DUE NOTIZIE TERRIBILI


Gran parte della foresta amazzonica è ormai diventata savana: raggiunto il punto di non ritorno

Cambiamenti climatici e attività dell’uomo sono strettamente connessi. Si potrebbe dire che i cambiamenti climatici siano conseguenza dell’attività dell’uomo. Gli effetti di queste attività sono devastanti. La Foresta Amazzonica si sta rapidamente trasformando in Savana. Il Presidente Bolsonaro si sta rendendo responsabile della radicale trasformazione di quello che un tempo rappresentava il polmone verde del pianeta.

Il giorno dell'Amazzonia, 10 cose da sapere

Tagli indiscriminati degli alberi e incendi dolosi, in brevissimo tempo, hanno distrutto gran parte della foresta. Il più grave disastro ambientale della storia del Brasile e non solo. La siccità è solo una delle conseguenze dei cambiamenti climatici connessi all’attività dell’uomo. E la foresta soffre, perché da pluviale diventa arida.

Andando all’altra estremità della Terra, in Kamchatka, ecco un altro fenomeno apparentemente inspiegabile: la morìa di pesci. Non  una morìa qualsiasi: il 95% della vita sui fondali marini non esiste più, è sterminata dall’inquinamento. Ancora misteriosa la causa.

Gli ambientalisti sostengono che l’inquinamento possa provenire da un impianto di stoccaggio di sostanze chimiche velenose di epoca sovietica forse filtrate in mare. Circostanza però negata da Solodov. Il vice presidente dell’Accademia Russa delle Scienze, Andrei Adrianov, invece, ha detto che la morìa è stata causata dalle tossine delle microalghe, conosciute come fioritura delle alghe. La teoria è stata sostenuta da importanti biologi marini russi, data la presenza di schiuma gialla che copre un’area visibile dallo spazio.

Da gennaio spariti 1.200 km quadrati di foresta Amazzonica. E Bolsonaro  taglia i fondi ai forestali - Open

Due notizie terribili che dimostrano quanto le attività dell’uomo influiscano sul cambiamento climatico, e quanto questo ricada sull’uomo e sugli animali. È come un gatto che si morde la coda. Bisogna saper ascoltare il grido della Terra, che ci implora di fermarci. Altrimenti le conseguenze ricadranno su di noi e suoi nostri figli e nipoti. Il punto di non ritorno è quasi arrivato.

LE MENTI CRIMINALI CONTORTE NON CONOSCONO LIMITI ALLA LORO FANTASIA ASSASSINA


Elefante

Elefantessa incinta uccisa con petardi nascosti in un ananas: cosa ...

Elefante ucciso con un ananas pieno di petardi: era in stato di ...

Femmina elefante incinta uccisa da ananas petardi

Oggi è la Giornata Mondiale dell’Ambiente. Essa nasce nel 1972 grazie all’Assemblea delle Nazioni Unite, anche se la prima edizione fu due anni più tardi, nel 1974, con lo slogan “Only One Earth” (solo una terra). Il motto per l’edizione 2020 è “È il momento per la natura”. Una frase che invita a riflettere sul rapido declino della biodiversità della Terra. Una sorta di estinzione di massa che attualmente vede a rischio circa un milione di specie viventi. E ciò a causa della distruzione degli ecosistemi. Da qui l’appello dell’ONU a tutti i Paesi per far crescere la consapevolezza dei cittadini su temi così delicati e stimolare azioni concrete. 

Ma proprio in questo giorno il genere umano, anziché riflettere la sua umanità, riflette la sua criminalità più becera e meschina. Infatti stanno facendo il giro del mondo le immagini di una elefantessa che aspettava un elefantino alla quale è stato dato da mangiare un ananas pieno di petardi che le sono esplosi tutti in bocca, uccidendola, e ovviamente uccidendo anche il suo elefantino. Le menti criminali contorte non conoscono limiti alla loro fantasia assassina. Mi vergogno di far parte del genere umano.

GIORNATA MONDIALE DELLA BIODIVERSITÀ


Giornata Mondiale della Biodiversità, il rapporto di Legambiente: “Il Covid fa riflettere sull’urgenza di tutelare gli ecosistemi”

Oggi è la Giornata Mondiale della Biodiversità. Il Covid-19 ci ha ricordato quanto sia importante tutelare la diversità biologica del Pianeta, dato che il 31% delle epidemie di malattie emergenti, come l’Ebola, è legato al cambiamento nell’uso del suolo causato dall’invasione umana delle foreste pluviali tropicali. Eppure la biodiversità è sempre più a rischio. Accade in tutto il mondo, dall’Amazzonia al Mediterraneo. Secondo i dati dell’Ipbes, il panel di ricerca delle Nazioni Unite dedicato alla biodiversità, tre quarti delle terre emerse sono stati significativamente alterati dall’uomo. Tra le cause più impattanti sugli habitat ci sono l’agricoltura e l’allevamento per l’industria. Il 2020 avrebbe dovuto essere l’anno cruciale per il raggiungimento degli obiettivi decennali sulla conservazione della natura, ma così non è stato.

