CARTA DA MOZZICONI DI SIGARETTA


cicche

Non tutti i mali vengono per nuocere. Infatti le cicche di sigaretta possono diventare carta. In Brasile si produce carta ricavata proprio dai mozziconi di sigaretta. Spiagge, parchi, piazze, marciapiedi, in montagna, le cicche si trovano dappertutto, e sono uno dei rifiuti più diffusi in tutto il pianeta.

L’ENEA, l’Ente Nazionale delle ricerche sull’Energia e sull’Ambiente, stima che siano 72 i miliardi di mozziconi di sigaretta che vengono buttati in tutto il mondo, e che non possono essere smaltiti facilmente perché sono altamente tossici, e il materiale di cui sono composti i filtri impiega molti anni per degradarsi completamente. I mozziconi, inoltre, vengono spesso ingeriti da pesci, uccelli e altri animali, che possono soffocare o subire gravi conseguenze dovute alle sostanze nocive in essi contenute.

Così in Brasile si separano i filtri da tutto il resto, e vengono trasferiti in un bollitore in una composizione di acqua e prodotti chimici in grado di scioglierli ed eliminare le loro sostanze tossiche. “Il materiale così ottenuto viene quindi filtrato, pressato ed è così che la massa di cellulosa è pronta ad essere trasformata in carta. La carta prodotta, per ora, è stata utilizzata per ricavarne inviti, copertine di libri, quaderni e scatole portaoggetti. La sua qualità non è la medesima della carta alla quale siamo abituati. Il fascino però sta proprio nel fatto che il risultato finale è ottenuto dal riutilizzo dei rifiuti”.

Fonte: ehabitat.it

Un bel modo per inquinare di meno, e risolvere almeno in parte un problema che deve essere risolto in diversi modi, non solo trasformando i filtri in carta. Cosa ne pensate di questo annoso problema e di questa soluzione? 🙂

TRUMP: UN COLPO AL CERCHIO E UNO ALLA BOTTE


trump

Trump ha fatto capire a tutti subito di che pasta è fatto. Una pasta scaduta, velenosa. Ha abolito il TTIP (bene!), ma ha abolito pure il surriscaldamento globale, e ha imposto la costruzione di due giganteschi oleodotti. Sono il Dakota Access, che attraversa le terre sacre dei Sioux, e il Keysonte Xl, il serpentone per trasportare 800 mila barili di petrolio al giorno appunto dal Canada alle raffinerie di Texas e Louisiana.

Fonte: repubblica.it

Un colpo al cerchio e uno alla botte. Ma il colpo alla botte è davvero grosso. Proteste degli ambientalisti e degli abitanti di quella zona, anche perché l’oleodotto andrebbe a sfrattarli della loro terra. Si ripete ancora una volta la lotta del far west tra gli Indiani d’America e gli sceriffi, ex eroi, ma in realtà sempre estirpatori. Io sto dalla parte degli Indiani del Dakota.

Un oleodotto che Barack Obama ha bloccato, perché impegnato nella lotta contro i cambiamenti climatici, perché ha scoperto l’acqua calda, cioè, che esiste un nuovo modo per produrre energia, molto più economico ed ecologico, pulito e che dà tanto benessere. Invece Trump ha già detto che gli ambientalisti sono fuori controllo. Ma Trump non intende fermarsi qua. Vuole costruire anche nuovi oleodotti, con acciaio americano, promette.

Per creare nuovi posti di lavoro. Sì, è vero, ma questa è solo sporca propaganda. Esistono posti di lavoro puliti. La verità è che non vogliono cambiare strada. Non vogliono proseguire la via intrapresa dall’ex Presidente Obama. Vogliono solo ciò che fa guadagnare loro di più: il petrolio e le fonti sporche e che puzzano di morte. Ovviamente di quella dei poveri abitanti delle zone usurpate e deturpate.

Gongolano i petrolieri, felici di completare l’opera. Alzano la voce gli ambientalisti, come Annie Leonard, direttore di Greenpeace, che ha detto subito: “Nativi, agricoltori, attivisti: abbiamo bloccato questi progetti in passato e non ci arrenderemo certo ora”. La guerra è dichiarata.  Io sto con gli ambientalisti. E voi da che parte state? Non ditemi dalla parte di Trump!

COCIV O NOCIV?


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L’inchiesta sul Terzo Valico che ha portato all’arresto di alcuni manager del COCIV (COnsorzio Collegamenti Integrati Veloci), ha fatto emergere una intercettazione che mette la pelle d’oca. A un dipendente del Consorzio, al quale era stato assegnato il compito di costruire il Terzo Valico, che si lamentava della presenza consistente di amianto, uno dei supermanager arrestati lo aveva tranquillizzato: “Tanto la malattia arriva tra trent’anni”.

