GIORNATE FAI D’AUTUNNO 2019


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Come ogni anno il FAI organizza diverse giornate all’insegna della bellezza da visitare e rispettare: quella del nostro paesaggio. Ecco dunque che questo weekend, il 12 e 13 ottobre riaprono 700 luoghi del nostro Paese inaccessibili o poco valorizzati, da scoprire attraverso occhi nuovi e prospettive insolite.

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Quest’anno il FAI, del quale sono un acceso sostenitore, ha anche registrato uno spot al tempo stesso simpatico ma che fa riflettere, con la domanda: e se domani non ci fosse più niente di bello da vedere? Ecco qua il link al video: https://www.youtube.com/watch?v=QrkTTf9dEho

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In Sardegna saranno visitabili le Saline Conti Vecchi ad Assemini (CA), il Colle di Bonària a Cagliari, la Batteria Militare a Palau (SS), il faro marittimo Guardia Vecchia a La Maddalena (SS), un percorso tra il Parco di Tepilora e il Borgo di Posada (NU), dove montagna e mare si incontrano, e il Faro di Capotesta (nell’immagine sotto), a Santa Teresa di Gallura (SS).

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Fino al 20 ottobre ci si può iscrivere al FAI pagando la tessera 10 euro in meno rispetto al suo costo originale. Infine, fino al 27 ottobre è attivo il numero SMS 45584 dal valore di 2 euro inviato dai cellulari Tim, Wind, Vodafone, Tre, Iliad, Tiscali, Coop Voce e Poste Mobile.

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#ricordiamocidisalvarelitalia

TORNANO LE GIORNATE FAI D’AUTUNNO


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Oggi e domani ritornano le Giornate FAI d’Autunno. Sono 660 i luoghi straordinari visitabili in queste due giornate, tra cui il nostro Monte Ortobene, il Monte che domina la città di Nuoro, il Monte delle Sorgenti. Inoltre sono 150 gli itinerari tematici.

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Infine per tutto il mese di ottobre è possibile usufruire di uno sconto speciale di 10,00 € sulla tessera del FAI per chi si iscrive online. Lo slogan, come ogni anno è “Ricordati di salvare l’Italia”.

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E allora, sosteniamo il Fondo Ambiente Italiano, e godiamoci un weekend all’insegna della bellezza e della cultura!

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GLI IBIS SMARRITI


Ibis non sanno più migrare: torneranno in Italia dalla Germania seguendo un aereo

Gli Ibis sono uccelli migratori, che da qualche anno non immigrano più in Italia, e non per colpa di Salvini che non vuole gli immigrati 🙂 Gli ibis sono prede pregiate per i cacciatori, e in Italia viene considerata una specie “estinta”. Così si sono “dimenticati” del nostro Paese.

Proprio per questo motivo, grazie ad un progetto europeo che si chiama “Life”, 31 esemplari sono partiti dal lago di Costanza, in Germania, seguendo un piccolo aereo ultraleggero, che mostra loro la strada, fino al lago di Orbetello, dove arriveranno fra due tre settimane. Mille chilometri di viaggio, attraverso le Alpi, al seguito della voce di “mamme adottive“, e umane, che hanno allevato i piccoli fin dai primi passi.

Attualmente si contano duemila esemplari, per lo più nei giardini zoologici, in Nordafrica, Marocco e Siria. Questi uccelli “migratori” non migrano più. Gli ibis hanno bisogno di spazio libero, dove si possano cibare. Mangiano qualsiasi cosa: vermi, semi. Il problema è che non sono particolarmente timidi e proprio questo li ha resi preda facile dei cacciatori. E si teme possano essere cacciati ancora, illegalmente.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Speriamo che almeno stavolta i cacciatori non sparino a queste creature.

TORNA A VOLARE L’AQUILA DEL BONELLI


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L’Aquila Fasciata, o “Aquila del Bonelli”, ritorna a volare in Sardegna. Sul sito Sardegna Ambiente si legge che è “lunga 65-70 cm, con apertura alare di 150-160 cm, e peso medio di 2 kg. Le parti superiori sono bruno scuro, in contrasto con quelle inferiori più chiare, con una macchia bianca sul dorso. Testa piccola ma sporgente. Le ali ampie appaiono squadrate da margini quasi parallelo, con un leggero assottigliamento all’estremità.

Coda lunga, grigia e con una banda nera terminale. Becco grigio-bluastro con punte nere e cera gialla. Tarsi calzati. Zampe gialle. Iride giallo brillante. Volo attivo caratterizzato da battute non profonde ma frequenti e potenti. In volteggio le ali sono piatte e la coda chiusa o parzialmente spiegata.

Frequenta ambienti rocciosi e aperti, a quote non molto elevate, nelle valli fluviali, boschi a macchia mediterranea, pascoli, zone paludose. Si nutre di piccoli mammiferi e di uccelli, talvolta lucertole e serpenti. Caccia gli uccelli in volo con estrema destrezza. Nidifica su pareti rocciose. La deposizione delle uova (1-3) avviene tra febbraio e marzo”.

Specie considerata estinta, ora ritorna in Sardegna, in particolare nel Parco di Tepilòra. Gli operai di Forestas stanno ultimando i lavori della voliera dove saranno ospitati i primi esemplari provenienti dalla Spagna. Nei prossimi tre anni si conta di arrivare a far nidificare tre coppie.