Per quanto riguarda il nostro mare, pur rappresentando lo 0,82% delle superfici marine e lo 0,32% del volume di tutti i mari del globo, il Mar Mediterraneo ospita oltre 12mila specie marine, tra il 4 e il 18% di tutte le specie marine viventi del Pianeta, moltissime delle quali endemiche. Le principali minacce sono rappresentate dall’eccessivo prelievo di pesca, dallo sviluppo urbano costiero, dall’inquinamento delle acque e dalle modificazioni dell’habitat indotte dalle attività umane. Per diverse specie minacciate, come la cernia e lo sgombro, o a rischio come il nasello, è da tenere presente il loro interesse commerciale, che le rende più soggette a pressione e a un potenziale futuro declino.

Il quadro globale è molto preoccupante. Se quella amazzonica è la più grande foresta pluviale del Pianeta, casa di almeno 30mila specie di piante, di 30 milioni di specie animali e di tantissime specie ancora da scoprire, è anche vero che nei primi quattro mesi del 2020, la deforestazione è aumentata del 61% rispetto al 2019. Lo ricorda Greenpeace, spiegando che l’Amazzonia si è già ridotta del 15% rispetto alla sua estensione degli anni ’70, quando copriva oltre sei milioni di chilometri quadrati. Greenpeace lancia l’allarme, spiegando che di questo passo si rischia di arrivare al punto di non ritorno climatico. Tra le cause deforestazione, incendi, agricoltura e allevamenti intensivi, ma anche la costruzione di strade che rende le foreste di tutto il mondo più accessibili e vulnerabili, l’estrazione mineraria, di petrolio e di gas.

Un ruolo importante è quello giocato finora da agricoltura e allevamenti intensivi.

Per altre informazioni: Il Fatto Quotidiano

La biodiversità è fondamentale anche per la sopravvivenza dell’uomo. Tutelare le specie protette o a rischio estinzione è un compito difficile e delicato da portare avanti, anche perché ci vuole l’impegno di tutti noi.

AUSTRALIA: DALLA PADELLA ALLA BRACE


Australia, oltre 180 persone denunciate e 24 arrestate per incendio doloso. Wwf: un miliardo di animali uccisi da fiamme

Il mio slogan personale per il 2020 è #2020ForFuture, ma mi sa che l’anno è cominciato con il piede sbagliato, ma soprattutto è tutto fuorché “future”, tra il maltrattamento gratuito degli animali e gli incendi in Australia, con il cataclisma che ha causato (ora si parla di) un miliardo di animali arsi vivi, siccità, pessima qualità dell’aria. Ora arriva la notizia dell’arresto di oltre 180 persone e 24 denunciate per incendio doloso, ma anche la decisione di abbattere diecimila cammelli perché bevono troppo.

Cammelli selvatici australiani (immagine pubbl da ABC Australia)

Come volevasi dimostrare, l’uomo non solo distrugge la terra, se stesso ma soprattutto i suoi figli. L’uomo si ostina nella sua crudeltà. Ma si può essere più delinquenti? E’ cominciato male il 2020, molto, molto ma molto male.

CATACLISMA IN AUSTRALIA


 

Da settimane in Australia imperversano gli incendi che stanno devastando il verde, piegando le popolazioni con morti, case bruciate e acqua che comincia a mancare, sterminando gli animali, che ora rischiano l’estinzione. A Sydney la temperatura è salita a 48,9° C. È stato dichiarato uno stato di emergenza nel sud-est del continente, e venerdì oltre 100mila persone di tre Stati sono state evacuate.

Un canguro morto bruciato a Sarsfield, East Gippsland, Victoria, Australia (James Ross/AAP Images via AP)

Più di 150 incendi boschivi stavano bruciando nel New South Wales, mentre 45 incendi infuriavano nel Victoria, due dei quali a livello di emergenza. Oltre 6 milioni di ettari di terreno sono stati distrutti, tra cui 4 milioni soltanto nel Nuovo Galles del Sud. Il primo ministro Scott Morrison ha annunciato lo schieramento di 3.000 riservisti delle forze di difesa per aiutare a combattere gli incendi.

Risultati immagini per australia incendi koala canguri

Le autorità hanno avuto difficoltà a rilevare i danni dovuti alla forte copertura di fumo e all’impossibilità di accedere alle comunità isolate. La scarsa qualità dell’aria a causa del fumo del bushfire a Canberra ha causato la chiusura di aziende, istituzioni pubbliche e università, così come la cancellazione dei voli e la sospensione del servizio postale.

Immagine correlata

Sono almeno 480 milioni i morti tra koala (si stima che un terzo sia estinto), canguri e cavalli. Una cifra astronomica destinata, purtroppo, ad aumentare, per via degli incendi che continuano a devastare questo Continente, anche se le temperature oggi si sono abbassate.

