IL BORGO DEI BORGHI 2019


Uno scorcio di Bobbio con il Ponte Vecchio

Anche quest’anno si è svolto il concorso nazionale de “Il Borgo dei Borghi”, all’interno della trasmissione di Rai Tre “Kilimangiaro”. Ogni anno viene eletto il Borgo più bello d’Italia, tra venti borghi, uno per ogni Regione, che si evidenziano per diversi parametri, tra i quali l’agricoltura, il buon cibo, la vivibilità, la qualità dell’aria e dell’acqua, la ricchezza di bellezze naturali e culturali.

Quest’anno il riconoscimento è andato al Comune di Bobbio (PI). Sito al confine di ben tre regioni, la Liguria, l’Emilia Romagna e la Toscana, conta circa 3.500 abitanti e sorge sul Fiume Trebbia. Si legge sul sito quotidiano.net, dalla quale ho preso l’articolo: “Bobbio è fatta di vicoli acciottolati, strade su cui si affacciano antichi portici: un borgo piccolo ma ricchissimo di arte e cultura, dove si stratificano l’eredità romana, longobarda e carolingia, che hanno lasciato la loro impronta anche nella cucina, molto saporita e apprezzata dai visitatori”.

La Basilica di San Colombiano, il Ponte Vecchio, chiamato “il Gobbo”, e il Monastero di San Francesco sono tre perle di questo splendido borgo che hanno contribuito a farlo eleggere come il Borgo dei Borghi 2019.

GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2019


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Come ogni anno il FAI organizza diverse giornate all’insegna della bellezza da visitare e rispettare: quella del nostro paesaggio. Ecco dunque che questo weekend, il 12 e 13 ottobre riaprono 700 luoghi del nostro Paese inaccessibili o poco valorizzati, da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite.

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Quest’anno il FAI, del quale sono un acceso sostenitore, ha anche registrato uno spot al tempo stesso simpatico ma che fa riflettere, con la domanda: e se domani non ci fosse più niente di bello da vedere? Ecco qua il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=QrkTTf9dEho

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In Sardegna saranno visitabili le Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA), il Colle di Bonària a Cagliari, la Batteria Militare a Palau (SS), il faro marittimo Guardia Vecchia a La Maddalena (SS), un percorso tra il Parco di Tepilora e il Borgo di Posada (NU), dove montagna e mare si incontrano, e il Faro di Capotesta (nell’immagine sotto), a Santa Teresa di Gallura (SS).

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Fino al 20 ottobre ci si può iscrivere al FAI pagando la tessera 10 euro in meno rispetto al suo costo originale. Infine, fino al 27 ottobre è attivo il numero SMS 45584 dal valore di 2 euro inviato dai cellulari Tim, Wind, Vodafone, Tre, Iliad, Tiscali, Coop Voce e Poste Mobile.

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#ricordiamocidisalvarelitalia

LE ROCCE SCOLPITE


Dal “mare dipinto” passiamo alle rocce dipinte, anzi, scolpite. Non ci sono grandi artisti capaci di scolpire la pietra e che hanno dato forma a queste rocce bizzarre presenti in Sardegna. Gli unici due artisti che hanno contribuito nel corso di migliaia di anni a scolpire queste rocce sono il mare e il vento. Vi presento le più sorprendenti.

Roccia dell’Elefante: Castelsardo

Roccia del Polpo: La Maddalena

Roccia dell’Orso: Palau

Roccia della Tartaruga: Porto San Paolo

Roccia del Lupo Ululante: Capo Testa

Roccia dell’Orso in piedi: Valle della Luna

Roccia dei fidanzati mano nella mano: Isola di Mal di Ventre

Roccia fallica: Isola di Mal di Ventre

Roccia del Cane: Capo Testa

Roccia del Cane che dorme: forse tra Dorgali e Baunei

Fotografia de Gilberto Tonet
Queste rocce affascinanti potrebbero rappresentare uno dei tanti punti di forza della Sardegna per attirare i turisti, uno sviluppo sostenibile nel rispetto della straordinaria bellezza della natura e nella salvaguardia del territorio. Una dimostrazione di come lavoro e ambiente, sviluppo e salute si possono finalmente conciliare. Senza dunque puntare necessariamente sulle industrie. La nostra industria è il turismo.

GIORNATE FAI DI PRIMAVERA 2019


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Da anni sono un fan del FAI, il Fondo Ambiente Italiano, che raccoglie fondi per destinarli alle opere da salvare e restaurare, ai beni culturali da valorizzare, e dal 1993 organizza delle giornate in cui tante nostre ricchezze, che sono chiuse, riaprono al pubblico. 