Fonte: La Nuova Sardegna

Bentornata aquila, speriamo che gli umani ti trattino come tu meriti, e che non ci siano bracconieri pronti a farti estinguere ancora una volta. A chent’annos, Aquila del Bonelli.

L’ALBERO PIU’ VECCHIO D’EUROPA


È in Italia l’albero più vecchio d’Europa: ha 1230 anni ed è nel Parco del Pollino

Si trova in Italia l’albero più vecchio d’Europa. E’ un Pino Loricato, sito nel Parco del Pollino, ed è diventato il simbolo dell’area protetta estesa tra le province di Matera, Potenza e Cosenza. E’ stato ribattezzato “Italus”, e ha la bellezza di 1230 anni! A stabilirne l’età è stato un gruppo di ricercatori che ha pubblicato il lavoro sulla rivista “Ecology, Ecological Society Of America”.

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In un comunicato del Parco del Pollino si legge che la ricerca è stata condotta con un metodo innovativo, che combina la dendrocronologia e la datazione al radiocarbonio di campioni di tronchi e radici.

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Il Pino Loricato vive in Europa nella Penisola Balcanica e in Italia, in particolar modo nell’Appennino Calabro-Lucano “rientrante nel perimetro del Parco Nazionale del Pollino, con popolamenti localizzati sui gruppi montuosi”. Per questo il Pino Loricato è stato scelto come simbolo del Parco Nazionale del Pollino.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

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Speriamo che quest’albero venga veramente protetto e tutelato, e che possa vivere ancora per molti millenni a venire.

SALAIOLA PRIMO BORGO NATURALISTICO D’ITALIA!


Salaiola

E’ Salaiola il primo borgo naturalistico d’Italia. Salaiola è una frazione del Comune di Arcidosso sul Monte Amiata. Gli abitanti di Salaiola hanno a cuore la salvaguardia della biodiversità presente sul suo territorio, ed intendono valorizzarla. Perciò la quasi totalità di loro ha aderito ad un Protocollo attraverso il quale i proprietari di terreni, giardini ed abitazioni si impegnano a mantenere l’ambiente integro e, pur nella prosecuzione delle normali attività, ad evitare intromissioni dannose alla natura ed a mettere in atto miglioramenti ecologici.

L’iniziativa è stata promossa dall’Associazione l’Aquilaia, nata 17 anni fa con l’obiettivo di valorizzare le tradizioni, la natura e promuovere il turismo. Essa, a tal fine, si impegna ad organizzare escursioni turistiche, e manifestazioni come La Festa della Luna e la Festa della Poesia.

Si legge nell’articolo dal quale ho preso la notizia: “Salaiola ha un’altitudine di 750 mt, ha uno straordinario patrimonio boschivo che include castagni, abeti bianchi, olmi, aceri, pruni, querce, salici, peri, meli, noccioli, ciliegi e pioppi neri, così come il tipico sottobosco costituito dalle ginestre, le rose canine, il biancospino e l’erica; tale ricchezza vegetazionale offre l’abitat ideale ad oltre 80 specie di uccelli, agli ungulati, ai mustelidi ed ai canidi selvatici tipici del Monte Amiata. Un ecosistema che si completa con la presenza del Fosso, ricco di ciprinidi e di una grande varietà di insetti. Salaiola ha origini altomedievali, e deve il suo nome verosimilmente al passaggio del prezioso sale che dalla costa veniva trasportato verso le città del centro Italia, o, secondo alcuni studiosi, ad una radice semantica longobarda”.

Fonte: ilgiunco.net

Andate a Salaiola, e rispettate la natura!

SALVIAMO L’AMAZZONIA


“Salviamo l’Amazzonia!” Sembra uno di quegli slogan da ragazzetti che marinano la scuola per protestare contro l’estinzione della Foca Monaca. Una sorta di “slogan da campagna elettorale”: ho sentito astrusità del tipo “questo concerto a Milano è ecologico, perché le emissioni prodotte andranno a limitare le emissioni nella foresta amazzonica, perché verranno ripiantati alcuni alberi”. Eh no, l’Amazzonia non è mai stata così tanto in pericolo come lo è in questi giorni! Infatti il governo brasiliano guidato da Michel Temer, vuole svendere l’Amazzonia ai privati che vogliono estrarre minerali tra cui oro, nichel, manganese e altro materiale.

La riserva ormai svenduta è grande quanto Piemonte e Lombardia messi insieme. E’ la Renca, 46 mila km quadrati di polmone verde che rischia di scomparire lasciando posto a delle miniere, dopo oltre trent’anni di protezione nazionale. Il governo rassicura che tutto si farà nel rispetto dell’ambiente. Ma questa è una balla colossale: come si può conciliare l’attività estrattiva con la tutela dell’ambiente?

La vendita della Renca, unita ad altre misure economiche e sociali, e alle privatizzazioni, è rivolta al rilancio del Brasile, che lentamente sta uscendo da tre anni di crisi economica.

Fonte e immagine: Corriere.it

Bisogna lottare tutti insieme, senza Temer, senza aver paura. Ecco cosa comportano le privatizzazioni: la svendita del territorio, del verde, della natura, a privati che la violentano e la distruggono.