Risultati immagini per australia incendi koala canguri

Scene raccapriccianti, un cataclisma senza precedenti. Il clima non cambia, siamo noi che lo cambiamo. Ma a morire, come sempre, sono gli innocenti, mai i colpevoli.

IL 2018 IN 12 FOTO


Il caso dei test sulle scimmie, compiuti ad Albuquerque negli Stati Uniti, è iniziato venerdì, con un'inchiesta del New York Times in cui si parlava di un coinvolgimento dell'European Research Group on Environment and Health in the Transport Sector (Eugt), un istituto fondato dalle principali case automobilistiche tedesche. Gli stessi marchi avevano commissionato lo studio nel 2014, poco prima del Dieselgate, lo scandalo legato alle emissioni cancerogene prodotte dalle vetture vendute negli Stati Uniti e in Europa. L'Eugt, che è stato rimosso lo scorso anno, riceveva tutti i suoi finanziamenti proprio dai marchi tedeschi (Volkswagen, Daimler e Bmw) ma non è chiaro se le case automobilistiche – che hanno già preso le distanze dallo studio dell'Eugt con dei comunicati – fossero a conoscenza delle metodologie usate nel realizzare i test.

Gennaio 2018: scoppia lo scandalo Dieselgate. Le più grandi industrie automobilistiche tedesche sono messe sotto accusa per aver taroccato i dati sulle emissioni di anidride carbonica delle nuove auto “Euro 6” grazie ad un software furbetto installato nelle auto stesse che faceva registrare livelli di inquinanti inferiori al momento della revisione.

Febbraio 2018: Nonostante l’evidente siccità che ha fatto soffrire la Sardegna, si decide di buttare a mare l’acqua della diga “Maccheronis”, perché l’invaso, grazie alle piogge degli ultimi due mesi del 2017 e i primi due del 2018, si è riempito troppo. Uno spreco inaccettabile. Intanto in Russia è in corso la mattanza dei cani randagi in vista dei Mondiali di Calcio.

Morto l'ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale

Marzo 2018: muore in Kenya (per vecchiaia) l’ultimo rinoceronte bianco. La specie è estinta.

Aprile 2018: Si costruisce in Africa la grande muraglia verde, per contrastare la desertificazione del Continente.

Risultati immagini per aquila fasciata

Maggio 2018: L’Aquila Fasciata, o “Aquila del Bonelli”, torna a volare sui cieli della Sardegna, in modo particolare nel Parco di Tepilòra, dopo decenni di estinzione.

Giugno 2018: abbattuta a Porto Torres una delle due ciminiere della dismessa Centrale a Carbone. Si temono ripercussioni sanitarie per quanto riguarda il possibile inquinamento da POP’s, inquinanti ai quali appartiene anche la diossina.

Risultati immagini per grecia

Luglio 2018: la Grecia brucia. E’ stato appurato che gli incendi che hanno devastato quella che io definisco la mia terza patria dopo la Sardegna e l’Italia, sono di natura dolosa.

Risultati immagini per santorini

Agosto 2018: Nella meravigliosa isola greca Santorini il turismo è molto pesante, soprattutto per dei poveri asinelli, costretti a salire più di cinquecento gradoni con i turisti, sempre più pesanti ed obesi, in groppa. I carichi pesanti che sono costretti a portare provocano agli animali escoriazioni, traumi e anche ferite croniche. In più vengono forzati a fare questo percorso quattro o cinque volte al giorno, senza riparo all’ombra, e senza un adeguato rifornimento di acqua e di cibo. E se non riescono a trasportare i turisti vengono addirittura percossi dai loro padroni.

Ma il Sindaco ha preso provvedimenti: orari prestabiliti, riposo all’ombra, acqua garantita, limitazione dei carichi da trasportare.

Inferno sul Monte Serra, 500 sfollati

Settembre 2018: Il Monte Serra va a fuoco. Gli sfollati sono più di 500, circa 70 famiglie, perché le fiamme hanno lambito le case. I danni sono ingenti.

Risultati immagini per ottana

Ottobre 2018: a soli 15 km stradali da casa mia, nella zona industriale del Comune di Ottana, sono stati rilevati livelli di trielina mille volte superiori al limite consentito dalla legge. La situazione sanitaria dalle nostre parti è drammatica. I tumori spuntano come funghi dappertutto, anche nel mio paese.

Novembre 2018: La Val di Fienne, famosa per gli abeti rossi dai quali prendono forma i violini Stradivari, viene abbattuta dalla forza del vento. In poche ore il vento ha raso al suolo un numero di alberi superiore a quanti ne possano tagliare tutti i boscaioli del Trentino in tre anni: ben un milione e mezzo di metri cubi di legname, secondo i tecnici dell’ufficio foreste della Provincia autonoma di Trento. Raffiche fino a 120 km/h hanno sollevato gli alberi e sradicato le radici.