Fonte: La Stampa

Ecco perché siamo contrari alle “grandi opere”. Perché speculano sulla pelle dei cittadini. Questo è il NOCIV.

SANPOLINO: LOTTA INFINITA TRA VERDE E CEMENTO


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Siamo a Sanpolino, un quartiere di Brescia, che ha cambiato più volte “identità”. In principio era una “area verde” della città, fino a quando nel 2000 l’amministrazione comunale non decide di coprirlo di cemento e di asfalto, trasformandola in “area edificabile”. Non contenta, tra il 2005 e il 2008 sono stati realizzati 1.900 alloggi, costruiti da imprese appaltatrici che, come succede spesso e volentieri in Italia, poi falliscono. Questo fallimento ha però determinato la salvezza di 16 ettari di terreno, che si sono trasformati in “bosco”: sono infatti cresciuti in particolare olmi, e vi si sono insediati lepri e uccelli.

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Dal 2014 al 2016 il terreno è stato concesso in comodato ad alcune realtà legate al mondo del volontariato, che vi hanno realizzato un orto sinergico, su 7.000 mq non ancora boscati. La nuova realtà dell’ortobosco ha poi dato lo spunto per realizzare attività di sensibilizzazione, laboratori, corsi ed eventi per la cittadinanza. Tutto è bene quel che finisce bene? Macchè, in Italia non finisce mai. Infatti l’amministrazione cementizia torna all’attacco volendovi realizzare, al posto del bosco, altri 1.000 nuovi alloggi, e costruirvi una pista di atletica.

Il gruppo informale attivo da due anni “Terra e Partecipazione”, però, non la pensa così, e vuole che quel terreno rimanga così, salvo dal cemento.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Là dove c’era l’erba… E’ l’Italia, bellezza.

PRIME PIOGGE, PRIMI DANNI


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Finalmente piove, dopo mesi e mesi di siccità. Ma come arrivano le prime piogge, purtroppo, arrivano anche i primi danni, come ci ha abituato l’Italia in questi ultimi anni. Il fiume Tanaro straripa a Garessio, che rivive l’incubo del 1994, quando a causa di un’alluvione morirono decine di persone. E’ emergenza in tutto il cuneese. Ad Alba è stato chiuso per precauzione lo stabilimento della Ferrero, la più grande fabbrica di cioccolato dell’Italia. Alcuni allevatori portano in salvo i propri animali. L’emergenza maltempo dovrebbe cessare domani a mezzogiorno.

L’Italia si sgretola, si scioglie come burro, sotto i colpi del dissesto idrogeologico, che i governi che si susseguono non riescono ad arginare.

IN NOME DELL’INTERESSE (MULTI)NAZIONALE


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Interesse Nazionale. Due parole che mi fanno rabbrividire. Un concetto che mi mette la pelle d’oca, se penso alle sue conseguenze. E’ uno dei motivi che mi fa votare NO al referendum costituzionale del prossimo 4 dicembre. Il c.d. “interesse nazionale” riguarda le opere “pubbliche”, cioè quelle che dovrebbero servire per lo sviluppo economico dell’Italia.

Grazie a questa riforma lo Stato acquista un potere che va a superare tutti gli ostacoli e i veti di ciascun individuo e regione. Due parole che sovrastano qualsiasi tentativo di veto. Con questa riforma il Governo potrebbe dichiarare “di interesse nazionale” qualsiasi porcheria e industria di veleni e di morte: discariche, inceneritori, depositi di scorie nucleari, centri commerciali, palazzi, grattacieli, super condomini, acciaierie, raffinerie, centrali a carbone, concerie, trivellazioni, fabbriche di bombe, poligoni di tiro, eccetera…

Insomma, tutte queste opere potrebbero essere dichiarate di “interesse strategico nazionale”. Con buona pace dei soliti noiosoni ambientalisti sempre pronti a dire NO a tutto, dei cittadini preoccupati per la loro salute e dell’aria che respirano i loro figli, dei comuni e delle regioni. Se vince il sì vince l’interesse (multi)nazionale. Sì, perché in realtà chi ci guadagna sono proprio le multinazionali dei veleni, che fanno campare gli Stati, ma che fanno crepare le solite capre che siamo noi, i cittadini comuni.

Ricordatevi questo termine: “Clausola di supremazia”. E’ questo il “pacco” che contiene questa “riforma”, e che consente al Governo di avvelenare il Paese. Ecco perché vi invito fortemente a recarvi alle urne il 4 dicembre prossimo, e inondare di NO questo governo di nominati, di non eletti, di padroni in grado di sovrastare qualsiasi ostacolo e di avvelenare il nostro presente e futuro.