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Ripartono le Giornate FAI di Primavera, il 23 e 24 marzo, una manifestazione nazionale dedicata alla riscoperta del patrimonio storico, artistico e culturale del nostro Paese. Le Giornate FAI di Primavera coinvolgono ogni anno oltre 40.000 Apprendisti Ciceroni, studenti delle scuole secondarie di I e II grado che accompagnano nelle visite dei luoghi aperti. Educare al valore del patrimonio d’arte e natura attraverso una formula di partecipazione attiva alla sua cura è certamente uno dei modi più efficaci per risvegliare il proprio impegno civile.

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Partecipare alle Giornate FAI di Primavera significa fare un gesto concreto a tutela del patrimonio d’arte e natura. A fronte di ogni visita effettuata, i volontari del FAI chiedono un contributo facoltativo – a partire da 2, 3 o 5€ – a sostegno di quella missione in cui il FAI si impegna da oltre 40 anni: la cura, la tutela e la valorizzazione dei luoghi e delle storie che rendono unico il nostro Paese.

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Si può inoltre contribuire con un sms del costo di 2 euro al 45584, fino al 31 marzo. E allora, tu che puoi, FAI! Io ho già fatto 😉

IL LATTE VERSATO


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In Sardegna è in atto una protesta singolare e disperata dei pastori sardi, che li sta portando a sversare per strada e sulle campagne migliaia di litri di latte appena munto. Bloccano i tir per strada e a forza di minacce fanno svuotare le loro cisterne. Quello che fa disperare i pastori sardi è il prezzo del latte che, già troppo basso di suo, è sceso a 60 centesimi al litro, insufficiente per coprire i soli costi di produzione e di sostentamento delle pecore.

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La protesta è arrivata agli scranni del governo, dove il Ministro dell’Agricoltura Centinaio ha dichiarato: “La settimana prossima sarò in Sardegna a parlare con gli agricoltori. Come governo stiamo ripensando a tutta la questione dei Consorzi per quanto riguarda il latte di pecora”.

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“Si allarga il numero dei pastori che posta sui social il video in cui aprono i rubinetti dei refrigeratori per buttare il proprio latte, a testimonianza che la tensione nelle campagne rimane altissima”, denuncia la Coldiretti Sardegna, che parla di “situazione esplosiva” e “migliaia di litri di latte buttati”.

Prezzo del latte troppo basso e filiera lunga stanno ammazzando  il comparto agropastorale, già pesantemente penalizzato di suo. Bisogna tagliare la filiera e far aumentare i ricavi dei pastori. Bisogna farlo in fretta. Ed ecco alcuni video di protesta.

UN COLPO ALLO “STINTINO”


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Nel paradiso terrestre di Stintino, in Sardegna, dopo una mareggiata, si è depositata sugli scogli una immensa distesa di rifiuti di plastica. Si calcola che in Sardegna ci siano due chili di plastica ogni km.

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Nell’articolo de La Nuova Sardegna, che potete leggere, c’è una constatazione amara: un tempo, dopo le mareggiate, veniva trasportata una marea di alghe, con al massimo qualche pezzo di plastica. Ora viene trasportata una marea di plastica, con qualche traccia di alghe…

La plastica sugli scogli alla Pelosa...

“Tra i regali depositati alla Pelosa durante la mareggiata dello scorso fine settimana ci sono bottiglie, flaconi, stanghette, tappi e polistirolo. Quasi impossibile verificare la provenienza dei rifiuti. Molto più semplice mettere nero su bianco le cose che hanno in comune: sono tutti di plastica”.

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Che rabbia vedere un paradiso incontaminato diventare un paradiso di plastica.

LA MONTAGNA ARCOBALENO


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In Perù esiste una montagna arcobaleno, la “Montagna dei Sette Colori” viene definita. E’ Vinicunca, una vetta che raggiunge quota 5.200 metri dal livello del mare! Essa fa parte della Cordigliera delle Ande. Dall’ocra all’arancio, dall’azzurro al viola, e ancora il verde, il giallo si intrecciano sinuosi tra i monti. Vinicunca è rimasta a lungo nascosta sotto uno spesso strato di ghiaccio, che una volta sciolto, ha fatto emergere un mondo nuovo.

Perché tutti questi colori? Perché milioni di anni fa si sono depositati materiali come ferro, dolomite, zolfo, rame ed ematite, che oggi creano questo effetto. Rimane un posto unico e incontaminato perché per vederlo è necessario percorrere un trekking impegnativo ad alta quota che può durare diversi giorni.

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Fonte: Green Me

Uno spettacolo della natura. Un paesaggio arduo e selvaggio, ma spettacolare! Davvero incredibile. Meriterebbe di far parte del Patrimonio dell’UNESCO. Cosa ne pensate?