Dicembre 2018: alcuni studenti hanno creato una biblioteca all’aperto, nella foresta di Võru, in Estonia, dei megafoni giganteschi, per poter dare una sensazione di riposo assoluto immersi nei suoni (amplificati) della natura. Lì si riesce a studiare meglio e a riposare di più. Inoltre può anche essere utilizzato come luogo di aggregazione sociale, di concerti, di spettacoli.

E con queste immagini vi auguro un 2019 meraviglioso, ricco di gioia, serenità, felicità, fortuna, e tutto quello che desiderate. E soprattutto sia meraviglioso per la salvaguardia dell’ambiente. Ci risentiamo l’anno prossimo 🙂

GLI IBIS SMARRITI


Ibis non sanno più migrare: torneranno in Italia dalla Germania seguendo un aereo

Gli Ibis sono uccelli migratori, che da qualche anno non immigrano più in Italia, e non per colpa di Salvini che non vuole gli immigrati 🙂 Gli ibis sono prede pregiate per i cacciatori, e in Italia viene considerata una specie “estinta”. Così si sono “dimenticati” del nostro Paese.

Proprio per questo motivo, grazie ad un progetto europeo che si chiama “Life”, 31 esemplari sono partiti dal lago di Costanza, in Germania, seguendo un piccolo aereo ultraleggero, che mostra loro la strada, fino al lago di Orbetello, dove arriveranno fra due tre settimane. Mille chilometri di viaggio, attraverso le Alpi, al seguito della voce di “mamme adottive“, e umane, che hanno allevato i piccoli fin dai primi passi.

Attualmente si contano duemila esemplari, per lo più nei giardini zoologici, in Nordafrica, Marocco e Siria. Questi uccelli “migratori” non migrano più. Gli ibis hanno bisogno di spazio libero, dove si possano cibare. Mangiano qualsiasi cosa: vermi, semi. Il problema è che non sono particolarmente timidi e proprio questo li ha resi preda facile dei cacciatori. E si teme possano essere cacciati ancora, illegalmente.

Fonte: Il Fatto Quotidiano

Speriamo che almeno stavolta i cacciatori non sparino a queste creature.

TORNA A VOLARE L’AQUILA DEL BONELLI


Risultati immagini per aquila fasciata

L’Aquila Fasciata, o “Aquila del Bonelli”, ritorna a volare in Sardegna. Sul sito Sardegna Ambiente si legge che è “lunga 65-70 cm, con apertura alare di 150-160 cm, e peso medio di 2 kg. Le parti superiori sono bruno scuro, in contrasto con quelle inferiori più chiare, con una macchia bianca sul dorso. Testa piccola ma sporgente. Le ali ampie appaiono squadrate da margini quasi parallelo, con un leggero assottigliamento all’estremità.

Coda lunga, grigia e con una banda nera terminale. Becco grigio-bluastro con punte nere e cera gialla. Tarsi calzati. Zampe gialle. Iride giallo brillante. Volo attivo caratterizzato da battute non profonde ma frequenti e potenti. In volteggio le ali sono piatte e la coda chiusa o parzialmente spiegata.

Frequenta ambienti rocciosi e aperti, a quote non molto elevate, nelle valli fluviali, boschi a macchia mediterranea, pascoli, zone paludose. Si nutre di piccoli mammiferi e di uccelli, talvolta lucertole e serpenti. Caccia gli uccelli in volo con estrema destrezza. Nidifica su pareti rocciose. La deposizione delle uova (1-3) avviene tra febbraio e marzo”.

Specie considerata estinta, ora ritorna in Sardegna, in particolare nel Parco di Tepilòra. Gli operai di Forestas stanno ultimando i lavori della voliera dove saranno ospitati i primi esemplari provenienti dalla Spagna. Nei prossimi tre anni si conta di arrivare a far nidificare tre coppie.

Fonte: La Nuova Sardegna

Bentornata aquila, speriamo che gli umani ti trattino come tu meriti, e che non ci siano bracconieri pronti a farti estinguere ancora una volta. A chent’annos, Aquila del Bonelli.

ESTINTO


Morto l'ultimo esemplare maschio di rinoceronte bianco settentrionale

E’ morto in Kenya l’ultimo esemplare maschio di Rinoceronte Bianco. Gli unici due esemplari rimasti ancora in vita sono due femmine. La specie ora è davvero a rischio estinzione, a meno che non si tenti una inseminazione artificiale per preservare la specie. Questo tentativo, però, non è di facile attuazione.

Si chiamava Sudan, aveva 45 anni ed era malato da tempo. E’ stato soppresso con l’eutanasia, perché molto vecchio, ed era già in agonia. In 58 anni sono stati ammazzati 2.000 esemplari, specialmente dai maledetti bracconieri, per via del corno dalla quale si ricavava una sostanza afrodisiaca. In tutto il mondo si contano meno di 30 mila esemplari di rinoceronti, di cui 20mila bianchi meridionali, 5mila neri, 3.500 indiani con un solo corno, meno di 100 di Sumatra, e 60 di Giava. Il rinoceronte settentrionale bianco apparteneva alla terza specie di animali più grandi dell’Africa, dopo l’elefante e l’ippopotamo.