RITORNA LA SUPERLUNA


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In questi anni si è parlato tanto di SuperLuna, ma ogni volta il cielo ci regala altre sorprese e spettacoli più belli. Il 14 novembre, tempo permettendo, tutti con gli occhi all’insù per ammirare la Luna, che sarà il 30% più luminosa, poiché nel suo punto più vicino alla Terra (perigeo), e perché questo spettacolo cade in concomitanza con la Luna Piena. Secondo gli esperti erano 68 anni che la Luna non si mostrava così vicina alla Terra. La Luna tornerà così vicina a noi soltanto nel 2034.

Ma lo spettacolo di Novembre non finisce qui. Infatti, tra il 16 e il 18 novembre il cielo ci offrirà le stelle cadenti. Si tratta del passaggio delle Leonidi, ma la SuperLuna Piena dovrebbe disturbarne l’osservazione.

NASCE IL SUPERMERCATO “SFUSO”


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Nasce a Berlino il primo supermercato “sfuso”, vale a dire che vende prodotti senza traccia di imballaggi. Si chiama Original Unverpackt. In questo supermercato la gente si porta le buste da casa propria e acquista solo quello che le serve. Non è un supermarket di grandi marche, ma di prodotti puramente locali e soprattutto biologici.

Le due fondatrici Sara Wolf e Milena Glimbovski l’hanno aperto dopo aver organizzato una raccolta fondi importante, per merito di “una crescente domanda di prodotti e servizi che si occupano di sostenibilità”. E’ questione di educazione alimentare: tutto ciò che è sfuso non ha additivi chimici, non ha conservanti, non è “a lunga scadenza”, ma è sano, biologico e puro.

Nasce un nuovo modo di fare la spesa, all’insegna del necessario e del rispetto dell’ambiente, che privilegia la qualità ed evita inutili sprechi di cibo, e che riduce notevolmente la quantità di imballaggi che sono difficili da riciclare. 

Fonte e immagine: dionidream.com

Questo tipo di supermercato dovrebbe diffondersi ovunque. Cosa ne pensate voi?

PANTELLERIA PARCO NAZIONALE


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Pantelleria è diventato Parco Nazionale, il 24esimo per l’esattezza. Il travaglio di questo parco è durato circa dieci anni. Il “progetto” infatti nacque nel dicembre del 2007, quando nella finanziaria che è stata approvata si sono trovati i fondi per quattro parchi nazionali in Sicilia, tra cui Pantelleria.

Fonte: lifegate.it

Il Presidente della Repubblica Mattarella, ha firmato pochi giorni fa il DPR Istitutivo del Parco Nazionale di Pantelleria. Un grande traguardo che a mio avviso deve diventare un grande inizio, un inizio di tutela, protezione, sviluppo turistico. Si attende anche un venticinquesimo Parco Nazionale, quello del Gennargentu, nel cuore della Sardegna, ma qui purtroppo siamo divisi, soprattutto sui vincoli che fisiologicamente comporta il Parco.

FOTOBLOG OMAGGIO


Sono di oltre sei milioni e 120mila euro i fondi raccolti tramite l’sms solidale attivato dalla Protezione Civile in questi quattro giorni, il 45500, del valore di 2 euro. Voglio vedere se li spendono tutti. Li devono spendere tutti per ricostruire questi borghi colpiti dal terremoto. Questi soldi devono andare tutti per la ricostruzione.

Anch’io ho voluto inviare l’sms solidale. E questo è un altro omaggio che rendo, all’interno di questo blog, per questi paesi colpiti al cuore: Amatrice, Pescara del Tronto, Accumoli.

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Amatrice

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Pescara del Tronto

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Accumoli

Voglio una ricostruzione fatta come si deve e dove si deve, senza “New Town“, senza baracche di legno come stanno pensando (almeno provvisoriamente, dicono), perché il provvisorio diventa sempre definitivo in Italia (ved. Irpinia), con criteri antisismici e anticrollo: molto più cemento, e meno sabbia. Si dice infatti che le case crollate fossero fatte con troppa sabbia e poco cemento. Voglio che tutti i fondi raccolti vadano effettivamente lì, e in poco tempo tutti abbiano un tetto. Definitivo.

COLTIVARE “SENZ’ACQUA”? SI PUO’


roller crimper

Federico Felli ha abbandonato la città nel 1998 per ritornare alla terra, alla campagna, a Casale Monferrato. Una scelta che tanti giovani stanno intraprendendo, ma la sua storia desta curiosità ed interesse. Infatti lui, grazie ad un progetto realizzato dal Rodale Institute riesce ad irrigare il terreno senza sprecare un goccio d’acqua, se non quella che cade dal cielo.

Come ci riesce? Grazie ad una tecnica che consente di coltivare senz’acqua: il Roller Crimper, un rullo piegatore che viene attaccato al trattore e aiuta a concimare il terreno schiacciando le “piante da sovescio”, vale a dire quelle utilizzate tra una coltura e l’altra per arricchire il terreno.

