EARTH OVERSHOOT DAY


Consumi, l’allarme: le risorse naturali della terra per il 2018 sono finite. Nel 2018 l’Earth Overshoot Day in anticipo

inFIF=true;var _nhide;window._adform=[[‘on.setup’,function(s){_nhide=_nhide||s.options.type!=’floating’||!setTimeout(function(){_nhide||(frameElement.style.display=’none’)},50)}]];window._adform.tagFrame = window.parent;window.onerror = function (error) {new Image().src = “//track.adform.net/jslog/?src=adxErrors&msg=” + encodeURIComponent(‘521621 – ‘ + error);window.onerror = null;return false;};document.write(_adform.tagFrame.Atomik.privatePassbackCallback0);<!– –>(function(d){var _w, _c=0, _r=(“HTMLDocument” in window && document.write !== HTMLDocument.prototype.write);if (window.onload) {_c=1;d.close();}_w = d.write;d.write = function(a){new Image().src = “//track.adform.net/jslog/?src=asyncwrite&msg=521621:cdw_”+_c+”:”+_r;_w.call(d, a);};var c = window._adform.tagFrame[window.__renderCallback__];c && c(window.frameElement);})(document);” data-onload=”(function l(a,
b){function c(){b?G.open():G.open("text/html","replace");G.write(N);u.__rendered__=!0;m=a.offsetWidth;n=a.offsetHeight;r=u.document.body;r.style["float"]="left";k=r.offsetWidth;l=r.offsetHeight;p=r.scrollWidth;q=r.scrollHeight;u.adjustFrame=f;x[I]&&(O(x[I]),x[I]=null);x[I]=R(f,50);B(e,3E3)}function d(){B(function(){O(x[I]);x[I]=null},5E3)}function e(){d();G.close()}function f(){var b=0,c=0;k=r.offsetWidth;l=r.offsetHeight;p=r.scrollWidth;q=r.scrollHeight;g=k>p?k:p;h=l>q?l:q;for(var d=0;d<r.childNodes.length;d++){var e=
r.childNodes[d];e.offsetWidth&&(b=Math.max(b,e.offsetWidth),c=Math.max(c,e.offsetHeight))}if(m!=g||n!=h||t!=b||v!=c)b&&c&&b>=k&&c>=l?(y.width=b+"px",y.height=c+"px"):(y.width=g+"px",y.height=h+"px"),m=a.offsetWidth,n=a.offsetHeight;t=b;v=c}var g,h,k,l,m,n,p,q,r,t,v,u=a.contentWindow,x=u.parent,I="_inter_"+a.id,B=x.setTimeout,R=x.setInterval,O=x.clearInterval,N=a.getAttribute("data-contents"),y=a.style,G=u.document;u.__rendered__||(u.__rendered__=!0,b?c():B(c,0))})(this,false)” data-mce-fragment=”1″>

Quest’anno l’Earth Overshoot Day è stato il primo agosto, due giorni fa. Siamo già in debito di risorse. La popolazione mondiale ha consumato tutte le risorse terrestri – frutta e verdura, carne e pesce, acqua e legna – disponibili per il 2018. Da qui alla fine dell’anno perciò si consumerà più di quello che i sistemi naturali sono in grado di rigenerare, e si emetterà più CO2 di quanta gli oceani e le foreste ne possano assorbire.

Il Global Footprint Network, un’organizzazione di ricerca internazionale, ci dice che se ogni uomo consumasse come ogni statunitense servirebbero ben 5 terre per soddisfare il nostro fabbisogno; 4,1 terre se tutti avessero lo stile di vita degli australiani; 3,5 dei sudcoreani; 3,3 dei russi; 3 dei tedeschi. L’Italia, nella classifica dei più voraci di natura, è decima: se tutti vivessero come noi, servirebbero 2,6 pianeti per alimentarsi. L’86% degli abitanti del mondo vive in un paese che è in debito ecologico. Dal lato opposto ci sono stati come l’India che invece si fermano allo 0,7%.

I costi di questo crescente sbilanciamento ecologico sono sempre più evidenti e tangibili: deforestazione, siccità, scarsità di acqua dolce, erosione del suolo, perdita di biodiversità e un accumulo di anidride carbonica nell’atmosfera che alimenta il cambiamento climatico. L’insostenibilità deriva dal fatto che non esiste un limite alla crescita dell’economia, della produzione, dei consumi e della popolazione, mentre la Terra è una risorsa finita che non può essere aumentata.

La soluzione è allora quella di porre dei limiti per far sì che la data dell’Earth Overshoot Day si sposti sempre più avanti, l’obiettivo? poter ritornare al 31 dicembre. Secondo il Global Footprint Network i campi d’azione su cui occorrerebbe maggiormente lavorare sono quattro: città, energia, cibo e popolazione. Se venisse dimezzato il tempo passato al volante sostituendolo con spostamenti in mezzi pubblici si guadagnerebbero 12 giorni. Decarbonizzare l’economia tagliando metà delle emissioni attuali nel settore energetico regalerebbe 93 giorni, dimezzare lo spreco di cibo e adottare una dieta più sostenibile darebbe un “bonus” di 38 giorni. Da ultimo il controllo della crescita demografica: occorre far rallentare l’aumento della popolazione mondiale che dal 1970 ad oggi è raddoppiata.

Articolo completo su Il Fatto Quotidiano

 

Lascia la tua impronta, purché sia "ecologica"

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo di WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione /  Modifica )

Google photo

Stai commentando usando il tuo account Google. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione /  Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione /  Modifica )

Connessione a %s...