Ora l’unico modo per salvare la specie è, come già scritto, quello della fecondazione in vitro, e anche se sono contrario a questo tipo di fecondazione, di fronte al pericolo di estinzione, trovo che questa sia l’unica soluzione, sperando che questo magnifico esemplare continui a vivere per tantissimi decenni, e si possa riprodurre senza estinguersi mai.

IL POZZO DEI DESIDERI


grand-prismatic-spring-1

Nel Parco di Yellowstone, famoso per essere stato il primo parco nazionale istituito nel mondo, e per la location del cartone animato Yoghi e Bubu, c’è un lago spettacolare che viene definito “Il Pozzo dei Desideri”. E’ la più grande sorgente d’acqua calda degli Stati Uniti e la terza nel mondo. E’ il Grand Prismatic Spring. L’unicità di questo lago vulcanico è la sua varietà di colori. Si va dal normale azzurro dell’acqua al verde, al giallo e al rosso.

grand-prismatic-spring-2

Questo è dovuto soprattutto grazie alla presenza di numerosi batteri termofilici, il cui habitat ideale è questo lago dalle altissime temperature: 87° centigradi! L’intensità della colorazione è dovuta alla presenza di clorofilla e di carotenoidi ed è influenzata dalla temperatura: in inverno i pigmenti arancioni e rossi sfumano infatti nel verde scuro.

Fonte e immagini: La Stampa

grand-prismatic-spring-3

Un patrimonio dell’Unesco, colori spettacolari che rischiano però di scomparire per sempre. Stando allo studio pubblicato in questi giorni dalla rivista Biological Conservation, sono più di cento i siti dell’Unesco che rischiano di scomparire a causa dell’attività frenetica dell’uomo, e più rapidamente di quanto si pensasse. E il Pozzo dei Desideri è proprio il primo della lista, il più a rischio. Uomo, fèrmati!

REGALO AI CACCIATORI


orsi

Il Governo regala la “licenza di uccidere” ai cacciatori delle Province Autonome di Trento e Bolzano. Marmotte, stambecchi, tassi, faine e orsi: sono loro i bersagli di questo regalo. Queste specie protette stanno per diventare oggetto di persecuzione, anche nelle zone protette e nei parchi.

Appena un mese fa il Presidente della Provincia di Bolzano ha subìto un processo alla Corte dei Conti per i reiterati e bocciati decreti anti marmotte. La LAV lo ha segnalato per danno erariale, e lui ha chiesto ed ottenuto il sostegno al governo, grazie al Ministro dell’Ambiente Galletti.

Fonte: Tiscali Notizie

AUMENTA LA POPOLAZIONE DEI CAMOSCI APPENNINICI


camosci appenninici

Aumenta la popolazione dei camosci appenninici. Secondo il censimento compiuto nel 2015, gli esemplari presenti nella catena montuosa che va dalla Liguria alla Calabria, sono oltre 2.700, il che equivale a un +45% rispetto al 2014. Insomma, un boom di nascite. Si pensi che nei primi anni del ‘900, nell’area che poi sarebbe diventata il Parco Nazionale dell’Abruzzo, vivevano appena 30 esemplari.

Fonte: Ecoblog.it

Ed ora godiamoci alcune immagini, prese da google immagini, dei dolcissimi camosci appenninici.

camoscio appenninico 1

camoscio appenninico 2

camoscio appenninico 3

camoscio appenninico 4

camoscio appenninico 5

SALVIAMO I POPOLI INDIGENI


indios

Papa Francesco, pochi giorni fa, nella Giornata dei Popoli Indigeni, ha chiesto, con un tweet, “che vengano rispettati i popoli indigeni, minacciati nella loro identità e nella loro stessa esistenza“. E in particolare per quelli del Brasile, il Paese al centro dell’attenzione mediatica per le Olimpiadi di Rio, “Survival International“, movimento mondiale per i diritti dei popoli indigeni, ha lanciato la campagna “Fermiamo il genocidio in Brasile“.

La campagna di sensibilizzazione si pone tre obiettivi:

  1. Porre fine alle violenze e al furto di terra dei Guaranì del Brasile, che sono a rischio genocidio. Gran parte delle loro terre, infatti, sono state derubate per far spazio ad allevamenti di bestiame o a piantagioni di canna da zucchero e soia. La tribù si trova quindi a vivere ai margini delle strade, in accampamenti di fortuna, dove dilagano malnutrizione, malattie e purtroppo anche molte violenze da parte dei sicari al soldo degli allevatori. Per questo, “Survivalchiede al governo del Brasile di intervenire per fermare le violenze e rispettare i diritti territoriali dei Guaraní, demarcando le loro terre;
  2. Proteggere la terra della tribù incontattata dei Kawahiva: una tribù dell’Amazzonia brasiliana che non ha contatti con il mondo esterno e uno dei popoli più vulnerabili del pianeta. Purtroppo, i Kawahiva vivono in fuga ormai da molti anni perché le loro terre sono state invase dai taglialegna, che stanno abbattendo la foresta a un ritmo vertiginoso. Sono estremamente vulnerabili a malattie e a violenze e quindi rischiano l’estinzione;
  3. Il terzo obiettivo, che è stato già raggiunto, è quello di ottenere, grazie alla presenza dei sostenitori dell’opinione pubblica internazionale, che il ministro della Giustizia firmasse un decreto di demarcazione della terra dei Kawahiva. Tuttavia, il decreto non è stato ancora attuato e spetta ora al Dipartimento brasiliano agli Affari indigeni rendere esecutiva la demarcazione. Fino a quando ciò non accadrà, non si potrà dire che questi indigeni vengano protetti.

Sempre l’associazione denuncia che in tutto il mondo i popoli indigeni vengono molto spesso sottoposti a violenza genocida, schiavitù e razzismo nel nome del progresso e della civilizzazione. Ma è un progresso presunto: in realtà, il fine è quello di poterli derubare di terre, risorse e forza lavoro

E’ fondamentale – conclude “Survival International” – che i popoli indigeni vedano rispettato il loro diritto alla terra. Quando hanno la loro terra, possono prosperare e vivere tranquillamente. Per questo, è importante dire che si può fare qualcosa: si può intervenire per fermare le violazioni dei diritti umani e chiedere il rispetto dei diritti indigeni.

Fonte: papanews

BLOGUMENTARY: TARTARUGA CARETTA CARETTA


Cari amici,

oggi nella rubrica Blogumentary pubblicherò alcune immagini (tratte da google immagini) della Tartaruga Caretta-Caretta, un tempo in Via d’Estinzione, ma che in questi ultimi tempi si sta ripopolando.

tartarughine

tartaruga caretta caretta

tartaruga caretta caretta 2

tartaruga caretta caretta 3

tartaruga caretta caretta 5

tartaruga caretta caretta 4

Ciao a tutti!

BLOGUMENTARY: ORSO POLARE


orso polare

Il blogumentary di quest’oggi, come suggerito dalla mia amica violablues, è dedicato all’orso polare. Questo splendido mammifero, come sapete e come potrete intuire anche dal nome, vive al Polo Nord e nel Mar Glaciale Artico, ed è un grande carnivoro.

Un esemplare maschio adulto può pesare dai 350 ai 700 kg, e può misurare dai 2,4 ai 3 metri di lunghezza. Le femmine sono lunghe circa la metà dei maschi e pesano tra i 150 e i 250 kg. La sua vita media varia dai 25-30 anni ai 35 quando vive in cattività.

Con lo scioglimento dei ghiacciai dovuti ai cambiamenti climatici rischia di scomparire un terzo degli orsi polari entro il 2050: repubblica.it

E adesso godiamoci le splendide immagini (tutte prese da google immagini) di questi esemplari meravigliosi.

orso polare 2

orso polare 3.png

orso polare 4

orso cucciolo

orso cucciolo 2

orso cucciolo 3

BLOGUMENTARY: ANIMALI IN VIA D’ESTINZIONE


foca monaca

Quest’oggi non mi veniva in mente nessun animale da pubblicare, finché non ho trovato un bellissimo articolo. Ed ecco un blogumentary diverso, dedicato agli animali in via d’estinzione: in Italia le specie a rischio, e alcune di queste sono già scomparse, sono ben (o mal) 266. Nella foto vedete la foca monaca.

La mia grande amica indianalakota ha riportato nel suo blog questo articolo:

Cosa stiamo perdendo

BLOGUMENTARY: ELEFANTE


elefante

Dalla farfalla, proverbialmente leggera, all’elefante, proverbialmente pesante. Oggi parliamo di questo splendido pachiderma. Il più pesante, forse, perché arriva a pesare, almeno l’elefante africano della Savana, anche fino a 5.500 chili, anche se nel 1956 fu ucciso in Angola un elefante che pesava ben 12.000 chili! La sua lunghezza varia dai 5,5 metri ai 6,5 metri, e la sua aspettativa di vita varia dai 48 anni dell’elefante asiatico, ai 60-70 anni dell’elefante africano. Anche il periodo di gestazione varia dai 18 ai 22 mesi.

elefante zanne

Già, l’elefante vive a lungo quasi quanto l’uomo, se quest’ultimo glielo permette. Perché purtroppo ci sono dei bracconieri che per via delle zanne d’avorio di cui esiste un business crudele, sterminano numerosissimi esemplari, alcuni mandandoli in via d’estinzione.

elefante circo

Inoltre l’elefante viene sfruttato anche dai circhi, costringendoli, anche con violente percosse agli organi genitali, a evoluzioni e giochi che per sua natura non farebbe mai, e questa è una cosa denunciata migliaia di volte, ma che purtroppo si continua a perpetrare nei confronti di questi poveri animali.