Nei periodi di pausa – per esempio fra il taglio del grano di luglio e la semina del mais in primavera – Felli pianta un mix di 36 erbe che vengono successivamente schiacciate dal rullo diventando una speciale pacciamatura e una concimazione naturale. E l’irrigazione? Con questo metodo non serve più. E’ sufficiente l’acqua che scende dal cielo. Niente acqua, niente concimi chimici, nessun intervento invasivo, tutto quello che serve è naturale.

Fonte: ecoblog.it

Si può davvero coltivare senz’acqua? No, ma senza utilizzare l’acqua, se non esclusivamente quella che scende dal cielo, a quanto pare . Sperando che piova a sufficienza… Già, perché purtroppo piove sempre meno, ed è per questo che sono un pò scettico su questa “innovazione” agricola.

Certo è che se la pioggia non basta, questo metodo contribuirà, se non ad eliminarla del tutto, quanto meno a ridurre la quantità di acqua utilizzata per l’irrigazione, e quindi avrà sicuramente un impatto ambientale decisamente leggero o quasi nullo, rispetto a quanta se ne utilizza ai giorni d’oggi per l’irrigazione.

LA RINASCITA DI CASALE MONFERRATO


parco casale monferrato

Casale Monferrato rinasce dalle ceneri – anzi dalle polveri – d’amianto. Ci sono voluti vent’anni per bonificare e recuperare l’area inquinata di tre ettari che fino agli anni Novanta ha ospitato la Eternit, la fabbrica della morte. Ora su quell’area sta per sorgere un parco, che verrà ironicamente chiamato EterNot, che è l’abbreviazione di Eternit Not, cioè, No all’Eternit.

Ad inaugurare il parco, il prossimo 10 settembre, sarà il Ministro dell’Ambiente Galletti, quello della Giustizia, già al dicastero dell’Ambiente, Andrea Orlando, e il Commissario Europeo per l’Ambiente Vella. Il parco in questione sarà composto da un’area giochi per bambini, panchine, pista ciclabile e un’area fitness.

Il progetto, costato poco più di 4 milioni di euro, verrà completato con il recupero della palazzina nella quale erano situati gli ex uffici amministrativi dell’Eternit che diventerà un’area polifunzionale destinata ai giovani, ai cittadini e all’archivio sull’amianto. Speriamo solo che davvero non sia più rimasta traccia di quel materiale assassino. Altrimenti il parco sarebbe comunque nocivo.

Fonte: Ecoblog.it
Immagine: Google Immagini

SALVIAMO I POPOLI INDIGENI


indios

Papa Francesco, pochi giorni fa, nella Giornata dei Popoli Indigeni, ha chiesto, con un tweet, “che vengano rispettati i popoli indigeni, minacciati nella loro identità e nella loro stessa esistenza“. E in particolare per quelli del Brasile, il Paese al centro dell’attenzione mediatica per le Olimpiadi di Rio, “Survival International“, movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, ha lanciato la campagna “Fermiamo il genocidio in Brasile“.

La campagna di sensibilizzazione si pone tre obiettivi:

  1. Porre fine alle violenze e al furto di terra dei Guaranì del Brasile, che sono a rischio genocidio. Gran parte delle loro terre, infatti, sono state derubate per far spazio ad allevamenti di bestiame o a piantagioni di canna da zucchero e soia. La tribù si trova quindi a vivere ai margini delle strade, in accampamenti di fortuna, dove dilagano malnutrizione, malattie e purtroppo anche molte violenze da parte dei sicari al soldo degli allevatori. Per questo, “Survivalchiede al governo del Brasile di intervenire per fermare le violenze e rispettare i diritti territoriali dei Guaraní, demarcando le loro terre;
  2. Proteggere la terra della tribù incontattata dei Kawahiva: una tribù dell’Amazzonia brasiliana che non ha contatti con il mondo esterno e uno dei popoli più vulnerabili del pianeta. Purtroppo, i Kawahiva vivono in fuga ormai da molti anni perché le loro terre sono state invase dai taglialegna, che stanno abbattendo la foresta a un ritmo vertiginoso. Sono estremamente vulnerabili a malattie e a violenze e quindi rischiano l’estinzione;
  3. Il terzo obiettivo, che è stato già raggiunto, è quello di ottenere, grazie alla presenza dei sostenitori dell’opinione pubblica internazionale, che il ministro della Giustizia firmasse un decreto di demarcazione della terra dei Kawahiva. Tuttavia, il decreto non è stato ancora attuato e spetta ora al Dipartimento brasiliano agli Affari indigeni rendere esecutiva la demarcazione. Fino a quando ciò non accadrà, non si potrà dire che questi indigeni vengano protetti.

