opera. Ben nove riguardano il “rischio amianto”. Si chiede un “efficace controllo sulla dispersione di fibre connessa all’attività” di cantiere. Un monitoraggio indipendente, chiede il Cipe, compiuto da un ente terzo. Se verranno superati i valori previsti, avverte senza mezzi termini il Cipe, “dovranno essere interrotte le attività lavorative”. Ancora: in presenza di amianto, vietato l’uso di esplosivi. Il progetto definitivo del tunnel dovrà adottare adeguate misure per proteggere i lavoratori e per lavorare il materiale.
Insomma, elementi di cautela per gli abitanti, ma anche per chi lavora nei cantieri. Ma non c’è soltanto l’amianto. Nella delibera del Cipe si parla anche di presenza di uranio. Non è una novità: nel 1977 l’Agip chiese l’autorizzazione per compiere sondaggi in nove comuni della valle convinta di poter estrarre il minerale: ecco Venaus, Chiomonte e altri comuni interessati dai lavori per la Lione-Torino. Amianto e uranio, ma il pericolo è stato adeguatamente affrontato? I tecnici di Ltf sono convinti di sì: “Con le più avanzate tecniche di scavo si possono lavorare sia l’amianto che l’uranio senza rischi per la popolazione. Mentre si scava si annaffia costantemente l’amianto in modo da rendere impossibile una sua dispersione nell’aria. Poi si utilizzano imballaggi stagni caricati su camion anch’essi annaffiati e lavati”. Ma dove sarebbero smaltiti i materiali pericolosi? “Noi li metteremo dove ci indicheranno, garantendo la massima sicurezza, nell’interesse anche dei nostri lavoratori”.
Ecco l’altra preoccupazione dei No Tav: “Le zone di smaltimento non sono ancora state individuate. Non è un dettaglio. E poi servono zone sicure al cento per cento, al riparo anche dai rischi idrogeologici”.

(FONTE: eddyburg)

TAV, ECCO PERCHE’ NO


4 cm di Tav = 1 anno di pensione.
3 metri di Tav = 4 sezioni di scuola materna.
500 metri di Tav = 1 ospedale da 1200 posti letto, 226 ambulatori, 38 sale operatorie.
1 km di Tav = un anno di tasse universitarie per 250 mila studenti, oppure 55 nuovi treni pendolari.
Ecco alcune buone ragioni per essere contro la Tav.