SALVIAMO LA FORESTA SUL MONTE GARIWANG


foresta

I grandi eventi sportivi sono sempre stati una vera e propria speculazione, edilizia e non solo. Olimpiadi: è questa la parola d’ordine, la parolina magica che droga tutte le coscienze. Una sorta di pifferaio magico. Ed ecco che eventi che magari durano solo pochi giorni sono sufficienti a far accettare alle popolazioni locali la distruzione di una foresta plurisecolare. 500 anni per formarsi, 4 giorni per farla morire, attraverso una lenta e dolorosissima agonia, costituita dal taglio di tutti gli alberi e delle piante.

Sta per accadere a Pyeongchang, sul monte Gariwang, nella Corea del Sud. Su questa foresta vivono diverse specie in via d’estinzione, perciò protette, come la lontra, il gatto leopardo, la martora e lo scoiattolo volante. La foresta sta cominciando a morire, perché stanno già cominciando i lavori per la costruzione di un enorme resort sciistico, e la montagna dunque presenta già degli enormi sfregi lungo i suoi fianchi.

Ecco perché hanno lanciato una petizione sul sito Avaaz.org per salvare la foresta coreana. L’obiettivo è quello di salvarla dalle colossali speculazioni edilizie in vista dei Giochi Olimpici Invernali del 2018. Le firme attuali sono più di 915mila. Si deve arrivare ad almeno un milione di firme. Si può firmare qua.

Non lasciamoci incantare da questi pifferai magici, che ci portano solo alla rovina della natura, quindi alla nostra. Firmiamo tutti.

CINA: SCOPERTE 43 UOVA DI DINOSAURO INTEGRE


uova dinosauro

Incredibile e sensazionale scoperta in Cina! Durante alcuni lavori di manutenzione stradale sono state trovate 43 uova di dinosauro integre e perfettamente conservate! E’ accaduto ad Heyuan in Cina, ora ribattezzata “La Città dei Dinosauri“. E la cosa più incredibile è che negli ultimi anni ad Heyuan di uova di dinosauro ne sono state trovate ben tredicimila! Una testimonianza verace per cui quella città era stata ampiamente abitata da dinosauri in passato.

Fonte: Centro Meteo Italiano

Una scoperta davvero sbalorditiva. Cosa ne pensate? Saranno davvero uova di dinosauro?

ANCORA CI PROVANO?


trivellazioni

Trivellare per cercare petrolio. Un’energia passata di moda, inquinante, velenosa, non più funzionante, non più necessaria. Le trivellazioni per la ricerca del c.d. “oro neronon trovano giustificazione se non per il fatto che sono un business dei sostenitori delle energie fossili e “convenzionali”. Ma convengono soltanto a loro. A noi lasciano soltanto inquinamento e morte.

Non convengono le fonti energetiche convenzionali. Eppure pare che il mercato sia ancora attivo. Infatti ci provano ancora. Si parla ancora di trivellazioni in mare al largo della costa occidentale della Sardegna. Una società norvegese avrebbe presentato al Ministero dell’Ambiente una domanda di Valutazione di Impatto Ambientale per la ricerca di idrocarburi.

Scontate le proteste degli ambientalisti, in particolare del Gruppo di Intervento Giuridico che hanno impugnato la suscritta domanda per via del fatto che il luogo che vogliono trivellare è stata dichiarataarea marina protetta di interesse internazionale“. Una zona abitata da cetacei e tartarughe marine, specie a rischio estinzione. E dunque potrebbe rappresentare un grave danno anche per l’economia locale.

Cosa ne pensate?

SARDEGNA DELLE MERAVIGLIE, MA BIODIVERSITA’ A RISCHIO


sardegna

Riporto un bellissimo articolo pubblicato sul quotidiano La Stampa dedicato alla Sardegna, un paese delle meraviglie, ma la biodiversità è a rischio anche nella nostra isola.