Sempre l’associazione denuncia che in tutto il mondo i popoli indigeni vengono molto spesso sottoposti a violenza genocida, schiavitù e razzismo nel nome del progresso e della civilizzazione. Ma è un progresso presunto: in realtà, il fine è quello di poterli derubare di terre, risorse e forza lavoro

E’ fondamentale – conclude “Survival International” – che i popoli indigeni vedano rispettato il loro diritto alla terra. Quando hanno la loro terra, possono prosperare e vivere tranquillamente. Per questo, è importante dire che si può fare qualcosa: si può intervenire per fermare le violazioni dei diritti umani e chiedere il rispetto dei diritti indigeni.

Fonte: papanews

EARTH OVERSHOOT DAY 2016


terra

Ieri era l’Earth Overshoot Day, il giorno in cui la popolazione mondiale ha già consumato tutte le risorse terrestri disponibili per il 2016. Da ieri, l’umanità inizierà a sovrasfruttare il pianeta. La giornata è calcolata dal Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale che ogni anno comunica la data, che in Italia quest’anno era già arrivata a inizio aprile. In media la giornata occorre sempre prima, poiché col passare degli anni aumentano i consumi mondiali delle risorse naturali. Nel 2015 è stata “celebrata” il 13 agosto, mentre nel 2000 ricorse a fine settembre. Il 1970 è stato invece l’ultimo anno nel quale il consumo globale è stato pari alle risorse disponibili: questo vuol dire che, da più di 40 anni, gli uomini stanno “sottraendo” le risorse alle generazioni future, utilizzando fonti non rinnovabili.

Sempre prima… Dove andremo a finire?

ITALIA PAESE DELLE RISERVE DELLA BIOSFERA


Le Riserve della Biosfera sono particolari aree, terrestri o marine, in cui si sviluppano progetti di tutela della biodiversità e della conservazione dell’ecosistema. In tutto il mondo l’UNESCO ne ha individuato 651, tra cui 13 in Italia. Godiamoci alcune immagini delle Riserve nostrane.

Valle del Ticino
Valle del Ticino
(Lombardia, Piemonte)

Transfrontaliera del Monviso
Transfrontaliera del Monviso
(Piemonte)

Miramare
Miramare
(Friuli Venezia Giulia)

Selve Costiere di Toscana
Selve Costiere di Toscana
(Toscana)

Parco Nazionale Arcipelago Toscano
Parco Nazionale Arcipelago Toscano
(Toscana)

Circeo
Circeo
(Lazio)

Collemeluccio-Montedimezzo
Collemeluccio-Montedimezzo
(Molise)

Cilento Vallo di Diano
Parco Nazionale del Cilento e Vallo di Diano
(Campania)

Somma Vesuvio e Miglio d'Oro
Riserva Marina Somma Vesuvio e Miglio d’Oro
(Campania)

Parco Nazionale della Sila
Parco Nazionale della Sila
(Calabria)

Parco del Delta del Po
Parco del Delta del Po
(Emilia Romagna)

Parco Appennino Tosco Emiliano
Parco dell’Appennino Tosco-Emiliano
(Toscana, Emilia Romagna)

Alpi Ledrensi e Judicaria
Alpi Ledrensi e Judicaria
(Trentino Alto Adige)

Fonte e immagini: Skyscanner

Che ve ne pare? Stupende, da ammirare, e da proteggere.

IL CANADA BRUCIA


incendio

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Stato di emergenza in Canada. Numerosi ettari di boschi in fiamme stanno mettendo in ginocchio l’Alberta. Evacuata parte della popolazione di Fort Murray.

L’incendio è divampato domenica scorsa, e la situazione si è aggravata successivamente, tanto che è stata organizzata quella che il primo ministro della provincia Rachel Notley ha definito come “la più grande evacuazione legata a un incendio nella storia della nostra provincia.

Circa 250 pompieri sono al lavoro per tentare di spegnere le fiamme e dall’aria forniscono il supporto nove aerei e una dozzina di elicotteri. Fino a questo momento non c’è stata alcuna vittima. L’area maggiormente danneggiata è stata il quartiere di Beacon Hill, all’interno della municipalità di Wood Buffalo, dove sono andate in fumo l’80% delle abitazioni.

Fonte: ecoblog.it

Un incendio che non si riesce a domare, simile a quegli incendi estivi che colpiscono ogni anno la California, e che possono protrarsi anche per una ventina di giorni. Spero che questo incendio venga spento prima, il prima possibile, e che si accerti se sia stato di origine colposa o dolosa.

IL PETROLIO ARRIVA A MARE


L’incidente avvenuto la notte tra il 17 e il 18 aprile scorso a Genova, dove la rottura di un oleodotto ha provocato lo sversamento di settecento metri cubi di petrolio sul fiume Polcevera, ha danneggiato gravemente l’ecosistema genovese. Il dramma continua.

E’ corsa contro il tempo, prima che il petrolio arrivi al mare, ma purtroppo ci è già arrivato. E’ corsa contro il tempo, prima che arrivi la pioggia, che può far raggiungere le coste e contaminare altri animali. Già, altri, perché come si vede dalle immagini, alcuni volontari soccorrono già i volatili contaminati.

petrolio animale

animali polcevera

animali polcevera 2

Intanto i cittadini della zona sono scesi in strada in corteo con le mascherine per proteggersi dalle esalazioni del greggio. Temono gli effetti delle esalazioni, avvertono bruciori agli occhi e mal di gola, tosse e dolore alla trachea.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Domenico Finiguerra, promotore del movimento nazionale “Stop al Consumo del Territorio“, nel suo Profilo Facebook scrive: “E’ stata avvistata a Varazze. A Pegli ha inquinato 300 metri del Lungomare. E’ una chiazza oleosa, che dopo aver superato le barriere alla foce del Polcevera, vaga in mare, spinta dalle correnti. Va verso ponente, ha già percorso undici miglia fuori controllo, il rischio è che arrivi sulle coste della Francia, innescando un incidente internazionale. Ma guardiamo il lato positivo. Sta creando posti di lavoro!!!  Posti di lavoro per fermarla. Posti di lavoro per bonificare. Posti di lavoro per pulire le spiagge. Posti di lavoro per pulire i piedi“.

Alziamo i calici, allora. Brindiamo ai posti di lavoro! Che intanto a brindare sono i c.d. “Grandi della Terra”, che con un’ipocrisia grande come l’universo parlano di fonti rinnovabili, di sviluppo sostenibile, di difesa della Terra, ma intanto brindano al petrolio, e firmano accordi che non faranno altro che peggiorare la gravità dei cambiamenti climatici.

CAPITO PERCHE’ DOBBIAMO ANDARE A VOTARE DOMANI?


VOTA

VOTA SI

VOTA SI 2

Qualunque sia la vostra opinione, stavolta esprimetela, anche per evitare di sprecare 300 milioni di euro per nulla. Per chi ha deciso di andare a votare, suggerisco di andare tutti di mattina, di modo che il quorum si possa raggiungere, e il prima possibile. Di modo che chi è sfiduciato sul quorum possa essere incoraggiato e andare a votare. Avete capito ora perché bisogna andare a votare domani, dalle 7:00 alle 23:00? Avete capito perché bisogna investire solo cinque minuti della propria giornata? Ecco, io più di così non posso fare…

DOMENICA 17 APRILE SI VOTA


Domenica 17 aprile si vota per il referendum sulle trivellazioni al largo delle nostre coste. In quest’ultimo mese ho ascoltato (a volte con disgusto) il dibattito in TV sul referendum, tra i sostenitori del SI, quelli del NO e gli astensionisti. Ne ho viste e sentite di tutti i colori. Soprattutto è la disinformazione a farla da padrona.

E tra gli astensionisti si schierano l’ex Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e il Premier Matteo Renzi. L’ex Segretario del PD Pierluigi Bersani e il Presidente della Regione Sardegna Francesco Pigliaru si schierano invece per il NO, nonostante la Sardegna sia proprio una delle nove Regioni che ha promosso il Referendum a livello nazionale.

Ieri Sky TG24 ha disinformato, sostenendo che si vada al voto soltanto in nove regioni. Il referendum è a livello nazionale. Si vota in tutte le regioni italiane. Invece sono nove le regioni che hanno avviato le raccolte delle firme per il referendum abrogativo. Ecco l’immagine.

sky tg24

Il quesito del referendum, come si vede dal fac-simile della scheda, è il seguente:

Volete voi che sia abrogato l’art. 6, comma 17, 3° periodo, del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152, “Norme in materia ambientale”, come sostituito dal comma 239 dell’art. 1 della legge 28 dicembre 2015, n. 208, “Disposizioni per la formazione del bilancio annuale e pluriennale dello Stato (legge di stabilità 2016)”, limitatamente alle seguenti parole: “per la durata di vita utile del giacimento, nel rispetto degli standard di sicurezza e di salvaguardia ambientale”?

fac simile scheda

Se vince il SI verrà vietato l’ulteriore sfruttamento degli impianti già esistenti una volta che saranno scadute le relative concessioni, ovvero nel 2018. Le piattaforme piazzate attualmente in mare a meno di 12 miglia dalla costa verranno smantellate una volta scaduta la concessione, senza poter sfruttare completamente il gas o il petrolio nascosti sotto i fondali. Non cambierà invece nulla per le perforazioni su terra e in mare oltre le 12 miglia, che proseguiranno, né ci saranno variazioni per le nuove perforazioni entro le 12 miglia, già proibite dalla legge.

Se vince il NO o l’astensione, la normativa non subirà alcuna modifica e le estrazioni in corso potranno continuare sino a che il giacimento non verrà esaurito.

Potranno votare al referendum tutti i cittadini italiani che abbiano compiuto i 18 anni di età e che sono in possesso della scheda elettorale.