In Sardegna numerose specie vegetali e animali, ma anche interi ecosistemi, rischiano l’estinzione. Secondo l’Istituto superiore per la ricerca e la protezione ambientale (Ispra), l’isola è la regione italiana con il maggior numero di specie a rischio. Dai boschi agli ecosistemi dunali, dai rettili ai mammiferi. Una minaccia per questo paradiso di biodiversità: terra di ricchezza e di meravigliosa natura, unica in Italia, preziosa anche in Europa.
IL LUOGO Il paesaggio vegetale della Sardegna è piuttosto variegato, non soltanto grazie alla sua storica variabilità geologica e geomorfologica, ma anche a causa dell’intervento dell’uomo. E’ possibile classificarlo in tre grandi e diversi ambienti: la zona interna montagnosa, le spiagge e il mare, e gli stagni costieri. L’antichità di queste terre e la lontananza dalle altre regioni hanno permesso la presenza di alcune specie animali uniche, come il Muflone, la Foca monaca, il falco pellegrino. La flora della Sardegna conta 2.408 entità, con una presenza endemica di circa 347 specie, quasi il 15%. Ma il sistematico disboscamento, iniziato dai conquistatori e proseguito con gli autoctoni, collegato anche al problema degli incendi, ha ridotto notevolmente la ricchezza naturale.
NATURA Tra le specie più belle, a rischio, l’astragalo marittimo, dai fiori dalla corolla rosa-violacea, il fiordaliso di Coros e l’aquilegia nuragica, il cardo del Gennargentu e l’eufrasia. In quanto alla fauna, le due specie endemiche più famose, ma minacciate anche loro, sono il tritone sardo e l’orecchione sardo. Il primo è considerato l’anfibio più raro d’Europa, mentre il secondo è invece l’unico pipistrello esclusivo dell’Italia. Messe male anche le tartarughe palustri. Molto più frequenti saranno, invece, gli incontri con cervi, daini, cinghiali, lepri e raganelle.
IL CONSIGLIO Il Parco nazionale dell’Arcipelago di La Maddalena è considerato uno dei parchi più belli di tutta l’Europa. Sia per chi ama la terra, sia per coloro che desiderano il mare. Il Parco copre una superficie terrestre di 5.100 ettari ed una superficie marina di 15.046 ettari, su un fronte di ben 180 km di coste, estendendosi dalle Bocche di Bonifacio e comprendendo tutte le isole appartenenti all’Arcipelago di La Maddalena. Per raggiungere quest’area bisogna imbarcarsi su uno dei traghetti che partono da Palau.
DINTORNI Qualche piccolo consiglio per godere appieno della straordinaria ricchezza locale. Il Parco naturale regionale Molentargius-Saline, a Cagliari, è l’habitat di un gran numero di uccelli, tra cui i fenicotteri. Il Parco naturale regionale di Porto Conte, in provincia di Sassari, comprende le Grotte di Nettuno, il Lago di Baratz, il promontorio di Capo Caccia, isola Foradada e la foresta demaniale “Le Prigionette”. Il Parco nazionale del Golfo di Orosei e del Gennargentu comprende le cime più alte della Sardegna, mentre quello dell’Asinara racchiude un piccolo lembo che si trova all’estremo nord dell’isola: da scoprire anche tramite trekking e immersioni.

Un bellissimo articolo che descrive bellezze e rischi della nostra amata isola.

Ambiente sul Web è anche su facebook: https://www.facebook.com/ambientesulweb

ALLARME: IL CIOCCOLATO RISCHIA DI ESTINGUERSI


cioccolato

Questa notizia per un amante del cioccolato come me è una cannonata nello stomaco. Adoro il cioccolato, soprattutto quello al latte e il nocciolato, e ne consumo tantissimo. Il fondente mi piace molto meno, devo dire. Ma sapere che il cioccolato potrebbe rientrare nelle “specie” in via d’estinzione mi scoinvolge.

A lanciare l’allarme sono due dei più grandi produttori di cioccolato al mondo: Mars e Barry Callebaut, che sottolineano come il consumo sia in netto e costante aumento. Pensate che nel 2013 sono stati consumati 70mila tonnellate in più rispetto all’anno precedente. E la produzione rischia di non stare più al passo con la domanda globale.

A determinare l’innalzamento della domanda (e quindi anche dei prezzi, che sono aumentati del 60% in due anni), sarebbe il consumo sfrenato del cioccolato in Occidente, ma soprattutto in Cina, dove si consuma tanto cioccolato fondente, che “brucia” il maggior numero di piante. Ghana e Costa d’Avorio, due dei maggiori coltivatori di piante di cacao, devono fare i conti con carestie e siccità, oltre che con i parassiti che hanno rovinato gran parte dei raccolti.

Fonte: l’Unione Sarda.

Credete che sia io, golosissimo, il principale responsabile della via d’estinzione del cioccolato? :O

Ambiente sul Web è anche su Facebook, all’indirizzo https://www.facebook.com/ambientesulweb
Seguitelo.

CILENTO: TROVATE 100 UOVA DI TARTARUGA CARETTTA-CARETTA


caretta caretta

Nel Parco Nazionale del Cilento, ad Acciaroli, alcuni ragazzi hanno rinvenuto centinaia di uova di tartaruga “caretta-caretta”, e hanno avvisato il Sindaco. Così il Comune ha provveduto ad attivare la Polizia Municipale che ha recintato e messo in sicurezza la zona.

Pochi giorni prima, a Marsala, è accaduta la stessa cosa: una tartaruga caretta-caretta ha deposto le uova: avvistata dal WWF si è provveduto immediatamente a recintare la zona per proteggere le uova da turisti incauti e dai predatori.

La caretta-caretta è una tartaruga che qualche anno fa era in via d’estinzione, e dunque le uova deposte da queste tartarughe fa rinascere la speranza che la fine per queste creature non sia vicina.

Foto e info: ecoblog.it