Per votare occorre recarsi al proprio seggio domenica 17 Aprile dalle ore 7:00 alle ore 23:00. Perché il referendum sia valido occorre che vadano a votare il 50%+1 dei cittadini italiani aventi diritto al voto. Per maggiori chiarimenti e informazioni sulle conseguenze del referendum vi invio a questo articolo di Repubblica.

Tra disinformazione, boicotaggio delle notizie, tifo spudorato per il NO e per l’astensionismo da parte delle più alte cariche dello Stato, l’unica cosa certa è che dopodomani, domenica 17 aprile, si vota dalle ore 7:00 alle ore 23:00.

L’unica cosa che vi invito a fare è quella di recarvi alle urne. Se siete favorevoli all’abolizione di questa norma VOTATE SI, se siete contrari e volete mantenere questa norma NON ASTENETEVI, ma VOTATE NO. Sarebbe anche uno spreco di denaro pubblico, visto che, per mala volontà politica di non far raggiungere il quorum non si è voluto accorpare il referendum alle amministrative del 5 giugno. Si sarebbero potuti risparmiare 300 milioni di euro. A questo punto cerchiamo di utilizzarli al meglio, di limitare i danni.

Rechiamoci tutti alle urne. Bastano 5 minuti del vostro tempo. Poi potete pure tornare alla vostra vita di sempre. Ma si deve votare. Ognuno ha diritto di esprimere la propria opinione.

TERRA AI GIOVANI: 695 ETTARI DI TERRENO DA COLTIVARE


agricoltura sardegna

La Regione Sardegna vuole assegnare 695 ettari di terreni incolti ai giovani Under 40 nell’ambito del progetto “Terra ai Giovani“. L’obiettivo non è solo quello di dare lavoro ai giovani, ma anche quello di valorizzare le nostre terre e la nostra produzione. Potranno beneficiare di questo progetto i giovani sotto i 40 anni di età che presenteranno un piano aziendale innovativo nella produzione, trasformazione e commercializzazione dei prodotti, ma che sono già inseriti in un progetto di filiera.

La gran parte delle terre di proprietà della Regione sarà data in affitto, mentre alcune saranno date in concessione per un periodo di 10 anni, eventualmente rinnovabile. Sono otto i territori interessati alla delibera approvata oggi dalla Giunta: Sassari, Alghero, Serramanna, Villasor, Vallermosa, Ussana, Donori e San Vito.

Il Governatore sardo Francesco Pigliaru si dice convinto che l’agricoltura abbia un “potenziale inespresso enorme”, e può crescere moltissimo. “Questo sarebbe uno sviluppo durevole. Quello che facciamo oggi ha un valore anche simbolico. Vogliamo portare fattori produttivi non utilizzati a disposizione di chi è capace di produrre. Crediamo che ci sia tanta gente che sta aspettando un’occasione per crearsi un posto di lavoro“.

“Vogliamo anche dare un altro segnale: indicare l’agricoltura come settore moderno, in cui è fondamentale studiare e innovare e fare investimenti in capitale umano – prosegue PigliaruSe c’è un settore che può garantire sviluppo diffuso anche nelle zone interne è l’agricoltura. Siamo stati attenti anche a non creare illusioni: chi avrà il privilegio di accedere a queste terre dovrà essere collegato al settore. L’agricoltura sarda ha bisogno di locomotive, di imprese che sanno organizzare la produzione e portarla sui mercati“.

Fonte: agi.it

Una bellissima iniziativa che approvo, fondamentale per lo sviluppo, come si deve, della Sardegna: pulito, che dà ricchezza, che non avvelena e che dà cibo a tutti, e soprattutto capace di far ripartire l’economia della nostra Regione, riscoprendo finalmente la nostra vera vocazione: non quella malata e velenosa dell’industria petrolchimica, ma quella sana e genuina dell’industria agroalimentare.

TEMPA ROSSA


tempa rossa

Tempa Rossa è un progetto della compagnia petrolifera francese Total E&P, in condivisione con la britannica Shell e la giapponese Mitsui. E’ nata un’inchiesta su questo progetto, che ha coinvolto la Ministra dimissionaria allo Sviluppo Economico Federica Guidi.

Il progetto dichiarato “strategico per il Paese“, prevede l’estrazione di gas e di petrolio in Basilicata, sì da avere un giacimento stimato di 50mila barili di petrolio, 230mila metri cubi di gas naturale, 240 tonnellate di GPL e 80 tonnellate di zolfo al giorno. Sono 8 in totale i pozzi previsti nell’ambito del progetto: sei già perforati e due, invece, da trivellare non appena saranno arrivate le autorizzazioni necessarie.

Quello di Tempa Rossa è il secondo giacimento della Basilicata: il primogià in funzione – si trova a Val D’Agri ed è gestito da Eni. Due impianti, racchiusi in un fazzoletto di terra, che rendono questo pezzo d’Italia il maggior giacimento petrolifero di tutta l’Europa continentale.

Il prodotto sarà lavorato in loco attraverso la realizzazione di un centro oli e di un centro di stoccaggio del GPL. Parte del prodotto sarà destinato all’esportazione, e si prevede, attraverso un oleodotto già esistente, di inviarlo a Taranto, dove sorge la Raffineria ENI, che per accoglierlo però bisognerà fare lavori di adeguamento logistico. Lavori duramente contestati dagli ambientalisti.

Fonte: formiche.net

Non sanno, anzi, non vogliono proporre altro tipo di sviluppo e di lavoro, imponendoci il bivio tumori-fame, lavoro-ambiente, salute-sviluppo. Ci danno pane avvelenato, da metalli pesanti e da poteri forti: o malattie o fame. Questa è la loro proposta, inaccettabile.

Mi chiedo sempre: Chi è che deve mettersi una mano sulla coscienza: gli ambientalisti, pronti a dire no a tutto pur di avere salute e qualità di vita e lavoro pulito, perché per colpa loro c’è tanta disoccupazione e fame; o gli industriali, i petrolieri, il governo, le multinazionali che mascherano la malattia, il degrado e i veleni con i nomi di lavoro, sviluppo e occupazione?

L’ITALIA DICE STOP AL GLIFOSATO


glifosato

L’Italia dice stop al Glifosato in ambito europeo. In America questo erbicida viene utilizzato nella coltivazione di mais e di soia, e viene considerato “probabilmente cancerogeno” dall’Agenzia Internazionale per la Ricerca su Cancro, e “probabilmente non cancerogeno” dall’Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare.

L’Italia così affianca la Francia nella sua netta opposizione all’ipotesi di prorogare per altri 15 anni l’autorizzazione UE sull’utilizzo dell’erbicida. L’attuale autorizzazione scade a Giugno. L’Unione Europea viene incontro al Commissario Europeo alla Salute Andriukaitis, volendo ridurre l’autorizzazione al massimo per altri otto-dieci anni anziché quindici.

A prescindere dall’esito della votazione, il nostro Paese sta preparando un “Piano Nazionale Glifosato Zero“, basato: sull’implementazione della rete di monitoraggio dei residui di Glifosato su tutto il territorio nazionale; sull’introduzione dei limiti dell’impiego di questo erbicida; e sulla sua definitiva eliminazione entro il 2020. Dopo venti anni di lotte all’utilizzo degli erbicidi, e un referendum che non ha raggiunto il quorum, finalmente l’Italia apre alla loro abolizione.

Fonte: ecquologia.com

L’Italia fa un utilizzo abnorme di questi erbicidi. Si spera che non sia soltanto un annuncio elettorale, ma che seguano i fatti, il più presto possibile.

IL BORGO DEI BORGHI 2016


Parte il concorso Il Borgo dei Borghi 2016, organizzato dalla trasmissione “Alle Falde del Kilimangiaro” di Raitre. Un concorso in cui tutti possono votare, una volta ogni 24 ore, fino alla fine del concorso. Il borgo più votato verrà eletto Borgo dei Borghi 2016. I venti borghi candidati (uno per ogni regione) sono i seguenti:

scanno
Scanno (L’Aquila) – Abruzzo;

viggianelloViggianello (Potenza) – Basilicata;

chianaleaChianalea di Scilla (Reggio Calabria) – Calabria;

castellabateCastellabate (Salerno) – Campania;

san leoSan Leo (Rimini) – Emilia Romagna;

cordovadoCordovado (Pordenone) – Friuli Venezia Giulia;

subiacoSubiaco (Roma) – Lazio;

cervoCervo (Imperia) – Liguria;

lovereLovere (Bergamo) – Lombardia;

offagnaOffagna (Ancona) – Marche;

fornelliFornelli (Isernia) – Molise;

ricetto di candelo
Ricetto di Candelo (Biella) – Piemonte;

locorotondoLocorotondo (Bari) – Puglia;

posada.pngPosada (Nuoro) – Sardegna;

sambuca di sicilia
Sambuca di Sicilia (Agrigento) – Sicilia;

giglio castelloGiglio Castello (Grosseto) – Toscana;

egnaEgna (Bolzano) – Trentino Alto Adige;

spello.pngSpello (Perugia) – Umbria;

fénisFénis (Aosta) – Valle d’Aosta;

cison di valmarino.pngCison di Valmarino (Treviso) – Veneto.

Per votare occorre registrarsi sul sito MyRai TV, che è velocissimo, fare login e cliccare su “Votasul Borgo desiderato. E’ semplice, veloce e utile. Votate dunque, una volta al giorno, ogni 24 ore, il vostro Borgo dei Borghi!